Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
Se il carnefice violenta un bambino è meglio che la sua infamia resti nella cronaca, nella memoria e, se necessario, nella storia.
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
Se una persona volesse davvero essere dimenticata per ciò che è stata o per ciò che ha fatto, farebbe bene a operare una bella scelta di eremitaggio estremo.
PS basta con l'invenzione di diritti fasulli: ce ne sono già abbastanza in Italia.
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
A me piaceva un sacco Moana Pozzi.
Quando seppi della sua morte mi sono augurato (e mi auguro tuttora) che in realtà fosse tutta una finta e che lo avesse fatto per sparire dalla scena e che poi si sia fatta mora, modificato i lineamenti e sia andata a vivere in qualche bel posto per farsi "dimenticare". :)
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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vanni fucci
Mi viene in mente Alessandro Manzoni e la sua “Storia della colonna infame”.
Di una delle vittime, mai confessa malgrado la tortura (Gaspare Migliavacca che morì maciullato) Manzoni dice che fu martire per il rigoroso senso della parola (= verità).
In questo libro il linguaggio è energico e animato dallo sdegno per questa enorme ingiustizia. Manzoni conosce i nomi dei giudici, tuttavia non li riporta essendo fedele al principio cristiano secondo il quale: “Il nome dei carnefici non va detto; i carnefici devono rimanere senza nome”.
Non facendo il nome del carnefice si impedisce alle vittime di avere giustizia.
E si impedisce al criminale di prendere coscienza del male fatto.
Il precetto cristiano è ipocrita. Chi ha garantito la protezione dell'anonimato ha garantito anche protezione dai suoi crimini.
La libertà va di pari passo alla responsabilità.
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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Strangolatore di Dresda
Il dibattito è un po' ritrito e farlocco, spero non si arrivi alle 50 pagine.
Il punto della questione è semplice...quando si ha a che fare con l'autorità giudiziaria ciò che accade ad una persona diventa di dominio pubblico ed è per questo che i giornalisti hanno accesso ad informazioni simili e le riportano.
I processi sono pubblici, alcuni documenti sono pubblici fin da subito e quando non c'erano i giornali e la gente non aveva nulla da fare i tribunali erano pieni, come a teatro.
In un contesto simile, appare ovvio che il diritto all'oblio sia assurdo.
Sulle solite paure che la reputazione possa essere rovinata etc etc, esiste il reato di diffamazione.
Quindi non si capisce perchè periodicamente escono fuori discussioni simili
Ma perché è un problema attualissimo, tuttora aperto e molto lontano dal trovare una sistemazione condivisa... altro che ritrito e farlocco.... io, come puntualizzato, propendo per l'inapplicabilità di questo "diritto", però le anime e le voci del dibattito dottrinale sono tutt'altro che in pace...
La diffamazione, e il relativo interesse giuridicamente rilevante, è una fattispecie ben diversa...
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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ConteMax
Non facendo il nome del carnefice si impedisce alle vittime di avere giustizia. E si impedisce al criminale di prendere coscienza del male fatto. Il precetto cristiano è ipocrita. Chi ha garantito la protezione dell'anonimato ha garantito anche protezione dai suoi crimini. La libertà va di pari passo alla responsabilità.
Volevo solo proporre un punto di vista che mi sembrava degno di considerazione.
So che per alcuni, purtroppo, il termine “cristiano” può essere sinonimo perfino di nefandezze, ma “garantire l’anonimato” e "la protezione di criminali" qui non c’entrano nulla. E poi, non si tratta di un precetto "ipocrita", è semplicemente una scelta cristiana. Ti ricordo che nel caso specifico ovviamente le carte processuali riportano i nomi dei giudici mentre Manzoni scrisse la “Storia della colonna infame ” due secoli dopo.
In realtà, c’è anche un altro punto di vista, lo stesso che mosse sempre Manzoni alla potatura di alcuni nomi dal “Fermo e Lucia” a “I promessi sposi”. Per M. si tratta di una forma di censura, di sanzione per chi del nome proprio non è degno. Non consegnare alla storia un nome non significa solo evitarne l’eterna condanna, ma (contro) anche destinare il portatore all’oblio, ad essere identificato direttamente soltanto con il sostantivo (soggetto - apposizione) che indica il proprio misfatto (l’assassino, il carnefice, il criminale, (Lazzaro e) il ricco epulone).
In altre parole, Manzoni non trascrive i nomi dei giudici ( = carnefici) perché non li ritiene degni di essere citati, di essere ricordati.
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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Tomás de Torquemada
Ma perché è un problema attualissimo, tuttora aperto e molto lontano dal trovare una sistemazione condivisa... altro che ritrito e farlocco.... io, come puntualizzato, propendo per l'inapplicabilità di questo "diritto", però le anime e le voci del dibattito dottrinale sono tutt'altro che in pace...
La diffamazione, e il relativo interesse giuridicamente rilevante, è una fattispecie ben diversa...
A mio avviso c'è poco da sistemare.
Mi chiedo in che modo raccontare un fatto oggettivo, di dominio pubblico e verificabile possa essere visto come un atto che lede la reputazione dell'individuo e quali sarebbero le alternative.
Sarebbe come dire che se io devo essere arrestato non voglio che i carabinieri si presentino a casa mia o che mi portino in manette in strada perchè fino a prova contraria sono innocente e non voglio che la mia reputazione venga lesa nei confronti dei vicini o dei familiari. Quindi che mi telefonino e mi invitino cortesemente al commissariato...
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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Strangolatore di Dresda
A mio avviso c'è poco da sistemare.
Mi chiedo in che modo raccontare un fatto oggettivo, di dominio pubblico e verificabile possa essere visto come un atto che lede la reputazione dell'individuo e quali sarebbero le alternative.
Sarebbe come dire che se io devo essere arrestato non voglio che i carabinieri si presentino a casa mia o che mi portino in manette in strada perchè fino a prova contraria sono innocente e non voglio che la mia reputazione venga lesa nei confronti dei vicini o dei familiari. Quindi che mi telefonino e mi invitino cortesemente al commissariato...
Sì , ma io nel merito sono d'accordo con te e ho ampiamente motivato il mio parere... a mio avviso l'esercizio del diritto all'oblio è semplicemente impossibile, quindi è perfino inutile stare a chiedersi se sia "giusto" o meno... tuttavia ci sono anche opinioni di segno diverso, aspetta che arrivi Edmond e leggerai... :D :)
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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vanni fucci
Volevo solo proporre un punto di vista che mi sembrava degno di considerazione.
So che per alcuni, purtroppo, il termine “cristiano” può essere sinonimo perfino di nefandezze, ma “garantire l’anonimato” e "la protezione di criminali" qui non c’entrano nulla. E poi, non si tratta di un precetto "ipocrita", è semplicemente una scelta cristiana. Ti ricordo che nel caso specifico ovviamente le carte processuali riportano i nomi dei giudici mentre Manzoni scrisse la “Storia della colonna infame ” due secoli dopo.
In realtà, c’è anche un altro punto di vista, lo stesso che mosse sempre Manzoni alla potatura di alcuni nomi dal “Fermo e Lucia” a “I promessi sposi”. Per M. si tratta di una forma di censura, di sanzione per chi del nome proprio non è degno. Non consegnare alla storia un nome non significa solo evitarne l’eterna condanna, ma (contro) anche destinare il portatore all’oblio, ad essere identificato direttamente soltanto con il sostantivo (soggetto - apposizione) che indica il proprio misfatto (l’assassino, il carnefice, il criminale, (Lazzaro e) il ricco epulone).
In altre parole, Manzoni non trascrive i nomi dei giudici ( = carnefici) perché non li ritiene degni di essere citati, di essere ricordati.
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Va beh, questa è una sorta di damnatio memoriae... qui è proprio l'oblio a essere inteso quale forma di condanna... mentre chi vorrebbe esercitare il diritto al medesimo lo fa in quanto percepisce come tale appunto il ricordo colletttivo...
Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...
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Tomás de Torquemada
Sì , ma io nel merito sono d'accordo con te e ho ampiamente motivato il mio parere... a mio avviso l'esercizio del diritto all'oblio è semplicemente impossibile, quindi è perfino inutile stare a chiedersi se sia "giusto" o meno... tuttavia ci sono anche opinioni di segno diverso, aspetta che arrivi Edmond e leggerai... :D :)
Con Edmund ho già discusso tempo addietro, al momento dell'arresto di Strauss-Kahn, ma non mi sembra che mi abbia spiegato il motivo per cui va bene la naturale diffusione di una notizia di arresto in un ambito più ristretto ma allo stesso tempo più rilevante per la persona coinvolta (familiari, amici, parenti, ambiente di lavoro e semplici conoscenti) o il fatto che chiunque possa leggere gli incartamenti che ti riguardano ed assistere in diretta al tuio processo, mentre sia degradante la diffusione a mezzo stampa della stessa notizia letta per lo più da pereftti sconosciuti. Come dire "fin quando mia moglie ed i miei figli sanno che sto al gabbio, mi va bene, ma se lo sa anche Giacomo l'ortolano, allora sì che mi arrabbio"
Non solo, direi che per personaggi pubblici la diffusioni di notizie simili sia più che giustificata.
Diciamo che mentre ti limiti ad accettare semplicemente la realtà e a constatare che non è materialmente possibile prevenire la libertà di opinione altrui, io metto in evidenza che il riportare una notizia già pubblica non ha alcun ulteriore effetto sulla reputazione di un individuo.