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  1. #1
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    Una delle critiche più diffuse, di cui abbiamo modo di prendere visione anche su Pir, nei confronti dell'Unità italiana è quella che in reltà vi sarebbe una storiografia ufficiale completamente asservita ( a chi poi va a capire) , mentre non viene dato spazio alla così detta storia storia vera , che sarebbe quella delle tante voci antiunitarie , dai filoborbonici ai nostalgici del Lombardo.Veneto, dai filolorena ( per la verità pochini), ai filopapalini ( il peggio non è mai morto) . Ebbene, mi chiedo che, fatte salve le iniziative dirette alle scuole, non è che si rischi di confermare l'idea che i fautori dell'unità italiana trovano il loro ambito sol onella ufficialità e non accettano la sfida con i veri, e per lo più presunti, storici "alternativi"- Non srebbe il caso che storicia nche importanti accettassero di scendere, con l loro mole di dati, in polemica diretta od indiretta con queste mezze verità che stanno devastando, ormai da parecchio tempo, l'idea che il cittadino medio ha del Risorgimento? E lo dico pur convinto , come noi repubblicni lo sappiamo da sempre, che la storia non è stata soltanto quella narrata dai cantori di casa savoia , una mistificazione che ci ha visto da sempre in prima fila a artire dai nostri Mazzinbi, Garibaldi e Cattaneo. Credo che sia però diverso dibattere su m odi con i quali la nostra Unità fu realizzata e contestare le ragioni stesse dell'Unità.
    Credo dobbiamo difendere le ragioni di una Unità che si trovano ben chiare nello stesso Inno di Mameli. Gli uomini che fecero l'unità italiana erano ben consapevoli dei rischi delle divisioni ed era la storia passata ad insegnargliolo , oltre aud una visione europea che faceva capire come il "piccolo è bello " potesse valere , anchea llora, solo per alcune dererminate realtà. Ed inoltre non possiamo non osservare come i nostalgici dei piccoli stato preunitari ( spesso descritti in termini non corrispondenti a raltà) continuino ad immaginare una storia che, che senza la svolta unitaria impressa da democratici e liberali , sarebbe rimasta cristllizata senza che le grandi potenze non continuassero a fare il loro "grande gioco" su un paese che avrebbe finito per non potersi nemmeno scegliere chi avere per padrone. Ed i segni di quei movimenti volti a fare una "politica del carciofo" non piemontese , ma da parte di potenze estere erano , per chi sapeva vedere, già ben visibili.
    Per questo credo che, in alterntiva od a fianco ai convegni preziosi per chi già conosce, sarebbe opportuno che uomini di studi scendesseroa nche nell'arrengo della polemica , che , a ben guardare, è poi l'arrengo della Stora.i
    Ultima modifica di edera rossa; 24-09-10 alle 22:40
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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  2. #2
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    Oltre ai modi ed alle ragioni non pensi che bisognerebbe analizzare anche a chi ha giovato?
    Non certo a tutta l'Italia.

  3. #3
    repubblicano perciò di Sx
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    Citazione Originariamente Scritto da edera rossa Visualizza Messaggio
    Una delle critiche più diffuse, di cui abbiamo modo di prendere visione anche su Pir, nei confronti dell'Unità italiana è quella che in reltà vi sarebbe una storiografia ufficiale completamente asservita ( a chi poi va a capire) , mentre non viene dato spazio alla così detta storia storia vera , che sarebbe quella delle tante voci antiunitarie , dai filoborbonici ai nostalgici del Lombardo.Veneto, dai filolorena ( per la verità pochini), ai filopapalini ( il peggio non è mai morto) . Ebbene, mi chiedo che, fatte salve le iniziative dirette alle scuole, non è che si rischi di confermare l'idea che i fautori dell'unità italiana trovano il loro ambito sol onella ufficialità e non accettano la sfida con i veri, e per lo più presunti, storici "alternativi"- Non srebbe il caso che storicia nche importanti accettassero di scendere, con l loro mole di dati, in polemica diretta od indiretta con queste mezze verità che stanno devastando, ormai da parecchio tempo, l'idea che il cittadino medio ha del Risorgimento? E lo dico pur convinto , come noi repubblicni lo sappiamo da sempre, che la storia non è stata soltanto quella narrata dai cantori di casa savoia , una mistificazione che ci ha visto da sempre in prima fila a artire dai nostri Mazzinbi, Garibaldi e Cattaneo. Credo che sia però diverso dibattere su m odi con i quali la nostra Unità fu realizzata e contestare le ragioni stesse dell'Unità.
    Credo dobbiamo difendere le ragioni di una Unità che si trovano ben chiare nello stesso Inno di Mameli. Gli uomini che fecero l'unità italiana erano ben consapevoli dei rischi delle divisioni ed era la storia passata ad insegnargliolo , oltre aud una visione europea che faceva capire come il "piccolo è bello " potesse valere , anchea llora, solo per alcune dererminate realtà. Ed inoltre non possiamo non osservare come i nostalgici dei piccoli stato preunitari ( spesso descritti in termini non corrispondenti a raltà) continuino ad immaginare una storia che, che senza la svolta unitaria impressa da democratici e liberali , sarebbe rimasta cristllizata senza che le grandi potenze non continuassero a fare il loro "grande gioco" su un paese che avrebbe finito per non potersi nemmeno scegliere chi avere per padrone. Ed i segni di quei movimenti volti a fare una "politica del carciofo" non piemontese , ma da parte di potenze estere erano , per chi sapeva vedere, già ben visibili.
    Per questo credo che, in alterntiva od a fianco ai convegni preziosi per chi già conosce, sarebbe opportuno che uomini di studi scendesseroa nche nell'arrengo della polemica , che , a ben guardare, è poi l'arrengo della Stora.i
    chiedo venia per evidenti sviste dovute sia a raffreddore che ad altro
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Oltre ai modi ed alle ragioni non pensi che bisognerebbe analizzare anche a chi ha giovato?
    Non certo a tutta l'Italia.
    certamente se non è stata l'unità sperata dai democratici , lo si deve anche alle colpa delle classi dirigenti antiunitarie abilissime ad arrichirsi col nuovo stato quanto abilissime nel mandare i poveri diavoli a farsi massacrare per combatterlo. Questo pe capire quale srebbe stato il destino dei ceti più deboli con borboni e stato pontificio. Quanto al come gli asburgo trattassero il Lombardo Veneto , mi rimetto non ad un filosabaudo ma ad un convinto federalista come il Cattaneo che, se pur in genere dubbioso dei vantaggi delle guerre, non aderì ai moti di Milano solo perchè tirato dalla giacca dai suoi discepoli , ma perchè non ne poteva più della dominazionea ustriaca, così come fu favorevole anche alla guerra del 1866 sia pur condotta di savoia. Per non prlare delle ragioni dei veneziani che sopportarono , nella speranza di allontanare l'Austria, quanto nessun altro paese europeo avrebbe sopportato.
    Per il resto credo sia difficile continuare se non precisi le tue critiche.
    Ultima modifica di edera rossa; 24-09-10 alle 22:55
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  5. #5
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    In realtà edera siamo fra due fuochi , credo che possiamo tranquillamente condividere tutte le critriche allo stato centralistico attuato da Cavour, all' estensione del miope ordinamento sabaudo, all' esposizione della struttura imprendoitoriale del sud dall' oggi al domani alla concorrenza padana (pensiamo cosa sarebbe successo se nel 1956 in europa fosse stato adottato il mercato unico del 1992)...Quando filoborbonici e papalini dicono queste cose non mentono. Ma la storiografia revisionista contrabbanda questa realtà con quella che i regimi preunitari stavano preparando delle sorti magnifiche e progressive, interrotte dagli unitari, mettendondo insieme Cavour, Mazzini, Garibaldi...
    Ultima modifica di lucrezio; 24-09-10 alle 23:25

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da lucrezio Visualizza Messaggio
    In realtà edera siamo fra due fuochi , credo che possiamo tranquillamente condividere tutte le critriche allo stato centralistico attuato da Cavour, all' estensione del miope ordinamento sabaudo, all' esposizione della struttura imprendoitoriale del sud dall' oggi al domani alla concorrenza padana (pensiamo cosa sarebbe successo se nel 1956 in europa fosse stato adottato il mercato unico del 1992)...Quando filoborbonici e papalini dicono queste cose non mentono. Ma la storiografia revisionista contrabbanda questa realtà con quella che i regimi preunitari stavano preparando delle sorti magnifiche e progressive, interrotte dagli unitari, mettendondo insieme Cavour, Mazzini, Garibaldi...
    è interessante notare come una delle ragioni dell'accentramento statale postunitario ( che fu non data per scontata neanche adi moderati) sia stato sia l'insurrezionalismo del Sud; una idea , portata avanti anche e forse sopratttutto da amministttivisti di origine meridionale,fu quella che il Sud non fosse in grado di gestire le autonomie. E questo fino quella grande figura di studioso del diritto amministrativo che fu V.E. Orlando.Diversa era la visione del meridionalismo democrtico , che però aveva subito la strage di una futura classe dirigente ad opera di Re Bomba nell Napoli del 1848. (i fatti di via Toledo) . Diverso discorso va fAtto per la Sicilia dove le forze democratiche erano più consistenti. Ma per i liberali filosabaudi stretti fra democratici e ribellismo filoborbonico , anchei democrtici sud continentale costituivano un problema e concedere l'autonomismo voleva dire aprire una pagina che non sarebbero stati loro a scrivere.
    Ultima modifica di edera rossa; 25-09-10 alle 00:14
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    Caro Edera, mi sono prese more solito la libertà di trasferire le tue riflessioni su novefebbraio a commento di un intervista dell' amico Mattarelli sul "risorgimento conteso". In quell' intervista a Massimo Baioni un brano mi sembra essere uno spunto ideale per le tue osservazioni


    Nell’Italia liberale, così come nel ventennio fascista e poi in età repubblicana, un dato ricorrente del "discorso pubblico" è la necessità di proporre una visione ecumenica, rassicurante, unitaria del Risorgimento, calibrata e dosata diversamente a seconda dei periodi storici, in regime monarchico, fascista, repubblicano. L’osservatorio dei manuali scolastici è esemplare, da questo punto di vista. Oppure si pensi al lentissimo processo di rinnovamento espositivo che ha caratterizzato i musei del Risorgimento, veri e propri luoghi di racconto visivo della storia risorgimentale. C’è molta retorica in questa immagine, certo: perché ne esce una raffigurazione di maniera, in cui i contrasti e le divisioni tra personaggi e progetti sono taciuti o comunque trascurati, per lasciare invece spazio al "provvidenziale" sbocco unitario. Ma non basta evidentemente liquidare l’operazione senza interrogarsi sui motivi che ne stanno all’origine: specialmente nella prima fase, quella di epoca liberale, essa rispose all’esigenza di sopperire alle molte fratture e fragilità del Paese con una pedagogia patriottica di facile comprensione e di forte coinvolgimento emotivo (pensiamo a certe pagine risorgimentali di Cuore). E’ significativo, d’altronde, il fatto che il richiamo il Risorgimento sia affiorato puntualmente in tutti i momenti di svolta della storia nazionale (la Grande Guerra, il Fascismo, la Resistenza e la guerra civile, la Repubblica), a conferma del suo peso decisivo nei progetti di costruzione o di ricostruzione dell’identità nazionale.

    IL RISORGIMENTO CONTESO | novefebbraio.it

  8. #8
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    purtroppo il grosso si limiterà all'ammucchiata patriottico-retorica.
    Una sfilza di nomi benemeriti (Mazzini, Garibaldi), una sfilza di nomi opportunisti (Cavour, Cialdini) e disonesti sfruttatori (casa Savoia).
    Dimenticheranno volutamente di ricordare che l'aspirazione all'Unità Nazionale coincideva con la volontà di un rinnovamento sociale e politico del Paese.
    Purtroppo le forze a favore del rinnovamento erano le piu' avanzate e scalcagnate, ma il moto era destinato comunque a porre la questione.
    altri videro la possibilità di ingrandire i propri domini (e ricchezze), male che sarebbe andata avrebbero trovato un nuovo "Casale" dove chinare la testa al Radetzky di turno, magari anche abdicando ma salvando quello che avevano
    Di queste analisi non se ne fanno mica tante, neh!

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da l'inquirente Visualizza Messaggio
    purtroppo il grosso si limiterà all'ammucchiata patriottico-retorica.
    Una sfilza di nomi benemeriti (Mazzini, Garibaldi), una sfilza di nomi opportunisti (Cavour, Cialdini) e disonesti sfruttatori (casa Savoia).
    Dimenticheranno volutamente di ricordare che l'aspirazione all'Unità Nazionale coincideva con la volontà di un rinnovamento sociale e politico del Paese.
    Purtroppo le forze a favore del rinnovamento erano le piu' avanzate e scalcagnate, ma il moto era destinato comunque a porre la questione.
    altri videro la possibilità di ingrandire i propri domini (e ricchezze), male che sarebbe andata avrebbero trovato un nuovo "Casale" dove chinare la testa al Radetzky di turno, magari anche abdicando ma salvando quello che avevano
    Di queste analisi non se ne fanno mica tante, neh!
    e vi era un soffio di libertà che animava anche le tante speranze di riscatto di una vita privata troppo spesso conculcata da un perbenismo borghese che impediva il diritto alla felicità. Ed, in quel clima di riscatto, vi furono donne che ebbero il coraggio di abbandonare la vita monacale per sposare un garibaldino e trasfondere quel coraggio che ebbero nel contrastare la prigionia del chiostro in battaglia per i ditritti civili di tutte le donne e di tutti gli uomini (vedasi la Carracciolo) - liberali moderati e giobertiani che abbandonarono l'abito religioso per vivere con a fianco una compagna che fu una delle più belle figure del mazzininesimo meridionale ( vedi la De Pace) - donne, fino a poco prima vissute accettando una vita coniugale infelice ed offensiva della loro dignità, che abbandonarono tutto per seguire uno dei più puri eroi di quell'epopea che andò con i suoi 3oo incontro a quasi sicura morte( vedi la Di Lorenzo) e questa donna ebbe l'approvazione e la stima di Giuseppe Mazzini. Ed una giovine giornalista inglese innamorata dell'Italia e dell'avventura che questa Terra stava percorrendo, abbandonò la famiglia e si fece entusiasta militante , e dal carcere sabaudo osò scrivere cosa che una giovinetta dabbene forse mai si sarebbe immaginata di poter fare) del suo amore ad un giovine repubblicano come lei nello stesso carcere ( vedi Jessie W.Mario) . Un periodo di speranze anche per la possibilità di un modo diverso di essere delle tante vite private; e non a caso Settembrini dal profondo di un carcere scriveva i Neoplatonici, non si vergognava forse più della sua condizione di omosessule.
    Ed anche un giovine mazziniano che ( , dopo aver partecipato al Risorgimento tagliando la punta del suo coppo di goliarda pisano per prender meglio la mira contro gli austriaci) diventerà famoso per una sua storia per ragazzi che farà il giro del mondo, non mancherà di far capire che altri mondi sono possibili ed oltre che in quella storia nella quale vi è un Grillo parlante nel quale più d'uno ha voluto riconoscere un certo Giuseppe che noi conosciamo bene, lo farà anche nel suo " Scimiottino color di rosa", dove nello sfondo sembra esservi l'idea che tutto sommato non sarebbe male che fossero i figli a scegliersi i genitori.
    Ma rispetto a queste speranze non è che i savoia pronti a portarci con ii "loro confessionali al di sotto delle tartarughe"fossero più disponibili degli asburgo, e certamente lo furono meno dei poveri Lorena.
    Ma la storia di quegli uomini e di quelle donne che videro nel Risorgimento tanto altro rispetto al semplice fatto territoriale continuò anch'essa a dispetto dei reazionari e dei monarchi contro i quali dovettero battersi per lunghi anni. Ed è una storia di cui siamo onorati di essere le lontane promanazioni.
    Ultima modifica di edera rossa; 27-09-10 alle 00:00
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  10. #10
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    Predefinito Rif: 150 nni di unità e commemorazioni iufficiali

    ho inserito un ritratto di Antonietta De Pace in - Un repubblicano al mese -
    "E' decretato che ogni uomo il quale s'accosta alla setta dei moderati debba smarrire a un tratto senso morale e dignità di coscienza?" G. Mazzini

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