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Rif: Maledetto!
Citazione:
Originariamente Scritto da
Strangolatore di Dresda
E poi, digiamolo, il vero problema è che queste piante sono orribili, un tronco lungo abbastanza sottile e alla fine quattro cinque foglie. Messe ovunque nelle città italiane perchè i politici pensano che badti metterle ovunque per trasformare Scampia in Miami Beach.
Posso capire questo tipo qui, che effettivamente fa schifo pure a me (ma se ho capito bene NON E' quello attaccato dal punteruolo rosso, e infatti stanno continuando a piantarle, queste sono nuove di zecca)
http://img641.imageshack.us/img641/631/22092011023.jpg
ma questo qui, che invece è quello attaccato d punteruolo rosso, mi è sempre piaciuto
http://www.sabaudia.net/images/palme-sab.jpg
E comunque a parte il verde pubblico, che può essere sempre sostituito, c'è il problema che tutti gli alberi che si trovavano in aree privato col cazzo che li ripiantano....ma anche quelli contribuivano all'estetica (basti pensare che ogni volta che giro "scopro" palazzi bruttissimi con tubi scoperti e altre amenità che prima non vedevo perchè c'erano le palme nel cortile del condominio che coprivano)...
A questo proposito, qualcuno mi sa dire se chi ha del verde in un parco privato (ma visibile dalla strada) è tenuto a rinverdire se le piante schiattano? :gratgrat:
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Rif: Maledetto!
Qui ho fatto in tempo a immortalare una palma secolare (piantata quando fu costruito il palazzo, ed evidentemente considerata fin dall'inizio un elemento della struttura) che ci ha lasciati un paio d'anni fa
http://upload.wikimedia.org/wikipedi...ty100_2909.jpg
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Rif: Maledetto!
La palma mi è sempre stata sulle balle, fa troppo Africa e poi non fa nemmeno ombra in estate quando serve, per non parlare della scarsa qualità del legno se a qualcuno venisse in mente di segarla.
Vai punteruolo rosso!
Mangia, distruggi, spappola, annienta, disintegra!
E poi che cominciassero a piantare piante nordiche, betulle e conifere, bisogna nordificare il paesaggio.
Per cominciare...
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Rif: Maledetto!
Citazione:
Originariamente Scritto da
Robert
E poi che cominciassero a piantare piante nordiche, betulle e conifere, bisogna nordificare il paesaggio.
E le radici?
Per quanto riguarda le radici esistono infatti conifere con apparato radicale fittonante (l'esempio più famoso è il larice) come esistono conifere con apparato radicale superficiale (per esempio l'Abete rosso). La conformazione dell'apparato radicale influisce ovviamente sulla stabilità della pianta: in natura numerosissimi sono gli schianti causati dal vento di esemplari di abete rosso, pianta che sviluppa dapprima una radice fitonnate che si trsaforma dopo le prime fasi di vita in una radice fascicolata e superificiale. In un ambiente come quello urbano, dove il suolo e la crescita delle radici sono spesso strettamente influenzati dalla presenza di costruzioni, fondamenta ed altre opere umane, la stabilità delle piante è ancora più compromessa. Per esempio nei viali di città si notano delle piante di grosse dimensioni che non hanno a disposizione che un metro attorno al fusto di terreno libero, con tutto l'apparato radicale ricoperto da asfalto e cemento e molte volte le radici di queste piante vengono manomesse, tagliate e intaccate nel loro normale sviluppo da interventi umani come ad esempio gli scavi. Questo continuo attacco alle radici e questa forzatura della loro crescita provoca da un lato un maggiore rischio di instabilità e di malattie dovute ad attacchi fungini e parassitari e dall'altro dei danni alle infrastrutture costruite dall'uomo. La pressione che con il tempo è in grado di esercitare una radice sulle costruzioni è qualcosa di molto forte, più forte di qualsiasi cemento. La radice si insidia infatti dapprima con le radichette nei buchi e nei microfori del cemento, per poi ingrossarsi pian piano fino a rompere lentamente il cemento a causa della pressione che esercita.
Da questo discorso ne consegue una considerazione: in prossimità di abitazioni è sempre meglio avere piante che sviluppano un apparato radicale fittonante o comunque un apparato radicale contenuto, per ridurre le possibili cause di danno.