Siria. Sangue e morti a Damasco, ma questa volta l
Che vuol dire "L'occidente tace"?
A parte che la stampaccia parla della Siria ogni giorno...


Siria. Sangue e morti a Damasco, ma questa volta l
Che vuol dire "L'occidente tace"?
A parte che la stampaccia parla della Siria ogni giorno...




L'articolo completo si potrà leggere solo domani, quindi per ora non si possono esprimere giudizi su cosa avrà voluto significare l'articolista con quella frase. Certo è una frase un pò infelice, considerato come di solito viene utilizzata...
Voglio sperare che non si siano bevuti il cervello anche quelli di Rinascita.ncav:
"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch


Ho l' impressione che si riferisca alle vittime dei disertori e dei terroristi della resistenza anti-governativa, denunciando che quando i ribelli al regime di Damasco amazzano, sparano eccettera, non arrivano parole di condanna dall' occidente.


"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch




OTTIMO ARTICOLO
Siria. Sangue e morti a Damasco, ma questa volta l’Occidente tace
Si fa sempre più preoccupante la situazione in Siria. Il Paese è ormai sull’orlo di una guerra civile che vede contrapposte le forze armate di Damasco a quello che si è autonominato “libero esercito siriano” e che sarebbe esclusivamente composto di militari disertori, almeno stando a quanto riferito dal numero uno della milizia il colonnello Riad al Asad. Difficile dire però quanti siano effettivamente i soldati defezionari che compongono questa nuova compagine armata, nata non nel Paese arabo, ma in Turchia grazie proprio al sostegno dell’esecutivo di Ankara, grande alleato anche dell’altro organo di opposizione al governo siriano, questa volta politico: il Consiglio nazionale di Istanbul. Il sedicente “libero esercito siriano” nel mese di dicembre ha più volte compiuto attacchi contro obiettivi delle forze armate regolari provocando decine di morti fra i soldati di Damasco. Morti che non hanno però prodotto alcuna reazione da parte della comunità internazionale occidentale, molto attenta invece a dare eco alle voci delle presunte uccisioni compiute dalle forze di sicurezza del Paese arabo nonostante la quasi totale assenza di prove.
Un clima rovente che, infine, è sfociato il 23 dicembre scorso e il 6 gennaio 2012 in una serie di attentati a Damasco, attacchi che hanno colpito ancora una volta sedi amministrative di polizia ed esercito. Da mesi il governo siriano denunciava la presenza nel Paese di gruppi armati di terroristi che aprendo il fuoco durante le manifestazioni pubbliche indistintamente su militari e civili creavano il panico fra la popolazione, una denuncia mai raccolta dall’Occidente impegnato soltanto a portare avanti la propria campagna di delegittimazione del presidente Bashar al Assad. Anche in seguito agli attentati, infatti, si è registrato un sostanziale silenzio da parte dei Paesi europei e degli Stati Uniti, che hanno condannato soltanto l’atto in sé astenendosi dall’entrare nel merito dell’accaduto, lasciando che questa volta fosse il Cns di Istanbul a puntare il dito contro il governo siriano, per il quale la responsabilità degli attacchi è invece da imputare alle milizie islamiche presenti nel Paese. “Il regime è l’esecutore di questo attentato criminale che oggi ha causato il martirio e il ferimento di numerosi civili”, recita una nota del Consiglio che riunisce le opposizioni all’estero e che ha quindi invitato la Lega Araba e il Consiglio di Sicurezza dell’Onu “ad istituire una commissione di indagine mista al fine di far luce sulla natura degli attentati e consegnare il responsabile alla giustizia”.
Il tutto mentre è ancora in corso la missione degli osservatori dell’organizzazione panaraba per verificare il reale stato dei fatti in Siria. Una missione che non è mai stata ben vista da alcune frange dei movimenti dissidenti del Cns, i quali avrebbero invece voluto che la Lega approvasse pesanti sanzioni in linea con quelle occidentali nei confronti di Damasco senza prima accertarsi della verità. Fra queste frange si trovano in prima linea i Fratelli Musulmani, movimento messo al bando dall’ex presidente Hafez al Assad e che punta a recitare un ruolo di primo piano nella vita politica della Siria dopo un eventuale uscita di scena dell’attuale leadership. La Fratellanza ha difatti duramente criticato la scelta dei Paesi arabi di non interrompere la missione dopo gli attentati della scorsa settimana, accusando la Lega di voler “coprire i crimini del regime”.
“È chiaro che la missione di monitoraggio sta concedendo tempo e modo di uccidere la nostra gente”, ha affermato il portavoce dello schieramento islamico Zuhair Salem che ha poi sottolineato come gli osservatori non siano riusciti a “dare risalto alle responsabilità del regime per la morte di migliaia di siriani, tra cui centinaia di bambini”. Parole che mostrano come per molti, tra oriente e occidente, la crisi siriana sia soltanto un’opportunità per raggiungere i propri scopi, al di là da ciò che sta realmente accadendo nel Paese arabo. É stato dimostrato infatti che la verità interessa a pochi e non è certo un caso che, oltre agli osservatori della Lega araba, anche i giornalisti entrati in Siria da settembre a oggi abbiano potuto verificare quanto la situazione sul campo sia diversa da quella che oppositori e sedicenti attivisti raccontano attraverso la rete. La tensione resta dunque altissima e il prossimo approdo nel porto di Tartus di tre navi da guerra russe, che fa seguito alle notizie della mobilitazione della flotta statunitense, è un segnale ulteriore della gravità della situazione.
Siria. Sangue e morti a Damasco, ma questa volta l
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Gli umori corrodono il marmo




Sono molto preoccupato per la situazione in Siria e per il governo nazionalsocialista del Presidente Assad. Fino a pochi mesi fa questa situazione sembrava impensabile. La Siria baathista sembrava essere immune dal morbo occidentalista ed invece in pochi mesi la situazione si è fatta drammatica. E' un segno evidente che nessuno, ma proprio nessuno, è esente dai pericoli di una aggressione fomentata dall'esterno.
Indubbiamente la mancanza di attiva politica estera di Cina e, sopratutto, della Russia hanno permesso alla NATO e ai suoi scherani di attuare le più vergognose ed infami opere di aggressione e di sovvertimento dei regimi nazionalisti.
Sinceramente non riesco a capire l'immobilismo delle due super(?) potenze antagoniste (?) degli americani.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


"L'odio per la propria Nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
"Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
"O siamo un Popolo rivoluzionario o cesseremo di essere un popolo libero" - Niekisch