Cosa c'entra, mi si chiederà, quell'accostamento, nel titolo? Non lo so, in tutta sincerità, non lo so. Mi è venuta quella come definizione, illustrazione del senso di squallido isolamento del nostro Parlamento. Ero in macchina, stamattina, e, al solito, ascoltavo la cronaca delle discussioni nelle nostre Camere, a cura di Radio Radicale. A quella dei deputati, mi è parso, a meno che non si trattasse di una vecchia seduta registrata, si parlava di una proposta di legge il cui oggetto, che non avevo subito individuato, era, è, della celiachia...Avevo, poco prima, ascoltato il giornale radio: Monti a colloquoio con la Merkel; le liberalizzazioni e problemi conseguenti; la Fincantieri e i gravi risvolti sull'occupazione, degli operai ed anche della città di Genova; Malinconico e Cosentino; spread e default; disgrazie di ogni tipo. E il Parlamento...i nostri parlamentari...discutono di celiachia...La celiachia, come tutti sapranno, è una malattia anche di una certa diffusione, interessa circa centomila connazionali, e a questi, occorresse, assicuro la mia comprensione, la mia non indifferenza. Ma, mi sono subito chiesto il perchè, l'opportunità, l'attualità di questo problema. Pochi ministri, tecnici, stanno rivoluzionando il nostro mondo, dal lavoro alla spesa, dai risparmi alla povertà, dalla paura alla disperazione di molti, e questi, i nostri parlamentari disquisiscono di celiachia...e molti di loro, mi viene il sospetto, neppure sapranno di cosa trattasi...Ma vivono così isolati? distanti? inutili? E' incoscienza, è stratagemma per far finta di occuparsi di qualcosa, di poter decidere su qualcosa? Sono vittime inconsapevoli di furbizie intese a farli giocare a fare i politici comunque? perchè non rompano le scatole?...Lasciarli lì, inutili, isolati, squallidi, come i numeri primi...!?




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