le persone di destra si riconoscono da alcune caratteristiche:
- perché mentre discutiamo di cose lontane dalla politica, tra i colleghi, si inseriscono e buttano là una frase contro Prodi o contro il governo "ladro" (secondo loro) del centrosinistra, una frase che non c'entra nulla ma dà tanto l'idea che qualcuno li paghi per fare propaganda (ma cosi, spesso, non è).
- perché quando si parla di politica, cascasse il mondo se non si mettono a cantare le lodi del padrone, o anche se fanno una critica ad un capo di partito del centrodestra, subito la ammorbidiscono con qualche frase stereotipata e velenosa su Prodi e il governo
- in ogni luogo di discussione cercano di avere l'ultima parola
- insultano e manifestano prepotenza cercando di azzittire l'altro, e allo stesso tempo se si accorgono di difendere l'indifendibile o sono in minoranza, allora se ne vanno dicendo lamentandosi dei soliti comunisti (ma anche fascisti) che vogliono "azzittire" oppure dei poveri ignoranti che non hanno cultura. (In questo possono contare sull'esempio del padrone quandoabbandona le interviste che non vanno come vuole lui.)
- accusano l'altro di essere una "marionetta del komplotto", salvo poi ribadire che gli unici giornali che dicono la verità sono quelli del padrone, perché non sono comandati dalle "cooperative rosse" o dalle "toghe rosse", ma dallo spirito sempiterno dei "giusti"
quale è il confine tra ideologia e patologia? vi riconoscete anche voi in questa descrizione del modo di comportarsi, ancora oggi, dei servi del padrone, sia tra i capi di partito sia tra gli elettori?