Veniamo da cinque anni di crisi, ci aspettano due anni di recessione. Per sette anni ogni progetto famigliare è rimandato (perché bisogna sopravvivere e il Padano non è abituato a mettere al mondo figli a caso e poi in piangere in tv, con il pargolo in mano, PRETENDENDO assistenza pubblica - questo lo fanno i terroni finti poveri e gli extracomunitari)
Usciti dalla crisi i soldi non pioveranno dal cielo (per i sopravvissuti), soprattutto per i lavoratori in proprio, ci vorranno almeno tre anni di lavoro duro per creare una base economica solida.
Totale: 10 anni = UN'ALTRA GENERAZIONE PADANA SACRIFICATA AI TERRONI,
che continueranno a lavorare a nero, a rubare sussidi (grazie ai pubblici ufficiali italiani di "etnia" meridionale), a precettare posti pubblici con diplomi gonfiati e a prenderci per il culo "perché pensiamo solo a lavorare, mentre loro sono istruiti e cultori di alti interessi".
Ieri a radio Padania ho sentito un medico Padano infuriato, che sosteneva le stesse cose e urlava e imprecava dicendo: "non vedete i nostri figli? Ai meridionali andrà sempre bene: lavorano a nero (rubano), sono i nostri figli che muoiono, i nostri giovani che non hanno futuro".
Lavorando in ambito sanitario io vedo ogni giorno le stesse situazioni: vedo la nostra gente ammalarsi di stress e superlavoro (ipertensione arteriosa diastolica, diabete mellito tipo 2 e relativi danni d'organo) e soprattutto sento quel che mi dicono, di come la fabbrica stia chiudendo o di quanto siano preoccupati se lavorano in proprio, o della giovane insegnante che lavora con contratti a tempo determinato (senza orari) e si vede, pian piano, sfuggire di mano tutti i suoi progetti famigliari. E percepisco il loro sforzo (e gli effetti che tale sforzo provoca nel loro organismo) nel cercare di adattarsi continuamente a un nuovo stress, in una eterna rincorsa in cui, quando sembrava che la situazione si fosse normalizzata, ecco comparire un nuovo ostacolo (una nuova tassa, una nuova crisi, un nuovo ostacolo burocratico, un allungamento dei tempi di studio, l'obbligo di una ulteriore qualifica...) che li spinge nuovamente indietro, in una perennne rincorsa piena di frustrazione, perché sentono la vita (i loro progetti di vita) sfuggirgli di mano.
Avremo forse qualche falso invalido ma abbiamo un numero molto maggiore di "falsi validi", cioè di persone con patologie invalidanti che lavorano (spesso svolgendo attività che non sarebbero indicate per il loro stato di salute).
E poi arrivano i terroni bastardi che sono ciechi e guidano, hanno il posto fisso (rubato con un diploma gonfiato o ottenuto tramite raccomandazione di un corregionale emigrato) e frignano.
Qualche alto rappresentante della Lega dovrebbe passare una mattinata in un ambulatorio medico, ne uscirebbe con il fucile in mano inneggiando alla secessione, e io non sentirei più, a radio padania, gli inviti a siciliani e calabresi che suonano o cantano in dialetto.




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