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Discussione: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

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    Predefinito Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro



    Mario Monti, meglio conosciuto come Mr Goldman Sachs cameriere dell’alta finanza anglosassone, prosegue nell’incarico affidatogli dai suoi padroni: la distruzione completa di ogni sicurezza sociale e lavorativa in Italia.
    Intervistato dalle solite testate embedded come il Tg5 e nella trasmissione Matrix, Mr Monti si è profuso in una serie di teoremi sul posto fisso di lavoro, già cari da qualche tempo a Confindustria e alla sua “pasionaria” Marcegaglia, inneggiando alla mobilità in uscita, che tradotto in parole povere significa licenziamenti più facili e totale deregolamentazione delle attuali normative contenute nell’Art 18 della Legge 300 del 1970.
    A Monti non par vero di poter parlare a tutto campo senza mai essere contestato dai sedicenti partiti politici che occupano le poltrone di un Parlamento oramai ridotto a dependance della BCE, nel quale si agitano privilegiati e parvenu d’ogni risma, e così straparla con frasi a effetto: “Sulla terribile noia che è rimanere tutta la vita ancorati al medesimo posto di lavoro”, oppure “di come è bello cambiare e accettare delle sfide…”, e del “terribile apartheid nel mercato del lavoro tra chi è già dentro e chi giovane fa fatica a entrare” e via con altre amenità del genere.
    La disgustosa salsa Monti è una sola: Giovani e meno giovani scordatevi il posto fisso, io vi porterò tanta precarietà, tanta insicurezza, tanta miseria e vi ridurrò a semplice merce di scambio come una qualsiasi materia prima, pacchi pronti da usare e poi gettare all’occorrenza, secondo i bisogni del padrone e del grande capitale internazionale.
    L’obiettivo si era capito da tempo e non solo con questo ultimo governo tecnico impostoci; già i precedenti esecutivi si erano prodigati anno dopo anno a distruggere le sicurezze sul lavoro, a depotenziare gli organi ispettivi, a tagliare la spesa nel campo sociale, a precarizzare le assunzioni con le varie Leggi Treu e Biagi, a bloccare i salari, a stravolgere la valenza dei Contratti Collettivi Nazionali a favore di trattative di secondo livello dove con la complicità dei maggiori sindacati si possono ora introdurre anche norme peggiorative rispetto ai CCNL ecc.
    La finezza, se finezza la possiamo chiamare di Mr Monti, sta nel voler creare un conflitto generazionale tra i giovani che devono entrare nel lavoro e chi già vi è da tempo dentro, ingenerando tra i primi il sospetto che siano i secondi già tutelati dalle leggi ancora vigenti e determinati a mantenere le posizioni giustamente acquisite, a impedire quel cambiamento… che favorirebbe un maggiore flessibilità e quindi, sempre secondo i teoremi di Mr Goldman Sachs, facilità di assunzioni.
    Sottile manovra da guerra psicologica tesa a mettere gli uni contro gli altri, come se i padri fossero responsabili della disoccupazione dei propri figli.

    E di quali sfide i giovani dovrebbero farsi carico, parla poi spocchiosamente il capo del governo? Forse quelle di chiedere al ribasso un posto di lavoro mal pagato, insicuro, flessibile negli orari? Sono queste le illuminanti battaglie che i giovani italiani dovrebbero accettare per il futuro? Poi perché mai ci si dovrebbe abituare all’idea di non avere un posto di lavoro fisso, quindi sicuro e pertanto un valore stabile per la vita propria e famigliare? Ci dovrebbero dimostrate Monti, la Fornero e mettiamoci pure Napolitano, e tutta la razza padrona filo bancaria che siede indegnamente al governo, che con tanta sicumere si atteggia a salvatrice della Patria, dove questi cambiamenti hanno portato un maggior benessere civile ed economico, se per benessere probabilmente s’intende la ricchezza e i profitti per pochi e la miseria per tanti.
    Gli “sciacalli” portino dati alla mano le prove che il liberismo selvaggio da loro invocato nel mondo del lavoro ha avuto benefiche ricadute sulle persone, sugli Stati, sulle famiglie, sulla sicurezza sociale, sulla minor criminalità, sulla salute ecc. Ci dicano dove tutti questi miracoli sono avvenuti e dove il tanto osannato “mercato” ha risolto i problemi dell’uomo proiettandolo in un’epoca di civiltà. Siamo ancora in attesa…
    Oppure dietro tutto ciò si nasconde solo il degrado della figura del lavoratore, della sua dignità di uomo, messo in subordine del profitto ad ogni costo, ridotto a semplice ingranaggio di una macchina economica che invece di soddisfare i reali bisogni, deve inventarne di nuovi per poter produrre e consumare in un gioco perverso apparentemente senza fine, perché nulla può crescere all’infinito. Ma per fare ciò questo meccanismo ha la necessità di tanti schiavi, docili, sottomessi, che accentano di vivere consumando e consumano per vivere, l’“Homo economicus”per dirla alla Julius Evola.
    Sul fronte che dovrebbe essere contrapposto, già da tempo sventola bandiera bianca. La risposta che fino ad oggi è arrivata dalle Confederazioni sindacali è stata flebile, balbettante, timorosa, quasi a non voler disturbare il “manovratore” e del resto sono proprio i maggiori sindacati italiani, complici con il nemico, i corresponsabili di questa situazione avendo accettato e sottoscritto negli ultimi anni contratti di lavoro sempre peggiorativi dei precedenti e aderendo a tutte le richieste dei governi liberal che si sono succeduti, sia di centro destra sia di centro sinistra. Gli unici a scendere in piazza e gridare la rabbia di tanti italiani sono stati i Sindacati di Base, debitamente oscurati dai mezzi d’informazione nazionali.
    Già “l’uomo di Londra” vorrebbe far ripartire la crescita economica italiana e chiede a gran voce sessanta giorni di tempo per dare “una svolta” al Paese (così lo chiama chi non ha il senso della Nazione), perché lo spread lo impone e lo chiedono i suoi burattinai della City e di Wall Street che hanno fretta di chiudere la partita Italia, dopo aver commissariato la Grecia, per poi passare alla Spagna e così farci pagare a noi i conti della crisi statunitense.
    La “banda” che sta portando l’Italia verso il baratro sociale ci chiede di accettare le solite ricette che il FMI e la Banca Mondiale propinano da anni al Terzo Mondo; il Secondo Mondo, leggasi America Latina, si è svegliato da tempo e non accetta più ricatti e imposizioni esterne.
    Loro la chiamano “crescita”, in nome della quale sono pronti anche a svendere il patrimonio pubblico nazionale, privatizzare i servizi essenziali, cedere quel poco che ci resto di sovranità economica. Noi la chiamiamo “inciviltà del Lavoro” da contrapporre a quella “Civiltà del Lavoro” che aveva contraddistinto proprio l’Italia a partire dagli anni ‘30, e poi proseguita per un trentennio nel secondo dopoguerra, dove la certezza del posto di lavoro era sinonimo di miglior qualità della vita, di famiglia, di figli, di casa, di tutto ciò che da stabilità a una comunità nazionale e la rende partecipe alla vita e al funzionamento dello Stato, quello stesso Stato che allora controllava i settori strategici dell’economia e che oggi si vorrebbe espellere del tutto per far posto agli speculatori internazionali, ben rappresentati da questo “governo ombra”.


    Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro, Federico Dal Cortivo
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    L'Apartheid di Mario Monti



    «I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia. E' bello cambiare e accettare delle sfide». A parlare è il Presidente del Consiglio Mario Monti intervenendo in un dibattito televisivo sui temi del lavoro e dei giovani. «La riforma sulla quale il ministro Elsa Fornero e tutto il governo adesso è impegnato - ha spiegato- ha la finalità principale di ridurre il terribile apartheid che esiste nel mercato del lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa una terribile fatica ad entrare o entra in condizioni precarie».
    In poche battute troviamo condensato tutto il pensiero, figlio delle peggiori teorie liberiste, che ispira Mario Monti.
    “Che monotonia il posto fisso”: è vero, deve esser stata di una noia incredibile passare tanti anni nella stessa azienda, crescere professionalmente, man mano aumentare il proprio know how, e sulle basi di questa monotona sicurezza progettare un futuro, una casa, dei viaggi, farsi una famiglia. Ma Mario Monti ci tiene al divertimento degli italiani, giammai si impigriscano, quindi vuole renderci la vita ancor più avventurosa e flessibile di quanto già lo sia nella superprecaria Italia del 2012, che anche secondo l’Ocse è già il paese più flessibile del mondo, tanto che in Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca è molto più difficile licenziare che da noi.
    Del resto, che gusto si può trovare nello svegliarsi la mattina per recarsi nella stessa azienda avendo la sera la certezza di poter pagare le bollette, e magari garantire una vita dignitosa ai propri figli? Molto meglio fare una giornata di volantinaggio pubblicitario fuori dalle Metro, il giorno dopo provare l’inebriante esperienza di lavorare in un call-center, e alla fine del mese con il contratto scaduto e non rinnovato girare per negozi non per fare shopping ma per portare il proprio curriculum vitae nella speranza che qualcuno cerchi una commessa extra almeno per il sabato pomeriggio. È infatti questa la vita che vivono i “fortunelli” di venti-trent’anni che, magari dopo una laurea ed un paio di master, entrano dalle finestre del mondo del lavoro. Ci si diverte come pazzi a cambiare occupazione cinque o sei volte l’anno, lo si capisce ascoltando ordinarie conversazioni tra i distributori dei quotidiani gratuiti nei pressi delle stazioni delle grandi città.
    Eh si, perché il posto fisso potrebbe anche essere monotono, se l’alternativa fosse che un giorno si fa l’amministratore delegato di una società ed il giorno dopo il marketing manager di un’azienda ben quotata in borsa, non senza essersi fatti mancare una settimana da medico chirurgo. Invece, purtroppo per noi, eccessiva precarizzazione fa rima con lavori dequalificati (e sottopagati).
    Hai una laurea in economia e commercio? Non solo è probabilmente inutile, in quanto solo nel 15% dei casi secondo una recente inchiesta di Unioncamere-Excelsior viene richiesta dalle (poche) aziende che assumono, ma può addirittura essere controproducente: tra le critiche - le più gettonate - che vengono rivolte ai neolaureati, c’è quella di “essere troppo pretenziosi”. Voglio dire, c’è ancora in giro chi crede di aver diritto ad aspirare a qualcosa che rientri nell’ambito dei propri studi. Del resto siamo nella stessa logica di pensiero del premier: così come è noioso il posto fisso, è triste pensare di insegnare quando si è laureati in Storia. Molto più all’altezza dei tempi provare a sentire se la nuova società ferroviaria di Montezemolo si affida a qualche cooperativa che assume ancora.
    Monti invita i giovani ad accettare le sfide della flessibilità: è almeno dai tempi della Legge Biagi e del Pacchetto Treu che queste parole vengono spese, e non ci risulta ci siano ragazzi che vergognosamente si sottraggano a tali avvincenti sfide. In questa categoria infatti non solo si è ulteriormente contratto il flusso di ingresso nell’occupazione, ma è andata scemando la possibilità di transitare verso una condizione di maggiore stabilità lavorativa. Di quanto ci avvisa il premier, quindi, siamo già al corrente.
    Era diverso tempo che un esponente istituzionale di primo piano non ripescava lo slogan “precario è bello”. Negli ultimi anni ci eravamo abituati a Tremonti, che populisticamente riconosceva come negativa l’eccessiva precarizzazione, anche se poi continuava ad incentivarla nelle politiche ministeriali. Ma il tecnico dell’anno non ha un elettorato di riferimento, a lui basta rispondere ai diktat della BCE, quindi può permettersi un’ironia che sconfina nell’insulto. E l’insulto è rivolto soprattutto ai giovani, quelli a cui il Presidente Napolitano, padre morale dell’esecutivo, spera non “venga lasciato il debito in eredità”: conviene di più farglielo pagare adesso, avranno pensato, questo debito di cui ancora non si conoscono bene i creditori. Quindi, bisogna ridurre il “terribile apartheid” tra chi è già entrato nel mondo del lavoro con qualche diritto residuo e chi invece non ha più alcun diritto.
    Come ridurre l’apartheid? Estendendo a tutti garanzie e tutele sociali? Macchè, troppo banale … meglio offrire a tutti l’avventura della precarizzazione totale. Così si contrastano le odiose discriminazioni socioeconomiche.
    Perchè ammettere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B? Trasformiamoli tutti in lavoratori di serie C, cosicchè se in una coppia lui aveva il “privilegio” di un contratto da operaio a tempo indeterminato e lei da insegnante ultraprecaria, finalmente non si sentiranno più in competizione e potranno vivere affamati e contenti.
    Per fortuna c’è Mario Monti, a salvare noi giovani da una vita monotona.


    L'Apartheid di Mario Monti, Anna Lami
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Monti: con la sua riforma del lavoro droga il dato sulla disoccupazione con finti occupati



    Leggo una certa polemica circa il fatto che il lavoro a posto fisso sarebbe monotono. Cosi', per prima cosa, e' meglio siate informati di un fatto: in matematica, una funzione e' monotona quando , se A e' maggiore di B, ne deriva che f(A) sia maggiore di f(B). Cio' non significa nulla , ma come sapete il momento piu' difficile di un post e' l'incipit, e se almeno una donna la puoi invitare a bere qualcosa, Blogger rifiuta di uscire con me, quindi posso rompere il ghiaccio solo cosi'. Comunque, ci sono due cosette che volevo dire a riguardo.

    La prima e' che la cosa era ampiamente prevedibile. Come ho scritto qualche mese fa, Monti sta cercando di seguire le stesse ricette dei tecnocrati di Franco, col risultato che ha in mente di stabilizzare i prezzi alla produzione. Non potendo farli scendere per via delle necessita' fiscali, quello che sta facendo e' di renderli facilmente pianificabili. Mi spiego meglio.

    Nella pianificazione di un'azienda, si parte dalle spese fisse. Contrariamente a quanto pensano in molti, le spese fisse non sono spese costanti nel tempo, o spese "sicure", ma sono semplicemente le spese che non cambiano se la produzione aumenta o diminuisce. Il classico esempio e' un affitto del capannone: se un mese producete la meta' della capacita' produttiva o producete al 100%, pagate lo stesso affitto.

    Anche l'abitudine disastrosa degli imprenditori italiani di usare il bilancio aziendale per le spese personali pesa sulle spese fisse: se un imprenditore prende una multa ed usa il conto aziendale per pagarla, essa diventa una spesa fissa, dal momento che non cresce col crescere della produzione ne' vi contribuisce.

    Sono spese variabili quelle che crescono al crescere della produzione, contribuendovi. Ho scritto "contribuendovi" perche' altrimenti si crea un equivoco: se voi da imprenditori pensate di spendere di piu' in troie (1) quando producete di piu', non e' che la vostra decisione di farvi piu' troie se producete di piu' rende la troia una spesa variabile. Al contrario, se volete fabbricare il doppio delle camicie, allora vi servira' il doppio della stoffa , il doppio dei bottoni, il doppio del filo, e cosi' via. Queste sono un classico esempio.

    Allora, adesso torniamo indietro: abbiamo detto che Monti vuole stabilizzare i costi variabili e sterilizzare quelli fissi.

    Innanzitutto, dobbiamo chiederci quale sia il posto da dare agli stipendi in tutto il processo. Se assumiamo il personale e lo paghiamo allo stesso modo che si produca o meno, possiamo considerarlo tra i costi fissi. E' interessante notare, pero', che in un modello simile a quello dei braccianti meridionali, ove io assumo giorno per giorno la gente che mi serve, le cose non stanno cosi': se produco il doppio assumero' il doppio del personale, quando produco la meta' assumo meta' del personale. Cosi', innanzitutto la flessibilita' ha il vantaggio di spostare una spesa da un capitolo all'altro. Nel momento che assumete il personale solo in ragione di quanto producete, il risultato e' che diventa una spesa variabile.

    Questo pero' non migliora cosi' tanto la situazione. E' vero che avendo spese fisse inferiori adesso avete bisogno di fatturare meno per coprirle., ma d'altro canto avete solo mosso la spesa verso le spese variabili.

    Vediamo di fare un esempio stupido.

    Le mie spese fisse sono a 20 di cui 10 manodopera.
    Io produco una unita' di qualcosa spendendo altri 80 per produrre e vendendo a 100.

    Con una unita' venduta riesco a coprire i costi fissi.

    Secondo esempio:

    Le mie spese fisse sono a 10 perche' ho spostato la manodopera.
    Io produco una unita' di qualcosa spendendo altri 90 per produrre, e vendendo a 100.

    Ancora una volta devo vendere una sola unita' per coprire i costi fissi.

    Allora qual'e' il vantaggio, oltre a quello di spostare sul lavoratore il rischio d'impresa? Il vantaggio e' -apparentemente- di poter passare da piena produzione a produzione nulla avendo spese fisse per 10 anziche' per 20.

    Insomma, si tratta di un provvedimento che aiuta un'industria asfittica e mal pianificata, a spese dei dipendenti.

    State aiutando, cioe', l'imprenditore a superare meglio la sua carenza di pianificazione. Un imprenditore che usi una logica di tipo ERP dovrebbe sapere che ha tot risorse, e conoscendo la capacita' produttiva dovrebbe fare pressioni sul marketing per saturarla, dicendo loro "abbiamo ancora capacita' per un 10% della produzione, ditemi come allargarmi su nuovi mercati".

    Al contrario, quello che fanno e' di permettere all'imprenditore di vivere senza pianificazione, alla giornata, semplicemente dicendo "ho il 10% di capacita' libera? Bene. Rinnovate solo il 10% dei dipendenti".

    Qual'e' la differenza in termini di impatto? Che l'imprenditore non si pone piu' il problema di vendere abbastanza da pagare l'azienda, ma di pagare l'azienda per quello che -destino cinico e baro permettendo- riesce a vendere.

    Nel breve termine questa strategia sembra dare sollievo alle aziende, che possono licenziare o non rinnovare fino a coprire la capacita' produttiva inutilizzata. Ma nel lungo termine, tutto cio' che otterremo con un calo delle vendite non sara' la segnalazione di un problema, bensi' una reazione automatica. Nessun imprenditore si mettera' ad analizzare le cause del calo delle vendite, perche' sino a quando non fatica a pagare le spese fisse la risposta e' "non rinnovate i contratti ai lavoratori". Solo allora -quando non riusciranno a pagare nemmeno le spese fisse- noteranno il problema, ma sara' troppo tardi.

    In ogni caso, torniamo a Monti. Il suo problema e' di sterilizzare i costi fissi (e lo fara', in questo modo, spostando i dipendenti a costi variabili) e di rendere predicibili i costi variabili. A spese dei lavoratori. Questa e' un'operazione che e' molto piu' complessa, ed e' questo il punto debole della strategia.

    Non e' una novita: questo genere di logica fu introdotta da Clinton negli USA diverso tempo fa, ed ebbe il piccolo problemino che dopo il primo "boost" nel quale tutti sembravano essere al lavoro, si inizio' a scoprire che il turnover parcellizzava molto il tempo dei lavoratori. Il risultato era che il lavoratore lavorare 8 mesi l'anno, oppure un anno ogni tre, e il risultato era che nel frattempo usava la carta di credito per vivere.

    Questo diede il via ad un boom speculativo di indebitamento privato e crescita degli immobili , la quale poi e' sfociata nel Credit Crunch.

    Quello che successe agli USA con questa riforma del lavoro fu:

    • Apparentemente rientra il dato sulla disoccupazione.
    • I redditi si comprimono, compensati dall'indebitamento dei singoli (e in italia c'e' spazio, visto che i debiti per fortuna sono pochi).
    • I singoli fanno debiti per vivere, dando in garanzia implicita o meno degli immobili.
    • La domanda di immobili cresce. Crescono i prezzi. Crescono le garanzie , e quindi i consumi.
    • L'indebitamento dei privati raggiunge il massimo, insieme ai prezzi degli immobili.
    • Si satura il mercato immobiliare.
    • Si arriva al credit crunch non appena l'aumento dei prezzi delle case cresce meno dell'aumento di costo del denaro.
    • Arriva una crisi come quella del 2008.
    In Italia invece tutto si fermera' molto prima. Inizialmente rientrera' il dato sulla disoccupazione, perche' piu' persone lavoreranno meno, ma lavoreranno tutti. Il dato globale verra' drogato. I redditi si comprimeranno, anche se ormai siamo al lumicino e c'e' poco da comprimere. L'indebitamento sara' l'unica soluzione, ma siamo gia' in un credit crunch, le banche sono gia' a corto di liquidi, c'e' Basilea, il nostro immobiliare e' gia' esausto.

    Non si inneschera' la spirale che ha tenuto in piedi gli USA (ma anche Spagna, Inghilterra, Portogallo) per circa 10-15 anni. Il fenomeno finira' tra 3-4 anni, con una forte disoccupazione di persone anziane , donne con figli e personale poco qualificato. Parte si trasferira' sul sistema pensionistico, parte sul welfare.

    Monti vi sta vendendo fuffa, aria fritta. Quello che sta facendo con la sua riforma del lavoro non e' altro che drogare il dato sulla disoccupazione con dei finti occupati a breve termine.

    Ovviamente, anche Monti si e' scontrato con le sue lobbies. Avrete notato che le nuove regole valgano solo per i nuovi arrivati. Molti di voi sono abituati ad attribuire questo ai sindacati, ma non e' vero: ad opporre resistenza sono le banche.

    Supponete che ci siano , in italia, tot mutui casa. Le banche li hanno dati ad un certo prezzo a chiunque avesse un lavoro fisso, per la semplice ragione che il lavoro fisso aveva un tasso di rischio basso. Ora, se qualcuno rendesse precari quei lavoratori, tutti i loro debiti diverrebbero subprime, e le banche si troverebbero letteralmente intossicate da crediti di bassa qualita'.

    Cosi', essendo Monti un uomo della finanza italiana (basti notare il blog della finanza italiana, detto anche Corriere della Sera, ovvero l'atteggiamento che ha detto blog verso Monti) , non puo' pestare i piedi ai banchieri, specialmente a quei banchieri che guarda caso sono anche immobiliaristi.

    Cosi', quello che Monti fara' sara' di applicare la misura contro l' art. 18 ai nuovi entrati. Se considerate che la carriera lavorativa dura 35 anni , anche permettendo alla gente di andare in pensione si avrebbe un ricambio del 3% annuo. In piu' non sono tanti i lavoratori che beneficiano dell'articolo 18 oggi, quindi possiamo anche scendere, dal momento che la percentuale di "privilegiati" sul totale e' ancora piu' bassa, molto piu' bassa rispetto agli entranti.

    Poiche' coloro che entrano nel mercato del lavoro non possono accendere mutui mentre quelli che ne escono li hanno gia' spenti, il risultato sara' un calo del 3% annuo della massa debitoria dei privati, almeno di quella massa debitoria che viene accordata se c'e' un lavoro fisso.

    La sfiga e' molto semplicemente che questo coincidera' con un calo dei consumi relativo a tutte quelle spese normalmente finanziate mediante questo genere di finanziamenti: case, automobili, vacanze, mobili a rate, e cosi' via.

    Cosi', tutto quello che otterra' Monti , in sequenza e':

    • Un iniziale crollo dell'indice della disoccupazione.
    • Una compressione dei redditi ed un aumento di costi del welfare.
    • Un calo di domanda di immobili.
    • Un calo di credito al consumo.
    • Un calo di indebitamento delle famiglie.
    • Un calo di consumi.
    • Un calo di occupati.
    D'altro canto, sul fronte aziendale, otterra':

    • Un iniziale miglioramento dello stato patrimoniale.
    • Una compressione degli investimenti strutturali.
    • Una compressione degli investimenti in R&D
    • Una riduzione dei mercati per le aziende italiane.
    • Una compressione del mercato interno e degli ordinativi.
    • Un'ondata di fallimenti di PMI.
    Sul fronte bancario otterra':

    • Una lenta decadenza dell'indebitamento delle famiglie.
    • Uno spostamento del credito al consumo sulle carte di credito.
    • Una lenta diminuzione dell'erogazione di mutui casa.
    • Una lenta diminuzione dell'esposizione al rischio per i mutui.


    Avrete notato che ho colorato diversamente i diversi risultati. Sul piano politico, la legenda la potrei scrivere cosi':

    • In rosso dei risultati "Just for The Show" , che arrivano subito e vanno a gloria di Mario Monti.
    • In blu il disastro che pero' arrivera' tra 3-4 anni (e quindi a Mario Frega zero perche' sara' colpa del successore).
    • In verde cio' che il "suo" mondo vuole da lui, ovvero le sue reali intenzioni materiali.

    Quindi, se me ne fregasse ancora qualcosa dei contratti di lavoro italiani, il mio consiglio sarebbe questo: appoggiate i sindacati se protestano. I sindacati sono quel che sono, ma sono l'unica forza che puo' fermare questa merda. Monti sta tentando di brillare per un anno a scopo di arricchire, probabilmente, il suo curricula (essendo un accademico la cosa non mi stupisce piu' di tanto: venderebbero la madre per questo) , e di soddisfare i suoi amici banchieri. Cosa che evidentemente sta avvenendo tantevvero che il blog di questi banchieri, detto anche Corriere della Sera ne e' entusiasta.

    Ma se continua con la sua opera, dopo l'euforia per i primi risultati vi troverete con un paese letteralmente spolpato.

    Cosi', se del vostro paese ve ne frega ancora qualcosa, e' ora di muovere il culo. Perche' forse con Francia o Spagna purche' si magna, ma a quanto vedo con la Germania non si magnera' tanto, tra poco. Monti vi sta dando uno o due anni di apparente ripresa in cambio di un conto che sara' ancora piu' salato di quello attuale. Lo sta facendo raschiando un barile (il fatto che le famiglie siano poco indebitate) che e' proprio ed esattamente il vostro.

    In pratica, stavolta non c'e' in gioco un bene pubblico, sono proprio cazzi vostri. Nel vostro giardino di casa.



    (1) Questo presume che lo facciate dal conto aziendale. Se vi assegnate uno stipendio come boss quello diventa una spesa fissa, e come lo spendete sono cavoli vostri.


    Monti: con la sua riforma del lavoro droga il dato sulla disoccupazione con finti occupati, Uriel Fanelli
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Il governo Monti ha dirottato 2 miliardi e mezzo dalle casse del Tesoro a quelle della Morgan Stanley



    Nel silenzio assoluto, il governo Monti ha fatto un bel regalo dell’Epifania alla Morgan Stanley: 2 miliardi e 567 milioni di euro sono stati dirottati dalle casse del Tesoro a quelle della banca newyorkese. Il tutto è avvenuto il 3 gennaio scorso, un mese fa, all’insaputa degli organi di informazione italiani, così attenti ai bunga bunga o ai party del premier uscente ma evidentemente poco propensi a occuparsi dell’attuale governo in carica. Sono stati gli stessi vertici della Morgan Stanley ad aver comunicato che l’esposizione verso l’Italia è scesa da 6,268 a 2,887 miliardi di dollari: una differenza di 3,381 miliardi corrispondenti a 2,567 miliardi di euro, circa un decimo della manovra “salva-Italia” varata dall’esecutivo Monti. Una somma utilizzata dal governo italiano per estinguere una operazione di derivati finanziari, anche se non è chiara la ragione per cui la Morgan Stanley abbia richiesto la “chiusura della posizione”, opzione prevista dopo un certo numero di anni da quasi tutti i contratti sui derivati ma raramente applicata: il motivo più verosimile potrebbe essere il declassamento deciso dall’agenzia di rating Standard & Poor’s. Certo, finché nessuna delle due parti fornirà spiegazioni, si potrà rimanere solo nell’ambito delle ipotesi.
    La banca newyorkese si è limitata ad annunciare trionfalmente il recupero della somma, il governo italiano non ha fornito alcuna spiegazione e i media non indagano né chiedono alcunché, né sulla gestione delle operazioni in derivati da parte del Tesoro, né sul motivo per il quale tra tanti creditori si sia scelto di onorare il debito proprio con la Morgan Stanley. Il questo modo il governo non è tenuto a spiegare perché abbia optato per il silenzio e la segretezza assoluta anziché ammettere che, mentre venivano stangati i pensionati e non solo, lo Stato provvedeva a rimborsare 2 miliardi e mezzo alla investment bank. Non sarebbe stato il massimo dal punto di vista dell’immagine e della popolarità, ma in fondo è stato lo stesso “Full Monti”, ribattezzato così proprio dalla Morgan Stanley al momento della sua nomina a premier, a dichiarare di non dover soddisfare alcun elettore, in quanto non eletto. E allore perché tace? Ha paura dell’impopolarità?
    Dove sono i giornalisti che ponevano le dieci domande a Berlusconi o pubblicavano le intercettazioni telefoniche? Esiste ancora qualcuno interessato ad indagare sull’operato del governo?
    Diamo un merito all’Espresso, l’unico organo di informazione italiano a parlarne: un articolo uscito ieri a firma Orazio Carabini esprime pure un certo disappunto per il fatto che né Morgan Stanley né il Tesoro abbiano voluto fornire spiegazioni al settimanale.


    Il governo Monti ha dirottato 2 miliardi e mezzo dalle casse del Tesoro a quelle della Morgan Stanley | Qelsi
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    Gli umori corrodono il marmo

  5. #5
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Io all' idea che il posto fisso mi sia precluso ci ero già abituato ...
    Le aziende licenziano perchè vanno in crisi o perchè vogliono/devono dare molti soldi agli azionisti, per cui prendono i soldi destinati a pagare, formare, i lavoratori (e aggiungo, i soldi della possibile cartaigienica che lavoratori numerosi userebbero!), un lavoratore non può comportarsi come un parlamentare in Parlamento. Succede già, come già succede che sono tanti i lavoratori precari privi della tutela dell' articolo 18. Se questo viene abolito, in qualunque luogo saremmo licenziabili se sanno che scriviamo su questo forum. Vi verrà l' ansia, e allora sentirete Monti, Passera, la Fornero o più probabilmente qualche altro cretino desideroso di sparare la sua, che l' ansia (derivata dalla paura di dire le proprie idee, o dal come fare una volta scaduto il contratto di lavoro non rinnovato) fa bene alla salute!

  6. #6
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Avanguardia Visualizza Messaggio
    Io all' idea che il posto fisso mi sia precluso ci ero già abituato ...
    Le aziende licenziano perchè vanno in crisi o perchè vogliono/devono dare molti soldi agli azionisti, per cui prendono i soldi destinati a pagare, formare, i lavoratori (e aggiungo, i soldi della possibile cartaigienica che lavoratori numerosi userebbero!), un lavoratore non può comportarsi come un parlamentare in Parlamento. Succede già, come già succede che sono tanti i lavoratori precari privi della tutela dell' articolo 18. Se questo viene abolito, in qualunque luogo saremmo licenziabili se sanno che scriviamo su questo forum. Vi verrà l' ansia, e allora sentirete Monti, Passera, la Fornero o più probabilmente qualche altro cretino desideroso di sparare la sua, che l' ansia (derivata dalla paura di dire le proprie idee, o dal come fare una volta scaduto il contratto di lavoro non rinnovato) fa bene alla salute!
    La nevrosi diventerà sempre più un tratto caratteristico di questa società iango: , un sistema malsano produce gente malsana.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  7. #7
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro



    Solo un popolino stupido come quello italiota si può tenere gentaglia di questo calibro. Non solo veniamo quotidianamente saccheggiati, ma anche insultati costantemente.
    Qualcuno ha visto i "girotondi", le "femmine viola", gli altri cazzi & mazzi?
    Non c'è Berlusca che gli fa venire i fremiti? Monti è più grazioso quando insulta (strangolando) la gente comune?
    Ultima modifica di Kroenen; 06-02-12 alle 17:45
    Trollhunter delle 2 Sicilie.

  8. #8
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Citazione Originariamente Scritto da Kroenen Visualizza Messaggio


    Solo un popolino stupido come quello italiota si può tenere gentaglia di questo calibro. Non solo veniamo quotidianamente saccheggiati, ma anche insultati costantemente.
    Qualcuno ha visto i "girotondi", le "femmine viola", gli altri cazzi & mazzi?
    Non c'è Berlusca che gli fa venire i fremiti? Monti è più grazioso quando insulta (strangolando) la gente comune?
    Alla gente berlusconi faceva rodere il fegato dall'invidia , tutto il resto son scuse per nascondere a se stessi , intendo il popolino, questa verità.
    Adesso hanno uno che non posso contestare , pena ammettere che berlusca era meglio repapelle:.
    Inoltre se ammettono che uno come monti "frega" devo rivedere la loro concezione del mondo e poiché il popolino vive in uno stato psicotico,opinione che mi sono fatto col tempo, come tutti gli psicotici non può mutare la sua concezione del mondo, non senza gran sofferenza.
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  9. #9
    Roma caput mundi
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Se solo il precedente governo Berlusconi avesse anche preso una delle decisioni sulle politiche del lavoro che sono all'esame di questo governo di usurai probabilmente l'avrebbero appesi in piazza tutti quanti, la sinistra tutta (dal PD ai cessi sociali) sarebbe scesa in piazza portando qualche milione di italiani a manifestare a difesa di articolo 18 e posto fisso e chissà cosa ancora.

    Agli usurai della finanza invece sembra sia concesso tutto. Soprattutto rivoltare il paese come un calzino, imporre le assurde ricette neo-liberiste che ci renderanno tutti precari e disoccupati, favorire solo ed esclusivamente banche e gruppi industriali.

    Un governo indegno per un paese a cui stanno facendo passare come oro la merda proveniente da Goldman Sachs e Bilderberg.
    "Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l'esperienza" (firma valida per tutte le stagioni)

  10. #10
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Mr Goldman Sachs: obiettivo distruggere la sicurezza del lavoro

    Abbiamo quello che ci meritiamo, anzi abbiamo quello che gli altri si meritano, ma lo abbiamo anche noi. Il popolino idiota non sarà mai in grado di capire oltre quello che gli propinano le TV e i giornalai di regime. Berlusconi si è tirato da parte e il lavoro sporco lo sta facendo Monti con l'appoggio di TUTTO il parlamento, salvo la Lega (che però ha le sue indubbie colpe).

    Sento qualcuno, su PIR, invocare le elezioni. Per l'amor di dio, tanto alle elezioni ci andrebbero i soliti partiti e se, per puro miracolo, dovesse esserci anche un movimento sovranista, non andrebbe oltre lo 0,1%, perchè il popolino è idiota per sua natura
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 
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