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    Predefinito Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    da www.fisicamente.net - News 2

    giovedì 26 gennaio 2012

    Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    di Cinzia Sciuto

    È tempo di iscrizioni scolastiche, che riguardano milioni di famiglie alle prese con la scelta della scuola per il prossimo anno. Sui moduli delle scuole statali, a partire addirittura dalla scuola dell’infanzia, tra i vari campi da riempire c’è anche quello «per l’esercizio del diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi dell’insegnamento della religione cattolica». Una manifestazione di libertà, si dice. Un’abdicazione dello Stato al suo ruolo, in verità.




    I genitori che ritengono che il posto della religione non sia nella scuola (pubblica) ma nelle chiese e nelle case, possono richiedere che il figlio esca dall’aula quando entra l’insegnante di religione. Per andare dove? A fare cosa? Quando va bene, la scuola organizza non meglio specificate «attività sostitutive», quando va male i bambini-ragazzi bighellonano per i corridoi in attesa che finisca l’ora di religione oppure entrano o escono prima da scuola se si tratta delle ore iniziali o finali della giornata scolastica. Per cui l’«alternativa» che si presenta al genitore è una sorta di segregazione: mentre (quasi) tutti i tuoi compagni rimangono in classe, tu (insieme a pochi altri) devi uscire e inventarti qualcos’altro da fare. Scelta di cui poi bisogna in qualche modo rendere conto ai figli, e molto probabilmente è più semplice spiegare a un bambino di 3 anni che l’uomo è un animale venuto fuori dopo centinaia di migliaia di anni di evoluzione naturale, piuttosto che fargli capire perché quando arriva la maestra di religione lui deve uscire dall’aula.


    Ora, i casi sono due: o l’insegnamento della religione cattolica è parte integrante della formazione che la scuola pubblica intende dare ai suoi alunni, e allora non può essere consentito a nessuno di rinunciarvi, esattamente come nessun genitore può pretendere che il figlio non segua le lezioni di italiano, matematica e persino di educazione fisica; oppure l’insegnamento della religione cattolica è questione demandata alle scelte della famiglia, e allora non si capisce perché queste scelte debbano essere realizzate a scuola. La formazione dei propri figli è una questione complessa, nella quale entrano diverse «agenzie» formative, con ruoli distinti. Dopo la scuola, ogni famiglia decide in completa autonomia come «integrare» la formazione dei figli e sarebbe del tutto insensato pretendere che la scuola (pubblica) copra interamente lo spettro delle opzioni formative delle famiglie.


    Uno Stato confessionale ha il pieno diritto di prevedere nell’ambito dei curricula scolastici della scuola pubblica l’insegnamento della religione, poiché in questo modello statuale essa costituisce non già un aspetto della vita privata delle persone, ma parte integrante (e anzi fondamentale) della formazione «civica» dei cittadini. I Patti Lateranensi, recepiti nell’articolo 7 della nostra Costituzione, fino alla loro revisione del 1984, definivano la religione cattolica «religione di Stato» ed era pertanto comprensibile e, a rigor di logica, persino doveroso che lo Stato la inserisse tra gli insegnamenti obbligatori della scuola pubblica.


    Nel 1984 però quella clausola fu abolita e la religione cattolica è (dovrebbe essere) oggi una religione al pari delle altre (sebbene continui a godere di uno status privilegiato, ormai non più giustificato), tanto che proprio quella revisione, abolendo la «religione di Stato», abolì anche l’obbligatorietà dell’insegnamento della religione cattolica. Se non c’è una religione «di Stato», la religione diventa questione privata, personalissima che può rappresentare per molti (al limite: per tutti) un’aspetto centrale della propria vita e che può ovviamente esprimersi pubblicamente in tutte le forme e i limiti garantiti dalla libertà di espressione e associazione di tutti i cittadini, ma non può costituire insegnamento in una scuola pubblica.


    E scaricare sui genitori la scelta rivela soltanto la debolezza di uno Stato, incapace di assumersi la responsabilità della formazione dei propri cittadini.

    •   Alt 

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  2. #2
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    Lungi da me difendere quanto è venutosi a creare a partire dalla insana riforma del Concordato del 1984, ma non vedo in che cosa abdicherebbe lo Stato dalla sua funzione se permette l'insegnamento della religione cattolica al contempo lasciando libertà ai singoli studenti di parteciparvi o meno. La religione cattolica non è più religione di Stato, però quest'ultimo la riconosce ancora come confessione religiosa maggioritaria del popolo italiano.
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  3. #3
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Lungi da me difendere quanto è venutosi a creare a partire dalla insana riforma del Concordato del 1984, ma non vedo in che cosa abdicherebbe lo Stato dalla sua funzione se permette l'insegnamento della religione cattolica al contempo lasciando libertà ai singoli studenti di parteciparvi o meno. La religione cattolica non è più religione di Stato, però quest'ultimo la riconosce ancora come confessione religiosa maggioritaria del popolo italiano.
    Disparità di trattamento non riconducible a una 'religione di stato'.
    Se prima la disparità aveva una copertura istituzionale ora non l'ha più.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Lungi da me difendere quanto è venutosi a creare a partire dalla insana riforma del Concordato del 1984, ma non vedo in che cosa abdicherebbe lo Stato dalla sua funzione se permette l'insegnamento della religione cattolica al contempo lasciando libertà ai singoli studenti di parteciparvi o meno. La religione cattolica non è più religione di Stato, però quest'ultimo la riconosce ancora come confessione religiosa maggioritaria del popolo italiano.
    vero, tuttavia per me va bene che si arrivi anche a una comparazione delle religioni e storia delle religioni, anche se forse è presto per attuarla e quindi si deve accettare la scelta dell'insegnamento della religione cattolica o meno
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  5. #5
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Darwin Visualizza Messaggio
    Disparità di trattamento non riconducible a una 'religione di stato'.
    Se prima la disparità aveva una copertura istituzionale ora non l'ha più.
    Però non dimenticare che lo Stato italiano comunque riconosce al Cattolicesimo lo status di religione maggioritaria. Da qui deriva il fatto che, nonostante lo Stato si dichiari "laico" o comunque non "confessionale", la religione cattolica rimanga fra i programmi delle scuole pubbliche. E', paradossalmente, una logica "democratica", derivata dal fatto che la maggior parte di chi si dichiara credente in Italia è ancora di religione cattolica o comunque vede nel Cattolicesimo un punto di riferimento.
    Se mai quello che voi laicisti potreste criticare è che lo Stato non organizzi attività e lezioni alternative per chi cattolico non è, cioé non istituzionalizzi totalmente quel pluralismo religioso e culturale che vorrebbe riconoscere come un valore da tutelare.
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Haxel Visualizza Messaggio
    vero, tuttavia per me va bene che si arrivi anche a una comparazione delle religioni e storia delle religioni, anche se forse è presto per attuarla e quindi si deve accettare la scelta dell'insegnamento della religione cattolica o meno
    Da cattolico, non concordo, visto che secondo me andrebbe ripristinato integralmente il Concordato del 1929.
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  7. #7
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Però non dimenticare che lo Stato italiano comunque riconosce al Cattolicesimo lo status di religione maggioritaria. Da qui deriva il fatto che, nonostante lo Stato si dichiari "laico" o comunque non "confessionale", la religione cattolica rimanga fra i programmi delle scuole pubbliche. E', paradossalmente, una logica "democratica", derivata dal fatto che la maggior parte di chi si dichiara credente in Italia è ancora di religione cattolica o comunque vede nel Cattolicesimo un punto di riferimento.
    Se mai quello che voi laicisti potreste criticare è che lo Stato non organizzi attività e lezioni alternative per chi cattolico non è, cioé non istituzionalizzi totalmente quel pluralismo religioso e culturale che vorrebbe riconoscere come un valore da tutelare.
    già
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  8. #8
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Però non dimenticare che lo Stato italiano comunque riconosce al Cattolicesimo lo status di religione maggioritaria.
    E con questo? Leggendo simili motivazioni sembra evidente che la secolarizzazione non ha laicizzato a sufficienza il nostro paese.:giagia: Su certe tematiche sarebbe opportuno che l'Italia guardasse a paesi come la Francia, la Germania, l'Olanda, anzichè orientarsi tramite la bussola del bigottismo catto-islamico.:giagia:

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Giordi Visualizza Messaggio
    E con questo? Leggendo simili motivazioni sembra evidente che la secolarizzazione non ha laicizzato a sufficienza il nostro paese.:giagia: Su certe tematiche sarebbe opportuno che l'Italia guardasse a paesi come la Francia, la Germania, l'Olanda, anzichè orientarsi tramite la bussola del bigottismo catto-islamico.:giagia:
    A me non frega un cazzo.
    Ti dico solo che il rimprovero che potresti fare è di un altro tipo, almeno finché il Cattolicesimo sarà la religione maggioritaria del popolo italiano.
    Ultima modifica di Giò; 26-01-12 alle 22:41
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

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  10. #10
    Super Troll
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    Predefinito Rif: Religione a scuola: quando lo Stato rinuncia al suo ruolo

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    A me non frega un cazzo.
    Non ne avevamo dubbi.
    Ti dico solo che il rimprovero che potresti fare è di un altro tipo, almeno finché il Cattolicesimo sarà la religione maggioritaria del popolo italiano.
    Godetevela fin quando potete... i preti diminuiscono, i seminaristi diminuiscono, le parrocchie sono contraddistinte dal deserto di fedeli, gli oratori chiudono, i catechisti sono costretti a insegnare le religione cattolica ai figli degli immigrati perchè quelli degli italiani stanno lentamente allontanandosi da una religione che guarda più alla finanza, ai beni materiali, al tipo di liturgia, piuttosto che alla spiritualità, ormai assente alla vostra Chiesa...:giagia:
    iaociao:

    “In amore non essere un mendicante, sii un imperatore. Dà e resta semplicemente a vedere che cosa accade...”

 

 
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