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  1. #25
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Ma, guarda, il discorso dell pena che non può essere d aeternum va connatirato con una naturale esigenza di protezione e informazione dei cittadini.

    La pena vera e propria non può essere ad aeternum, ma la condanna resta.

    Il cittadino ha il diritto di essere informato della condanna, anche dopo che questi ha scontato la pena.

    Faccio un esempio. Nessuno sapeva che il galeotto don Pierino Gelmini era stato in galera per svariati anni per assegni a vuoto, truffa e bancarotta fraudolenta. Nessuno sapeva dei suoi traffici in Vietnam del Sud. E nessuno sapeva che in galera era stato messo in isolamento perché si dava da fare con altri detenuti.

    Quando è scoppiato il caso delle denunce per abusi sessuali molti hanno gridato allo scandalo: "non è possibile, è un sant'uomo che ha salvato tanta gente dalla droga".

    Poi qualcuno ha tirato fuori le sue condanne, i traffici coi vertici militari del Vietnam del Sud, le sue gite in fuoriserie per Roma, alla ricerca di bei ragazzetti da rimorchiare, la sua vita da pascià col fratello, don Eligio Gelmini, confessore degli aitanti atleti negli anni '70.

    Domando: le vittime di don Gelmini sarebbero andate nella sua struttura se avessero saputo dei precedenti del prete galeotto?

    E noi, opinione pubblica, abbiamo un interesse a sapere perché 40 anni fa don Gelmini passò alcuni anni in galera? Avremmo la stessa opinione del prete galeotto se non sapessimo dei suoi trascorsi?
      
    Ultima modifica di ConteMax; 17-01-12 alle 18:07

  2. #26
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Egli si trova in una situazione delicata sotto il profilo personale e sociale e questa circostanza, quella provocata dalla applicazione della custodia cautelare estrema, deve essere attenuata dalla opportuna valutazione che siamo davanti all'inizio di una investigazione che potrà consegnare risultati molto diversi.
    A maggior ragione laddove egli non abbia subito la privazione della libertà in conseguenza di una sentenza definitiva di condanna. Ed appunto questo è il caso di Struss Khan, ma anche quello di un qualsiasi Enzo Tortora.

    Ecco perchè io considero un abuso esporre all'attenzione dei media il volto di uno Strauss Khan spacciandolo per stupratore prima che venga riconosciuta giudizialmente la penale responsabilità in ordine alla imputazione che gli è stata contestata.
    Va be, tutto questo per esprimere il solito punto di vista secondo cui in assenza di condanna non vanno riportate notizie per evitare di rovinare la reputazione.
    Il fatto è che nessuno ha detto che DSK era uno stupratore, ma che era stato arrestato perchè denunciato per stupro, vale a dire la verità. Se non l'avessimo saputo noi a livello pratico non sarebbe cambiato nulla, perchè al Fmi si sarebbero comunque chiesti perchè non andava al lavoro e in Francia i motivi per cui non si presentava alle primarie del suo partito...
    Sarebbe interessante poi notare che se si vuole distruggere la reputazione di qualcuno, non bisogna aspettare certo che uno vada in carcere. I festini di Berlusconi ne sono una prova, i giornali scanadalistici non fanno che invadere la privacy altrui, chi ha fatto sapere che Scajola aveva una casa pagata a sua insaputa è un gran katifone etc etc.
    Insomma, stiamo parlando di aria fritta perchè non si può limitare la libertà di espressione, fermo restando che esistono delle leggi a tutela della reputazione di ognuno.
      
    I feel numb, born with a weak heart, guess I must be having fun.

  3. #27
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Nei giorni scorsi, in separata sede, si è sviluppato un breve ma intenso scambio di opinioni tra legulei - cioè tra me e lo stimato amico Edmond Dantés - a proposito del "diritto all'oblio"...

    Con tale espressione si allude a una problematica relativamente recente emersa e dibattuta a vario titolo nel mondo giuridico e che comincia a farsi strada - in Italia e in altre naziopni - a livello giurisprudenziale e legislativo...

    In virtù di tale diritto, colui che ad esempio si è macchiato di crimini per i quali ha scontato interamente la pena o che ha tenuto comportamenti pubblici e per qualche motivo riprorevoli (rammento il caso di un'ex pornostar che, invocando in modo esplicito questa figura, chiese tempo addietro che le sue pellicole hard non circolassero più) potrebbe ottenere che determinate notizie non siano più reiteramente diffuse, a meno che tornino di attualità per altra e nuova ragione...

    Discutendo con Edmond, sono emerse opinioni almeno parzialmente antitetiche... sicché sarebbe nostro desiderio ridiscuterne qui in pubblico, anche per raccogliere pareri e opinioni di altri forumisti...
    Il cd. diritto all'oblio, a mio modestissimo parere, potrebbe essere seriamente considerato, tenendo però presente due aspetti.
    Sotto il profilo teorico, tale diritto potrebbe eventualmente essere riconosciuto non in caso di pena scontata (aspetto penalisco), ma ANCHE del concreto risarcimento del danno cagionato dalla propria condotta (aspetto civilistico). Aver scontato una pena, infatti, non significa aver riparato quanto in precedenza guastato.
    Per quanto riguarda l'aspetto pratico, considerate le vostre giuste osservazioni di fronte a soggetti la cui immagine di fatto è di dominio pubblico, anzichè parlare di diritto all'oblio per occultare la propria condotta penalmente rilevante, potrebbe prevedersi l'obbligo di integrare le notizie riportate sull'argomento con il riferimento anche alla pena scontata ed all'avvenuto risarcimento del danno.
    Saluti

    P.S. Il caso Sofri qui casca come il cacio sui maccheroni

    L'ANNUNCIO
    Sofri libero, fine pena dopo 22 anni
    L'ex leader di LC detenuto per l'omicidio del commissario Calabresi. «Come sto? A modo mio, ma non parlo»


    MILANO - Adriano Sofri da oggi è un uomo libero. A 22 anni dalla prima condanna, che lo ha visto imputato e poi condannato definitivamente, con Giorgio Pietrostefani e Ovidio Bompressi per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, l'ex leader di Lotta Continua ha terminato di pagare il suo conto con la giustizia. Da sempre dichiaratosi estraneo alla vicenda, Sofri da anni era agli arresti domiciliari per motivi di salute e beneficiava di permessi per uscire. Nel 2005, infatti, l'improvvisa rottura dell'esofago lo aveva costretto a subire diversi interventi chirurgici: per questo aveva goduto della sospensione della pena e poi della detenzione domiciliare nella sua casa all'Impruneta, nei pressi di Firenze. «Come sto? Sto a modo mio ha risposto ai cronisti che erano andati a suonare alla sua porta _, ma non parlo. Magari tornate fra qualche giorno ma solo per offrirvi un caffè, mi spiace».

    Adriano Sofri è libero, ha scontato la pena


    IL PROCESSO - Con il fine pena di Sofri si chiude una delle più complesse vicende giudiziarie degli ultimi decenni, un processo durato 12 anni, passato attraverso ben 14 sentenze: mai concessa (nè richiesta dal condannato) la grazia, al centro di numerosi dibattiti politici di questi anni. Il primo arresto di Sofri avviene nel 1988, a ben 16 anni dai fatti contestati (Calabresi viene assassinato il 17 maggio del 1972), a seguito delle confessioni del pentito Salvatore Marino, ex militante di Lotta Continua. Marino chiama in causa Sofri, Bompressi e Pietrostefani, sostiene di essere stato lui a guidare la macchina servita per l'attentato, mentre, a suo dire, a uccidere il commissario fu Bompressi. La responsabilità di Pietrostefani e Sofri, invece, secondo la ricostruzione di Marino, sarebbe di «ordine morale», ossia quella di «mandatari». Versione sempre negata dagli imputati, condannati in via definitiva a 22 anni di reclusione, senza mai ottenere la revisione del procedimento. Sofri ha scontato la sua pena, Bompressi ha ottenuto la grazia nel 2006, mentre Pietrostefani è latitante in Francia nel 2002.

    Redazione Online
    16 gennaio 2012 (modifica il 17 gennaio 2012)
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    Fonte: Sofri libero, fine pena dopo 22 anni - Corriere della Sera
      

  4. #28
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Edmond Dantés Visualizza Messaggio
    Facciamo l'esempio di Sofri.
    Sofri ha terminato ora di scontare la pena (non entriamo nel merito della questione perchè potrei per primo rilevare profonde fenditure che smaschererebbero talune perplessità al riguardo), ora è un qualsiasi cittadino della repubblica.
    Egli anche volendo invocare il diritto all'oblio (cosa che si guarderà bene dal fare) si scontrerebbe con la realtà di una congerie di pubblicazioni del passato anche più o meno recente, che lo mettono in relazione con la responsabilità di avere ucciso il commissario Calabresi.

    Dunque sarebbe pressoché impossibile far dimenticare il nome di Sofri collegandolo alla vicenda giudiziaria che lo ha reso protagonista.

    In astratto lui è titolare di quel diritto alla stessa stregua del signor Rossi, ma nella realtà il signor Rossi potrebbe, sempre in astratto, godere di una posizione più vantaggiosa al fine di raggiungere l'obbiettivo di essere dimenticato.

    Quindi le pubblicazioni restano e l'obbiettivo è mancato.
    Caro Edmond, se stanotte Adriano Sofri volesse esercitare il diritto all'oblio e domattina o fra dieci anni io volessi scrivere un saggio o un articolo sull'omicidio Calabresi, secondo te cosa dovrei fare?

    - Non accennare alla condanna (quindi tanto varrebbe non scrivere nulla, essendo impossibile e insensato raccontare una vicenda del genere monca del suo epilogo giudiziario)?

    - Scrivere che è stato condannato un tizio X?

    - Scrivere che è stato condannato il signor A. S.?

    - Altro?
      
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 18-01-12 alle 02:01
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  5. #29
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Caro Edmond, se stanotte Adriano Sofri volesse esercitare il diritto all'oblio e domattina o fra dieci anni io volessi scrivere un saggio o un articolo sull'omicidio Calabresi, secondo te cosa dovrei fare?

    - Non accennare alla condanna (quindi tanto varrebbe non scrivere nulla, essendo impossibile e insensato raccontare una vicenda del genere monca del suo epilogo giudiziario)?

    - Scrivere che è stato condannato un tizio X?

    - Scrivere che è stato condannato il signor A. S.?

    - Altro?
    La soluzione (semplice) te l'ha data Eusebio, che da lassù sempre ti protegge
      

  6. #30
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Caro Edmond, se stanotte Adriano Sofri volesse esercitare il diritto all'oblio e domattina o fra dieci anni io volessi scrivere un saggio o un articolo sull'omicidio Calabresi, secondo te cosa dovrei fare?

    - Non accennare alla condanna (quindi tanto varrebbe non scrivere nulla, essendo impossibile e insensato raccontare una vicenda del genere monca del suo epilogo giudiziario)?

    - Scrivere che è stato condannato un tizio X?

    - Scrivere che è stato condannato il signor A. S.?

    - Altro?
    Tomás la questione secondo me è di differenziare tra caso e caso.
    Basta che ti fai questa domanda: chi era Sofri?
    Se un avvenimento riguarda da vicino la politica e la storia d'Italia il diritto all'oblio non esiste di per se, proprio per la natura dell'avvenimento e dei personaggi coinvolti. Vorrei discernere tra diritto all'oblio per fatti non socialmente rilevanti a pena conclusa e fatti per cui per forza maggiore si deve e si dovrà parlare, perché ci riguardano tutti.
    Come dire, di una Franzoni o di uno Scattone o un altro pinco pallino che ha compiuto un reato che non interessa in maniera strutturale la società e ha finito di scontare la sua pena, nessuno dovrebbe più occuparsene a livello mediatico, perché si tratta di cose prive di interesse per la società.
    Magari si potrà scrivere di ciò nell'ambito dei testi specifici di criminologia per un delitto particolarmente efferato o per una modalità insolita di omicidio, ma un giornale o un telegiornale non possono farsi i soldi scrivendo magari tra 20 anni "La Franzoni liberata dice che andrà a fare la gelataia" o che lo Scattone (come è successo) è andato a lavorare nel liceo di Marta Russo, montando il succitato omicidio sociale, quando tutto è nell'alveo della legge e il soggetto che ha saldato il debito con la società non sta compiendo altri reati.
    Altra cosa sono personaggi che per la società sono motivo di interesse generale per la natura stessa delle loro azioni o del loro ruolo nella società: un politico, un attivista che compie un'azione dimostrativa o un omicidio a sfondo politico, un membro rilevante di un'organizzazione mafiosa o organizzazione criminale a dir si voglia, un criminale comune che entra in contatto con realtà politiche socialmente di interesse per tutti, insomma tutto ciò che realmente ci dovrebbe interessare perché tocca le basi della società: e qui un Riina, un Vallanzasca, un Mesina, un Sofri, un Buscetta o un Mangano non possono sperare nel diritto all'oblio, perché la loro storia riguarda tutti noi, mentre se Mario Rossi ha ucciso Maria Rossi gettandola in un tritacarne industriale, una volta uscito di galera non dovrebbe fregare a nessuno tranne che ai familiari della vittima, perché ha pagato ciò che la società prevede. Casomai si dovrebbe accertare se chi viene messo fuori non è più pericoloso per gli altri.
      
    Ultima modifica di ಠ_ಠ; 18-01-12 alle 13:29

  7. #31
    ...
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Ma, guarda, il discorso dell pena che non può essere d aeternum va connatirato con una naturale esigenza di protezione e informazione dei cittadini.

    La pena vera e propria non può essere ad aeternum, ma la condanna resta.

    Il cittadino ha il diritto di essere informato della condanna, anche dopo che questi ha scontato la pena.

    Faccio un esempio. Nessuno sapeva che il galeotto don Pierino Gelmini era stato in galera per svariati anni per assegni a vuoto, truffa e bancarotta fraudolenta. Nessuno sapeva dei suoi traffici in Vietnam del Sud. E nessuno sapeva che in galera era stato messo in isolamento perché si dava da fare con altri detenuti.

    Quando è scoppiato il caso delle denunce per abusi sessuali molti hanno gridato allo scandalo: "non è possibile, è un sant'uomo che ha salvato tanta gente dalla droga".

    Poi qualcuno ha tirato fuori le sue condanne, i traffici coi vertici militari del Vietnam del Sud, le sue gite in fuoriserie per Roma, alla ricerca di bei ragazzetti da rimorchiare, la sua vita da pascià col fratello, don Eligio Gelmini, confessore degli aitanti atleti negli anni '70.

    Domando: le vittime di don Gelmini sarebbero andate nella sua struttura se avessero saputo dei precedenti del prete galeotto?

    E noi, opinione pubblica, abbiamo un interesse a sapere perché 40 anni fa don Gelmini passò alcuni anni in galera? Avremmo la stessa opinione del prete galeotto se non sapessimo dei suoi trascorsi?
    Quindi proponi una legge che obblighi a sapere tutto di tutti? Perché i trascorsi, anche se legali, potrebbero non piacere ad alcuni tuoi clienti.
    Come la mettiamo? :gratgrat:
      
    "Per tutto il pensiero occidentale, ignorare il suo Medioevo significa ignorare se stesso" - Étienne Gilson


    "Se commettiamo ingiustizia, Dio ci lascerà senza musica" - Cassiodoro.

  8. #32
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Tomás de Torquemada Visualizza Messaggio
    Caro Edmond, se stanotte Adriano Sofri volesse esercitare il diritto all'oblio e domattina o fra dieci anni io volessi scrivere un saggio o un articolo sull'omicidio Calabresi, secondo te cosa dovrei fare?

    - Non accennare alla condanna (quindi tanto varrebbe non scrivere nulla, essendo impossibile e insensato raccontare una vicenda del genere monca del suo epilogo giudiziario)?

    - Scrivere che è stato condannato un tizio X?

    - Scrivere che è stato condannato il signor A. S.?

    - Altro?
    Il diritto della collettività ad essere informata (diritto di cronaca) prende le mosse dal sottostante interesse pubblico alla notizia.

    Il diritto all'oblio, per sua natura incontra limiti oggettivi ai quali tu, Tomàs hai fatto cenno.

    Vi sono fatti la cui gravità funge da presupposto alla negatoria della giusta tutela del diritto ad essere dimenticati (diritto all'oblio).
    Sono i fatti storicamente rilevanti che hanno prodotto delle mutazioni cd. di "percorso" degli eventi che riguardano una nazione.
    L'attentato al Papa o il "caso" Moro, ad esempio, rientrano in questa categoria.
    L'interesse pubblico alla loro riproposizione, nonostante il naturale decorso del tempo, in ragione della importanza attribuita dalla Storia a quei fatti, non affievolisce. Permane. Non viene mai meno.

    E' il caso anche dei crimini contro l'umanità, nei confronti dei quali, ove fosse ritenuta legittima l'invocazione del diritto all'oblio, si darebbe luogo senza ombra di dubbio, nella coscienza collettiva, ad una impronta antieducativa e financo nociva sotto il profilo etico.

    Ora, ammesso e non concesso che l'omicidio Calabresi, mediante il decorso del tempo abbia consentito l'affievolimento dell'interesse pubblico al vivo mantenimento del ricordo del fatto tanto da rendere possibile l'invocazione del diritto all'oblio, lo stesso Sofri, proprio per il tramite della sua attività professionale, della sua "visibilità" e della sua condotta spesso esposta agli umori dl pubblico, ne impedirebbe l'esercizio.

    Per rispondere anche a Sant'Eusebio, qualora Sofri avesse risarcito il danno alla famiglia Calabresi, neppure la resurrezione del Commissario potrebbe legittimarlo all'esercizio del diritto all'oblio. E lo sostiene uno come me abbondantemente inclinato al garantismo e alla tutela della riservatezza che legittimano l'esrcizio del diritto all'oblio.
    I fatti sono così conosciuti dal grande pubblico, che sarebbe impossibile discernere il giornalista Sofri dal responsabile del delitto di omicidio definitivamente condannato dalla giustizia penale.

    Dunque osserviamo come sia realmente difficile, in taluni casi, e cioè laddove l’interesse pubblico sia destinato a non affievolirsi, assumene concrete iniziative a tutela del diritto ad essere dimenticati.
    Sofri è uno di questi.
      
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 18-01-12 alle 18:05
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  9. #33
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da Cuordileone Visualizza Messaggio
    Quindi proponi una legge che obblighi a sapere tutto di tutti? Perché i trascorsi, anche se legali, potrebbero non piacere ad alcuni tuoi clienti.
    Come la mettiamo? :gratgrat:
      
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

  10. #34
    Giacobino sanguinario
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    Post Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    il cosiddetto "diritto all'oblio" può essere applicato,secondo me solo e soltanto quando il criminale ha scontato tutta e interamente,senza permessi e libere uscite l'intera condanna,IN CARCERE.
    Sono contrarissimo alla dimenticanza e alla cancellazione di qualsiasi articolo che faccia riferimento al gesto del criminale in questione.

    Per me diritto all'oblio significa ritirarsi a vita privatissima e far parlare pochissimo di se,anche a essere dimenticati,non certo quello di cancellare le gesta criminali.

    Ognuno,anche se indefesso lavoratore e persona onesta dovrebbe avere accesso al diritto all'oblio,ovvero sparire per sempre per la sua cerchia di amici e conoscenti e rifarsi una nuova vita altrove,sempre seguendo l'onestà e i sani principi.
      
    Tutto il potere ai Soviet! Lenin.

  11. #35
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da ಠ_ಠ Visualizza Messaggio
    Tomás la questione secondo me è di differenziare tra caso e caso.
    Basta che ti fai questa domanda: chi era Sofri?
    Se un avvenimento riguarda da vicino la politica e la storia d'Italia il diritto all'oblio non esiste di per se, proprio per la natura dell'avvenimento e dei personaggi coinvolti. Vorrei discernere tra diritto all'oblio per fatti non socialmente rilevanti a pena conclusa e fatti per cui per forza maggiore si deve e si dovrà parlare, perché ci riguardano tutti.
    Come dire, di una Franzoni o di uno Scattone o un altro pinco pallino che ha compiuto un reato che non interessa in maniera strutturale la società e ha finito di scontare la sua pena, nessuno dovrebbe più occuparsene a livello mediatico, perché si tratta di cose prive di interesse per la società.
    Magari si potrà scrivere di ciò nell'ambito dei testi specifici di criminologia per un delitto particolarmente efferato o per una modalità insolita di omicidio, ma un giornale o un telegiornale non possono farsi i soldi scrivendo magari tra 20 anni "La Franzoni liberata dice che andrà a fare la gelataia" o che lo Scattone (come è successo) è andato a lavorare nel liceo di Marta Russo, montando il succitato omicidio sociale, quando tutto è nell'alveo della legge e il soggetto che ha saldato il debito con la società non sta compiendo altri reati.
    Altra cosa sono personaggi che per la società sono motivo di interesse generale per la natura stessa delle loro azioni o del loro ruolo nella società: un politico, un attivista che compie un'azione dimostrativa o un omicidio a sfondo politico, un membro rilevante di un'organizzazione mafiosa o organizzazione criminale a dir si voglia, un criminale comune che entra in contatto con realtà politiche socialmente di interesse per tutti, insomma tutto ciò che realmente ci dovrebbe interessare perché tocca le basi della società: e qui un Riina, un Vallanzasca, un Mesina, un Sofri, un Buscetta o un Mangano non possono sperare nel diritto all'oblio, perché la loro storia riguarda tutti noi, mentre se Mario Rossi ha ucciso Maria Rossi gettandola in un tritacarne industriale, una volta uscito di galera non dovrebbe fregare a nessuno tranne che ai familiari della vittima, perché ha pagato ciò che la società prevede. Casomai si dovrebbe accertare se chi viene messo fuori non è più pericoloso per gli altri.
    L'ipotesi che tu prospetti è un po' diversa...

    Farsi gli "affari attuali" di chi è stato condannato e ha scontato una pena è un'altra fattispecie, mi sembra piuttosto una grave violazione della privacy... Il diritto all'oblio concerne il "ricordare" una persona in rapporto a un determinato evento...

    Ad esempio, Scattone... io trovo irrilevante che attualmente insegni in un liceo o faccia altro (anche se la "notizia" non è l'insegnamento in sé, ma le polemiche suscjtate)... ma, per il resto, questa pagina online tu la lasceresti o no?

    http://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Marta_Russo
      
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 18-01-12 alle 18:31
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  12. #36
    La Vengeance
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    Predefinito Rif: Intorno al "diritto all'oblio"...

    Citazione Originariamente Scritto da ConteMax Visualizza Messaggio
    Ma, guarda, il discorso dell pena che non può essere d aeternum va connatirato con una naturale esigenza di protezione e informazione dei cittadini.

    La pena vera e propria non può essere ad aeternum, ma la condanna resta.

    Il cittadino ha il diritto di essere informato della condanna, anche dopo che questi ha scontato la pena.

    Faccio un esempio. Nessuno sapeva che il galeotto don Pierino Gelmini era stato in galera per svariati anni per assegni a vuoto, truffa e bancarotta fraudolenta. Nessuno sapeva dei suoi traffici in Vietnam del Sud. E nessuno sapeva che in galera era stato messo in isolamento perché si dava da fare con altri detenuti.

    Quando è scoppiato il caso delle denunce per abusi sessuali molti hanno gridato allo scandalo: "non è possibile, è un sant'uomo che ha salvato tanta gente dalla droga".

    Poi qualcuno ha tirato fuori le sue condanne, i traffici coi vertici militari del Vietnam del Sud, le sue gite in fuoriserie per Roma, alla ricerca di bei ragazzetti da rimorchiare, la sua vita da pascià col fratello, don Eligio Gelmini, confessore degli aitanti atleti negli anni '70.

    Domando: le vittime di don Gelmini sarebbero andate nella sua struttura se avessero saputo dei precedenti del prete galeotto?

    E noi, opinione pubblica, abbiamo un interesse a sapere perché 40 anni fa don Gelmini passò alcuni anni in galera? Avremmo la stessa opinione del prete galeotto se non sapessimo dei suoi trascorsi?
    Non conosco il caso ma rispondo così.

    Può accadere che a distanza di tempo sorga un interesse pubblico alla riproposizione del fatto medesimo perchè chi avrebbe potuto legittimamente invocare il diritto all'oblio per le anzidette ragioni, entra nel circuito mediatico per nuovi motivi riconducibili alla condotta per cui era stato condannato definitivamente ed aveva scontato la pena.

    Legittimo è il diritto di cronaca relativamente al fatto nuovo e legittima diventa anche la "rievocazione" del vecchio delitto.

    Questo in linea di principio.

    Ma esiste comunque un problema Conte Max.

    Il vecchio fatto che aveva visto Don Gelmini protagonista della prima vicenda giudiziaria (della quale io non ho mai sentito parlare) non autorizza il cronista a scatenare la tempesta mediatica sul sacerdote in quanto nuovamente oggetto di accuse da parte della A.G. .

    Invero va tenuto nel debito conto che i nuovi fatti sono ancora in fase di giudizio e se non c'è un giudicato formale definitivo, la diffusione di notizie relative ad episodi del passato, secondo me incontra limiti invalicabili ai sensi dell'art. 2 della costituzione.
    Si tratta di diritti inviolabili.
    :giagia:
      
    Ultima modifica di Edmond Dantés; 18-01-12 alle 18:35
    "Due cose hanno soddisfatto la mia mente con nuova e crescente ammirazione e soggezione e hanno occupato persistentemente il mio pensiero: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me" (Immanuel Kant)

 

 
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