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  1. #1
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    Predefinito L'inferno nelle carceri

    Giustizia: 10 suicidi in un mese; il nuovo "record" per le carceri



    Ristretti Orizzonti, 1 aprile 2009

    Il mese di marzo appena concluso ha segnato un drammatico "record" nella storia delle carceri italiane: 10 detenuti si sono uccisi (5 di loro erano ventenni o poco più), quindi si è verificato in media un suicidio ogni 3 giorni.

    Da quando abbiamo iniziato a raccogliere i dati del Dossier (nel 2002) non si era mai registrato un numero così elevato di suicidi in carcere, ed anche nel primo trimestre dell’anno (con 19 casi) è stato superato il precedente "picco", che risaliva al 2005 (18 casi).

    Si comprende perfettamente come esista una stretta relazione tra il grado di affollamento delle carceri e il numero dei suicidi: nel primo trimestre del 2007 - a pochi mesi dal provvedimento di indulto che sfollò momentaneamente le carceri - ci furono soltanto 2 suicidi!

    Va pure sottolineato che l’ormai cronica insufficienza numerica del personale deputato al "trattamento" (psicologi, educatori) e alla sorveglianza (agenti di polizia penitenziaria) determina di fatto un "abbandono" dei detenuti nelle celle.

    La prospettiva di una detenzione in condizioni "inumane" (come denunciato dallo stesso Ministro della Giustizia) e priva di stimoli positivi fa perdere ogni speranza ai detenuti, soprattutto ai giovani che entrano in carcere per la prima volta. Ragazzi di vent’anni, arrestati anche per reati di poco conto, che non riescono a trovare un appiglio, ad avere fiducia in un possibile recupero, in una vita migliore senza reati e senza carcere.

    Il dramma non riguarda soltanto i detenuti, ma tutta la nostra società, che sembra aver dimenticato i principi di una pena "civile": dura sì, ma volta al recupero delle persone condannate, non al loro annientamento.

    (Vedi il Dossier Morire di carcere del marzo 2009)

  2. #2
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    Predefinito Osapp; di carcere si muore, avanti così non si può

    Apcom, 1 aprile 2009

    "Plaudiamo ai nostri colleghi che ancora una volta hanno impedito l’ennesima tragedia". Così Leo Beneduci, segretario generale dell’Organizzazione Sindacale Autonoma della Polizia Penitenziaria (Osapp) in merito al suicidio sventato dagli agenti che ha visto protagonista, l’altra sera, un recluso di Rebibbia.

    "A Regina Coeli - riferisce Beneduci - altri nostri colleghi, sempre ieri, sono stati vittime di un’aggressione da parte di un condannato sottoposto a regime del 41 bis: episodi che ripropongono la questione della carenza del personale. E che, come ha dichiarato il garante del Lazio oggi, spesso trovano come causa scatenante, in quel carcere come in tutte le altre parti d’Italia, la difficoltà di organizzare il servizio per i pochi uomini a disposizione".

    "Un situazione rispetto la quale l’amministrazione risponde con soluzioni retoriche, o rinviando i problemi, non ultime le dichiarazioni di oggi di Franco Ionta a proposito della necessità di circuiti distinti e rieducativi". "Di carcere si muore e questa non è soltanto una questione che attiene espressamente e soltanto il recluso. Sta di fatto - conclude l’Osapp - che del fenomeno dei suicidi, per esempio, ancora adesso si registrano vittime tra i detenuti e tra esponenti della Polizia Penitenziaria".

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    le carceri malate; tanti i detenuti con Aids ed epatite

    055news, 1 aprile 2009

    Dati allarmanti dalla Società Italiana di Medicina e Sanità Penitenziaria. Li segnalano 6 deputati del Pd, con in testa Maria Antonietta Farina Coscioni, in un’interrogazione presentata martedì 31 marzo alla Camera. Nell’atto, rivolto in particolare al ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, è in evidenza il dato dei circa tremila detenuti affetti da Hiv e ben il 15% in fase di Aids conclamata. Il 38% dell’intera popolazione detenuta sarebbe inoltre colpita da epatite virale da Hcv e il 25% positivo al test per l’infezione da tubercolosi. I parlamentari chiedono quindi una verifica su queste informazioni e sulla situazione denunciata dalla Società italiana di medicina e sanità penitenziaria e sollecitano iniziative per contrastare una così allarmante situazione.

  4. #4
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    Predefinito Osapp; la politica cancerizza, per paura di perdere voti

    Roma One, 1 aprile 2009



    Gli agenti di polizia penitenziaria del carcere di Rebibbia hanno sventato il tentativo di suicidio di un detenuto nella sezione G9 del carcere di Rebibbia Nuovo Complesso. L’episodio è avvenuto lunedì sera. Il detenuto di 32 anni, ha tentato di impiccarsi con i lacci delle scarpe. L’uomo, che ha problemi di tossicodipendenza e disagio psichico, è anoressico e negli ultimi tre mesi in carcere ha perso circa 20 chili.



    Segretario Beneduci, due agenti aggrediti. Cosa accade a Rebibbia?

    Niente di nuovo rispetto agli ultimi tempi. Le aggressioni agli agenti purtroppo a Rebibbia, e non solo, sono all’ordine del giorno. Il fatto che l’aggressione sia venuta da un detenuto in regime di carcere duro è un’assoluta novità ed è indice, secondo noi, di una tensione in crescita e è destinata purtroppo a crescere.



    Troppi detenuti?

    Sì. Siamo tornati ad una situazione pre-indulto, con un numero di agenti inadeguato a gestire la situazione. Va detto che, considerando che molte carceri in Italia vengono rette anche da un punto di vista amministrativo dagli agenti penitenziari, i 41.600 agenti in organico, non sono effettivamente sempre impiegati per badare ai detenuti. Diciamo che quelli impegnati in quell’attività sono meno di 20.000 a fronte di oltre 63.000 detenuti.



    I numeri di Rebibbia e Regina Coeli quali sono?

    Diciamo che in molte celle si è arrivati al terzo letto a Castello. Attualmente ci sono poco più di 1.400 detenuti (prima dell’indulto erano 1.600 ndr) a fronte di una capienza di 1.080. A Regina Coeli va anche peggio, anche se non ho dati precisi da fornirle. Rispetto alla capienza di poco meno di 900 posti però siamo già abbondantemente oltre. Qui c’è anche la beffa di un’ala ristrutturata da 200 posti che è pronta, già costruita, ma non ancora consegnata anche per mancanza di personale. Stesso discorso per il carcere di Rieti: attualmente lì ci sono 42 agenti per una cinquantina di detenuti. In progetto c’è di farcene andare 450, ma non sappiamo ancora con quale personale.



    Servono quindi nuove carceri?

    Sì, ma non solo. Secondo noi bisogna avviare un discorso sulla differenziazione della pena, anche se dalla parte pubblica non abbiamo incontrato molta disponibilità al dialogo da questo punto di vista.



    Dice quindi che c’è una tendenza alla carcerarizzazione facile?

    Noi scontiamo un sistema giudiziario che ricorre alle pene detentive in modo esclusivo. Secondo noi invece il carcere deve rappresentare l’estrema ratio, invece sembra che si debba mandare in carcere anche per reati di poco conto.



    Come si spiega però all’opinione pubblica, che chiede certezza della pena, che per certi reati non bisogna mandare in carcere?

    Beh secondo me bisogna scindere la questione sicurezza. C’è da valutare che con il sistema detentivo attuale per il detenuto non c’è nessuna possibilità di riscatto e di reinserimento. Secondo me bisognerebbe cercare di lavorare in questo senso. Per fare un esempio semplicistico: se abbiamo il 35% di detenuti tossicodipendenti, non è con il carcere che li si aiuta.



    La politica che ruolo ha in questo eccesso di carcerizzazione?

    Attualmente la politica ha troppa paura di perdere voti e non adempie il compito di cercare di formare un’opinione pubblica consapevole. Riempiendo le carceri non si fa altro che far tornare per strada più delinquenti di prima.



    Che situazione vede nei prossimi mesi?

    Purtroppo la situazione non può che peggiorare. Le carceri ormai stanno scoppiando ed anche se si decide di costruirne di nuovi non sarà di certo a breve. Ci troveremo in situazioni dove i delinquenti saremo costretti a tenerli nelle caserme.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    la questione è molto semplice:
    le carceri sono piene? si costruiscono più carceri.
    in carcere si sta male? dipende da quanto, ma si dovrebbe ricordare che il carcere è appunto un luogo di punizione per criminali.
    se si stesse bene, vorrebbe dire che i criminali non sono più puniti.
    tutto il resto è noia.
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
    Unica speranza per noi cittadini e lavoratori poveri è un vero governo di destra, che ripristini il potere di governo, riorganizzi l'economia, diffonda moralità, legge ed ordine. \o

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    Citazione Originariamente Scritto da LEONIDA Visualizza Messaggio
    la questione è molto semplice:
    le carceri sono piene? si costruiscono più carceri.
    in carcere si sta male? dipende da quanto, ma si dovrebbe ricordare che il carcere è appunto un luogo di punizione per criminali.
    se si stesse bene, vorrebbe dire che i criminali non sono più puniti.
    tutto il resto è noia.
    Leonida, sotto il tuo avatar leggo che hai inserito tra le tue parole d'ordine preferite la giustizia. La giustizia, è una parola priva di significato se non è equa. Se non vale per determinate categorie sociali che sono destinate al disagio sociale e alla conseguente criminalizzazione. Infatti, non credo che il carcere dovrebbe essere funzionale alla "punizone" fine a se stessa e alla "vendetta".

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Leonida, sotto il tuo avatar leggo che hai inserito tra le tue parole d'ordine preferite la giustizia. La giustizia, è una parola priva di significato se non è equa. Se non vale per determinate categorie sociali che sono destinate al disagio sociale e alla conseguente criminalizzazione. Infatti, non credo che il carcere dovrebbe essere funzionale alla "punizone" fine a se stessa e alla "vendetta".
    quindi vorresti una società nella quale chi ammazza, stupra, violenta, distrugge, poi si passi una bella villeggiatura a spese dello Stato, tra biblioteca, palestra, affitto e pasti, tutto pagato dallo Stato, dico bene?
    per te questa è giustizia?
    la giustizia in questi casi deve essere in parte punizione, e quindi disagio (ovviamente non disumano) e poi, POI, anche possibilità di recupero.
    PER L'EUROPA NAZIONALE, CATTOLICA, REPUBBLICANA, POPOLARE
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  8. #8
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    La Giustizia (con la G maiuscola) è dare a ciascuno ciò che gli compete.
    A ciascuno, non a ciascuna classe sociale.
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    Citazione Originariamente Scritto da robertoguidi Visualizza Messaggio
    Leonida, sotto il tuo avatar leggo che hai inserito tra le tue parole d'ordine preferite la giustizia. La giustizia, è una parola priva di significato se non è equa. Se non vale per determinate categorie sociali che sono destinate al disagio sociale e alla conseguente criminalizzazione. Infatti, non credo che il carcere dovrebbe essere funzionale alla "punizone" fine a se stessa e alla "vendetta".
    bisogna capire a quale crimini fai riferimento, ci sono crimini e criminali a cui non interessa il mettersi sula retta via

  10. #10
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    Predefinito Riferimento: L'inferno nelle carceri

    ANSA_

    ROMA - Sono i lavoratori delle pulizie i meno pagati in Italia, seguiti da quelli dell'agricoltura e dagli impiegati nelle scuole private: a fare la mappa delle retribuzioni in Italia è l'Istat che per il 2008 calcola che siano sempre i magistrati i lavoratori con la busta paga più pesante (oltre 110.000 euro medi all'anno) seguiti dai giornalisti (46.508 euro l'anno) mentre l'area nel complesso meglio pagata resta quella del credito e assicurazioni con 36.427 euro l'anno.

    I PIU' PAGATI D'ITALIA, PER ESSER DIETRO AL BURKINA FASO....

 

 
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