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Discussione: Onore a quest'uomo.

  1. #1
    AUT CONSILIO AUT ENSE
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    Predefinito Onore a quest'uomo.

    Si impone il mio plauso entusiasta per il Capitano De Falco della Capitaneria di Livorno, che ha di fatto posto rimedio al disastro combinato da quell' incompetente di Schettino sulla sfortunata Costa Concordia.

    La telefonata tra i due nella trascrizione del Corriere Fiorentino:
    Citazione:
    Ecco i passaggi più significativi:
    De Falco: «Sono De Falco da Livorno, parlo con il comandante?
    Schettino: «Sì, buonasera comandante De Falco»
    De Falco: «Mi dica il suo nome per favore»
    Schettino: «Sono il comandante Schettino, comandante»
    De Falco: «Schettino? Ascolti Schettino. Ci sono persone intrappolate a bordo. Adesso lei va con la sua scialuppa sotto la prua della nave lato dritto. C'è una biscaggina. Lei sale su quella biscaggina e va a bordo della nave. Va a bordo e mi riporta quante persone ci sono. Le è chiaro? Io sto registrando questa comunicazione comandante Schettino...».
    Schettino: «Comandante le dico una cosa...»
    De Falco: «Parli a voce alta. Metta la mano davanti al microfono e parli a voce più alta, chiaro?».
    Schettino: «In questo momento la nave è inclinata...».
    De Falco: «Ho capito. Ascolti: c'è gente che sta scendendo dalla biscaggina di prua. Lei quella biscaggina la percorre in senso inverso, sale sulla nave e mi dice quante persone e che cosa hanno a bordo. Chiaro? Mi dice se ci sono bambini, donne o persone bisognose di assistenza. E mi dice il numero di ciascuna di queste categorie. E' chiaro?
    Guardi Schettino che lei si è salvato forse dal mare ma io la porto... veramente molto male... le faccio passare un'anima di guai. Vada a bordo, cazzo!»

    Schettino: «Comandante, per cortesia...»
    De Falco: «No, per cortesia... lei adesso prende e va a bordo. Mi assicuri che sta andando a bordo...».
    Schettino: «Io sto andando qua con la lancia dei soccorsi, sono qua, non sto andando da nessuna parte, sono qua...»
    De Falco: «Che sta facendo comandante?»
    Schettino: «Sto qua per coordinare i soccorsi...»
    De Falco: «Che sta coordinando lì? Vada a bordo. Coordini i soccorsi da bordo. Lei si rifiuta?
    Schettino: «No no non mi sto rifiutando».
    De Falco: «Lei si sta rifiutando di andare a bordo comandante?? Mi dica il motivo per cui non ci va?»
    Schettino: «Non ci sto andando perché ci sta l'altra lancia che si è fermata...».
    De Falco: «Lei vada a bordo, è un ordine. Lei non deve fare altre valutazioni. Lei ha dichiarato l'abbandono nave, adesso comando io. Lei vada a bordo! E' chiaro? Non mi sente? Vada, mi chiami direttamente da bordo. Ci sta il mio aerosoccorritore lì».
    Schettino: «Dove sta il suo soccorritore?»
    De Falco: «Il mio soccorritore sta a prua. Avanti. Ci sono già dei cadaveri Schettino».
    Schettino: «Quanti cadaveri ci sono?»
    De Falco: «Non lo so.. Uno lo so. Uno l'ho sentito. Me lo deve dire lei quanti ce ne sono, Cristo».
    Schettino: «Ma si rende conto che è buio e qui non vediamo nulla ...».
    De Falco: «E che vuole tornare a casa Schettino? E' buio e vuole tornare a casa? Salga sulla prua della nave tramite la biscaggina e mi dica cosa si può fare, quante persone ci sono e che bisogno hanno. Ora!».

    Schettino: «(...) Sono assieme al comandante in seconda».
    De Falco: «Salite tutti e due allora. (...) Lei e il suo secondo salite a bordo, ora. E' chiaro?».
    Schettino: «Comandà, io voglio salire a bordo, semplicemente che l'altra scialuppa qua... ci sono gli altri soccorritori, si è fermata e si è istallata lì, adesso ho chiamato altri soccorritori...».
    De Falco: «Lei è un'ora che mi sta dicendo questo. Adesso va a bordo, va a B-O-R-D-O!. E mi viene subito a dire quante persone ci sono».
    Schettino: «Va bene comandante»
    De Falco: «Vada, subito!»
    Tutto il mio dissenso (per usare un eufemismo) nei confronti del giudice che ha posto Schettino agli arresti domiciliari.
    Uso un termine desueto, lo so.
    Ma Onore a questo ufficiale di vecchio stampo.iaociao:
    Ultima modifica di occidentale; 18-01-12 alle 06:01
    CETERUM CENSEO KARLPOPPER BANNANDUM EST

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

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  2. #2
    Giolittiano
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    Schettino è un vero italiano ne ha tutte le caratteristiche, arrogante e piacione, un cagasotto appena succede qualcosa.

    De falco ha fatto il suo dovere con precisione ed è un pó la nostra speranza di non essere schettini, anche se in fondo lo siamo.
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  3. #3
    Apologia cattolica
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    meno male che c'era almeno lui, ne ha dette 4
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    peccato che in Italia uno che fa semplicemente il suo dovere debba essere conderato un eroe... il problema sono i vigliacchi come Schettino che rivalutano enormemente queste persone normali

    Mi chiedevo un altro episodio: il povero vigile a Milano ucciso da un SUV aveva a fianco un collega che avrebbe potuto benissimo tirare fuori la pistola e sparare al guidatore del SUV per fermarlo e per difendere il collega, anche in quel caso non so cosa pensare, perchè non scata ne cervello umano il meccanismo "come agire in caso di emergenza?"

  5. #5
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    La differenza tra un civile e un militare
    "Cecchi ...Paone ha dichiarato che ci sono due gay in squadra. Prandelli mi ha detto che mi facevate questa domanda. Se ci sono dei froci i problemi sono loro, io spero non ce ne siano".
    Antonio Cassano 99

  6. #6
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.


    Teniamoci stretti, che c'è vento forte.

    Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.

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  7. #7
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    In una situazione d'emergenza e di panico, una persona responsabile e addestrata deve mantenere la calma...specialmente se è il comandante! Bravo De Falco, bravo Giampietroni...due persone che fanno onore alla guardia costiera e alla marina civile. Brave anche quelle decine, centinaia di persone, come il batterista citato da Malandrina, che si sono comportate in modo "eroico" per salvare i più deboli...nel panico imperante, col rischio di perdere la vita, un atto di generosità e di compassione è sempre eroico!
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  8. #8
    the dark knight's return
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    “QUELLA NOTTE HO PIANTO…ORA DIMENTICATEVI DI ME, HO BISOGNO DI SILENZIO PER CAPIRE SE C’E’ ANCORA UNA SOLA POSSIBILITA’ DI TROVARE QUALCUNO VIVO. PERCHE’ IL MIO MESTIERE E’ SOCCORRERE”

    Capita di essere o diventare quello che forse si è ma che non si vuole essere. Neppure per il breve spazio di un giorno. Un eroe.
    “Gesù, che ho fatto di straordinario? Io ho fatto solo il mio dovere. Quello che avrebbe fatto qualunque altro uomo, donna, marinaio al mio posto quella notte”.
    Il capitano di fregata Gregorio De Falco, classe 1964, ha la cantilena dolce di chi è nato a Napoli ed è cresciuto a Ischia. “Sant’Angelo di Ischia. Ci tengo”.
    Ed è l’unica civetteria di un uomo che non dorme da quattro giorni, con le gote traslucide della pomata che serve a mare per evitare che la pelle si spacchi per il freddo e il sole.
    “Comandante, comandante c’è un mayday” lo richiama una sorridente sottocapo della Guardia costiera. Lui si gira di scatto: “Ma che dici?”. E lei ridendo: “Sono le sue figlie, vorrebbero sapere se è ancora vivo, e soprattutto dov’è”.
    Maria Rosaria e Carla hanno 12 e 5 anni e con la madre, Raffaella sono il suo mondo. Alloggiano con lui in una delle foresterie della guardia costiera di Livorno dove lui, Gregorio, è arrivato nel 2005, come capo della sezione operativa.
    Arrivava da tre anni di comando della Capitaneria di porto di Santa Margherita Ligure e, prima di allora, da Genova e Mazzara Del Vallo.
    Le sue prime destinazioni, dopo il concorso in Guardia costiera nel 1994, l’accademia a Livorno e una laurea in giurisprudenza da fuori sede alla statale di Milano.
    Una prima volta per una famiglia (Gregorio, il fratello Domenico e la sorella Ines) che di marinai non ne aveva mai avuti.
    Facebook e ogni genere di social network si scambiano da ore gli audio delle sue conversazioni con il comandante Francesco Schettino come fossero la metafora epica della lotta tra eroismo e codardia.
    In un curioso incrocio di destini in cui l’eroe e il codardo parlano lo stesso dolce dialetto, il napoletano. Epperò come spesso accade, la furia lucida e indignata di quella notte di questo capitano di fregata - “Glielo ordino torni a bordo di quella nave, cazzo” - non rende ragione di un’indole.
    Il capitano di fregata Gregorio De Falco, da venerdì notte piange.
    Ha pianto all’alba di sabato 14 quando ha avuto chiaro che nel ventre della balena ferita erano rimasti donne, uomini forse bambini.
    Ha pianto di rabbia - come conferma uno dei suoi superiori - mordendosi il labbro inferiore pensando alla irragionevole “disumanità” di un altro comandante che dà le spalle a chi gridando viene inghiottito dall’acqua gelida.
    “È vero sì, piango, mi capita di piangere, non credo sia una debolezza. L’umanità non è una debolezza”.
    “Vi posso chiedere un favore? Dimenticatevi di me. Smettete di parlare di me. L’eroe non sono io”.
    Eppure, l’intuizione che sulla Concordia stava succedendo qualcosa…
    “L’intuizione? L’eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte. È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, “comandante, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi… che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli. Lì c’è un guaio”.
    Capite chi è l’eroe?”. Sì ma… “Sì ma niente. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano. È questo il nome che dovete scrivere. E dovreste fare una pagina di soli nomi di marinai della Guardia costiera, della Marina militare, della Finanza, dei carabinieri, dei vigili del fuoco, della Protezione civile, che quella notte hanno dimenticato se stessi per gli altri. Savastano, dicevo. Lo hanno calato su quella nave al buio, con una muta invernale e un palmare, non una radio, non un filo con noi. Si è buttato a capofitto lì dentro senza pensare alla sua vita ma a quella di chi cercava di salvare. Si muoveva in un ambiente che non conosceva, tra suppellettili sfasciate, acqua, passeggeri che gridavano al buio. Chi è l’eroe? Io che strillavo con Schettino o lui, che ascoltava le urla di supplica di quelli che volevano essere salvati e non capivano perché perdeva tempo ad imbracare alle barelle spinali i feriti più gravi da tirare su con l’elisoccorso?”.
    Ascoltando De Falco capisci perché, quando chiedi di lui in caserma, di come sia la vita in questo parallelepipedo color ocra, casa della Guardia costiera, che guarda il mare di Livorno ti rispondono che il comandante de Falco “è l’ufficiale più generoso, l’uomo più disponibile della nostra piccola famiglia”.
    E capisci anche perché, in queste ore, ripeta come un mantra una sola richiesta: “Io ora ho bisogno di silenzio”.
    Per dormire? “Per lavorare. Per capire cosa è accaduto e se c’è ancora solo una possibilità di trovare qualcuno vivo, perché il mio mestiere è questo, soccorrere. Per questo quella notte urlavo”.
    De Falco saluta. Nella mano destra ha un sacchettino che tiene stretto. Cos’è? “Un regalo di due amici. Me l’hanno portato stamattina dicendo che mi volevano ringraziare per quello che ho fatto. È un libro, la biografia di Steve Jobs. Non so quando potrò cominciare a leggerlo. Magari comincerà mia moglie. Buon lavoro”

    Carlo Bonimi e Marco Mensurati
    (da “La Repubblica”).
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    Antonio Cassano 99

  9. #9
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    Bravo De Falco, che però, per quanto ammirevolmente, ha svolto il suo lavoro.

    Piuttosto preferisco onorare il Commissario Capo Maurizio Giampedroni che è rimasto a bordo a soccorrere i passeggeri, fino a quasi a rimetterci la vita.

    Manrico Giampedroni, il commissario di bordo salvato dal Costa Concordia: «36 ore da incubo»
    Il racconto dell'ufficiale rimasto sulla nave per aiutare i passeggeri

    L'hanno tirato fuori di lì con l'elicottero. Dopo «36 ore da incubo». E qualcuno lo ha già definito l'ufficiale-eroe. Già, perché Manrico Giampedroni, 57 anni, commissario di bordo, è rimasto per ore sulla nave che naufragava per soccorrere i passeggeri bloccati sul ponte 3. A un certo punto, però, gli sarebbe caduto un frigorifero addosso. E Manrico, di Ameglia, nello spezzino, sarebbe rimasto bloccato (e ferito, con una gamba rotta) a bordo.

    I soccorritori, domenica mattina, hanno sentito la sua voce, e alla fine sono riusciti a salvarlo. Lo hanno caricato su una barella, dopo averlo immobilizzato, e poi l'hanno issato su un elicottero direttamente dalla nave con un verricello. Una volta in ospedale, ha raccontato la sua disavventura: «Un incubo, ma ho sempre sperato nella salvezza».

    Anche la madre dell'uomo tira un sospiro di sollievo: «Credevo che mio figlio fosse morto
    perché ci siamo sentiti dopo le 21 per la buona notte prima che succedesse la tragedia e poi più nulla». «Ho saputo che ha chiamato la moglie avvertendo che a bordo c'era un black out e solo da terze persone ho saputo che a mezzanotte stava ancora salvando dei passeggeri, ma non ci speravo più»

    Manrico Giampedroni, il commissario di bordo salvato dal Costa Concordia: «36 ore da incubo»
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  10. #10
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    Predefinito Rif: Onore a quest'uomo.

    Cerchiamo di essere chiari: la stragrande maggioranza dei marittimi italiani e' di altissimo livello professionale ed umano, anche se in Gran Bretagna e' gia' cominciata la caccia al codardo italiano.
    Una punizione esemplare per il Sig. Schettino ci stava tutta, anche per stroncare sul nascere questi rigurgiti razzistelli.
    Ma staremo a vedere.
    CETERUM CENSEO KARLPOPPER BANNANDUM EST

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