User Tag List

Visualizza Risultati Sondaggio: 1970 - elezioni

Partecipanti
12. Non puoi votare in questo sondaggio
  • Democrazia Cristiana

    0 0%
  • Partito Nazionale della Libertà

    1 8.33%
  • Partito Democratico Nazionale

    0 0%
  • Unione Democratica, Sociale e Repubblicana

    4 33.33%
  • Partito del Lavoro

    4 33.33%
  • Partito Democratico di Unità Proletaria

    2 16.67%
  • Lotta armata (Sinistra Proletaria)

    0 0%
  • Lotta armata ( Partito Repubblicano del Lavoro)

    1 8.33%
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13
Like Tree3Likes

Discussione: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

  1. #1
    Chap Socialist
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Messaggi
    31,653
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    1965: le elezioni, le prime con una affluenza considerevolmente inferiore al 90% nella storia della Repubblica Italiana, consegnano un Parlamento dominato dalla "coalizione d'emergenza" a sostegno del Governo Merzagora. L'arresto di numerosi dirigenti comunisti e dei vari partiti socialisti a seguito dei disordini di piazza successivi all'insediamento del primo Esecutivo "tecnico" italiano, operato dai Carabinieri, ha lasciato nel Paese fortissimi strascichi e un clima prossimo alla guerra civile. Amintore Fanfani viene eletto Presidente della Repubblica dai partiti di centro e centrodestra solo allo scrutinio maggioritario.

    Il primo ministro incaricato Cesare Merzagora chiede e ottiene dai partiti che lo sostengono, con la sola opposizione seppur sfumata del Partito Democratico Nazionale, il sostegno a un governo di unità nazionale rappresentativo di tutte le forze politiche: PCI e PDN tuttavia pongono a vicenda il veto su di essi, mentre PSIUP, Sinistra Socialista, Repubblicani del Lavoro e Sinistra Proletaria rifiutano di sostenere il nuovo Governo. Il PSU, rimasto scottato dal precedente esperimento di centrosinistra, flirta con l'idea dell'opposizione, ma alla fine si orienta per un sostegno esterno.
    Nella squadra di governo entrano dunque ministri politici di DC, UDNR, PNL, Sinistra Indipendente e Cristiano Sociali, ministri d'area ma non politici di PDN e PCI, e in Parlamento il PSU garantisce un appoggio alle misure che riterrà positive. Già l'atto con cui viene posta la fiducia provoca una spaccatura nelle forze politiche parlamentari: di fronte alla garanzia che i processi a carico di numerosi esponenti della sinistra, compreso il mitico Arrigo Boldrini, verranno "rapidamente conclusi nella massima equità", un consistente seppur isolato gruppo di deputati comunisti rimasti nel Partito dopo la fondazione di SP decidono di aderire a questa. Giovanni De Lorenzo è Ministro della Difesa.

    L'esecutivo di emergenza mette sotto controllo l'inflazione e affronta la fuga di capitali con provvedimenti a favore della concorrenza e degli investimenti stranieri: il PCI cerca di garantire la moderazione salariale in cambio della lotta contro il "forchettonismo democristiano" negli enti di Stato. Tuttavia, la situazione si deteriora rapidamente: nel 1966, scadono numerosi contratti, compresi quelli del sindacato metalmeccanico e dei chimici, e il PCI, duramente attaccato da una sinistra di opposizione che non fa sconti, non riesce a impedire la proliferazione di comitati sindacali di base che scavalcano una CGIL comunque molto spaccata sull'opportunità o meno di dialogare col governo. Di fronte ai duri provvedimenti di austerità dell'Esecutivo Merzagora, i comitati di base proclamano una serie di scioperi selvaggi senza preavviso e cortei, spesso piuttosto violenti, dove si saldano a loro le incipienti proteste studentesche. Il Ministero dell'Interno reagisce con la consueta durezza, e si contano morti in vari episodi di scontro tra polizia e manifestanti: l'Esecutivo inizia a boccheggiare in crisi, finchè non scoppiano duri scontri tra polizia e manifestanti a una manifestazione generale "contro la repressione" che si tiene a Roma nel dicembre del 1966. Il bilancio supera quello dei "morti di Reggio Emilia" e si avvicina a quello della manifestazione CGIL la cui repressione nel sangue portò allo scattare del Piano Solo. I deputati e senatori di Sinistra Proletaria abbandonano il Parlamento.

    A questo punto, nel governo è crisi: i ministri indicati dai comunisti si dimettono, mentre il Partito passa all'opposizione assieme al PSU. Il PDN chiede a Merzagora di proclamare lo stato di emergenza e di sostituire i ministri comunisti, ma Merzagora rifiuta e sceglie la strada delle dimissioni. Si scatena a quel punto un durissimo scontro tra i partiti moderati e conservatori sulla nuova composizione dell'Esecutivo, che si conclude con quello che a Amintore Fanfani sembra un colpo di genio: un governo di "centro populista", che permetta di isolare i facinorosi andando incontro ad alcune richieste operaie senza però perdere lo stretto controllo sul Paese, bloccando in particolare quei provvedimenti economici che potrebbero mettere a repentaglio il controllo della "Borghesia di Stato" sul sistema produttivo.
    In cerca di un candidato adeguato per una simile maggioranza, Fanfani non vuole però dipendere da una Democrazia Cristiana in cui il suo stile decisionista suscita pesanti dissensi: il prescelto è dunque il leader dell'Unione Democratica per la Nuova Repubblica, Randolfo Pacciardi, alla guida di una maggioranza che include DC e UDNR. Per garantire un ampio consenso all'Esecutivo, Fanfani invita a partecipare sia esponenti del Partito Socialista Unificato che del Partito Democratico Nazionale: in una infuocata direzione, il PDN decide di partecipare, e invia una delegazione guidata da Andreotti, che va al Ministero degli Interni. Il PSU invece si spacca: una maggioranza dei due terzi della direzione rifiuta nettamente di compromettersi con un governo "clericofascista e populista", ma Saragat e Tanassi guidano un drappello di deputati e senatori a sostegno della nuova formazione governativa, confluendo nell'UDNR, che muta il suo nome in "Unione Democratica, Sociale e Repubblicana".
    La decisione del PDN di entrare nell'Esecutivo provoca un'altra scissione, palesata nuovamente in sede di fiducia: numerosi deputati e senatori escono dal Partito e danno vita a una nuova formazione di stampo prettamente conservatore, il Fronte Nazionale, guidata dal Principe Giovanni Alliata di Montereale e con Presidente onorario il Principe Junio Valerio Borghese. A suo sostegno si schiera Attilio Monti, influente proprietario dell'Eridania e patron dei principali giornali conservatori dell'area centroitaliana (Nazione, Resto del Carlino).
    Il FN vota contro la fiducia, così come i gruppi della sinistra (PSU, PCI, SI, PCS, PSS) e dell'estrema (PSIUP). Sinistra Proletaria e Repubblicani del Lavoro non partecipano al voto.

    Il governo Pacciardi vara una serie di provvedimenti di stampo populistico sul piano economico, aprendo a elementi di cogestione operaia e di democratizzazione dell'accesso all'Università, ma realizza anche un forte accentramento dei mezzi polizieschi nelle mani del governo, e vara una serie di riforme che rafforzano i poteri di Governo e Presidente della Repubblica.
    A queste iniziative corrispondono un deciso aumento e modernizzazione delle forze militari e dei servizi segreti, e un forte impulso all'attivismo internazionale: destando un certo clamore, e viva irritazione negli USA, Pacciardi e Fanfani propongono inascoltati che la nascente crisi nel Vietnam venga risolta con l'invio di una forza di interporsizione delle Nazioni Unite, composta principalmente da soldati di paesi non allineati. Il gelo di Washington è palese, e trova sbocco in un forte flusso finanziario verso i Nazional-Liberali, il Fronte Nazionale e il Partito Democratico Nazionale, critico della politica populista dell'esecutivo.
    I tumulti economici non si placano, mentre si aggiungono quelli studenteschi: a Roma, gli studenti dei collettivi di estrema sinistra, vicini a PSIUP e SP, e dei gruppi di destra movimentista, organizzati dai Repubblicani del Lavoro dopo la confluenza nel piccolo partito di vari gruppi come il MPON e AN, occupano la Facoltà di Giurisprudenza, dopo aver respinto le forze di polizia a Valle Giulia: grande è la sorpresa del preside Arangio-Ruiz nel vedere, dopo aver richiesto l'intervento della forza pubblica, l'arrivo nientedimeno che del Primo Ministro Pacciardi, scortato dagli elementi giovanili della Primula Goliardica, per dialogare con i manifestanti. I risultati sono dirompenti: cogliendo l'occasione, DC e Democratico-Nazionali ritirano il proprio appoggio all'Esecutivo, e varano una debole compagine guidata dal Democristiano moderato Mariano Rumor, sostenuta anche dai Nazional-Liberali. I pacciardiani vanno all'opposizione, e voci danno per certo che Fanfani potrebbe, alla scadenza della legislatura, dimettersi da Presidente per capeggiarne le liste.

    Dalla Sapienza, dove gli studenti in rivolta sono stati rinforzati dal sostegno dei Goliardi pacciardini, il moto studentesco, populista e "generazionalmente di opposizione" si estende a tutti i maggiori atenei del Paese: la risposta dell'Esecutivo Rumor è di scontro aperto: si susseguono una serie di episodi di grande violenza da parte delle forze di polizia, a cui i giovani rispondono allargando le rivendicazioni e unendosi alle proteste operaie. Sopratutto per opera dei piccoli gruppi estremisti (Repubblicani del Lavoro a destra, Sinistra Proletaria e PSIUP a sinistra), ben presto la situazione degenera in guerriglia urbana aperta, con numerosi attentati dinamitardi alle sedi istituzionali. Feltrinelli, sostenuto da Cuba e dall'URSS, prepara ormai apertamente la clandestinità, teorizzando un agire su tre livelli - paralegale finchè sarà consentito, militare nelle fabbriche per ridurre la pressione dei padroni e rendere ingovernabile il processo produttivo, di illegalità e violenza diffusa nelle metropoli e nelle università per creare "controspazi di potere". I Repubblicani del Lavoro, che dopo l'ascesa al potere di Gheddafi, sostenuto da Pacciardi e Fanfani, riescono a ottenere finanziamenti di una certa importanza, svolgono considerazioni simili, ma si focalizzano sull'assalto alle istituzioni della repressione e ai simboli del potere atlantico. Il movimento studentesco più rivendicativo viene invece egemonizzato dai pacciardiani. I tre gruppi, pur distinti e distanti, continuano a collaborare, e molte Università diventano vere e proprie zone franche, sovente assalite con grave violenza dai militanti del PDN e del FN.

    Di fronte al caos, il culmine viene toccato il 12 dicembre del 1969: una serie di bombe, la cui matrice resta tutt'oggi incerta, sventrano banche e edifici pubblici a Milano e Roma, causando quasi 100 morti. L'Altare della Patria, la Banca Nazionale dell'Agricoltura e altre sedi bancarie vengono devastate. Seguono episodi gravissimi: estreme destre e estreme sinistre si accusano a vicenda dell'attentato, e a Milano si scatena la "caccia al rosso", quando il municpio viene occupato da esponenti di un "Comitato di Difesa Democratica", guidato da Massimo De Carolis, con morti e feriti. Sinistra Proletaria risponde con un devastante attentato ai tralicci dell'alta tensione che lascia l'intera città al buio per alcune ore: i militanti mettono a segno numerose rapine e piantano brevemente una bandiera rossa nel municipio, dopo un violento assalto con armi da fuoco. Dopo poche ore, il governo Rumor scioglie Sinistra Proletaria e Repubblicani del Lavoro, mentre episodi analoghi ad opera di militanti del PDN guidati da Giulio Caradonna avvengono alla Sapienza, dove pacciardiani, collettivi e avanguardisti nazionali si difendono in una vera e propria battaglia, al termine della quale l'università viene evacuata dalla polizia dopo lo scoppio di un violento incendio.

    Rumor annuncia la sua presenza ai funerali delle vittime di piazza Fontana, assieme a una delegazione del governo. Andreotti, odiato ministro dell'Interno, resterà a Roma per monitorare le operazioni di ordine pubblico.

    Ed è ai funerali che la storia d'Italia cambia definitivamente.

    All'immensa manifestazione di partecipazione popolare, si contrappone un tremendo attentato: un commando non identificato attacca la delegazione del governo, e lo scoppio di una bomba a mano uccide il Presidente Rumor. Nel caos che segue, in tutta Italia colonne militari e militanti del Fronte Nazionale prendono d'assalto punti nevralgici e iniziano a scontrarsi con colonne della polizia e militanti di sinistra.

    E' il tanto temuto colpo di Stato.

    Il capo della Polizia Angelo Vicari viene ucciso a Milano difendendo la Questura. Il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, De Lorenzo, dimissionato da Rumor come ministro della Difesa ma saldo al suo posto, cerca di coordinare la difesa di Roma dalle colonne golpiste, ma riesce solo a garantire l'evacuazione dei principali esponenti politici, tra cui Aldo Moro, prima di cadere difendendo il Quirinale. In tutta l'Italia centrosettentrionale, i militanti del PCI che ancora conservano le proprie armi della guerra partigiana si scontrano con i golpisti in scene da guerra civile aperta. Quando tutto sembra perduto, e un primo proclama del nuovo "Capo di Stato provvisorio" Junio Valerio Borghese è già stato letto da una delle stazioni Rai, tuttavia, il fulmineo intervento di unità lealiste dell'esercito, tenute di riserva, stronca il nerbo delle forze golpiste, arrestandone i quadri dirigenti. Il Capo del Governo provvisorio, il Ministrl dell'Interno Andreotti, annuncia alla radio la proclamazione dello stato d'assedio, la sospensione delle garanzie costituzionali, e l'ordine per i golpisti e per "chiunque abbia imbracciato le armi illegalmente" di arrendersi.
    Dopo una settimana di furiosi combattimenti, Carabinieri, militari lealisti e unità di Gladio e della Rosa dei Venti attivate con autorizzazione della NATO distruggono sia gli ultimi focolai di resistenza golpista che le colonne insurrezionali comuniste in Italia Centrale, sfuggite al controllo del Partito. Andreotti scioglie d'imperio Partito Comunista Italiano, Fronte Nazionale, Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria per il loro ruolo nel golpe e negli scontri di piazza. Sinistra Proletaria e Repubblicani del Lavoro hanno già imbracciato la via della lotta armata da alcuni mesi. Poco prima delle nuove elezioni del 1970, dopo un processo altamente spettacolarizzato, vengono fucilati per Alto Tradimento gli organizzatori del golpe, tra cui Rauti, Aloia, Borghese. Tra mille polemiche infuocate, alcuni esponenti di spicco del Fronte Nazionale, come Monti, non vengono toccati dal processo.

    Si va "regolarmente" a votare nel 1970, con un Paese in cui tuttora vige la legge marziale.
    Defender and Leone like this.
    ***Bratstvo i jedinstvo***
    Socialismo Gollista

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Chap Socialist
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Messaggi
    31,653
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Democrazia Cristiana: partito in oramai aperta crisi, si schiera su una linea di appoggio allo stato di emergenza ma attenuando la tensione. Vampirizzata dal PDN, è guidata da un rissoso triumvirato Cossiga-Gava-Piccoli su una linea moderata, ma ha perso l'appoggio fondamentale sia della sinistra sindacale e morotea che delle aree più conservatrici e di parte della borghesia di Stato. Mantiene un forte insediamento solo tra i coltivatori diretti e nella piccola burocrazia statale.

    Partito Nazionale della Libertà: Il "partito della Confindustria", guidato da Edgardo Sogno, sostiene i provvedimenti di emergenza, duramente liberista, per lo smantellamento dello "Stato del malaffare" democristiano.

    Partito Democratico Nazionale: Andreotti, leader incontrastato, si presenta come l'uomo che ha salvato l'Italia dalla dittatura fascista e dalla rivoluzione comunista. Chiusissimo in tema di diritti civili, per una economia corporativista, atlantista ma con velleità nazionaliste, è chiaramente il primo sostenitore dello Stato di emergenza e di nuovo leggi speciali.

    Unione Democratica, Sociale e Repubblicana: partito di opposizione dura e pura guidato da Pacciardi, è divenuto progressivamente critico verso una Amministrazione americana che considera collusa dai golpisti. Chiede il ristabilimento delle libertà democratiche, una politica economica liberale a sostegno delle PMI ma anti-monopolistica e a favore degli operai delle grandi imprese tramite la cogestione e l'azionariato popolare, laico e anticlericale.

    Partito del Lavoro: partito di matrice laburista formato dalla confluenza dei vari partiti socialisti e degli amendoliani del PCI, ha anche l'appoggio dei liberalprogressisti della vecchia Sinistra Indipendente e dei cattolicosociali delle ACLI, di Moro e della sinistra CISL. Moderato e socialdemocratico classico nelle richieste, chiede la fine dello stato di emergenza, e pur mantenendo contatti con la sinistra armata, mantiene le distanze dalla lotta militare. Guidato da Aldo Aniasi.

    Partito Democratico di Unità Proletaria: guidato da Renzo Foa, è formato da quegli esponenti PSIUP e della sinistra PCI che non hanno accettato la lotta armata lanciata da Feltrinelli, anche se molti lo considerano la facciata legale. Duramente critico verso i "revisionisti" del PdL, il PDUP è il più duro critico dello Stato d'emergenza e delle "istituzioni golpiste", che accusa di aver organizzato le stragi propedeutiche al golpe.

    Lotta armata (Sinistra Proletaria): guidata da Giangiacomo Feltrinelli, spazia dagli studenti in lotta, agli operai che non si riconoscono più nelle vecchie sigle organizzazioni, agli ex partigiani che sono tornati sulla breccia, l'area che nella nostra linea temporale includeva BR, Autonomia, Lotta Continua e maoisti. Per un comunismo cubano-cinese, altri esponenti di spicco sono Negri, Sofri, Moretti.


    Lotta armata ( Partito Repubblicano del Lavoro): guidato da Clemente Graziani, Claudio Mutti e Renato Curcio, movimento di destra antimperialista e sociale, collegato alla Libia di Gheddafi, ai peronisti e al lavoro nelle borgate sottoproletarie. A differenza dell'operato più "economico" di SP, predilige l'aspetto simbolico-geopolitico, colpendo obiettivi israeliani, americani e delle multinazionali. E' collegato con Jeune Europe di Thiriart.

    Affluenza Prevista: 77% (85% nel 1965)

    Sondaggi:

    PDN 29%
    DC 20%
    PNL 6%

    UDSR 8%

    PL 26%
    PDUP 9 %

    Altri 2
    Defender likes this.
    ***Bratstvo i jedinstvo***
    Socialismo Gollista

  3. #3
    Pasdar
    Data Registrazione
    25 Sep 2004
    Località
    Padova
    Messaggi
    46,770
    Mentioned
    106 Post(s)
    Tagged
    9 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Fantastico! Mi dispiace per Borghese!
    Comunque nelle urne (sperando di non beccare una bomba) Unione Democratica, Sociale e Repubblicana, per poi appoggiare il Partito Repubblicano del Lavoro, che ora di "Repubblicano" mi sa che ha poco.

    Complimenti, scenario al cardiopalma.
    Ultima modifica di Defender; 04-02-12 alle 20:20
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  4. #4
    Anti-liberista
    Data Registrazione
    12 Apr 2010
    Località
    Abruzzo
    Messaggi
    22,800
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Molto bello! Partito Democratico di Unità Proletaria, stimolando però un rinnovato dialogo con i compagni del Partito del Lavoro per evitare minoritarismi.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  5. #5
    gira così
    Data Registrazione
    01 Jun 2009
    Messaggi
    5,185
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Citazione Originariamente Scritto da Defender Visualizza Messaggio
    Fantastico! Mi dispiace per Borghese!
    Comunque nelle urne (sperando di non beccare una bomba) Unione Democratica, Sociale e Repubblicana, per poi appoggiare il Partito Repubblicano del Lavoro, che ora di "Repubblicano" mi sa che ha poco.

    Complimenti, scenario al cardiopalma.
    :giagia:

  6. #6
    Super Troll
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    abroad
    Messaggi
    53,076
    Mentioned
    1022 Post(s)
    Tagged
    42 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    avrei votato per il PNL di Edgardo Sogno sperando in un ritorno della monarchia e peccato per Borghese che è stato un grande, un bel colpetto di stato nel 1970 ci stava bene

  7. #7
    Maria Di Donna Presidente
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Località
    Santa Teresa di Gallura
    Messaggi
    6,365
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Scenario molto, molto più realistico e attuale di quanto sembri.
    Comunque questo Partito del Lavoro è una bomba.
    Col grande Comandante Iso, fino alla vittoria.

    PS 'Azz, vedo un bel pareggio stile 2006 per ora
    Ultima modifica di l'infame; 05-02-12 alle 22:04

  8. #8
    .
    Data Registrazione
    06 Apr 2009
    Località
    Parma
    Messaggi
    2,995
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    Udsr, Pacciardi è il nostro De Gaulle. Anche se il nome del partito fa molto Mitterand.

    Non ce lo vedo proprio Mutti con il mitra, anche se nel '70, forse...
    Ultima modifica di Von Righelli; 05-02-12 alle 22:25
    Senatore Imperiale,Patrizio dell’Impero,Duca Duce di Parmula,Placentula et Guastallula,Sovrintendente agli ‘Mperial vitigni di Sangiovese,Vicecomandante del FICA.

  9. #9
    Disilluso cronico
    Data Registrazione
    25 Nov 2009
    Località
    All your base are belong to us
    Messaggi
    14,045
    Mentioned
    109 Post(s)
    Tagged
    14 Thread(s)

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    In una situazione come questa sarei in dubbio tra PDN, possibile stabilizzatore temporaneo di una situazione da definire, e PdL (:sofico che sembrerebbe promettere interessanti sviluppi. In ogni caso, c'è qualcosa che non mi torna:

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Lotta armata ( Partito Repubblicano del Lavoro): guidato da Clemente Graziani, Claudio Mutti e Renato Curcio, movimento di destra antimperialista e sociale, collegato alla Libia di Gheddafi, ai peronisti e al lavoro nelle borgate sottoproletarie. A differenza dell'operato più "economico" di SP, predilige l'aspetto simbolico-geopolitico, colpendo obiettivi israeliani, americani e delle multinazionali. E' collegato con Jeune Europe di Thiriart.
    Curcio in questa timeline sarebbe un estremista di destra? E' un salto decisamente estremo......
    .
    L'ultimo uomo ad essere entrato in Parlamento con intenzioni oneste.

    Non basta negare le idee degli altri per avere il diritto di dire "Io ho un'idea". (G. Guareschi)

  10. #10
    Nichilismo Cristiano
    Data Registrazione
    02 Apr 2004
    Località
    Parma
    Messaggi
    35,055
    Mentioned
    355 Post(s)
    Tagged
    29 Thread(s)
    Inserzioni Blog
    2

    Predefinito Re: 1970 - Italia : elezioni nell'Italia del Piano Solo

    C'è bisogno di chiederlo ?

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Elezioni paradossali nell'Italia del 2013
    Di John Galt nel forum FantaTermometro
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 25-12-12, 00:42
  2. Elezioni nell'Italia postcomunista
    Di Manfr nel forum FantaTermometro
    Risposte: 59
    Ultimo Messaggio: 02-05-11, 23:32
  3. Elezioni nell'Italia post-berluscista
    Di Von Righelli nel forum FantaTermometro
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 14-10-10, 02:41
  4. Elezioni nell'Italia devastata 2020
    Di John Galt nel forum FantaTermometro
    Risposte: 61
    Ultimo Messaggio: 18-05-08, 21:37
  5. Elezioni 2012 nell'Italia Grillina
    Di Manfr nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 14
    Ultimo Messaggio: 06-04-08, 15:05

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226