Ciclismo - Contador "Non capisco la sentenza"
mar, 07 feb 2012
In tono dimesso, il Pistolero continua a professarsi innocente in una conferenza stampa, spiegando di non essere riuscito a dimostrare la propria buona fede e sostenendo ancora la tesi della contaminazione da cibo. Poi fa un appello "E' stato un incubo, per il futuro accorciate i tempi"
Alberto Contador ha indetto una conferenza stampa, che Eurosport ha trasmesso in diretta su Eurosport International e in Live Streaming sul sito web, per commentare la sentenza del Tas di Losanna, che lo ha condannato a 2 anni di squalifica, a una revoca delle vittorie e al pagamento di una multa. Il Pistolero potrà ricominciare a correre il prossimo 6 agosto.
Insieme a lui, si presentano in sala stampa anche il fratello Fran, l'addetto stampa e il team manager della Saxo Bank, Bjarne Riis. E' proprio quest'ultimo a prendere la parola per primo, parlando in inglese con l'uditorio.
IL SOSTEGNO DELLA SQUADRA - "Penso che questa storia sia andata avanti troppo a lungo - dice Riis - Fa male al mondo dello sport, del ciclismo e anche ad Alberto. E' ovvio che è stata una vicenda dannosa. La sentenza non dipendeva da noi e speravamo in un altro esito; sono passati momenti in cui sembrava che le cose si sarebbero evolute diversamente. Vogliamo comunque guardarci allo specchio accettando questo giudizio, che abbiamo atteso facendo tutto ciò che era nelle nostre possibilità e aspettando con pazienza la sentenza. C'era già un primo verdetto, ma per noi era chiaro che Alberto era in una posizione corretta e abbiamo voluto ricorrere. Questa nuova sentenza va rispettata e dobbiamo adeguarci, ma noi come squadra abbiamo deciso di supportare Alberto al 100% nei giorni che verranno. Vorrei anche dire che noi, come squadra, supporteremo Alberto anche con questa sentenza del Tas. Per noi non c'è stato un atto intenzionalmente fraudolento, ma è stato un atto accidentale e la nostra fiducia in Alberto è totale".
VISO TIRATO, DELUSIONE TOTALE - Dopo questa dichiarazione di fiducia da parte del suo team manager, Contador prende la parola e parla a ruota libera (in spagnolo). "Mi anima un sentimento di grandissima delusione - esordisce - Tutti i miei sogni si sono infranti. Dopo un anno e mezzo non riesco ancora a capire come sia potuto succedere. Ogni giorno sento dire tante cose dalla gente, cose brutte, ed è un incubo. E' dura da affrontare questa situazione, mi dispiace per il dolore che prova la mia famiglia. Tutti mi accusavano di colpevolezza e la mia famiglia soffriva, ma io ho sempre creduto nei valori dello sport e nella lealtà".
INNOCENZA NON DIMOSTRATA - "Non posso però fare nulla per dimostrare la mia innocenza e vengo condannato per questo - prosegue - Non capisco il verdetto e non lo condivido. Ho risposto a qualsiasi domanda, non mi sono mai sottratto alle indagini. Volevo dimostrare la mia innocenza, ma non ci sono riuscito, e nonostante mancassero due giorni al Giro d'Italia ho persino pregato perché mi chiedessero qualcosa che mi aiutasse a scagionarmi. Non ho mai fatto uso di doping, ma non posso provarlo. Inoltre la quantità riscontrata è minima, assolutamente ininfluente. Per questo per me è una contaminazione da cibo".
"MI TOLGONO VITTORIE CHE SONO DI TUTTI" - "Mi hanno dato il massimo della pena - commenta - togliendomi le vittorie e facendomi pagare una multa. Io però non corro per le vittorie, corro per altro. Mi mantiene vivo il ricordo che ho della soddisfazione che lascio ai tifosi e loro sanno che ho vinto perché ero il più forte. Tutte queste vittorie non sono solo mie, ma di tutti quelli che mi hanno supportato".
ANDARE AVANTI GRAZIE ALL'APPOGGIO DI TUTTI - "Continuerò a fare il ciclista, continuerò ad allenarmi in maniera pulita come ho sempre fatto -assicura - E anche se il mio stato d'animo è pessimo, so che tornerò più forte. Ringrazio chi mi ha dato questo appoggio, è davvero incredibile il sostegno che ho ricevuto da molti e per me è importantissimo. Mi confortava nei mesi in cui non riuscivo a dormire per questo calvario. Grazie a loro sono riuscito ad andare avanti. Voglio ringraziare anche la mia squadra, che mi sta appoggiando in questo momento, anche dopo la sentenza del Tas. Ringrazio anche gli sponsor che hanno ancora fiducia in me".
L'APPELLO ALLA GIUSTIZIA PER LE TEMPISTICHE - "Non auguro a nessuno quello che è capitato a me - racconta -E' stato terribile, per questo chiedo per il bene dello sport e del ciclismo che per il futuro i tempi giudiziari non siano così lunghi come è accaduto con me. Fare ricorso alla giustizia ordinaria? Stiamo lavorando con i miei avvocati, valuteremo con loro, fino alla fine non scarteremo alcuna possibilità".
VIDEO: LA CONFERENZA STAMPA DI CONTADOR
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