TRIPOLI - I lealisti del defunto Gheddafi hanno riconquistato la città di Bani Walid. Le truppe sono insorte dopo la cattura di alcuni partigiani pro-Gheddafi da parte dei miliziani della Brigata 28 maggio, fedele al Cnt (Consiglio Nazionale di Transizione) ed unica a ricevere ordini direttamente dal Ministero della Difesa.
Nel primo pomeriggio di ieri le bandiere della Jamairiya, ovvero quelle del regime di Gheddafi, sono raipparse sugli steccati e sugli edifici dell'ex-roccaforte dei lealisti. Dopo l'arresto dei combattenti della tribù dei Warfalla, a cui apparteneva anche l'ex-raìs, la brigata 28 maggio si è ritrovata in mezzo ad una città sotto assedio. Colpi di mitra e bazooka hanno sibilato in tutti i quartieri ed è stata rasa al suolo anche la caserma della stessa brigata per un bilancio finale di cinque morti e venti feriti tra le forze leali al Cnt. "Controllano la città. Sono ovunque", ha siegato all'inviato di Reuters un comdattente della brigata 28 maggio.
Immediato l'appoggio del Cnt che ha mandato l'esercito e gli elicotteri da combattimento per riconquistare la città che si trova a 170 km a sud-ovest dalla capitale Tripoli. L'esponente del Consiglio nazionale transitorio di Bani Walid, Mbarak al-Fatamani ha spiegato che "in queste ore gli elicotteri da combattimento inviati dal Cnt stanno sorvolando la città, contiamo tra le vittime degli scontri di ieri il capo della Brigata 28 Maggio, Abdel Salam al-Zizi. I miliziani del Cnt sono circondati nella sede della Brigata e i seguaci di Gheddafi chiedono loro di arrendersi e di sventolare la bandiera bianca".
Il governo "ci ha traditi, ci ha lasciati fra l'incudine e il martello", ha fatto notare el-Werfelli il portavoce del Consiglio locale, aggiungendo che è da due mesi che sta chiedendo un appoggio militare per scongiurare la rivolta.
Bani Walid, è stata una roccaforte del precedente regime ed è stata una delle ultime a soccombere di fronte alle forze filo-governative. Gli ultimi scontri fanno riflettere sull'effettiva "liberazione" della Libia dello scorso 23 ottobre. Una delle ragioni del malcontento è la decione riguardante l'approvazione della legge elettorale per l'assemblea Costituente. Un disegno di legge che vorrebbe il divieto di essere eletti per i libici con doppia nazionalità e la divisione dei distretti elettorali. Naturalmente anche i massimi ruoli istituzionali, che sono ancora ricoperti da funzionari che hanno fatto parte dell'esecutivo di Gheddafi, hanno subito forti critiche. Il Capo di Stato ad interim, Mustafa Abdeljalil come risposta alle forti perplessità espresse dal popolo ha ribadito: "non ci dimetteremo, perché ciò porterebbe il paese a una guerra civile".
La Libia è una nazione in cui convivono circa 100 tribù e tra le più importanti ci sono appunto quella dei Warfalla (che conta circa 1/6 della popolazione e di cui Bani Walid è la capitale), i Ghadafa, i Meqarha, gli Zuwayya e per finire i Berberi che essendo nomadi spaziano tra il sud-est libico e le altre nazioni limitrofe. Questa frammentazione cultural-politica è appunto una delle principali cause per cui il Cnt ha grandi difficoltà nel mantenere il consenso in tutto il Paese.
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I beduini non imparano mai.![]()





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