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    Predefinito S&P declassa il rating della Francia, seguono molti altri tra cui l' Italia

    S&P declassa Francia, Italia, Spagna e Austria La Ue reagisce: «È una decisione aberrante» - Corriere della Sera
    LA CRISI DEL DEBITO
    S&P declassa Francia, Italia, Spagna e Austria
    La Ue reagisce: «È una decisione aberrante»
    Parigi e Vienna perdono la tripla A. Roma subisce un doppio taglia BBB+ ma l'agenzia salva Mario Monti: «Con lui la Ue più forte»
    LA CRISI DEL DEBITO

    S&P declassa Francia, Italia, Spagna e Austria
    La Ue reagisce: «È una decisione aberrante»

    Parigi e Vienna perdono la tripla A. Roma subisce un doppio taglia BBB+ ma l'agenzia salva Mario Monti: «Con lui la Ue più forte»


    La Francia perde la tripla A a tre mesi dalle elezioni presidenziali. Nella foto Nicolas Sarkozy (Afp)
    MILANO - Ore drammatiche nell' Eurozona colpita dalla scure di Standard & Poor's in chiusura di una settimana che aveva fatto sperare nell'allentarsi della crisi del debito e intravedere i primi segnali di fiducia sui mercati. L'agenzia americana boccia nove paesi e ne salva sette. Bruxelles reagisce con durezza deplorando, sono le parole del Commissario Olli Rhen , «una decisione aberrante». La Francia perde la tripla A e analogo declassamento è arrivato per l'Austria. Ancora più severo è il taglio che colpisce Italia, Spagna e Portogallo che scendono di due gradini, Roma e Madrid alla tripla B+, Lisbona alla doppia B, livello junk, «spazzatura».

    MONTI OK SE VINCE SUI «GRUPPI D'INTERESSE» - L'Italia, si legge nelle motivazioni, sconta l'alto debito e il basso potenziale di crescita, insieme alla maggiore vulnerabilità sui rischi di finanziamento. «L'indebolimento del quadro politico europeo - però - viene compensato dalla più forte capacità dell'Italia di formulare e applicare politiche anticrisi». Il rating dell'Italia potrebbe subire nuovi tagli se Mario Monti non riuscirà a portare a termine tutte le riforme «a causa dell'opposizione di gruppi di interesse oppure se la vita de governo fosse più breve rispetto alla durata del suo mandato»

    «AZIONE POLITICA CONTRO L'EUROPA» - Per il governo italiano la mossa di S&P va letta come «un attacco all' Europa che richiede una risposta collettiva».
    A Parigi, dove si sono svolte manifestazioni di protesta, il ministro delle Finanze Francois Baroin ha assicurato che «non ci saranno nuove manovre», nè la Francia si farà dettare «la politica dalle agenzie di rating».

    EURO IN CALO - Le prime voci sui declassamenti nell'eurozona si sono diffuse nel pomeriggio, quando le Borse hanno bruscamente virato al ribasso. Milano, che ha perso fino al 2,5% ha poi chiuso in flessione dell'1,2%. L' Euro ha chiuso in forte calo a 1,2683 dollari contro il dollaro.

    ATENE, STOP AL NEGOZIATO - Non bastasse, è arrivata da Atene la notizia della pausa impressa dalle banche al negoziato sul debito. L'Institute of international finance (Iif), che rappresenta i creditori privati, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulla ristrutturazione del debito pubblico. «Sfortunatamente, nonostante gli sforzi della leadership greca - si legge - la proposta elaborata dal comitato di creditori e investitori privati, una riduzione nominale senza precedenti del 50% dei bond sovrani greci da loro detenuti, non ha prodotto una risposta costruttiva coerente da entrambe le parti». In queste circostanze, prosegue l'Iif, «le discussioni con la Grecia sono interrotte per una riflessione».

    L'ASTA BTP - Fino al primo pomeriggio i mercati avevano beneficiato anche del positivo esito dell'asta dei Btp triennali i cui rendimenti sono scesi al 4,83% dal 5,62% di fine dicembre. Una schiarita che segue quella già vista sui Bot a breve giovedì, con i rendimenti quasi dimezzati. Con il diffondersi dell'allarme rating lo spread tra Bund e Btp è risalito a quota 500 e si è leggermente ridimensionato a 487 punti in chiusura.

    RECORD DI DEPOSITI ALLA BCE - Le banche dell' Eurozona, pur sostenute dalla liquidità ottenuta dai prestiti d'emergenza della Bce, continuano a cercare riparo nelle casse dell'Eurotower come certifica l'ennesimo massimo storico segnato dai depositi overnight arrivati ormai a sfiorare i 500 miliardi di euro

    Paola Pica
    13 gennaio 2012 (modifica il 14 gennaio 2012
    Ultima modifica di Avanguardia; 14-01-12 alle 00:05

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    Predefinito Rif: S&P declassa il rating della Francia, seguono molti altri tra cui l' Italia

    Almeno una volta dovevano utilizzare le guerre per mettere in ginocchio gli stati ed impadronirsene. Oggi, invece, basta S&P, "o' spred" e la borsa a mettere ko intere nazioni e chi le abita.
    Come siamo caduti in basso, l'occidente è un letamaio composto da morti viventi in avanzato stato di decomposizione mentale...
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    Predefinito Rif: S&P declassa il rating della Francia, seguono molti altri tra cui l' Italia

    S&P declassa Italia e Francia, borse giùUe: “Scelta incoerente, l’Europa ha agito” | Matteo Cavallito | Il Fatto Quotidiano
    S&P declassa Italia e Francia, borse giù
    Ue: “Scelta incoerente, l’Europa ha agito”
    Terremoto sui mercati dopo l'annuncio del taglio dei rating europei: il rating francese e quello austriaco perdono la tripla A e calano di un livello; quello italiano scende di due gradini a BBB+. Lo spread chiude a 487 punti. Bene l'asta dei Btp
    La scure di Standard & Poor’s si abbatte su Francia, Austria, Italia. E poi sulla Spagna e il Portogallo, rovinando in pieno la giornata degli operatori di Borsa e alimentando una svolta negativa che interessa l’intero Continente. Complessivamente sono 9 i paesi che hanno subito un peggioramento della valutazione, motivata “dalle insufficienti misure adottate dai governi europei”, mentre altri sette hanno conservato la valutazione precedente. La conferma del downgrade francese è arrivata dal ministro delle finanze Francois Baroin, che ha ricevuto per primo la nota del declassamento. Per questo all’Eliseo è stata convocata una riunione d’emergenza, all’uscita della quale il ministro ha dichiarato: “Non è una buona notizia, ma non è una catastrofe. Non sono le agenzie di rating che dettano la politica della Francia”. Intanto le piazze non hanno esitato a reagire male. A fine contrattazioni Milano ha ceduto l’1.20%, Parigi lo 0.35% e Francoforte lo 0.86%.

    Il rating francese e quello austriaco perdono quindi la tripla A e calano di un livello; quello italiano scende di due gradini – altrettanto scendono Madrid e Lisbona – a BBB+, lo stesso di Perù e Colombia. Il rating ‘tripla B’ indica “un’adeguata capacità di rispettare gli impegni finanziari ma una certa suscettibilità alle condizioni economiche avverse e a mutamenti del quadro”. Nello specifico sull’Italia, S&P scrive che l’ambiente politico italiano e’“migliorato” sotto il Governo Monti e le riforme allo studio possono “migliorare la competitività italiana”. Tuttavia, “ci aspettiamo che ci sia un’opposizione alle attuali ambiziose riforme del governo e questo aumenta l’incertezza sull’outlook di crescita e quindi sui conti pubblici”. A questo si aggiunge “un incremento della vulnerabilità” del nostro Paese “ai rischi di rifinanziamento esterni e le implicazioni negative che questo può avere sulla crescita dell’economia e quindi sulle finanze pubbliche”.

    E contro il declassamento, che di fatto colpisce l’Europa intera, l’Eurogruppo ha deciso di rispondere con un comunicato unitario, affidato al presidente Juncker: L’eurogruppo “riconferma la inflessibile determinazione a fare tutto il necessario per superare la crisi, assicurare finanze pubbliche solide e tornare sul sentiero della crescita e della creazione di posti di lavoro”. L’Eurogruppo – si legge nel comunicato – prende nota delle decisioni annunciate da Standard & Poor’s ma torna ad enfatizzare che i capi di Stato e di Governo della zona Euro hanno già preso misure importanti che, insieme a quelle della Bce, hanno portato ad una sostanziale riduzione delle pressioni sui titoli pubblici e sui mercati interbancari. Juncker ricorda anche che alla fine del mese il Consiglio europeo raggiungerà un accordo sul patto di bilancio destinato a rafforzare l’unione economica e la disciplina di bilancio, nonchè il coordinamento economico e la realizzazione di riforme strutturali.

    Più duro il commento del commissario Olli Rehn: “La decisione di S&P è incoerente, l’eurozona ha agito. Siamo dispiaciuti – ha detto Rehn – della decisione senza fondamento presa oggi da S&P sul rating di diversi paesi dell’area euro” sottolineando che l’Ue ha adottato “azioni decisive” su tutti i fronti della crisi. ”Queste iniziative – prosegue il commento del vicepresidente della Commissione, responsabile per la moneta unica – spingono in avanti il necessario consolidamento dei conti pubblici e le riforme strutturali nei nostri Stati, affrontano le fragilita’ del sistema bancario, rafforzano le nostre reti di protezione finanziarie e rendono piu’ forte la nostra governance economica. Le recenti decisioni Ue, combinate con l’azione della Bce, hanno avuto un ruolo importante nel diminuire le tensioni sui mercati dei titoli sovrani”. Secondo Rehn, “e’ ora importante finalizzare il prima possibile la fisionomia e gli aspetti pratici dell’Esm, l’European Stability Mechanism, e, come deciso dai Capi di Stato e di governo lo scorso 9 dicembre, anticipare la sua entrata in vigore al luglio 2012″. Rehn cita il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker per dire che “l’Esm avra’ il suo capitale di base e sara’ quindi meno vulnerabuke a cambiamenti dei rating dei suoi stati membri”. La Commissione, si ricorda nella dichiarazione di Rehn, ha piu’ volte chiesto un rafforzamento della “potenza di fuoco” del fondo salvastati. “L’adeguatezza di un tetto complessivo di 500 miliardi per l’Efsf/Esm sara’ rivalutata entro marzo 2012″, conclude Rehn.

    All’annuncio dell’agenzia statunitense, si aggiungono poi le pessime notizie provenienti da Atene. L’Institute of international finance (Iif), rappresentante dei creditori privati della Grecia, ha annunciato in una nota la sospensione delle trattative sulle modalità di ristrutturazione del debito pubblico ellenico. Le banche, insomma, non sono riuscite a trovare un accordo e il rischio teorico, a questo punto, è che Atene vada incontro a un default disordinato. In altre parole la Grecia rischia di diventare insolvente senza un’intesa di haircut con gravi ripercussioni sull’intera area euro. Proprio quello scenario che l’Europa tenta da sempre di evitare a tutti i costi.

    E dire che la giornata era iniziata abbastanza bene, soprattutto per l’Italia e la sua attesa asta dei Btp. Un’asta complessivamente positiva (pur a fronte di una certa delusione sul fronte della domanda) realizzata su un controvalore totale di 4,75 miliardi di euro. La buona notizia è che i rendimenti sono calati in modo deciso sul fronte del triennale, il vero osservato speciale di giornata, ribadendo, insomma, l’inversione di tendenza avviata in questi giorni nel contesto di un mese di gennaio particolarmente difficile per il mercato.

    Questi, nel dettaglio, i dati definitivi del collocamento. L’Italia ha piazzato 3 miliardi di euro in Btp triennali a scadenza novembre 2014 con una richiesta non molto superiore all’offerta. La domanda complessiva è stata di circa 3,6 miliardi, con un bid to cover, quindi, di 1,2 contro l’1,36 dell’asta di dicembre. Rispetto all’ultimo collocamento, tuttavia, cala nettamente il rendimento che si colloca a quota 4,83% contro il 5,62% precedente. Grande richiesta per il Btp di luglio 2014, emesso per un controvalore di 750 milioni a fronte di una richiesta più che doppia (bid to cover a 2,27 contro il precedente 1,35) con un rendimento del 4,25%, in discesa rispetto all’asta precedente che aveva fatto segnare un 4,93%. Non bene invece il Btp ad agosto 2018, che segna un rendimento in lieve rialzo (5,75% rispetto al precedente 5,62%) con un rapporto domanda/offerta in discesa a 1,6 rispetto al precedente 1,98.

    Lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano, dopo i 478 punti dell’apertura e dopo aver raggiunto anche un minimo di giornata di 462 punti, è tornato a salire nel pomeriggio per assestarsi quota 500 punti base. Poi la nuova discesa con il differenziale che a borse chiuse segnava circa 482 punti.

    Sul fronte del mercato azionario, tutta l’attenzione è per le banche protagoniste di una giornata fatta di luci ed ombre. Male Mps che cede il 5,47% e Banca popolare di Milano (-4,08%). Bene Mediobanca (+3,73%) e positiva anche la seduta di Unicredit che risale ancora dello 0,48% senza riuscire, tuttavia, a sfondare nuovamente quota 3 euro sul valore unitario del titolo post accorpamento. La crescita di Piazza Cordusio segue ancora l’onda lunga del rimbalzo dopo il tracollo che aveva fatto seguito all’annuncio dell’aumento di capitale dei giorni scorsi. Un’esperienza che potrebbe aver ispirato le parole pronunciate ieri dal numero uno della Bce Mario Draghi, protagonista di una critica nei confronti dell’Eba, l’Autorità bancaria europea ispiratrice de facto delle operazioni di ricapitalizzazione. L’impressione, anche se l’ex governatore di Bankitalia non lo dice, è che alla Bce non gradiscano proprio la capacità delle ricapitalizzazioni stesse di favorire la speculazione e con essa la volatilità dei titoli.
    Ultima modifica di Avanguardia; 14-01-12 alle 00:27

  4. #4
    Ghibellino
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    Predefinito Rif: S&P declassa il rating della Francia, seguono molti altri tra cui l' Italia

    Non sono un grandissimo esperto in finanza, tuttavia qualcosina in questi ultimi mesi ho capito. Ed è che di fronte alle manovre della finanza mondialista e cosmopolita nessun "sacrificio" sarà mai abbastanza. Il governo italiota che ci troviamo ha tagliato tutto il tagliabile (anzi a dire la verità manca ancora la sanità, ma ci arriveremo presto....), ma siamo sempre nelle stesse condizioni di quando c'era il puttaniere di Arcore.

    Secondo il mio modestissimo parere non avremo nessun default, e cioè lo stato italiota non andrà in bancarotta, in bancarotta ci andranno i sui cittadini, o almeno l'80% dei suoi cittadini, e ci andranno lentamente, ma non troppo, così se ne accorgeranno pian piano. Vedrete se non sarà così.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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