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  1. #1
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    Predefinito Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    SOCIALISMO EUROPEO - QUALE FUTURO ?



    Come Segretario dell'Unione della Sinistra - Lavoro e Libertà, formazione politica che tra le altre ispirazioni politico-culturali si riconosce anche negli ideali tradizionali del Socialismo Europeo, apro questo Convegno sulle sfide future dei maggiori partiti del PSE e di tutte le forze della Sinistra europea.

    Sono chiaramente invitati tutti a dire la loro.

    RELAZIONE INTRODUTTIVA

    A distanza di quasi sei mesi dalla disastrosa sconfitta elettorale del PSOE di Zapatero, il Socialismo Europeo tra Aprile e Maggio dovrà dimostrare di essere una speranza per l'Europa che non vuole soccombere sotto il tacco rigorista di Angela Merkel e della Banca Centrale Europea.

    Tra Aprile e Maggio infatti si terranno il primo e il secondo turno delle Elezioni Presidenziali francesi.
    L'ultimo Presidente socialista fu Francois Mitterand, la Francia non conosce un presidente di sinistra dal lontano 1995.
    Ha conosciuto un ottimo governo di Sinistra (la "gauche plurielle" di Lionel Jospin) ma sono ormai 17 anni di dominio delle forze conservatrici all'Eliseo.

    Tra le varie sconfitte la più brutale fu quella del 2002, con il terribile ballottaggio Chirac-Le Pen, dovuto alle divisioni della "gauche" che tanto aveva fatto al Governo (dalle 35 ore alla lotta alla povertà al consolidamento del reddito minimo di solidarietà) e tanto poco lungimirante nel presentarsi divisa e frammentata alle elezioni.

    Secondo tutti sondaggi oggi Francois Hollande, candidato scelto con le Primarie, può farcela, chiaramente al ballottaggio.

    E' notizia recente invece, l'elezione di Martin Schulz (si, propri per quel Martin Schulz, il "kapò" del nostro indegno ex-Presidente del consiglio) è stato eletto Presidente del Parlamento Europeo e nel suo discorso di insediamento, nel suo intervento a Ballarò e nell'articolo che ha scritto su L'Unità di ieri invita l'Europa ad uscire dalla logica dei tagli incondizionati e dell'austerità inefficace e ,sulla linea dell'ultimo documento del PSE, vede in un grande piano di investimenti pubblici a livello Europeo la soluzione per uscire dalla morsa della crisi.

    Anche la Germania andrà a votare quest'anno, ma per conto mio non ho intenzione di mettere sullo stesso piano le due situazioni. Meccanismi istituzionali/elettorali e geografia politica differenti.

    Una cosa invece accomuna le due realtà : sia Angela Merkel che Nicolas Sarkozy hanno collezionato una lunga seria di sconfitte nelle ultime elezioni locali e il loro gradimento è molto basso.

    Il senso di questo convegno sta nell'indicare la nostra visione sulle strategie e sulle visioni da proporre, per riuscire a sconfiggere politicamente e culturalmente le destre europee.

    Come deve comportarsi Hollande nella sua campagna elettorale ? E quale atteggiamento dovrà tenere il PS e i suoi alleati minori (radicali di sinistra e Generazione ecologia) nei confronti delle altre due forze consistenti della Sinistra francese, ovvero il Front de Gauche di Jean-Luc Melenchon e l'Europe Ecologie che candida Eva Joly ?

    Quali dovranno essere le strategie dei Socialdemocratici tedeschi per evitare di essere nuovamente risucchiati nella "grosse koalition" con il partito della Merkel come è purtroppo accaduto a Berlino, dove dopo tanti anni di buona amministrazione rossa-rossa SPD/Linke, la SPD ha, secondo me commettendo un errore madornale , optato per una coalizione SPD-CDU ?
    Una scelta quest'ultima che ad oggi continua a farmi essere piuttosto scettico sulla SPD e ancora piuttosto convinto di tifare la Linke.

    Lascio a voi la parola, scriverò un altro post con le mie proposte dopo gli interventi di coloro che vorranno prendere la parola.
    Ultima modifica di SteCompagno; 25-01-12 alle 22:53
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  2. #2
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    io sono anti PSF per partito preso, io credo che sull'esempio del pd in italia, il PSE vada allargato ad altre forze progressiste europee, penso per esempio a una forza realmente riformista come i verdi tedeschi o i liberali olandesi.

    però come dice un vecchio compagno inglese nonno di un mio amico l'europa come l'avete concepita voi del continente è la rivincita tedesca della seconda guerra mondiale e io non mi faccio comandare dai soliti fascisti tedeschi(io la pensavo la solita tesi del solito inglese, ma vedendo la merkel non ha tutti i torti....)

  3. #3
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Grazie del tuo contributo benfy (la stoccata al PSF non manca mai vedo ), come già detto il convegno è aperto a tutti!

    Cercherò di fare una sorta di "conclusioni" solo quando ci sarà stato un bel dibattito e parecchi interventi.
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  4. #4
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Dibattito interessante. Rispondo postando due miei contributi. Il primo espresso in una intervista all'Unità di Pir, l'altro estratto da un precedente intervento:

    L'Europa viene attaccata dagli speculatori perche non è una Nazione, non ha una Banca Centrale capace di agire per tutelare 'la moneta'. Giappone e Stati Uniti hanno una condizione economica peggiore dei paesi Eurozona eppure sono 'lasciati in pace' dagli speculatori. Perche? Perche sono Nazioni sovrane. L'Europa invece è vittima di veti e controveti. Ogni paese pensa al proprio interesse. In questa fase è soprattutto la Germania a 'dettare legge', forte della propria condizione economica eccellente. Merkel risulta essere un buona cancelliera (che difende solo gli interessi tedeschi), ma una pessima Statista (in quanto non bada alle generazioni future). Con i suoi 'nein' a eurobond, alla BCE come prestatore di ultima istanza, all'incremento del fondo salvastati, sta di fatto mettendo in ginocchio l'Euro e l'Europa intera.

    Forse Angela Merkel sta cercando di ripetere, 'economicamente', ciò che già Gugliemo II con il Secondo Reich ed Adolf Hitler con il Terzo Reich cercarono di fare 'militarmente' sia nel 1914 che nel 1939. Dominare l'Europa.

    Il compito della Sinistra Europea sarà quello di impedire il verificarsi di tale situazione. Riportare al centro delle priorità l'Europa come Popolo, come Unione di Popoli. Politiche economiche comuni, maggiore coesione ed aiuti ai Paesi in difficoltà, rafforzando quindi tutta l'Unione. Il contrario di quello che sta facendo Merkel e che, sino a qualche settimana fa (sempre per opportunismo) faceva Sarkozy.
    il vecchio continente da anni fa i conti con un diffuso aumento della povertà, con la diminuzione dei diritti sociali, sempre piu a rischio in un sistema capitalistico cosi orientato al liberismo. Allo stesso tempo sono in continuo aumento le ondate migratorie delle popolazioni africane, asiatiche e dell’est europeo. Gli immigrati poi, avendo spesso un basso reddito, fanno “concorrenza” nella cosiddetta “guerra dei poveri” alle popolazioni autoctone nella richiesta di tutele sociali, spesso usufruendone a spese dei nativi, che avendo un reddito maggiore non riescono ad accedere a tali risorse.A questo aggiungiamo un fisiologico incremento della criminalità, che cresce esponenzialmente al degrado sociale il quale, nelle situazioni appena descritte, non puo non lievitare.

    La destra populista, addossando la maggior parte delle colpe di tutto questo all’immgrazione, trova terreno fertile per la propria crescita. La Sinistra d’altro canto, che basa i suoi valori sulla solidarietà e la tolleranza, non puo non entrare in crisi.

    In Europa ora domina la Paura, sentimento utilissimo alle destre. Contro la Paura, a mio avviso, la Sinistra puo rispondere solo con un altro sentimento: la Speranza.

    La speranza di poter migliorare la situazione delle persone in difficoltà, di poter controllare il fenomeno della immigrazione in modo da renderlo utile al paese, di dare maggiori diritti a tutti. Prima di fare questo però la Sinistra, nelle sue varie realtà, dovrà necessariamente farsi un esame di coscienza, adattando alcuni suoi principi alla società odierna, senza snaturarsi, senza “diventare una copia della destra” perche questo non sarebbe utile a nessuno. Il compito della Sinistra del futuro sarà quello di dare Speranza ai cittadini, lanciando messaggi semplici, chiari, non ambigui e che sappiano parlare al cuore delle persone. Dovrà tornare tra la gente, riconquistandosi con sudore e fatica quel ruolo di “collegamento diretto” tra popolo e rappresentanti che in questi anni è sempre piu appannaggio delle destre populiste. Solo cosi si potrà invertire la rotta, altrimenti dovremo prepararci al peggio. Perche dalla Paura nasce l’Intolleranza e l’intolleranza produce dei risultati orribili, come abbiamo già visto in Germania piu di sessantanni fa.
    Se hai un po di tempo da perdere fai un salto qui:
    www.candidonews.wordpress.com
    Un blog in cui parlare di Politica, Informazione, Televisione, Cinema e tanto altro...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Quoto DAnny78, tra l'altro è uscito un rapporto dell'ONU che racconta quello che noi sappiamo già, ossia che la Germania ha avuto e ha una grossa responsabilità per quanto riguarda la crisi dell'Euro. (Il dubbio dell)

    Per quanto riguarda il futuro del Socialismo Europeo, direi che ora più che mai è necessario pompare un po' di sana sinistra nelle proprie vene e in quelle di un'Europa che da troppo tempo subisce il fascino delle ideologie capitaliste e neoliberiste (e i risultati li abbiamo visti). Temi come il lavoro, la solidarietà, i diritti di base garantiti a tutti non dovrebbero mai mancare nei dibattiti e nelle priorità di partiti che idealmente si collocano a sinistra.

    Se dovessi riassumere il concetto in una battuta direi che la persona deve tornare il centro del dibattito politico dopo essere stata per troppo tempo una vittima sacrificata al Dio Mercato. E' da spazzare via la logica secondo cui il "sociale" costa molto e non serve a niente.

    A livello Europeo, invece, bisogna spingere per un'integrazione politica, oltre che economica, la moneta unica non basta da sola a tenerci insieme. Se poi i valori ispiratori di questa unione fossero felicemente socialisti e antifascisti io personalmente avrei trovato il paradiso in terra.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Personalmente credo poco nello spirito internazionalista che alberga oggi nei partiti socialisti e laburisti europei come credo poco, anzi pochissimo, nella loro autonomia dai cosiddetti "poteri forti". Liberalismo e nazionalismo fanno ormai parte integrante del loro dna. Auspico invece che la socialdemocrazia europea torni a fare la socieldemocrazia, ispiri cioè la sua politica economica al keynesismo con un occhio attento alla competizione e alla modernità; e i comunisti tornino a fare i comunisti, ovvero una forza di pressione sui socialisti, interlocutoria o spregiudicata a seconda delle circostanze, pronta a cogliere l'occasione di una esplosione della lotta di classe su scala contientale e un cambio di paradigma politico ed economico. Se queste due tradizioni non ricoprono nuovamente i loro ruoli tradizionali, l'estrema destra e l'ultranazionalismo usciranno vincenti dalla crisi di sistema mondiale che stiamo attraversando. Insomma la partita politica dei prossimi anni è vitale, per la democrazia e per il progresso civile.
    Ultima modifica di Con la Fiom; 26-01-12 alle 01:20

  7. #7
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Citazione Originariamente Scritto da Con la Fiom Visualizza Messaggio
    Personalmente credo poco nello spirito internazionalista che alberga oggi nei partiti socialisti e laburisti europei come credo poco, anzi pochissimo, nella loro autonomia dai cosiddetti "poteri forti". Liberalismo e nazionalismo fanno ormai parte integrante del loro dna. Auspico invece che la socialdemocrazia europea torni a fare la socieldemocrazia, ispiri cioè la sua politica economica al keynesismo con un occhio attento alla competizione e alla modernità; e i comunisti tornino a fare i comunisti, ovvero una forza di pressione sui socialisti, interlocutoria o spregiudicata a seconda delle circostanze, pronta a cogliere l'occasione di una esplosione della lotta di classe su scala contientale e un cambio di paradigma politico ed economico. Se queste due tradizioni non ricoprono nuovamente i loro ruoli tradizionali, l'estrema destra e l'ultranazionalismo usciranno vincenti dalla crisi di sistema mondiale che stiamo attraversando. Insomma la partita politica dei prossimi anni è vitale, per la democrazia e per il progresso civile.
    Hai ragione su tutto :giagia:
    IL BACICCIA E' BULICCIO

    Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo.

    (Silvio Berlusconi, 1994)

  8. #8
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Spero vivamente che i socialisti tornino a fare i socialisti, invece che gli entusiasti della globalizzazione e della finanza facile. In questo senso meglio Linke che l'Spd...hefico:
    La religione di Cristo è troppo sottile per gli Orientali, a loro servono più principi politici. Ai loro occhi Maometto è superiore a Gesù, perché lo vedono agire.
    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Personalmente penso che il Pse debba in questo momento accettare una sfida grandissima: uscire dal consociativismo Pse-Ppe che ha governato l'Europa fin dalla sua nascita ed arrivare ad una nuova Europa (mi auguro a dei nuovi Stati Uniti D'Europa come vuole la petizione che Pse e Pd porteranno avanti nei prossimi mesi) più sociale e più democratica, fondata su una vera dialettica politica tra forze alternative fondata sulla competizione elettorale per il Parlamento Europeo ( cui va data maggior centralità). Europa sovranazionale e non solo intergovernativa quindi, con una comune politica diplomatica, di difesa ( esercito europeo) e forte coordinamento economico ( con statuto europeo dei lavoratori e standard europei per il mercato del lavoro).

    Per fare questo il Pse deve come ho già detto sottrarsi alla "gross koalition istituzionale" con il Ppe, accettando la competizione elettorale e l'elezione diretta del Presidente del Consiglio Europeo. Deve anche compiere quello che il Ppe ha già fatto in modo vincente, ovvero allargarsi oltre ai suoi confini tradizionali ( Il Ppe, nato come raggruppamento democristiano, è oggi la casa del centrodestra europeo, non necessarimento cristiano-democratico) deve diventare un Partito Europeo dei Socialisti e dei Progressisti, instaurando poi legami di alleanza e collaborazione con le forze più avanzate del Pde ( Partito Democratico Europeo), dei Verdi ( Grunen ed Europe Ecologie in primis) e anche dei Liberaldemocratici ( esistono varie forze in quel raggruppamento che sono di centrosinistra o di centro riformatore, come lo era ad esempio la Margherita o come lo è Di Pietro). In questo modo l'alleanza delle forze progressiste potrà aspirare a ribaltare la preminenza del Ppe e riformare l'Europa in modo più avanzato e democratico.
    Un primo importante passo è stato fatto con la creazione dell'alleanza dei Socialisti e Democratici, che apre a forze non classicamente socialiste e socialdemocratiche includendo diversi esponenti che prima erano dell'Alde e del Pde. Il processo va approfondito e non si deve assolutamente arretrare...ci vuole una vera coalizione progressista europea, che non può prescindere dall'apporto dei socialisti ma che non può basarsi solo sul Pse.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  10. #10
    SuperMod
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    Predefinito Rif: Convegno UDS - Socialismo Europeo, quale futuro ?

    Oltre a questo, è necessario creare un nuovo modello di sviluppo che possa liberarsi dell'austerità e sposare la crescita economica e il benessere dei cittadini europei ( anche con logiche non riconducibili al solo Pil), nonchè la riqualificazione verde dell'economia. A questo va tuttavia aggiunta una forte attenzione alla responsabilità fiscale: i partiti socialisti dovranno trovare un nuovo approccio di governo che permetta di dare servizi e di creare un'europa sociale tenendo stabili i debiti pubblici, senza più ricorrere solo ed esclusivamente al welfare dalla culla alla tomba ( basato su logiche nazionali e difficilmente sostenibile in una realtà sovranazionale) o all'aumento semplice della spesa pubblica. Alcuni lo chiamano conservatorismo fiscale, io preferisco chiamarlo responsabilità fiscale...tra lo stato imprenditore e le privatizzazioni e il liberismo sfrenato và trovato un nuovo compromesso che non demonizzi il liberalismo nelle sue espressioni migliori di pari opportunità, concorrenza e liberalizzazioni, senza tuttavia rinunciare a regolare il mercato.

    Governare con meno soldi, questa è la sfida...una sfida che d'altra parte gli enti locali italiani hanno accettato già da anni, offrendoci anche modelli da poter portare a livelli di governo più alti...

    --------------------------------------------

    Le sinistre con le forbici

    Il capitalismo, si sa, è in crisi. Eppure nessuna nuova teoria, nessuna visione economica alternativa ha ancora modificato il suo attuale disegno neoliberale e la narrazione del centrodestra tiene banco dappertutto. Al punto che il governo spagnolo ha annunciato che tra i meccanismi che introdurrà per garantire il controllo del deficit pubblico ci sarà anche una riforma della Ley de Trasparencia del Gobierno.
    La proposta avanzata dall’esecutivo di Mariano Rajoy è che i governanti spendaccioni debbano affrontare «responsabilità penali». Insomma, per la prima volta negli ultimi cent’anni, il centrosinistra è all’opposizione in tutti i principali paesi europei: Germania, Gran Bretagna, Francia, Italia, Spagna, Olanda, Svezia.
    Secondo il pensatoio britannico Policy Network, parte del problema sta proprio nel fatto che i partiti del centrosinistra sono impantanati dovunque sulla questione del debito e del deficit. Ma oggi affrontare gli inevitabili vincoli fiscali – come sottolinea il think-tank laburista in un recente pamphlet, intitolato In the Black Labour. Perché conservatorismo fiscale e giustizia sociale vanno a braccetto – è una precondizione necessaria proprio per contribuire a plasmare il prossimo stadio del capitalismo. Non a caso il leader del Labour Party, Ed Miliband, con un repentino cambio di strategia (che immancabilmente ha fatto infuriare il sindacato), ha collocato il suo progetto (per un paese più giusto e un capitalismo più responsabile) in un contesto in cui c’è meno denaro da spendere, sostenendo che «è responsabilità del Labour trovare un nuovo approccio per i momenti difficili».
    Sono inglesi, si dirà. Noi confidiamo nel successo dei socialisti francesi e, più ancora, dei socialdemocratici tedeschi. Se dovessero vincere – sostengono in molti nel Pd – le cose si aggiusteranno. Incrociamo (ovviamente) le dita, ma le cose stanno davvero così? Secondo una recente indagine, la principale preoccupazione dei tedeschi è proprio il debito pubblico: il 63 per cento degli intervistati si dice preoccupato del livello di indebitamento. Poi viene il timore circa il destino delle future pensioni e (fatalmente, anche in Germania) la preoccupazione per i politici inetti.
    In sintonia con la pubblica opinione, negli ultimi anni la Spd tedesca ha preso una posizione molto ferma sulla politica fiscale.
    In termini generali, la linea del partito coincide con la filosofia delineata da Policy Network. I socialdemocratici tedeschi hanno, infatti, definito obiettivi precisi per la riduzione del deficit e stabilito chiare priorità di spesa. Può sembrare inconsueto che sia un partito di opposizione (di sinistra) a invocare una dura disciplina di bilancio, ma ciò deve essere visto alla luce dei livelli storici d’indebitamento della Germania fin dagli anni ’70.
    Alla fine del 2010, il debito ha superato la barriera dei due trilioni di euro. Il che significa che ogni nuovo nato (anche lì) è in debito di 25mila euro. Senza contare che la pressione sui bilanci è destinata ad aumentare considerevolmente nei prossimi anni per effetto dell’andamento demografico: un “debito implicito”, come lo chiamano gli esperti, che eccede di gran lunga il “debito esplicito”. Non è stato sempre così. Nel 1970 il debito nazionale ammontava al 18 per cento del pil.Da allora, il debito è cresciuto al 40 per cento nel 1989, l’anno precedente l’unificazione. Nel periodo che precede la crisi finanziaria del 2008, era del 64 per cento. Oggi il debito ammonta all’82 per cento del prodotto nazionale, vale a dire 22 punti percentuali sopra il limite di Maastricht.
    Secondo Michael Miebach, senior editor del Berliner Republik, l’espansione del debito ha a che fare in primo luogo con «i segni lasciati dall’unificazione tedesca (che si stima sia costata finora circa 1,5 trilioni di euro) e dalla crisi economica successiva al 2008, che ha condotto a misure di stabilizzazione del sistema bancario e dell’economia.
    La seconda ragione è il modello di spesa pubblica degli ultimi quarant’anni. Spesso i governi tedeschi hanno aumentato la spesa allo scopo di stimolare l’economia, ma poi non hanno ridotto il deficit neppure nei periodi di boom. Anzi, hanno aumentato ulteriormente le spese, qualche volta assieme al taglio delle tasse».
    In questo contesto, la Spd ha acconsentito a rendere operante un argine costituzionale al debito durante la grande coalizione nel 2009, nonostante la forte opposizione, nel partito, dei sostenitori di una politica di maggior «respiro» del bilancio. L’approvazione del vincolo all’indebitamento è stata una decisione storica che influenzerà la politica fiscale dell’Spd per il futuro prevedibile. Coerentemente, infatti, il piano finanziario che il partito ha adottato nella sua Conferenza nazionale del dicembre scorso si conforma completamente con gli obiettivi prestabiliti dal limite all’indebitamento. Il «Patto per l’educazione e la riduzione del debito» dei socialdemocratici comprende un piano dettagliato (che ha suscitato reazioni positive nei media) per eliminare il deficit federale entro il 2016 attraverso tagli di spesa e una crescita moderata delle tasse per i più ricchi.
    Il Patto designa, inoltre, chiare priorità di spesa (soprattutto investimenti nella formazione e più soldi alle città cronicamente sotto finanziate) e stabilisce una cornice politica che avrà conseguenze restrittive per tutti gli altri campi nei quali i socialdemocratici potrebbero farsi venire in mente nuove idee, potenzialmente costose. Insomma, anche per la Spd, il «conservatorismo fiscale» è oggi un presupposto indispensabile per la politica socialdemocratica.

    Alessandro Maran

    Le sinistre con le forbici - Europa
    Ultima modifica di Gdem88; 26-01-12 alle 19:27
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