



Tutto nella norma .....la memoria storica di un popolo va distrutta .
Tito non fece lo stesso 2000 anni or sono distruggendo il tempio di Gerusalemme?


Carditello, spunta la principessa Yasmin «Sono l'erede di re Desiderio e di Federico II, voglio la reggia» - Il Mattino
Carditello, spunta la principessa Yasmin«Sono l'erede di re Desiderio
e di Federico II, voglio la reggia»
di Nadia Verdile
CASERTA - Carditello, la reggia che non smette di stupire! C’eravamo lasciati con l’ansia per il responso sull’asta e adesso spunta fuori la soluzione: «Sono io la proprietaria della reggia di Carditello – dice la principessa Yasmin Aprile von Hohenstaufen Puoti Allegro von Hochstaden Alegre de Hostade von Schwaben, discendente nientemeno che di re Desiderio e di Federico II di Svevia – e ne chiedo la restituzione». Con una comunicazione al presidente del consiglio Mario Monti, la pronipote di cotanti sovrani chiede che le venga ridata la reggia borbonica che a suo dire le spetta di diritto. «I beni monastici dinastici – spiega - sono imprescrittibili ed irrinunciabili. Carditello apparteneva al conte di Acerra ed era stato concesso in comodato a re Carlo, il bene, però, insisteva su un antico monastero di origine longobarda e il nome “Carditello” deriva da kardia greco; era infatti dedicato al cuore di Gesù il monastero che vi sorgeva. Quel bene, dunque, appartiene a me».
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Mercoledì 11 Gennaio 2012 - 111 Ultimo aggiornamento: 17
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sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig


almeno il templio di Gerusalemme fu costruito dai romani, lo stato italiano sta lasciando andare in rovina, un patrimonio storico, artistico ed archeologico costruito precedentemente all'unità d'italia.
Purtroppo la reggia del Carditello è solo la punta di un iceberg dell'abandono del nostro partrimonio storico, artistico, monumentale e culturale
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http://inchiestanapoli.it/articolo/l...-di-carditello
L’incontro con l’assessore Bernando Tuccillo per salvare la reggia di Carditello
Alla ricerca di una fondazione bancaria a cui affidare la tutela del sito borbonico
Di Giancarlo Donadio , pubblicato Sab, 14/01/2012
Napoli – Impedire che la reggia di Carditello, uno dei 22 siti borbonici presenti in Campania, finisca nelle mani di privati. Questa la sintesi della petizione, giunta a circa 3000 adesioni, del gruppo Orange Revolution nelle persone di Raffaella Forgione e Antonella Maiorano. Un’iniziativa che ha ottenuto un primo successo: un confronto sul tema con l’assessore al Patrimonio e al Personale, Bernando Tuccillo. All’incontro, del 13 gennaio scorso, hanno partecipato oltre all’assessore e ai promotori della petizione, Massimo Pica Ciamarra, architetto e progettista di Città della Scienza. Nel suo intervento iniziale la Forgione ha ricordato la storia dei luoghi e le ultime vicissitudini della reggia, proprietà di un ente regionale fallito e i rischi della vendita all’asta pubblica giudiziaria, indetta per il 15 marzo con ulteriore seduta già fissata al 29 marzo (leggi qui). Ha, inoltre, illustrato le insidie che si nascondono dietro le aste deserte, un meccanismo che potrà consentire ai privati di acquistare la reggia per un prezzo poco più che dimezzato (10,5 milioni di euro) rispetto a quello a base d’asta iniziale di 20 milioni. A sostegno dell’iniziativa anche il prof. Pica Ciamarra che ha auspicato la possibilità d’incontrare i vertici di una Fondazione onlus interessata a restaurare il monumento e soprattutto ad investire nel territorio, trasformando la reggia in un centro d’attività di alto profilo scientifico a livello nazionale. Antonella Maiorano ha poi sottolineato come un territorio martoriato come quello di San Tammaro, luogo di discariche autorizzate ed abusive, rappresenti il luogo ideale per rilanciare la Campania. L’assessore Bernardino Tuccillo, infine, ha concordato sulla necessità d’adoperarsi per salvare la reggia. Ha promesso di contattare personalmente i vertici di una Fondazione bancaria onlus (che abbia nello statuto come valore la tutela dei beni culturali) a cui affidare la valorizzazione della reggia.
Soddisfatta dell’’esito dell’incontro Raffaella Forgione che dichiara: «Credo proprio che abbiamo trovato un nuovo alleato nella nostra battaglia per salvare la reggia di Carditello: l'assessore del Comune di Napoli Bernardino Tuccillo, il quale ci ha accolto con vera partecipazione e si farà promotore del nostro progetto di restauro e riuso della reggia di Carditello. Il territorio campano può e deve essere luogo di rinascita economica attraverso progetti eco-compatibili ed eco-sostenibili, di riuso e valorizzazione dei beni culturali e paesaggistici: la salubrità dell’ambiente naturale ed antropico, le tecnologie che usano fonti da energie rinnovabili ed i monumenti possono essere elementi propulsori del rinascimento campano, direi italiano».
Autori:
Giancarlo Donadio
Ultima modifica di don Peppe; 14-01-12 alle 21:57
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Il templio non venne costruito dai romani....il primo da Davide, distrutto e ricostruito ben prima della domonazione romana.
Ci hanno tolto anche le banche....Ciò che rimaneva della gloriosa Banca delle due Sicilie appartengono Banca Intesa S Paolo (Banco di Napoli).Unicredit (Banco di Sicilia):gratgrat:......Alla ricerca di una fondazione bancaria a cui affidare la tutela del sito borbonico
Anche Beatrice di Borbone è interessata al recupero della Reggia di Carditello.
Mi sa che questa volta i ladri padani non la faranno franca. :giagia:




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