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  1. #1
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    Predefinito Prose cattoliche romane integrali

    In questo thread antologizzeremo vecchie prose pubblicate sul forum Tradizione Cattolica su Pol.Net (attivo dal 2002 al 2009), ancora attuali. Buona lettura!

  2. #2
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    E su cosa dovremmo discutere: sul fatto che tu ci presenti dei documenti per dimostrarci cosa? Che la Sede non è Vacante? Che il "concilio" non è un cattivo concilio? Che la "messa" non è una cattiva messa, basta farla un po' bene? Che Ratzinger è in fondo un buon uomo (come se bastasse essere "buoni")?
    Perchè dobbiamo metterci a camminare sulle mani, quando possiamo molto naturalmente camminare usando i piedi?
    La telematicità ci condanna al rigore, alla precisione, all'asciutezza, alla sintesi e lascia purtroppo meno spazio ai rapporti umani che la realtà concreta: il forum non è luogo di dialogo (e che sarà mai questo dialogo? al massimo la parola giusta sarebbe "colloquio" e quello si esercita privatamente) ma di Affermazione della Verità e di Culto a Dio.
    E rendere culto al Dio vero, al Dio Uno e Trino comporta l'affermare la Vacanza della Sede apostolica, dai tempi del "vaticano II", l'invaldità della "nuova messa" e di alcuni dei sacramenti "riformati", la denunzia di una prassi "ecclesiale" che aiuta a dannare, non a salvare.
    Questa franca professione di Fede fa di questo forum, senza alcun merito da parte nostra, l'unico forum cattolico della Rete in lingua italiana.
    Tu vieni qua, baloccandoti, certamente in buona fede, con "documenti" patinati di conservatorismo e che denunciano abusi senza andare nemmeno lontanamente alla radice dei problemi, credendo di commuoverci, credendo che queste piccolezze, queste miseriuole tutte umane possano fare passare inosservate le mastodontiche e opprimenti evidenze del vuoto di autorità e di verità che stiamo vivendo.
    Noi qui siamo in trincea (come nella vita reale del resto) contro un nemico che tu non vedi e che nemmeno sai che esisti e che sta dilaniando la Chiesa, il Corpo Mistico, quanto di più bello e puro e santo esista sulla Terra e tu ci vieni incontro, agitando bandierine colorate con la faccia di Ratzinger e brani di Santa Caterina da Siena vergine (che non è "dottoressa della Chiesa") che non provano nulla perchè non hanno nulla da provare e non c'entrano nemmeno con le questioni principali che stiamo dibattendo.
    Ci porti i tentativi di infeudare il cattolicesimo integrale nel tempio neomodernista, spacciandoceli per momenti di grande apertura e di vittoria per la Chiesa: e invece sono odiose sconfitte, sono cavalli di Troia lanciati contro chi, a costo di indicibili sacrifici, serba intatta la Missio degli apostoli.
    Alla solenne tragicità dell'ora tu opponi il sorriso ebete del sedeplenismo e del pressapochismo, più pericoloso di qualsiasi eresia.
    Tu sai cos'è questo forum? Nella sua pochezza questo forum è la punta dell'iceberg di qualcosa di cui probabilmente non avete udito parlare nemmeno in sogno: la Teologia Romana.
    Oggi la Teologia Romana non si sa dove sia di casa: è stata sostituita dal personalismo montiniano, dubitoso e dagli occhi umidicci, dal giudaizzantismo wotyliano, dall'agostinismo relativista ratzingeriano e dalla mille mille mille altri pensieri tutti umani che si gabellano per pensieri della Chiesa, per pensieri cattolici, per naturale evoluzione del pensiero bimillenario della Chiesa.
    In questo forum ti spalanca un mondo che finora tu hai visto solo in speculo et aenigmate, quello del cattolicesimo romano: leggici, studiaci, pensaci sopra, non te ne pentirai.
    E anche il comodo sofà della Sede Piena ti sembrerà, come è realmente, un letto di Procuste, un ostacolo alla Salvezza, un delitto di lesa Divinità, un'offesa all'amore di Dio, un tentativo di vulnerare la Santità della Chiesa.
    Ti assicuro che lo spettacolo che ti si presenterà sarà talmente ricco e coinvolgente da lasciarti senza fiato.
    E ti dirai: ma dove sono stata finora? in quale sogno ho vissuto? E raggiungerai quel grande stuolo di domenicani fedeli che hanno dato vita, studi, sangue per Cristo e per il Papato.
    Non Tradizionalismo lefebvriano parolaio quindi, non nostalgia per il passato, non piagnisteo sul presente, non facili abbandoni all'ombra di pulpiti vuoti ma realismo, sedevacantismo, azione cattolica.
    Quindi ti invito con affetto a ricalibrare radicalmente la natura della tua partecipazione a "Tradizione cattolica".
    E se non avessimo nulla più da raccontarci, amici come prima.

    Guelfo Nero

    (5 agosto 2005)
    Ultima modifica di Luca; 04-02-12 alle 18:41

  3. #3
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    Quindi non solo accademia, non solo virtualità, non solo lacrimoni e belle parole, non solo nostalgia ma soprattutto Azione contro i modernisti e laicisti (da Woityla in giù), diffusione delle buone idee, difesa della Santa Messa e della Dottrina cattolica, formazione in senso sedevacantista o almeno pienamente antimodernista di chi legge e chi scrive.
    Non siamo fantasmi, non siamo SOLO nicknames ma ragazzi e uomini in carne ed ossa, che vogliono essere al posto giusto, con le idee giuste, nelle trincee della scuola, della politica e della società, in questi tristissimi anni di Vacanza della Sede Apostolica.
    Se non capite, leggete, meditate, ruminate, pensate, non scoraggiatevi: Cristo Re, il Re dei cuori e delle Nazioni, chiama tutti, senza distinzione, sotto le regali insegne della Chiesa cattolica dove sta scritto in questi anni di abbandono e tradimento: "SEDE VACANTE - CATTOLICESIMO INTEGRALE - OBLAZIONE PURA"

    Guelfo Nero (4 agosto 2003)

  4. #4
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    Uno dei problemi più importanti della teologia del papato, all'interno del mondo cattolico legato alla Sede vacante, è certamente quello della teologia dell'elezione.
    Si accorgerà, leggendo il nostro forum, che invece, per un corretta ortointerpretazione di quello che sta avvenendo oggi nella nostra Chiesa Cattolica, il momento cardine dell'elezione papale è quello dell'accettazione del Papato.
    Non tanto nella risposta verbale che l'eletto da al cardinal decano, quanto nel profondo senso ecclesiale che pertiene a questa domanda.
    "Acceptasne electionem?" Accetti l'elezione? ovvero vuoi fare il Papa, con tutto quello che ciò comporta, con tutto ciò che ne consegue, ovvero volere oggettivamente il bene della Società Perfetta di cui diventi capo visibile, fonte di Unità, Sovrano. Vuoi essere custode del deposito della Fede, Regola prossima della Fede, Tradizione Vivente (per usare un'espressione che forse le piacerà) della Chiesa Cattolica?
    In questa domanda e nella risposta a questa domanda, non meramente rituale ma anche altamente simbolica, sta l'essenza stessa del Papato.
    Non è propriamente l'elezione che fa dell'eletto il Papa ma è l'accettazione (vera, reale, oggettiva) del Papato che fa si che la forma del Papato (con tutti gli attributi e le prerogative annesse) sostanzi la materia dell'eletto (che è solo, fin quando non accetta, materia prossima ad assumere tale forma).

    OPERARI SEQUITUR ESSE: alla luce di queste riflessioni, questo è oggi Joseph Ratzinger, mera materia che non ha assunto (per difetto di volontà o eresia pregressa o oggettiva volontò di non fare il bene della Chiesa o aperto acattolicesimo, qui le sfumature tra noi possono essere diverse) in venticinque anni la forma del Papato.
    Al massimo ha assunte le "forme" esteriori del Papato:
    Materia prossima ovvero Papa materialiter ovvero papa eletto ovvero "papa" ovvero, se vediamo solo l'aspetto meramente, Monsignor Wojtyla.
    Non santifica, non guida, non insegna, non unisce, non canonizza, non definisce, non governa se non attraverso una continuità meramente materiale del succesione apostolica (more schismatico orientali).
    Situazione dolorosa, certamente, una grande prova per la Chiesa, forse una grande Apostasia, ma senza assumere toni apocalittici, potremmo dire: la più grande crisi che abbia colpito la Chiesa cattolica nei suoi duemila anni di storia.
    Ovviamente "Non praevalebunt" (ne siamo tutti convinti) e il Papato Romano, attorno alla quale cattedra praticamente vuota ci stringiamo con ardore ancora maggiore, riemergerà da questa orribile crisi più forte che mai.
    Certo molte anime sono state ferite o perdute in questa grave crisi, culminata con la proclamazione del "concilio vaticano secondo" e di cui oggi non vediamo che i frutti.
    Ma altre hanno riscoperto l'attaccamento alla Fede e alla Dottrina cattolica, un cattolicesimo romano integralmente vissuto e praticato.
    Per quanto riguarda Siri, mi permetta di non esserne affatto un entusiasta ammiratore.
    Siri mancò molto di "sensus ecclesiae" quando accetto il "Vaticano II" e la cosiddetta "nuova messa" (ovvero il curioso rito montiniano), si arroccò nella sua diocesi che governò conservando forme antiche, tentò la fortuna in qualche conclave per raddrizzare la barca, tentò di dare un'interpretazione cattolica del V2 ma tutte le sue iniziative culturali, pur nobili, da Renovatio alla Quadrivium, sono state spazzate via dai suoi "successori", della Genova di Siri, tutto il suo modo di essere cattolico è rimasto soffocato dal neomodernismo dilagante.
    La Genova di oggi, occupata nell'arciepiscopio dal pittoresco don Bertone, conserva solo pallide reliquie del periodo "siriano" e per il resto è una diocesi neomodernistizzata come tutte le altre.
    Dio fa giustizia delle illusione umane, anche delle più pie o presunte tali.

    Guelfo Nero (2 giugno 2004)

  5. #5
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    Il grosso problema di Monsignor Lefebvre è stato essenzialmente il consacrare vescovi senza prima testificare ("rendere testimonianza alla Verità") che la Sede apostolica era vacante.
    Così quei vescovi li ha consacrati fuori dalla Chiesa cattolica e non dentro come invece sarebbe stato con una franca e pubblica presa di posizione in senso Sedevacantista.
    Qualunque consacrazione episcopale oggi che non risolva a priori il problema del mandato romano (nel senso che nessuno può darlo, visto che c'è assenza dell'Autorità) è una mera tentazione sotto l'apparenza di bene, un gioco d'ombre, un travestimento carnascialesco.
    Quindi la questione è se in Monsignor Lefebvre vi fosse solo ingenuità sedeplenista (Giovanni Paolo II è il Papa) oppure dolo visibilista (so benissimo che Giovanni Paolo II non è il Papa ma malgrado questo continuo ad agire come se lo fosse).
    Hoc est disputandum.

    Guelfo Nero (19 marzo 2005)

  6. #6
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    IL FEDELE "DOMINI CANIS" CHE NEI SECOLI
    HA DIFESO LA CHIESA DALLE OSTILI INSIDIE DELL'ERESIA
    E DELLO SCISMA, CHE HA COMBATTUTO,VERSANDO
    SANGUE PROPRIO E ALTRUI, SENZA MAI ARRENDERSI
    E SEMPRE IN DIO CONFIDANDO, OGGI HA DOVUTO
    FUGGIRE LE CHIESE, RIDOTTE A BIVACCO
    DI PREDONI E DI BANDITI, OCCUPATE DA GAVAZZATORI
    ERETICI E NEO-MODERNISTI.
    NON C'è IL PAPA, LA CHIESA è OCCUPATA:
    DA FEDELE "CANE DI DIO" IL CATTOLICO,
    PER SERBARE INTATTA LA PROPRIA FEDE,
    HA DOVUTO E DEVE UN PO' INSELVATICHIRSI
    (E IN PARTE RITORNARE ALLE ODIOSE SELVE)
    PER COMBATTERE A TUTTO CAMPO,
    CON TUTTI I MEZZI LECITI A DISPOSIZIONE
    L'ERESIA DILAGANTE.
    LUPI CATTOLICI TRA LUPI CATTOLICI,
    SIAMO FELICI DI RITROVARCI,
    SPESSO IN SITUAZIONI DI FORTUNA,
    A PREGARE DIO E AD ASSISTERE
    AL SANTO SACRIFICIO (OBLATIO MUNDA) DELL'ALTARE
    CHE OFFRE QUALCHE RARO E FEDELE SACERDOTE.
    VEDIAMO DI LONTANO CHIESE ORMAI RIDOTTE A TEATRI,
    MUSEI E TALVOLTA POSTRIBOLI, OVE SI FESTEGGIA
    DANZANDO INTORNO A NUOVI "VITELLI D'ORO":
    SONO LE NOSTRE CHIESE, I NOSTRI ALTARI, I NOSTRI SANTI,
    I NOSTRI CONFESSIONALI, PROFANATI DEL PERSONALISMO
    ANTROPOCENTRICO E DELLA CARITà FATTA INGANNO.
    E QUASI LO SGUARDO NON REGGE
    AD UNA VISTA TANTO TERRIBILE,
    AL SACRILEGIO FATTOLEGGE, ALLO STRAZIO DEI FRATELLI,
    ORA PRIGIONIERI, ORA COMPLICI DELL'ERESIA.
    QUASI SEMBRIAMO LUPI MA I LUPI SONO BEN ALTRI:
    SONO I LUPI DELL'ERESIA E DELLO SCISMA CAPITALE:
    PARE DI VEDERLI QUANDO
    IN UN LUGUBRE E "TRIONFALE" CORTEO
    GIRANO INTORNO AL TRONO DI PIETRO,
    OCCUPATO DAL "PAPA MATERIALITER".
    (OGGI IL POLACCO KAROL WOJTYLA)
    MA UN GIORNO, A DIO PIACENDO, POTREMO CON GIOIA INFINITA,
    SERVIRE UN VERO PAPA: QUEL GIORNO I CANI FEDELI
    DEL CATTOLICESIMO ROMANO TORNERANNO
    A DIFENDERE LE CHIESE E A FAR DA IMMENSA CORONA
    AL TRONO DI PIETRO.
    SANTITà, QUEL GIORNO POTREMO DIRVI:
    "BENEDITE QUESTI MISERI CANI FEDELI
    CHE SI FECERO LUPI PER SERVIRVI
    IN TEMPI DI TANTA TRAGEDIA".

    Guelfo Nero (13 settembre 2003)

  7. #7
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    IL PAPATO, VICARIATO DI CRISTO, è DAVVERO LA CHIAVE DI VOLTA DELL'INTERO CATTOLICESIMO, CUORE, CENTRO, MOTORE DELLA FEDE DELLA CHIESA MILITANTE.
    SE LA CHIESA CATTOLICA è (ED è UNA DEFINIZIONE MAGISTERIALE E CANONISTICA) UNA SOCIETà PERFETTA COME PERFETTA è LA FIGURA GEOMETRICA DELLA CIRCONFERENZA, IL PAPA è IL CENTRO DI QUESTA CIRCONFERENZA.
    SE LA TIARA è L'OSTENSORIO CHE CI MOSTRA CRISTO CHE GOVERNA LA SUA CHIESA, SOTTO LA SPECIE DEL SUO VICARIO, L'OSTENSORIO EUCARISTICO CI MOSTRA INVECE IL RE DEI RE, IL RE DEI CUORI, IL DIVIN PRIGIONIERO DEL TABERNACOLO CHE OFFRE A NOI UOMINI VIATORI LA SUE GRAZIE SOVRABBONDANTI PER PORTARE LE NOSTRE ANIME AL SICURO PORTO DELLA SALVEZZA.
    OVVIAMENTE L'OSTENSORIO SIGNIFICA IN PRIMIS LA DIFESA DELLA MESSA CATTOLICA "NON UNA CUM", CHE è TRA LE PRIMISSIME FINALITà DI QUESTO FORUM.
    QUESTO OSTENSORIO SETTECENTESCO RADIANTE RIBADISCE LA CONVINTA PASSIONE CORDICOLA E ANTIGIANSENISTA DI QUESTO FORUM.
    QUEL GRANDE E IMMENSO CUORE RADIANTE, TRAFITTO PER AMORE, CI INSEGNI SEMPRE DI PIù AD AMARE DIO, LA CHIESA CATTOLICA, SUA MISTICA SPOSA E IL NOSTRO PROSSIMO.
    MA ANCHE A COMBATTERE CON CARITà, BEN USANDO DELLA SPADA AFFILATA, CONTRO TUTTI I NEMICI DEL CATTOLICESIMO ROMANO, I NEMICI DELLA TIARA E DELL'OSTENSORIO.

    Guelfo nero (Marzo 2004)

  8. #8
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    Il Sillabo è una locutio ex cathedra, ergo infallibile e irreformabile: ricordo che i Papi sono infallibili non solo nell'individuazione e nella condanna delle eresie ma anche dei semplici errori teologici.
    Il Papato è una figura morale unica e unanime, formata da tutti i Sommi Pontefici della storia: questa è stata sempre l'ecclesiologia romana.
    Pietro non puà contraddire Pietro, e implicitamente Pietro non può contraddire Cristo: è questo l'unico limite (che poi limite non è visto che si tratta della natura stessa del Pontificato) che puà avere il magistero Pontificio.

    Guelfo nero (2 gennaio 2006)

  9. #9
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    Agli assassini della Liturgia
    di Mons. Domenico Celada

    E' da tempo che desideravo scrivervi, illustri assassini della nostra santa
    Liturgia. Non già perch'io speri che le mie parole possano avere un qualche
    effetto su di voi, da troppo tempo caduti negli artigli di Satana e divenuti
    suoi obbedientissimi servi, ma affinché tutti coloro che soffrono per gli
    innumerevoli delitti da voi commessi possano ritrovare la loro voce. Non
    illudetevi, signori. Le piaghe atroci che voi avete aperto nel corpo della
    Chiesa gridano vendetta al cospetto di Dio, giusto Vendicatore.
    Il vostro piano di sovversione della Chiesa, attraverso la liturgia, è
    antichissimo. Ne tentarono la realizzazione tanti vostri predecessori, molto
    più intelligenti di voi, che il Padre delle Tenebre ha già accolto nel suo
    regno. Ed io ricordo il vostro livore, il vostro ghigno beffardo, quando
    auguravate la morte, una quindicina d'anni fa, a quel grandissimo Pontefice
    che fu il servo di Dio Eugenio Pacelli, poiché questi aveva compreso i
    vostri disegni e vi si era opposto con l'autorità del Triregno. Dopo quel
    famoso convegno di "liturgia pastorale", sul quale erano cadute come una
    spada le chiarissime parole di Papa Pio XII, voi lasciaste la mistica assise
    schiumando rabbia e veleno.
    Ora ci siete riusciti. Per adesso, almeno. Avete creato il vostro
    "capolavoro": la nuova liturgia. Che questa non sia opera di Dio è
    dimostrato innanzitutto (prescindendo dalle implicazioni dogmatiche) da un
    fatto molto semplice: è di una bruttezza spaventosa.
    E' il culto dell'ambiguità e dell'equivoco, non di rado il culto
    dell'indecenza.
    Basterebbe questo per capire che il vostro "capolavoro" non proviene da Dio,
    fonte d'ogni bellezza, ma dall'antico sfregiatore delle opere di Dio.
    Si, avete tolto ai fedeli cattolici le emozioni più pure, derivanti dalle
    cose sublimi di cui s'è sostanziata la liturgia per millenni: la bellezza
    delle parole, dei gesti, delle musiche. Cosa ci avete dato in cambio? Un
    campionario di brutture, di "traduzioni" grottesche (com'è noto, il vostro
    padre, che sta laggiù non possiede il senso dell'umorismo), di emozioni
    gastriche suscitate dai miagolii delle chitarre elettriche, di gesti ed
    atteggiamenti a dir poco equivoci.
    Ma, se non bastasse, c'è un altro segno che dimora come il vostro
    "capolavoro" non viene da Dio. E sono gli strumenti di cui vi siete serviti
    per realizzarlo: la frode e la menzogna. Siete riusciti a far credere che un
    Concilio avesse decretato la disparizione della lingua latina,
    l'archiviazione del patrimonio della musica sacra, l'abolizione del
    tabernacolo, il capovolgimento degli altari, il divieto di piegare le
    ginocchia dinanzi a Nostro Signore presente nell'Eucaristia, e tutte le
    altre vostre progressive tappe, facenti parte (direbbero i giuristi) di un
    "unico disegno criminoso".
    Voi sapevate benissimo che la "lex orandi" è anche la "lex credendi", e che
    perciò mutando l'una, avreste mutato l'altra. Voi sapete che, puntando le
    vostre lance avvelenate contro la lingua viva della Chiesa, avreste
    praticamente ucciso l'unità delle fede. Voi sapevate che, decretando l'atto
    di morte del canto gregoriano della polifonia sacra, avreste potuto
    introdurre a vostro piacimento tutte le indecenze pseudomusicali che
    dissacrano il culto divino e gettano un'ombra equivoca sulle celebrazioni
    liturgiche. Voi sapevate che, distruggendo tabernacoli, sostituendo gli
    altari con le "tavole per la refezione eucaristica", negando al fedele di
    piegare le ginocchia davanti al Figlio di Dio, in breve avreste estinto la
    fede nella reale presenza divina. Avete lavorato ad occhi aperti. Vi siete
    accaniti contro un monumento, al quale avevan posto mano cielo e terra,
    perché sapevate di distruggere con esso la Chiesa. Siete giunti a portarci
    via la Santa Messa, strappando addirittura il cuore della liturgia
    cattolica. (Quella S.Messa in vista della quale noi fummo ordinati
    sacerdoti, e che nessuno al mondo ci potrà mai proibire, perché nessuno può
    calpestare il diritto naturale).
    Lo so, ora potrete ridere per quanto sto per dire. E ridete pure.
    Siete giunti a togliere dalle Litanie dei santi l'invocazione "a flagello
    terremotus, libera nos Domine", e mai come ora la terra ha tremato ad ogni
    latitudine.
    Avete tolto l'invocazione "a spititu fornicationis, libera nos
    Domine", e mai come ora siamo coperti dal fango dell'immoralità e della
    pornografia nelle sue forme più repellenti e degradanti.
    Avete abolito l'invocazione "ut inimicos sanctae Ecclesiae umiliare
    digneris", e mai come ora i nemici della Chiesa prosperano in tutte le
    istituzioni ecclesiastiche, ad ogni livello.
    Ridete, ridete. Le vostre risate sono sguaiate e senza gioia. Certo è che
    nessuno di voi conosce, come noi conosciamo, le lacrime della gioia e del
    dolore. Voi non siete neppure capaci di piangere. I vostri occhi bovini,
    palle di vetro o di metallo che siano, guardano le cose senza vederle. Siete
    simili alle mucche che guardano il treno.
    A voi preferisco il ladro che strappa la catenina d'oro al fanciullo,
    preferisco lo scippatore, preferisco il rapinatore con le armi in pugno,
    preferisco persino il bruto e il violatore di tombe. Gente molto meno sporca
    di voi, che AVETE RAPINATO IL POPOLO DI DIO DI TUTTI I SUOI TESORI.
    In attesa che il vostro padre che sta laggiù accolga anche voi nel suo
    regno, "laddove è pianto e stridor di denti", voglio che voi sappiate della
    nostra incrollabile certezza: che quei tesori CI SARANNO RESTITUITI. E sarà
    una "restitutio in integrum". Voi avete dimenticato che Satana è l'eterno
    sconfitto.

    (Postato il 30 maggio 2004)

  10. #10
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    Predefinito Re: Prose cattoliche romane integrali

    è INDUBBIO CHE ALCUNE DELLE CONSIDERAZIONI DI LUDOVICO VAN SIANO FORTEMENTE CONDIVISIBILI: MI COMPLIMENTO DAVVERO CON LUI PER AVER COLTO IL NOCCIOLO FONDAMENTALE DELLA QUESTIONE UMANA CHE STA ALLA BASE DELLA QUESTIONE POLITICA.
    HO SEMPRE AMATO LA VOLONTà DI AZIONE NELLA CONSAPEVOLEZZA CHE "OPERARI SEQUITUR ESSE": ESSERE CATTOLICI PER AGIRE DA CATTOLICI, ESSERE DIFFERENTI PER AGIRE DIFFERENTEMENTE.
    NON LASCIAR LANGUIRE LE VERITà CATTOLICHE DI CUI QUESTO FORUM CERCA DI ESSERE (NEL SUO NIENTE) SPECCHIO FEDELE, NON TRALASCIARE LA PREGHIERA CATTOLICA CHE DELL'AGIRE CATTOLICO è SOSTANZA E VITA: è VERISSIMO.
    SE è BEN VERO CHE LA CATTOLICIZZAZIONE DELLA SOCIETà PARTE SOPRATTUTTO DALLA CATTOLICIZZAZIONE DEL NOSTRO CUORE, DAL NOSTRO VOLER AMARE E SERVIRE DIO, DAL NOSTRO VOLER ESSERE SUOI E SOLO SUOI, I MODI E I MEZZI CON CUI QUESTA AZIONE SI REALIZZI POSSONO ESSERE I PIù DIVERSI MA DEVONO AVERE UNA CONCRETEZZA ED UNA REALTà CHE A NESSUNO PUò SFUGGIRE.
    POSSIBILE CHE DIO NON POSSA ESERCITARE IL SUO IMPERO SU QUESTA SOCIETà, POSSIBILE CHE GLI UOMINI GLI DICANO: "NO, QUI NON PUOI STARE: QUI TI DEVI FERMARE? OPPURE CHE GLI DICANO "MA LA COSTITUZIONE SANCISCE QUESTO E QUELLO E DIO NON PUò CONTRADDIRE LA "VOLONTà POPOLARE"?
    A DIO? ALL'ESSERE PERFETTISSIMO, CREATORE DEL CIELO E DELLA TERRA? A COLUI CHE HA CONSEGNATO IL SUO FIGLIO UNIGENITO ALLA MORTE DI CROCE PER LA NOSTRA SALVEZZA DOVRà ESSERE PRECLUSO UN CAMPO TANTO IMPORTANTE DELL'AGIRE DELLE SUE CREATURE?
    è OVVIO CHE, MALGRADO IL TONO LIEVEMENTE PARADOSSALE, CIò CHE VOGLIO DIRE è CHE IL CATTOLICESIMO IMPEGNA L'UOMO IN OGNI CAMPO DELLA SUA VITA, SIA PRIVATA CHE COMUNITARIA, DIMOSTRA ED ARGOMENTA LA PROPRIA RAGIONEVOLEZZA, SUPERIORITà E VERITà.
    IRRADIA IN VARI MODI, MA SENZA AFFIEVOLIRSI, DAL CUORE DI OGNUNO, RIVERBERANDOSI SULLA VITA QUOTIDIANA.
    CERTO LA POLITICA, "COME LA CONOSCIAMO", NEL MIGLIORE DEI CASI NON SA NEMMENO DI COSA SI PARLI, NEL PEGGIORE DEI CASI IMPUGNA E SI FA BEFFE DELLA VERITà.

    Guelfo Nero (16 gennaio 2003)

 

 
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