Recentemente il governo ha introdotto nuovi incrementi delle accise sui carburanti: 10 c. per la benzina, 13,5 sul gasolio, 2,5 sul GPL
Cui bisogna aggiungere l'Iva e un ulteriore incremento per il margine della catena distributiva. Il tutto ha portato ad una incidenza delle tasse sul carburante mediamente del 60%.
Secondo quanto appreso oggi tutto questo ha provocato una diminuzione dei consumi di circa il 10%; quindi a parità di valore calano i consumi di carburanti.
Ora, per sfizio, ci siamo fatti due conti sulla base delle nostre schede carburante sui prezzi di una "pompa bianca" locale.
A fine novembre il gasolio costava 1,469 al litro, oggi 1,639. L'incremento è dell'11,57%.
Ora, considerato un consumo medio annuale di circa 2.000 litri al vecchio prezzo e di 1.800 (cioè ridotti del 10% a causa degli aumenti) possiamo fare un raffronto fra l'incasso e il gettito
Dunque sembrerebbe che l'incremento delle accise abbia provocato un modestissimo incremento di gettito dovuto al calo dei consumi. E parliamo di gasolio: per la benzina l'incremento potrebbe essere negativo ma non abbiamo dati.
- al vecchio prezzo: ( 2.000 x 1.469 ) = 2938 x 60% = 1762.80
- al prezzo attuale: ( 1.800 x 1.639 ) = 2950 x 60% = 1770.12
Per di più i consumi calano in un periodo quello natalizio in cui sarebbe stato plausibile il contrario.
Quindi possiamo affermare, salvo dati più precisi, che la genialata di SuperMario Gold(man) si è rivelata un flop e non è escluso che a breve arrivi un'ulteriore stangata.
Della serie: Non consumi? E io ti bastono.
Ma, ovviamente, bisogna guardare anche gli aspetti positivi.
Meno consumi di carburanti significa meno circolazione di auto nelle strade, per cui meno incidenti e spese di riparazione, meno morti e feriti, meno rimborsi assicurativi, minor inquinamento e minore stress e qui le coronarie, ragazzi, faranno festa perché le code in tangenziale saranno un lontano ricordo e non ci sarà necessità di progettare nuove varianti o autostrade.
Ma anche le strade, alla lunga, avranno bisogno di minore manutenzione, i gommisti venderanno meno pneumatici e saranno costretti a ridurre i prezzi, i pedaggi autostradali diminuiranno se non di prezzo almeno nel totale incassato.
L'aria sarà più respirabbbbile e molti, costretti dal caro benzina, opteranno per mezzi di trasporto alternativi come la bicicletta o il cavallo col calesse. Pure i riksciò potranno essere di moda considerato il numero di cinesi in circolazione e magari a tirarli ci metteremo gli sfigati italiani senza laurea.
E pensare che qualche imbecille definisce questo scenario paradisiaco come recessione.
Disfattisti...!!!




Rispondi Citando
