Mettiamo che venga erogato un finanziamento europeo o regionale. Oppure consideriamo l'acquisto di una singola auto o di un pieno di benzina. Mi chiedo: quanto del denaro erogato o speso rimane all'ente o al costruttore, al rivenditore, quanto all'indotto (piccole imprese), quanto agli operai, piccoli professionisti e simili?
Sappiamo che il lavoratore dipendente spende la quasi totalità di cià che guadagna rimettendo il denaro in circolo mentre lo sceicco produttore di petrolio accumula, accumula, accumula...
Ora, e scusate la mia incompetenza, non sarebbe utile calcolare un rate in cui si specifica che l'acquisto di un determinato bene aiuta la ridistribuzione della ricchezza piuttosto che andare a ingrossare capitali già cospiqui? O meglio anche sapere che (mettiamo) il 90% del costo di un'auto si ridistribuisce tra la miriade di piccole imprese e lavoratori dipendenti, mentre solo il 10% entra a far parte nel capitale di multinazionali oppure al contrario una percentuale molto maggiore va alle multinazionali mentre una minore va ai lavoratori?
Per le erogazioni dei fondi europei ad esempio va da se che privilegiare progetti che propongono un "alto rate di ridistribuzione dei fondi erogati" farebbe bene al paese incentivando l'acquisto di beni primari e quasi-primari a discapito dell'accumulo di capitale. Oppure anche attività generiche che presentino un alto rate di distribuzione della ricchezza potrebbero usufruire di maggiori sgravi fiscali
spero di essermi spiegato oltre di non aver detto troppe caxxate. Che ne pensate?




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