
Originariamente Scritto da
Der Blaue Reiter
La lingua è un artefatto culturale che diventa espressione orale del popolo. Ogni popolo ha nella sua lingua le sue tradizioni ed ogni frase esprime un modo di concepire un discorso e una determinata azione o comportamento. La lingua non è una cosa che dall'oggi al domani si abbatte o ne nasce una nuova ed è la più grande privazione che un popolo può subire, vedi ad esempio in italia la "dittatura" linguistica dell'italiano e l'ostracismo verso i dialetti.
Inoltre ogni lingua veicola dei termini e dei significati presenti unicamente in una cultura, inevitabilmente si verrebbero a creare differenze: pensa un po' come farebbero gli eschimesi a non poter chiamare in 7-8 modi diversi la neve visto che ogni nome veicola un significato funzionale alla propria sopravvivenza o pensa un po' come avrebbero fatto i siciliani a mandare a fanculo i francesi durante l'occupazione tanti secoli or sono dove la lingua divenne la più grande arma in mano loro oppure i coreani che presero le armi contro il giappone quando l'impero nipponico obbligò le scuole ad insegnare il giapponese anziché il coreano. Oppure le differenze minime tra parole che da sempre hanno veicolato grossissime diffenze proprio culturali. Il verbo pretendere in italiano e il corrispettivo "Pretend" in inglese sono un esempio lampante, dove con il primo si intende "ottenere qualcosa ad ogni costo" mentre nel secondo caso "ottenere qualcosa ad ogni costo con la consapevolezza di non essere in grado di ottenerla". Ed hanno la stessa base linguistica ma valore semantico profondamente diverso!
Trovo nell'inglese attualmente quella lingua che per comodità nel mondo occidentale e non è utile ad unire le differenze linguistiche ma non puoi nemmeno minimamente pensare di abbattere le lingue natie di un paese. La lingua "mondiale" sarà la seconda lingua di tutti che avrebbe significato, ma se dovessi abbandonare l'italiano per studiare e parlare in inglese mi oppongo strenuamente.
Non credo proprio che il regime comunista cinese crollerebbe se oltre un miliardo di persone smettessero di parlare in cinese, anche perché di cinese ne esistono a decine e inoltre nelle scuoli cinesi si insegna anche inglese, quindi la necessità di avere una seconda lingua comunque esiste ma non è lo strumento per creare una sorta di governo globale.
In africa, levando i dialetti locali, si parla in tantissime zone francese inglese arabo e inglese. paradossalmente sono più uniti di noi europei, li sono i loro governacci fantocci, la criminalità e la fortissima corruzione che non ne permettono una vera crescita.