da questo libro del 1936 Libro di De Félice | Giorgio Samorini Network gratuitamente scaricabile ho riportato questo estratto:


In ragione del suo intero carattere religioso e dello straordinario favore che ha riscontrato in Cina, l'oppiomania è stata paragonata con il Taoismo.
E' giustificato un tale accostamento?

Sottolineiamo prima di tutto che il consumo dell'oppio non si è realmente diffuso nell'Impero del Sole che durante il secolo XVII, verso la fine della dinastia dei Ming ed a seguito dell'interdizione con cui l'uso del tabacco veniva ad essere limitato. Ma se non si è impiantato che tardivamente in Cina, vi ha comunque trovato un terreno che sembrava preparato specificatamente per esso e dove ha potuto svilupparsi più che altrove. Ora, è proprio qui che è intervenuta l'influenza del Taoismo. Siccome questo ci può illuminare non solo sulle cause del successo dell'oppiomania, ma anche sui problemi più generici dell'uso religioso delle sostanze tossiche, è inclispensabile informarsi su questo aspetto.

Bisogna, dunque, risalire alle origini medesime del Taoismo, all'insegnamento ed ai libri di alcuni saggi. Uno di loro è Laotseu o Lao-Tan, la cui esistenza stessa è stata messa in dubbio. Egli sarebbe vissuto, si dice, nel V secolo a. C. Una leggenda narra che Confucio fosse venuto a consultarlo e l'avrebbe paragonato "al dragone che cavalca il vento fra le nuvole e si eleva fino al cielo". E' a lui o all'imperatore mistico Houang-ti che si attribuisce un'opera estremamente oscura, "propriamente intraducibile", che "sembrerebbe una sorta di breviario destinato ai soli iniziati", il Tao-to-King o libro del Tao-to.
Dopo Lao-Tan, figura fra i "Padri del Taoismo" TchouangTSeu o Tchouang-Tchéou, un personaggio la cui storicità è accertata, sebbene non si sappia nulla di lui, se non che visse nel IV secolo prima della nostra era.
Il Taoismo dottrinale di questi antichi pensatori si fonda su una nozione che in loro è del tutto singolare, quella di Tao. Il primo significato di questa parola è "cammino". Ma serve anche a designare tutto un complesso di idee nel quale si ritrovano le nozioni di Ordine, di Totalità, di Responsabilità, di Efficacia. In definitiva, il Tao è una sorta di potenza impersonale, indefinibile, indetemunata, indifferente e vuota, diffusa ovunque e considerata "come il principio immanente dell'universale spontaneità". E' a questa forza che l'uomo deve unirsi, al fine di possedere allo stesso tempo il sapere e il potere e per gioire della "lunga vita".

Come è possibile pervenire a questo? Calandosi nella semplicità e nell'innocenza naturale, fuggendo gli obblighi sociali, sottraendosi ai vani studi ed allo sterile agitarsi del mondo, evitando ogni attaccamento agli esseri ed alle cose, infine, e soprattutto, facendo ricorso all'estasi prodotta da una saggia preparazione che sola può conservare ìntatta nell'uomo l'essenza della vita. L'estasi lo trasporta "in una luce diffusa come quella dell'alba, visione di un'indipendenza solitaria"; egli "entra in ciò che non è nè vita nè morte". "Lasciando cadere corpo e membra, bandendo udito e vista, separandosi da tutte le apparenze corporee ed eliminando tutto il sapere", ci si "si unisce a ciò che penetra ovunque e dona la sua continuità all'Universo", si "aderisce al Tao".
Il Taoismo dei Maestri, porta ad "una sorta di quiete naturalistica", che risulta essere prodotta dall'unione mistica non con una entità trascendente, un assoluto divino, ma con un "infinito immanente".

Dice Tchouang-Tseu:

Avvicinati! Io sto per rivelarti che cosa è il Tao supremo! Ritirati, ritirati, oscurità, oscurità; ecco l'apogeo del Tao supremo! Crepuscolo, crepuscolo, silenzio, silenzio: non guardare nulla, non intendere nulla! Tieni abbracciata la tuaforza vitale, -dimora nella quiete: il tuo corpo (non perderà) la sua correttezza (nativa)! Conserva la quiete, conserva la tua essenza, tu gioirai della lunga vita! Che i tuoi occhi non abbiano niente a vedere! le tue orecchie niente ad intendere! il tuo cuore niente a sapere! La
tua forza vitale conserverà il tuo corpo, il tuo corpo gioirà della lunga vita! Veglia sul tuo interiore, chiuditi all' esteriore: sapere molte cose è nocivo...


E ancora continua Tchouang-Tseu:
Provate con me a raggiungere il Palazzo del Nessun-Luogo, e là dove tutte le cose sono identiche, portate le vostre discussioni nell'infinito. Provate con me a praticare l'inattività (cioè la soppressione dello sforzo, la passività per permettere al Tao di agire in noi), in questa voi vi riposerete, immobili, indifferenti e felici. Poiché in queste condizioni, lo spirito diventa un'astrazione. Egli non vaga e tuttavia non ha coscienza di essere a riposo. Va e viene senza tener conto delle barriere. Avanza ed arretra senza avere meta. Raggiunge ed abbandona le regioni dell'infinito laddove nessuna scienza può arrivare.

In verità, la dottrina degli scrittori Taoisti si riallaccia alle concezioni religiose più antiche dei Cinesi. La nozione di Tao sulla quale essi si basano, spogliata dei termini filosofici sotto i quali si nasconde, potrebbe essere vicina a quella di mana, che si ritrova nelle società primitive. Quanto ai metodi mistici dei Padri del Taoismo, appartengono, anch'essi, ad un'insieme che esisteva prima di loro e che costituiva "l'arte della lunga vita". Così è, in particolare, per l'estasi che predicono. Questa era una pratica corrente nei centri dove esercitavano i loro insegnamenti e "non differisce per nulla dalle trances e dai viaggi magici grazie ai quali gli stregoni cinesi, eredi di un antico sciamanesimo, accrescevano la loro santità, aumentavano la loro potenza di vita, affinavano la loro sostanza".
Sembra dunque che non ci sia modo di stabilire, come si è fatto solitamente, una distinzione radicale fra il Taoismo filosofico dei Maestri ed il Neo-Taoismo, pieno di "superstizioni grossolane" e "profondamente degenerato", che gli sarebbe succeduto.

L'antico Taoismo, tanto per i suoi principi che per i suoi metodi, non poteva che "conservare ed accrescere il prestigio di tutti gli ambiti sapienziali ispirati dalla magia". Esso era molto meno differente di quanto si immagini dal Taoismo volgare, che regna ancora in Cina ed il cui fine essenziale è "l'arte di non morire", altrimenti detto la ricerca dello sviluppo della vitalità, grazie all'uso di determinati procedimenti fortemente tinti di magia e di alchimia.

Una raccolta di prescrizioni Taoiste, la cui esistenza è attestata fin dal IV secolo prima della nostra era, ci fornisce le più curiose informazioni su questi diversi procedimenti i quali comportano un allenamento atletico, una ginnastica del respiro, un training sessuale ed una rigorosa dietetica.
Su quest'ultima, in particolare, è il caso di porre la nostra attenzione. Nel regime alimentare che essa prescrive, agli alimenti grossolani e pesanti vengono sostituiti dei cibi leggeri e raffinati.
L'uso copioso delle bevande inebrianti, che si tratti di birra o più propriamente di alcool di riso e di miglio, è raccomandato, poiché queste bevande permettono di assorbire direttamente l'essenza o lo spirito dei cereali e donano l'ebbrezza che, come la danza, porta all'estasi, alla comunione con il Tao. Infine, un notevole spazio è dato ad alcune sostanze tossiche, fra le quali figurano un particolare fungo della vita e diverse composizioni chimiche, quale l'oro potabile a base di solfuro. Lo scopo di tutto ciò non è tanto per sfidare il veleno, quanto piuttosto per cadere attraverso intossicazioni in stati dicarattere anormale, soprannaturale.

Si arguisce facilmente che le pratiche di questo genere e le aspirazioni alle quali esse corrispondono abbiano predisposto i Cinesi a consumare l'oppio e, più in particolare, a fumarlo. Respirando l'anima sublime del papavero, assaporando l'ebbrezza estatica e beata che questo procura, l'uomo non si eleva forse verso quella vita, giudicata più intensa e, di conseguenza, più santa, che egli sogna di conquistare? Ma, allo stesso tempo, egli non potrebbe raggiungere l'indipendenza solitaria e l'indifferenza serena che raccomandavano un tempo i Padri del Taoismo? Non potrebbe giungere al punto di annullarsi in questo infinito immanente che è necessario ritrovare al di là delle apparenze cangianti del mondo?

E' quindi incontestabile che l'oppiomania ed il Taoismo presentino, fra loro, delle affinità profonde. Queste indicano come la Cina abbia potuto diventare per la droga un'autentica terra di elezione, verso la quale non cessano di rivolgersi, se non nelle loro preghiere, almeno nei loro pensieri, tutti i ferventi dell'oppio.