
Originariamente Scritto da
vanni fucci
Qualcuno lo aveva già "fischiato" oltre sessant'anni fa.
Scalfaro era a pranzo “da Chiarina”, un ristorante di via della Vite a Roma. All’epoca aveva 32 anni. Con lui c’erano altri due deputati Dc, Sampietro e Titomanlio. Ma fu lui a sentirsi scosso dalla vista della signora Edith Mingoni in Toussan, una bella bionda di trent’anni, “colpevole” di essersi tolta – probabilmente per il gran caldo – un bolerino che ne metteva in risalto la scollatura. A quel punto Scalfaro si alzò dal suo tavolo e andò direttamente a quello della signora, dove le avrebbe detto: “È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino”. Secondo altre versioni Scalfaro si limitò a chiedere al padrone del ristorante di intervenire.
Ne nacque, comunque, uno scandalo anche parlamentare.
La signora, si seppe dopo, era una militante di un partito di destra, il Movimento Sociale Italiano e prima suo padre, che era un colonnello dell’aeronautica carico di decorazioni, poi suo marito sfidarono Scalfaro a duello. Ma l’allora giovane deputato rifiutò a battersi, spiegando che la sua fede glielo impediva.
Edith, invece, passato il clamore, si rinchiuse nel silenzio, ricordando – molti anni dopo – che quell’episodio le aveva rovinato la vita.
La storia passò alle cronache come “il caso del prendisole”. La polemica continuò a divampare e sull’Avanti fu pubblicata anche una letterà di Totò, in cui il famoso attore criticava la “vigliaccheria” di Scalfaro.
Ecco il testo, che ricostruisce anche il clima infuocato di anni ormai lontani da noi.
“Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti. La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.
Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa”.
http://www.ilpost.it/2012/01/29/scal...e-il-bolerino/
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“Nel 1950 Totò entra nella storia minore del nostro Paese. Tutto comincia il 20 luglio: nel caldissimo pomeriggio di quel giorno, in una trattoria nel centro di Roma, la signora Edith Mingoni Toussan si sfila il bolerino e resta in decoltè. A una tavola vicina siede, con amici, Oscar Luigi Scalfaro, che quasi mezzo secolo dopo diventa presidente della Repubblica. In quel momento è un giovane e battagliero deputato democristiano: sente il dovere di riguardare quella “scostumata” e lo fa, prima dalla sua tavola poi dal parlamento con un’interpellanza al governo De Gasperi con la quale chiede che si ponga freno “a una moda che offende la morale e la dignità del cittadino”. Il padre della donna, offeso per la cattiva nomea della figlia, manda al parlamentare il cartello di sfida. Scalfaro risponde: “quando una persona seria si trova alle prese con una cosa poco seria non la prende in considerazione”. A questo punto il principe de Curtis decide di intervenire scrivendo a Scalfaro: “il sentimento Cristiano avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi amici di fare apprezzamenti in un pubblico locale sulla persona di una Signora rispettabilissima. Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze” Ovvero: se Lei non si batte stia zitto. Il tutto venne pubblicato il 23/11/1950 sull’Avanti! Ma il caso della signora era già al tramonto!” (...)
http://www.antoniodecurtis.org/di_toto_sapevate_che.htm