In queste ore sta salendo alla ribalta dei media italiani, nonostante la vulgata dica il contrario, il cosiddetto movimento dei forconi siciliani.
I promotori si lamentano in modo raffazzonato di molte cose: i politici, le banche, la politica ecc, tutte cose trie e ritrite, direte voi. Poi però andando nel cuore della questione posta da questi nuovi “vespri” si giunge a quella che è la natura della rivendicazione vera e propria.
Cosa vogliono? Vogliono soldi ed autonomie, benefici ancor maggiori di quelli di cui già godono ampiamente.
Ricordiamo ai lombardi poco attenti, che in queste sono in preda da foga-solidale verso queste manifestazioni, di stare bene attenti.
Per quale motivo? Per il semplice motivo che le “rivolte” siciliane nel corso della storia sono sempre state altro, pensiamo solo a quella del dopoguerra nella quale si paventò una scissione dell’isola dall’Italia. Bufala grandissima bufala, non si trattò nient’altro che di una perfetta operazione architettata dalla mafia per contrattare ed ottenere uno statuto autonomo, attualmente vigente, che rende oggi la Sicilia uno stato de facto indipendente ma in più finanziato a pioggia dallo stato italiano.
Per la precisione la regione siciliana, ha un proprio parlamento, bilancio, e leggi speciali. Trattiene il cento per cento delle sue tasse e ne riceve una mole elefantiaca in piu da Roma, nonostante questo molti comuni sono stati salvati dall’orlo del fallimento (il caso del comune di Catania su tutti) ed altri ne verranno. Citiamo solo il numero dei dipendenti pubblici: qualcosa come 20.000 su una popolazione di 5 milioni di abitanti contro i 3.000 della nostra regione Lombardia che conta il doppio degli abitanti (10 milioni). Tralasciamo poi tutto l’indotto inerente sempre all’amministrazione pubblica e le ditte parastatali.
Insomma vogliono premere il forchettone nella mangiatoia pubblica (ovvero in maggioranza nelle tasche dei lombardi) perchè hanno ancor piu appetito, altro che forcone.
La Sicilia dunque non ha diritto ad indignarsi, se c’è qualcuno che qui si deve veramente indignare siamo noi lombardi. Noi manteniamo l’Italia ed in cambio stiamo perdendo un futuro, saremo infatti noi a ripianare l’ingente debito pubblico creato dallo stato e dalla politica italiana (siciliana inclusa).
Ribellione? Si grazie, ma dev’essere una ribellione lombarda. Siamo noi lombardi che ogni anno a testa regaliamo più di 7.000 € allo stato italiano, ricevendo in cambio offese dai Saviano di turno e briciole che non ci bastano nemmeno per asfaltare le strade.
Siamo stufi dei partiti italiani, su tutti la lega nord, che hanno fallito perché rispondono agli interessi dell’Italia e non a quelli del popolo lombardo.
E’ arrivato il momento di svegliarsi, è arrivato il momento di dire basta all’Italia e di voler coscientemente, da uomini liberi, la Lombardia Indipendente.
Movimento dei forconi? No, dei forchettoni | indipendentismolombardo




Rispondi Citando
repapelle: 