Non è così perché è SEMPRE stato così. Le economie di mercato dalla prima rivoluzione industriale ad oggi hanno sempre previsto la concorrenza tra la forza lavoro, non solo internazionale ma anche nazionale. All'inizio erano i lavoratori specializzati contro i contadini proletarizzati senza qualifica, poi gli occupati contro i disoccupati, ancora i lavoratori italiani contro quelli immigrati, infine i giovani contro i vecchi.
Il benessere che dici tu è dipeso in larga parte dal fatto che, grazie al marxismo e all'ascesa del movimento operaio internazionale, i lavoratori sono diventati "classe", hanno conquistato un alto potere contrattuale e hanno preteso standard di vita adeguati, welfare e tutele. Belle cose "concesse" dalle classi dominanti anche grazie al boom economico del secondo dopoguerra.
Dall'89 in poi, quello schema è saltato e con lui pian piano tutte le conquiste dei lavoratori, economiche, politiche e culturali. Siamo tornati ad essere merce tra le merci, merce in concorrenza con le altre merci, nazionali e internazionali, come lo si era agli albori del capitalismo, solo che allora iniziava la sua fase espansiva, oggi siamo al suo crepuscolo.





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