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  1. #1
    SMF
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    Predefinito E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Dalla Curva Sud dell'Olimpico fischi per Scalfaro

    Mentre la sinistra italiana piange per la morte dell'ex presidente, il Coni impone ai campi da calcio un minuto di silenzio. Ma dalla Curva Sud dell'Olimpico piovono fischi.

    Ci sono i boiardi della sinistra italiana che piangono, che si nascondono dietro agli elogi e al cordoglio, che danno l'ultimo addio al presidente emerito. Ma c'è anche un'Italia, quella che non dimentica il passato, che non è disposta a fare l'eco ai tuini densi di buonismo che risuonano da questa mattina. Così quando il presidente del Coni Giovanni Petrucci ha chiesto un minuto di silenzio su tutti i campi di calcio per "onorare la memoria di Oscar Luigi Scalfaro", l'ex presidente della Repubblica scomparso oggi all’età di 93 anni, dalla curva Sud dell’Olimpico si è levata una selva di fischi.

    I tifosi giallorossi non ci stanno. E lo dimostrano mettendoci la faccia: oggi pomeriggio, durante il minuto di silenzio in onore di Scalfaro prima dell’inizio della partita tra la Roma e il Bologna, hanno fischiato mentre il resto dello stadio è rimasto in silenzio, rispettando il minuto di raccoglimento imposto questa mattina dal Coni. Petrucci aveva, infatti, invitato le federazioni sportive nazionali a "far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive" che si sarebbero disputate oggi per "onorare la memoria" dell'ex capo dello Stato.

    http://www.ilgiornale.it/cronache/da...e=0-comments=1
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #2
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Riguardo Scalfaro vi è un conformismo del più viscido e tetro possibile, tutti lo ricordano commosso, a partire dalle varie cariche istituzionali sino ai politicanti di provincia.

    L'unico che si erge in mezzo alla palude, ancora una volta:

    La destra esce dal coro, Storace:
    «Nessun presidente peggiore di lui»


    MILANO - Ci sono il cordoglio e la commozione. Il ricordo e le testimonianze d'affetto. Ma anche le voci critiche. Oscar Luigi Scalfaro è stato un uomo delle istituzioni, ma sul suo settennato di presidenza della Repubblica i giudizi non sono univoci. Soprattutto dalle fila del centrodestra sono state aspre in passato le critiche alle scelte da lui compiute e da molti viene visto come il vero artefice del «ribaltone» del 1994, quello che portò alla fuoriuscita della Lega dalla coalizione con Forza Italia e alla caduta, dopo soli nove mesi, del primo governo Berlusconi, poi sostituito da Lamberto Dini con una coalizione parlamentare eterogenea che coinvolgeva forze di centro e di centrosinistra. E anche oggi, nel giorno del decesso dell'ex capo dello Stato, c'è chi prende le distanze dalla retorica dell'elogio funebre.

    CRITICHE DA DESTRA - Non sembra ad esempio aver cambiato idea Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del '94 e la sua faziosità - ha scritto il parlamentare nella sua pagina Facebook -. Non c'è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui». A quel tempo Storace militava nella neonata Alleanza nazionale, evoluzione dell'Msi, e con lui c'era anche Gianni Alemanno, che tuttavia oggi fa autocritica rispetto alla durezza delle posizioni espresse allora: «Nel '94 vedevamo Scalfaro come un conservatore, come simbolo della Prima Repubblica - ha spiegato il sindaco di Roma nel corso del programma L'Intervista, su Sky Tg 24 -. Il giudizio che abbiamo dato allora è stato errato, abbiamo esagerato di fronte ad un uomo di grande integrità morale». E un altro degli ex missini e aennini della prima ora, Italo Bocchino, oggi leader di Futuro e Libertà, va anche oltre e lo definisce «un uomo che va ricordato per la sua lunga attività politica al servizio dello Stato e la costante difesa delle istituzioni repubblicane».

    IL PDL - Nessun accenno polemico, invece, arriva per ora dal Pdl. Che si esprime per voce del capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, riconoscendo a Scalfaro una sorta di onore delle armi: «Di fronte alla morte è evidente che vengono meno le differenze politiche. Per questo esprimiamo profondo cordoglio per la morte di Oscar Luigi Scalfaro che è stato sempre, in tutte le cariche politiche e istituzionali da lui ricoperte, un nostro coerente e agguerrito avversario politico». Sulla stessa linea il segretario del partito, Angelino Alfano: «Ha seguito un proprio percorso politico con determinazione e ha operato scelte difficili, da tutti non condivise, che hanno lasciato il segno in momenti complessi della vita della nostra Repubblica. Ma prima di tutte le valutazioni possibili e prima di ogni visione che possa avvicinarsi o meno agli obiettivi da lui perseguiti, resta fermo il sentimento di cordoglio per la scomparsa di uno dei protagonisti della storia d'Italia e di vicinanza ai suoi familiari nel momento difficile del dolore».

    IL SILENZIO DI BERLUSCONI - Nessuna reazione, al momento, da parte di Silvio Berlusconi, che in più occasioni nel corso degli ultimi quindici anni ha lanciato pubblicamente accuse a Scalfaro, imputando a lui lo sfilamento della Lega dal suo primo esecutivo: «Chiamò Bossi e gli disse che io stavo ormai nel burrone e che avrebbe dovuto rompere l'alleanza altrimenti ci sarebbe finito pure lui». Ma lo stesso Scalfaro aveva poi dato una versione diversa dell'accaduto: «Venne Bossi da me - ha raccontato - e mi disse: "Presidente, lo facciamo questo regalo al popolo italiano? Lo mandiamo a casa Berlusconi?". Io gli risposi semplicemente: "Sei tu che in Parlamento dai oppure togli la fiducia al governo". Di certo, io non ho mai dato spinte a Bossi su come dovesse fare il suo mestiere».

    LA LEGA - La Lega, dunque. Il Carroccio, almeno per bocca del suo leader Umberto Bossi, è sempre stato molto critico nei confronti di Scalfaro. Il Senatùr lo ha definito in passato, tra l'altro, un «inutile farmacista esperto in microdosi di libertà» e, in un'intervista del 1993, un «Rasputin impazzito». Oggi Roberto Maroni si limita a ricordare di avere «tanti ricordi» del presidente emerito, senza aggiungere altro. E Luca Zaia, ex ministro e attuale «governatore» del Veneto, parla di lui come di «un uomo della politica italiana a cui toccò il compito di presiedere la più alta carica dello Stato in un momento di transizione delle istituzioni e della società italiana».

    Alessandro Sala

    http://www.corriere.it/politica/12_g...970e79ce.shtml

  3. #3
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    ERA ORA !
    Un paio di pensioni milionarie e un vitalizio risparmiati iaociao:
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  4. #4
    .
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    - 1

  5. #5
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Citazione Originariamente Scritto da GLADIUS Visualizza Messaggio
    Riguardo Scalfaro vi è un conformismo del più viscido e tetro possibile, tutti lo ricordano commosso, a partire dalle varie cariche istituzionali sino ai politicanti di provincia.

    L'unico che si erge in mezzo alla palude, ancora una volta:

    La destra esce dal coro, Storace:
    «Nessun presidente peggiore di lui»


    MILANO - Ci sono il cordoglio e la commozione. Il ricordo e le testimonianze d'affetto. Ma anche le voci critiche. Oscar Luigi Scalfaro è stato un uomo delle istituzioni, ma sul suo settennato di presidenza della Repubblica i giudizi non sono univoci. Soprattutto dalle fila del centrodestra sono state aspre in passato le critiche alle scelte da lui compiute e da molti viene visto come il vero artefice del «ribaltone» del 1994, quello che portò alla fuoriuscita della Lega dalla coalizione con Forza Italia e alla caduta, dopo soli nove mesi, del primo governo Berlusconi, poi sostituito da Lamberto Dini con una coalizione parlamentare eterogenea che coinvolgeva forze di centro e di centrosinistra. E anche oggi, nel giorno del decesso dell'ex capo dello Stato, c'è chi prende le distanze dalla retorica dell'elogio funebre.

    CRITICHE DA DESTRA - Non sembra ad esempio aver cambiato idea Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra. «Cordoglio per chi muore, ma non dimenticheremo mai il ribaltone del '94 e la sua faziosità - ha scritto il parlamentare nella sua pagina Facebook -. Non c'è dubbio: non ricordo un presidente della Repubblica peggiore di lui». A quel tempo Storace militava nella neonata Alleanza nazionale, evoluzione dell'Msi, e con lui c'era anche Gianni Alemanno, che tuttavia oggi fa autocritica rispetto alla durezza delle posizioni espresse allora: «Nel '94 vedevamo Scalfaro come un conservatore, come simbolo della Prima Repubblica - ha spiegato il sindaco di Roma nel corso del programma L'Intervista, su Sky Tg 24 -. Il giudizio che abbiamo dato allora è stato errato, abbiamo esagerato di fronte ad un uomo di grande integrità morale». E un altro degli ex missini e aennini della prima ora, Italo Bocchino, oggi leader di Futuro e Libertà, va anche oltre e lo definisce «un uomo che va ricordato per la sua lunga attività politica al servizio dello Stato e la costante difesa delle istituzioni repubblicane».

    IL PDL - Nessun accenno polemico, invece, arriva per ora dal Pdl. Che si esprime per voce del capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, riconoscendo a Scalfaro una sorta di onore delle armi: «Di fronte alla morte è evidente che vengono meno le differenze politiche. Per questo esprimiamo profondo cordoglio per la morte di Oscar Luigi Scalfaro che è stato sempre, in tutte le cariche politiche e istituzionali da lui ricoperte, un nostro coerente e agguerrito avversario politico». Sulla stessa linea il segretario del partito, Angelino Alfano: «Ha seguito un proprio percorso politico con determinazione e ha operato scelte difficili, da tutti non condivise, che hanno lasciato il segno in momenti complessi della vita della nostra Repubblica. Ma prima di tutte le valutazioni possibili e prima di ogni visione che possa avvicinarsi o meno agli obiettivi da lui perseguiti, resta fermo il sentimento di cordoglio per la scomparsa di uno dei protagonisti della storia d'Italia e di vicinanza ai suoi familiari nel momento difficile del dolore».

    IL SILENZIO DI BERLUSCONI - Nessuna reazione, al momento, da parte di Silvio Berlusconi, che in più occasioni nel corso degli ultimi quindici anni ha lanciato pubblicamente accuse a Scalfaro, imputando a lui lo sfilamento della Lega dal suo primo esecutivo: «Chiamò Bossi e gli disse che io stavo ormai nel burrone e che avrebbe dovuto rompere l'alleanza altrimenti ci sarebbe finito pure lui». Ma lo stesso Scalfaro aveva poi dato una versione diversa dell'accaduto: «Venne Bossi da me - ha raccontato - e mi disse: "Presidente, lo facciamo questo regalo al popolo italiano? Lo mandiamo a casa Berlusconi?". Io gli risposi semplicemente: "Sei tu che in Parlamento dai oppure togli la fiducia al governo". Di certo, io non ho mai dato spinte a Bossi su come dovesse fare il suo mestiere».

    LA LEGA - La Lega, dunque. Il Carroccio, almeno per bocca del suo leader Umberto Bossi, è sempre stato molto critico nei confronti di Scalfaro. Il Senatùr lo ha definito in passato, tra l'altro, un «inutile farmacista esperto in microdosi di libertà» e, in un'intervista del 1993, un «Rasputin impazzito». Oggi Roberto Maroni si limita a ricordare di avere «tanti ricordi» del presidente emerito, senza aggiungere altro. E Luca Zaia, ex ministro e attuale «governatore» del Veneto, parla di lui come di «un uomo della politica italiana a cui toccò il compito di presiedere la più alta carica dello Stato in un momento di transizione delle istituzioni e della società italiana».

    Alessandro Sala

    http://www.corriere.it/politica/12_g...970e79ce.shtml
    CONCORDO!
    Ultima modifica di Ada De Santis; 31-01-12 alle 18:53
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  6. #6
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Dalla Curva Sud dell'Olimpico fischi per Scalfaro

    Mentre la sinistra italiana piange per la morte dell'ex presidente, il Coni impone ai campi da calcio un minuto di silenzio. Ma dalla Curva Sud dell'Olimpico piovono fischi.

    Ci sono i boiardi della sinistra italiana che piangono, che si nascondono dietro agli elogi e al cordoglio, che danno l'ultimo addio al presidente emerito. Ma c'è anche un'Italia, quella che non dimentica il passato, che non è disposta a fare l'eco ai tuini densi di buonismo che risuonano da questa mattina. Così quando il presidente del Coni Giovanni Petrucci ha chiesto un minuto di silenzio su tutti i campi di calcio per "onorare la memoria di Oscar Luigi Scalfaro", l'ex presidente della Repubblica scomparso oggi all’età di 93 anni, dalla curva Sud dell’Olimpico si è levata una selva di fischi.

    I tifosi giallorossi non ci stanno. E lo dimostrano mettendoci la faccia: oggi pomeriggio, durante il minuto di silenzio in onore di Scalfaro prima dell’inizio della partita tra la Roma e il Bologna, hanno fischiato mentre il resto dello stadio è rimasto in silenzio, rispettando il minuto di raccoglimento imposto questa mattina dal Coni. Petrucci aveva, infatti, invitato le federazioni sportive nazionali a "far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive" che si sarebbero disputate oggi per "onorare la memoria" dell'ex capo dello Stato.

    http://www.ilgiornale.it/cronache/da...e=0-comments=1
    FORTI I RAGAZZI DELLA ROMA, possibile che per il solo fatto che muoiono ci dobbiamo dimenticare cosa hanno fatto in vita?Anche lui ha cambiato casacca.
    Ultima modifica di Ada De Santis; 31-01-12 alle 18:56
    _Non rinnegare e non restaurare__


    Difendi la nazione come nei tempi passati, in modo moderno:" fotti lo Stato antifascista! "(Giò)
    L'invidia ha due bocche; con una sputa miele , con l'altra sputa veleno e fiele

  7. #7
    gira così
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Non lo avrei fatto, un morto non si fischia.

  8. #8
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Citazione Originariamente Scritto da Leone Visualizza Messaggio
    Non lo avrei fatto, un morto non si fischia.
    L'ipocrisia sì.
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  9. #9
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Qualcuno lo aveva già "fischiato" oltre sessant'anni fa.



    Scalfaro era a pranzo “da Chiarina”, un ristorante di via della Vite a Roma. All’epoca aveva 32 anni. Con lui c’erano altri due deputati Dc, Sampietro e Titomanlio. Ma fu lui a sentirsi scosso dalla vista della signora Edith Mingoni in Toussan, una bella bionda di trent’anni, “colpevole” di essersi tolta – probabilmente per il gran caldo – un bolerino che ne metteva in risalto la scollatura. A quel punto Scalfaro si alzò dal suo tavolo e andò direttamente a quello della signora, dove le avrebbe detto: “È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino”. Secondo altre versioni Scalfaro si limitò a chiedere al padrone del ristorante di intervenire.
    Ne nacque, comunque, uno scandalo anche parlamentare.
    La signora, si seppe dopo, era una militante di un partito di destra, il Movimento Sociale Italiano e prima suo padre, che era un colonnello dell’aeronautica carico di decorazioni, poi suo marito sfidarono Scalfaro a duello. Ma l’allora giovane deputato rifiutò a battersi, spiegando che la sua fede glielo impediva.
    Edith, invece, passato il clamore, si rinchiuse nel silenzio, ricordando – molti anni dopo – che quell’episodio le aveva rovinato la vita.
    La storia passò alle cronache come “il caso del prendisole”. La polemica continuò a divampare e sull’Avanti fu pubblicata anche una letterà di Totò, in cui il famoso attore criticava la “vigliaccheria” di Scalfaro.
    Ecco il testo, che ricostruisce anche il clima infuocato di anni ormai lontani da noi.
    “Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti. La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
    Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
    Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.
    Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa”.

    http://www.ilpost.it/2012/01/29/scal...e-il-bolerino/

    (...)
    “Nel 1950 Totò entra nella storia minore del nostro Paese. Tutto comincia il 20 luglio: nel caldissimo pomeriggio di quel giorno, in una trattoria nel centro di Roma, la signora Edith Mingoni Toussan si sfila il bolerino e resta in decoltè. A una tavola vicina siede, con amici, Oscar Luigi Scalfaro, che quasi mezzo secolo dopo diventa presidente della Repubblica. In quel momento è un giovane e battagliero deputato democristiano: sente il dovere di riguardare quella “scostumata” e lo fa, prima dalla sua tavola poi dal parlamento con un’interpellanza al governo De Gasperi con la quale chiede che si ponga freno “a una moda che offende la morale e la dignità del cittadino”. Il padre della donna, offeso per la cattiva nomea della figlia, manda al parlamentare il cartello di sfida. Scalfaro risponde: “quando una persona seria si trova alle prese con una cosa poco seria non la prende in considerazione”. A questo punto il principe de Curtis decide di intervenire scrivendo a Scalfaro: “il sentimento Cristiano avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi amici di fare apprezzamenti in un pubblico locale sulla persona di una Signora rispettabilissima. Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze” Ovvero: se Lei non si batte stia zitto. Il tutto venne pubblicato il 23/11/1950 sull’Avanti! Ma il caso della signora era già al tramonto!” (...)

    http://www.antoniodecurtis.org/di_toto_sapevate_che.htm

  10. #10
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    Predefinito Rif: E' morto Scalfaro. Fischi all'Olimpico.

    Citazione Originariamente Scritto da vanni fucci Visualizza Messaggio
    Qualcuno lo aveva già "fischiato" oltre sessant'anni fa.



    Scalfaro era a pranzo “da Chiarina”, un ristorante di via della Vite a Roma. All’epoca aveva 32 anni. Con lui c’erano altri due deputati Dc, Sampietro e Titomanlio. Ma fu lui a sentirsi scosso dalla vista della signora Edith Mingoni in Toussan, una bella bionda di trent’anni, “colpevole” di essersi tolta – probabilmente per il gran caldo – un bolerino che ne metteva in risalto la scollatura. A quel punto Scalfaro si alzò dal suo tavolo e andò direttamente a quello della signora, dove le avrebbe detto: “È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino”. Secondo altre versioni Scalfaro si limitò a chiedere al padrone del ristorante di intervenire.
    Ne nacque, comunque, uno scandalo anche parlamentare.
    La signora, si seppe dopo, era una militante di un partito di destra, il Movimento Sociale Italiano e prima suo padre, che era un colonnello dell’aeronautica carico di decorazioni, poi suo marito sfidarono Scalfaro a duello. Ma l’allora giovane deputato rifiutò a battersi, spiegando che la sua fede glielo impediva.
    Edith, invece, passato il clamore, si rinchiuse nel silenzio, ricordando – molti anni dopo – che quell’episodio le aveva rovinato la vita.
    La storia passò alle cronache come “il caso del prendisole”. La polemica continuò a divampare e sull’Avanti fu pubblicata anche una letterà di Totò, in cui il famoso attore criticava la “vigliaccheria” di Scalfaro.
    Ecco il testo, che ricostruisce anche il clima infuocato di anni ormai lontani da noi.
    “Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti. La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
    Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
    Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.
    Non si pretende da Lei, dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa”.

    http://www.ilpost.it/2012/01/29/scal...e-il-bolerino/

    (...)
    “Nel 1950 Totò entra nella storia minore del nostro Paese. Tutto comincia il 20 luglio: nel caldissimo pomeriggio di quel giorno, in una trattoria nel centro di Roma, la signora Edith Mingoni Toussan si sfila il bolerino e resta in decoltè. A una tavola vicina siede, con amici, Oscar Luigi Scalfaro, che quasi mezzo secolo dopo diventa presidente della Repubblica. In quel momento è un giovane e battagliero deputato democristiano: sente il dovere di riguardare quella “scostumata” e lo fa, prima dalla sua tavola poi dal parlamento con un’interpellanza al governo De Gasperi con la quale chiede che si ponga freno “a una moda che offende la morale e la dignità del cittadino”. Il padre della donna, offeso per la cattiva nomea della figlia, manda al parlamentare il cartello di sfida. Scalfaro risponde: “quando una persona seria si trova alle prese con una cosa poco seria non la prende in considerazione”. A questo punto il principe de Curtis decide di intervenire scrivendo a Scalfaro: “il sentimento Cristiano avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi amici di fare apprezzamenti in un pubblico locale sulla persona di una Signora rispettabilissima. Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze” Ovvero: se Lei non si batte stia zitto. Il tutto venne pubblicato il 23/11/1950 sull’Avanti! Ma il caso della signora era già al tramonto!” (...)

    http://www.antoniodecurtis.org/di_toto_sapevate_che.htm
    Siamo uomini o caporali?
    Begli sberloni ha preso dal Principe...spero che quel vigliacco ora ne stia prendendo altrettanti da Vezzalini, Missiato, Ricci, Santoro, Zeno e Infante.

 

 
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