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    Predefinito La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sicilia n

    La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola



    I blocchi degli autotrasportatori sono iniziati alla mezzanotte di oggi e proseguiranno fino a venerdì 20 gennaio. O almeno questi sono i programmi, perchè l’ondata di protesta potrebbe continuare con tempistiche diverse.


    Ma cosa sta succedendo in Sicilia? Il pretesto è stato l’ulteriore aumento delle accise sui carburanti, che hanno gravato un costo della benzina già oberato da pesanti addizionali regionali, facendolo volare molto spesso oltre la media nazionale. Gli autotrasportatori si sono mobilitati spontaneamente, riunendosi poi tutti sotto l’egida di un solo comitato. Ma la protesta non coinvole solo loro. “La Rivoluzione parte dalla Sicilia - recita il manifesto del Movimento dei Forconi -. Agricoltori, Commercianti, Artigiani, Operai, Autotrasportatori, Braccianti agricoli e quanti vogliono decidere le sorti di questa terra e dei loro figli. Siete tutti invitati a mobilitarvi”. E precisano “Non una guerra tra poveri, ma contro questa classe dirigente che vuole farci pagare il conto. Vogliamo scrivere una pagina di storia e la scriveremo. Siamo siciliani veri ed invendibili”.


    Si preannuncia come una lotta sociale, che coinvolge tutti i ceti e che per il momento sta paralizzando le vie di comunicazione su tutta l’isola. Blocchi e capannelli di protesta si registrano in entrata e in uscita dalle autostrade, da Catania a Messina, da Palermo a Gela e Siracusa. Difficoltà anche nel porto del capoluogo. Alla raffineria di Milazzo non arriverebbero più le autocisterne per il trasporto dei carburanti e molti distributori vengono segnalati “a secco” in alcune zone della regione. L’informazione nazionale per il momento sta snobbando le proteste in Sicilia, ma la sensazione è che molto presto la paralisi che porteranno non potrà essere trascurata.

    I siciliani chiedono attenzione e stavolta lo fanno con grande vigore e determinazione. Si rivolgono innanzitutto alla classe dirigente locale, ma guardano anche alla politica nazionale. Potrebbero non fermarsi finchè non avranno risposte.

    La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola | Informare per Resistere
    Ultima modifica di Majorana; 18-01-12 alle 19:06
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    Ne hanno parlato al tg della 7.
    Quando i siciliani si incazzano, è sempre stato un super-terremoto.
    Stanno facendo bene, oltretutto hanno scelto un bel nome: i forconi.

  3. #3
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    Caro carburante in Sicilia, da Forza Nuova all’Mpa. La politica è entrata nella protesta | Claudia Campese | Il Fatto Quotidiano
    Caro carburante in Sicilia, da Forza Nuova all’Mpa. La politica è entrata nella protesta
    Domani a Palermo, è previsto un incontro tra alcuni rappresentanti dei movimenti e il presidente della Regione Raffaele Lombardo insieme ai prefetti siciliani
    Le voci del coinvolgimento di Forza nuova e Mpa. L’interrogazione di Giuseppe Gianni dei Pid al ministro dell’Agricoltura Mario Catania. L’incontro domani con il presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo – anche lui Mpa – e i prefetti siciliani. La politica nelle proteste che da domenica stanno bloccando la Sicilia entra un po’ da tutti i lati. Eppure “qui non c’è nessuna bandiera, nessun partito. Siamo solo per la Sicilia”, dicono i manifestanti. Autostrasportatori riuniti nella rete Forza d’urto e agricoltori del movimento dei Forconi. Insieme a pescatori e forestali. Tutti contro l’alto prezzo del carburante che annullerebbe i loro guadagni e gli scarsi aiuti del governo alle categorie. Uniti in una prova di forza che da tre giorni provoca blocchi in tutta l’isola, lascia a secco le pompe di benzina e i supermercati senza ortaggi, latte e scatolame.

    Problematiche che oggi Giuseppe Gianni ha illustrato al ministro Catania durante un question time alla Camera. E che non riguarda solo il Mezzogiorno. “L’aumento della benzina e la mancanza di infrastrutture rendono ancora più cari i prodotti che dalle campagne del Sud devono raggiungere i mercati del Nord”, spiega l’onorevole Pid. Per risolvere la questione servirebbero “la defiscalizzazione dei carburanti e dell’energia elettrica, l’uso dei fondi europei per lo sviluppo da utilizzare per arginare la crisi dell’agricoltura, il congelamento delle procedure di Equitalia-Serit per la riscossione dei tributi”. Come trovare i soldi? Con “l’utilizzo in deroga, per altri quattro o cinque anni, dei fondi del Piano di sviluppo rurale (2007-2013)”, chiede Gianni a nome dei manifestanti. Impossibile, risponde il ministro. Anche perché, ricorda Catania, lo scorso anno l’agricoltura siciliana ha ricevuto più di due miliardi per lo sviluppo rurale. Fondi disponibili anche per l’anno in corso.

    “Il governo regionale e quello nazionale convochino subito i manifestanti e intervengano per bloccare la protesta che rischia di mettere in ginocchio la Sicilia”, dice il catanese Giovanni Burtone, parlamentare Pd, nel suo intervento a Montecitorio. Domani, infatti, a Palermo, è previsto un incontro tra alcuni rappresentanti dei movimenti e il presidente della Regione Raffaele Lombardo insieme ai prefetti siciliani. Il governatore che, secondo molti, è vicino ai movimenti che protestano. Insieme a Forza nuova. “Siamo stati semplicemente i primi a esprimere solidarietà a un gruppo che nasce spontaneo – smentisce ogni voce Giuseppe Provenzale, coordinatore regionale di Fn Sicilia – . L’estrema destra d’altronde è solo un etichetta”.

    E di etichette ne sono state date diverse. Soprattutto ai metodi definiti “intimidatori e mafiosi” con cui i manifestanti continuano a bloccare tir, camion e furgoni di passaggio in Sicilia per convincerli ad aderire alla protesta. “Sono stato fermato già tre volte oggi. Se l’avessi saputo, starei stato a casa – racconta un signore di Palermo – . Non è giusto”. “E che dovevo fare? – sbotta un autista di Cosenza – . Se non mi fossi fermato, mi avrebbero tagliato le gomme”. “La protesta, per quanto buone siano le motivazioni, non può essere fatta con la forza – commenta su Facebook Ciro Scammacca, un commerciante di Lentini – . Non puoi entrare da me dicendo: o ghiuri o ti bruciamu u locali (o chiudi o ti bruciamo il locale ndr)”.
    Ultima modifica di Avanguardia; 19-01-12 alle 00:19

  4. #4
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    “Forconi “anche a Siracusa: pescatori e imprenditori contro il caro carburante | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano
    “Forconi “anche a Siracusa: pescatori
    e imprenditori contro il caro carburante
    Gasolio per imbracazioni a 0,76 euro al litro, e il guadagno di una giornata in mare sparisce. Ma il nuovo movimento raccoglie la protesta di persone diverse "senza bandiere". Perché in Sicilia "ormai è in crisi anche l'economia in nero"
    A Siracusa il blocco stradale sulla statale che conduce all’autostrada per Catania è organizzato da un gruppo di pescatori di Portopalo intabarrati per il freddo, che distribuiscono agli automobilisti in coda volantini con la scritta “carburante al 50%”. L’aumento del costo del gasolio per le imbarcazioni li ha messi in ginocchio: 76 centesimi di euro al litro significano circa 500 euro per un giorno in mare, con i ricavi del pescato che ormai non pareggiano più i costi.

    Ecco perché sono in strada a chiedere la diminuzione delle accise, per continuare a fare l’unico mestiere che conoscono. “In Sicilia è tutto in crisi ormai, anche l’economia in nero”, sostiene un imprenditore edile che ha un cantiere a pochi chilometri da qui, a Città Giardino, anche lui in strada con quelli di “Forza d’urto”. Raffaele Di Falco è un ex elettore di Forza Italia e ha una dozzina di operai impegnati a costruire 60 villette. Il suo è un subappalto: ha un credito di 80 mila euro, ma il costruttore non paga da mesi. E lui non riesce a pagare i suoi operai. Alla rotonda di contrada Targia, dove oggi il mega centro commerciale è deserto, c’è anche un giovane perito meccanico in cerca di lavoro, qui in lotta con una macchina fotografica al collo.

    C’è anche una sociologa ecologista appena andata in pensione, che sostiene che lo statuto speciale della Regione Sicilia già consentirebbe di togliere le accise dal carburante venduto in tutta l’isola: “In questo questo territorio ci sono le raffinerie, ma qui rimangono solo cancro e inquinamento”. Trenta chilometri di costa devastata da un’area industriale nata negli anni Sessanta, nel tratto che va da Siracusa ad Augusta. E il paradosso di avere la benzina più cara d’Italia: 1,92 euro al litro.

    Al blocco davanti all’ingresso della portineria sud della Isab di Priolo, che raffina 320 migliaia di barili al giorno, l’atmosfera è surreale. Stormi di uccelli volteggiano tra le ciminiere al tramonto. C’è il fumo di una brace e arrostiscono cipolle. Al presidio che blocca tutte le autobotti di carburante da domenica notte ci sono i lavoratori dell’indotto. Metalmeccanici, trasportatori, disoccupati e giovani laureate che si mettono in posa per una foto. “Scrivi che ci sono anche le donne”, dice una di loro, figlia di un imprenditore che lavora da anni dentro la raffineria, che ormai sembra destinata a diventare solo una zona di stoccaggio, “e che non abbiamo bandiere, né di destra né di sinistra. Qualcuno sul web dice che dietro il movimento dei forconi c’è Forza Nuova, ma non è così. Alcuni di loro erano in strada a Catania durante una manifestazione. Ma come impedirlo?”.

    Sono in molti, invece, ad ammettere di aver votato Berlusconi. Qualcuno lo rivoterebbe, forse. Ma adesso c’è voglia di cambiamento. E rabbia contro i politici. Tutti venduti. Contro le banche che ormai concedono crediti a condizioni assurde. L’agenzia delle entrate che tartassa con le cartelle esattoriali. I controlli sugli autotrasportatori della Guardia di finanza. E il costo assurdo dei biglietti dei traghetti sullo stretto: 300 euro per un Tir di 16 metri, 600 se si trasportano infiammabili. La protesta per il caro gasolio è appena l’inizio.

    La gente appare disperata C’è chi racconta di una signora di Augusta rapinata delle buste della spesa. Di vero c’è che la crisi colpisce anche il commercio e molti negozi, in diversi centri del siracusano, come Avola e Noto, hanno chiuso i battenti per protesta, spontaneamente. “La Sicilia è bloccata, è tutta in strada. E’ una rivoluzione culturale”, sostiene Salvatore Ranno, 48 anni, a capo di un’impresa di trasporti di Lentini che ha 60 mezzi in giro per la penisola, quasi tutti fermi per la protesta. “E’ il sistema che deve cambiare. Vogliamo gente nuova, a Palermo e a Roma”. Chissà che la protesta dei Forconi non si trasformi presto in una campagna elettorale.

    di Renata Storaci
    Ultima modifica di Avanguardia; 19-01-12 alle 00:23

  5. #5
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    La protesta continua nel silenzio assordante dei principali media. I TG della RAI e di Mediaset non ne danno notizia o quanto meno ne accennano solamente. I "principali" giornali, relegano la notizia nelle pagine interne. La consegna mi sembra sia chiara: "non disturbare il manovratore". Il naufragio della nave Costa Concordia è stato il classico cacio sui maccheroni, da una settimana non si parla d'altro.

    E lo spread? E l'economia? E la recessione? E l'euro?
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  6. #6
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
    La protesta continua nel silenzio assordante dei principali media. I TG della RAI e di Mediaset non ne danno notizia o quanto meno ne accennano solamente. I "principali" giornali, relegano la notizia nelle pagine interne. La consegna mi sembra sia chiara: "non disturbare il manovratore". Il naufragio della nave Costa Concordia è stato il classico cacio sui maccheroni, da una settimana non si parla d'altro.

    E lo spread? E l'economia? E la recessione? E l'euro?
    E' vero, ma malgrado l'informazione di regime, il messaggio sta passando, la protesta è arrivata a Cosenza.
    Sono positivo e su Fb sto facendo girare i post dei FORCONI da tre giorni, il gruppo è passato da poche centinania di contatti a 35000, dobbiamo aiutare tutti, stessa cosa per i Taxi.
    Dajè.


    http://www.youtube.com/watch?v=IVU7pUdCa7Q
    Ultima modifica di Ringhio; 19-01-12 alle 09:56
    Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
    Eraclito


    VUOI SAPERE COS'E' L'ANTIFASCISMO? E' non avere cura del Creato, disboscando, inquinando, cementificando tutto nel nome dello Sviluppo.

  7. #7
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

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  8. #8
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    Forza Nuova è molto presente in questa protesta.

  10. #10
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    Predefinito Rif: La Sicilia non scherza. Blocchi di protesta in tutta l’isola Tratto da: La Sici

    La verità sul movimento dei forconi, Santo Yesman
    Questo articolo è per spiegare la mia posizione sul movimento dei forconi.Ho avuto bisogno di una presenza assidua nei punti di blocco e tre giorni di dialogo continuo con la gente presente ai caselli per farmi un’idea precisa di quello che sta succedendo e tutt’ora la mia conclusione può essere esposta esclusivamente a livello personale, per non creare conflitti in futuro con tutta la strumentalizzazione che stanno compiendo i media e per quello che rappresenta il lavoro di Lo Sai (http://it-it.facebook.com/losai.net).

    Quello che ho visto dall’inizio dell’organizzazione della protesta, nell’assemblea di Catania dove ha partecipato anche il presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini col famosissimo intervento contro Banche, moneta debito, Monti e media (vedi video più sotto, ndr ), ad oggi è riassumibile in 2 fasi. Nella prima il blocco è stato organizzato dalla massiccia presenza degli autotrasportatori in genere che hanno orchestrato dei blocchi sicuramente d’effetto e di evidente impatto sulla regione. Nella seconda fase, dal secondo giorno in poi, quello che è successo ha quasi dell’incredibile. Si è sviluppato una notevole presenza di ragazzi e padri di famiglia che hanno accompagnato la protesta, come i forconi in maniera pacifica, per tutta la nottata di Giovedì e Venerdì. Il numero dei presenti estranei al movimento e coesi alla protesta nella serata di Venerdì è arrivato a pareggiare il numero di autotrasportatori, tanto che al casello di S.Gregorio di Catania si è notata una massa di gente mista, che non portava né bandiere né colori, nessuno slogan ma un unica voce… Adesso Basta!



    Dobbiamo camminare uniti e coesi a sostegno dei nostri diritti e contro le manovre bancarie che stanno schiacciando il paese. Si è vista una massiccia presenza di gente che era consapevole del problema della moneta debito e che era cosciente della soluzione che lo statuto siciliano può portare. In molti si erano informati via facebook tramite le pagine Lo Sai e Informare per Resistere. Nei giorni precedenti la mia presenza insieme a quella dei ragazzi di Lo sai siciliani ha provato a capire le motivazioni di questo blocco, aprendo più volte un dialogo con gli autotrasportatori. Le loro proteste sono per lo più legate alla forte tassazione di benzina e dei diritti degli autotrasportatori che per interrompere questo inizio anno davvero pesante e con una prospettiva futura ancora più nera, chiedevano e chiedono l’applicazione dello statuto Siciliano. Questo per evitare una tassazione così massiccia e per dar forza ad un regolamento regionale che dimezzerebbe teoricamente tutte le spese che i lavoratori stanno subendo e che hanno portato ad una situazione di grave pressione e fame…

    Il movimento è stato boicottato da tutti i tg nazionali e da molti regionali, nessuno ne parlava. E quando hanno iniziato a parlarne strumentalizzavano le notizie in modo da far pensare ad una manipolazione di Forza Nuova e Mafia. Adesso io non so se all’origine ci sia stata questa manipolazione, quello che so e che ho visto che le richieste dei trasportatori sono sacrosante e vanno a richiedere quello statuto che potrebbe liberare dalla pressione fiscale e dal debito tutta la regione. Non ho visto bustarelle, non ho visto pressione ai commercianti che volevano aprire la propria attività, non ho visto bandiere o striscioni o ragazzi di forza nuova per tutto il periodo e la mia presenza nei punti strategici dei blocchi. Ma allora perchè boicottare in questa maniera la manifestazione? Io posso solo immaginare il perchè del volere di boicottare questa manifestazione, ma la censura mediatica ha più motivo di esistere nella seconda fase e nei giorni successivi del blocco…

    Questo perchè la massiccia presenza dei non autotrasportatori, e dei ragazzi che hanno partecipato ai blocchi era una massa a me anomala in quanto a consapevolezza. Mi sono davvero stupito del fatto che la maggior parte della gente era consapevole di dover protestare per l’attuazione dello statuto al fine di far uscire l’intera regione dalla morsa del debito pubblico e dalla pressione schiavista della BCE. E in che modo? Vi voglio dare alcune notizie su questo statuto… L’Autonomia speciale è quella particolare forma di governo della Regione che fu concessa il 15 maggio 1946 alla Sicilia da re Umberto II di Savoia, disciplinata da uno Statuto speciale (art. 116 della Costituzione Italiana), che la ha dotata di una ampia autonomia politica, legislativa, amministrativa e finanziaria.

    Grazie allo Statuto autonomistico, la Regione Siciliana ha competenza esclusiva (cioè le leggi statali non hanno vigore nell’isola), su una serie di materie, tra cui beni culturali, agricoltura, pesca, enti locali, territorio, turismo, polizia forestale[1]. Ogni modifica allo Statuto, trattandosi di legge costituzionale, è sottoposta alla cosiddetta procedura aggravata, cioè a una doppia approvazione, a maggioranza qualificata, da parte delle Camere.

    Per quanto riguarda la materia fiscale, la totalità delle imposte riscosse in Sicilia, ai sensi degli articoli 36 e seguenti del proprio Statuto (Legge Costituzionale n.2 del 26 febbraio 1948), è dotata di completa autonomia finanziaria e fiscale. Ma che significa questa ultima frase? Per non annoiarvi troppo suggerisco di andarvi a leggere in toto lo statuto e per comprendere bene la sue funzioni sarebbe utile approfondire tramite le relazioni del prof. Massimo Costa docente universitario e costituzionalista dell’Università di Palermo. Adesso citerò, a mio parere, il punto principale che potrebbe cambiare quell’autonomia finanziaria che tanto ci preme. L’Articolo 41 cita testualmente: 41. Il Governo della Regione ha facoltà di emettere prestiti interni.

    L’attuazione di questo statuto a cosa porterebbe? Vi aiuterò a capire meglio la questione sulle riflessioni, appunto del prof.Costa:

    La Banca Centrale Regionale sarà totalmente pubblica, con un capitale diviso a metà tra la Regione e i Comuni, con diritto di voto proporzionale al numero degli abitanti ed al prodotto interno lordo, ed emetterà la totalità della moneta spettante alla Sicilia, sia metallica, sia cartacea, sia bancaria. Tutti i proventi dell’emissione monetaria, fissata nei limiti decisi dalle autorità monetarie italiane e, pertanto, ad oggi europee, sono attribuiti direttamente alla Regione, così come le eventuali eccedenze di riserve auree e valutarie. Una quota delle eventuali eccedenze potrà essere riservata ad emissioni monetarie di pregio con funzioni specifiche di riserva di valore, ad alto valore numismatico. La moneta bancaria è emessa integralmente dalla Banca Centrale e poi prestata, anche a interesse puramente simbolico, alle banche private (la riserva frazionaria è dunque posta pari al 100 %) o accreditata direttamente alla Regione, tolte le spese della Banca Centrale ed una congrua quota di accantonamento. Anche la moneta cartacea non è “prestata” alla Regione ma direttamente accreditata alla stessa come sopra.

    La Banca Centrale Regionale emetterà, sotto forma di prestito interno infruttifero, anche una moneta complementare regionale avente valore legale solo per le transazioni interne all’isola, accreditando i relativi benefici al 50 % alla Regione ed al 50 % alle persone in condizione non lavorativa quale “reddito di cittadinanza” (minori, studenti universitari, casalinghe, disoccupati, pensionati).

    Alla luce di queste analisi suggerirei vivamente a tutta la popolazione siciliana di unirsi alla protesta ai fini di pressare per l’attuazione dello statuto e smetterla di lamentarsi per la mancanza di benzina o alimenti..

    In quanto, da qui a poco, questa mancanza potrebbe rivelarsi non indotta dalla protesta ma un reale pericolo che rifletterebbe la situazione Greca che si è venuta a creare all’interno del palcoscenico europeo. Piuttosto che chiedersi chi sta dietro alla protesta sarebbe molto più utile chiedersi dove cazzo sono gli altri movimenti e schieramenti politici regionali che non stanno accompagnando questa richiesta d’aiuto popolare con la soluzione in mano. E’ stato più volte detto che la protesta non vuole ne bandiere ne colori, ma vedere che la gente resta a casa perché non accompagnata dalla propria bandiera è assai più sconfortante e evince la totale mancanza di personalità e carattere di tutta la cittadinanza. Soprattutto alla luce dell’unione a gran voce di tante città italiane che stanno occupando i caselli di tutto il territorio nazionale… Siciliani sarebbe ora di svegliarsi o ORA O MAI PIU’!!

    Santo YesMan
    Fonte: www.informarexresistere.fr/

    Tante altre notizie su www.ariannaeditrice.it
    Ultima modifica di Avanguardia; 23-01-12 alle 00:48

 

 
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