MILANO - Ostracizzata in patria per aver posato nuda su una rivista straniera (questa la foto). Non potrà più tornare in Iran l'attrice Golshifteh Farahani, che nei giorni scorsi ha ricevuto una lettera dal governo del suo Paese in cui la si invita espressamente a rimanere lontano dai confini nazionali. La colpa dell’attrice, che attualmente risiede in Francia, è di essere comparsa senza veli su Madame Le Figaro, il settimanale femminile del quotidiano conservatore transalpino. L'attrice aveva deciso di posare nuda per protestare contro gli abusi sulle donne perpetrati nel suo Paese e le restrizioni imposte dalla sharia che l'industria cinematografica iraniana è costretta a rispettare.
I COMMENTI SU FACEBOOK - Nonostante l'aperta condanna del regime islamico, la pagina Facebook dell'attrice, che aveva abbandonato Teheran l'anno scorso, è stata visitata da migliaia di fan, tra i quali tantissimi iraniani. Il messaggio del governo asiatico è inequivocabile: «Mi è stato comunicato dal ministro della Cultura e guida ufficiale islamica che l'Iran non ha bisogno di attrici e di attori - ha dichiarato la ventinovenne al Daily Telegraph - Mi hanno scritto che posso offrire i miei servizi artistici da qualche altra parte». I fan della Farahani si sono divisi. C'è chi solidarizza con la sua protesta, ma ci sono anche diversi concittadini che condannano il suo operato: «Ammiro il tuo coraggio nel cercare di rimuovere un tabù tra le donne musulmane» scrive entusiasta un utente sulla sua pagina Facebook. Dall'altra parte uno dei suoi denigratori commenta: «Le immagini senza veli sono più discriminanti dell'imposizione del velo alle donne. Sono molto in disaccordo con la Farahani, ma lei è libera di fare quello che vuole».
CINEMA IRANIANO - Negli ultimi giorni il cinema iraniano ha conquistato le prime pagine dei quotidiani internazionali non solo per il Golden Globe ricevuto da Una separazione di Asghar Farhadi, pellicola premiata come miglior film straniero, ma anche a causa dello scioglimento della «Casa del cinema di Teheran», principale sindacato iraniano del settore cinematografico, giudicato dal governo troppo critico nei confronti del potere. Secondo Hamid al-Kanani, esperto di politica iraniana, le restrizioni imposte alla popolazione dal governo alla fine sono state controproducenti: «Dopo che Alya al Mahdi (la blogger egiziana che lo scorso novembre posò nuda sul web) è comparsa senza veli, sembra che mostrarsi nude sia diventato l'unica forma di protesta delle donne per combattere le discriminazioni sessuali - dichiara Hamid al-Kanani al sito web in lingua inglese dell’emittente televisiva Al Arabiya - La proliferazione di tali immagini dimostra il fallimento della politica culturale e religiosa del regime islamico. Il modo con il quale il sistema ha imposto il velo e la separazione tra uomini e donne ha allontanato irrimediabilmente gli iraniani dalla religione».





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ostridicolo: Questa non è mercificazione? Trattare un essere umano come animale da procreazione e basta? :gratgrat: Smettetela di drogarvi clown fondamentalisti di merda.
