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  1. #1
    Mangiare gli evasori!
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    Cool Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Emiliano Brancaccio » PROVE DI REQUIEM PER LA ZONA EURO

    Fino a qualche tempo fa, eravamo relativamente pochi a ritenere probabile una deflagrazione dell’attuale zona euro. Nell’aprile 2010 scrivevamo che la Grecia non era affatto un caso isolato ma costituiva un campanello di allarme per l’intera Europa. Nel giugno 2010, duecentocinquanta economisti sostenevano che le politiche di austerity e di deflazione, caricate in larga misura sulle spalle dei paesi debitori verso l’estero, avrebbero solo aggravato la crisi e avrebbero reso prima o poi inevitabile lo sganciamento di alcuni di essi dalla moneta unica. All’epoca eravamo piuttosto isolati. Negli ultimi tempi, invece, il numero di osservatori pessimisti sui destini della attuale unione monetaria è cresciuto esponenzialmente. Meglio tardi che mai.

    Del resto, le evidenze sono ormai chiare a chiunque intenda esaminarle con un minimo di realismo. Pensiamo ad esempio ai tassi d’interesse. Qualcuno si consola del fatto che i famigerati “spread” - cioè le differenze fra i tassi d’interesse dei paesi debitori verso l’estero e i tassi d’interesse prevalenti nella Germania creditrice - sarebbero sotto controllo. Ma il motivo per cui essi al momento non divergono risiede in misura prevalente nella “anestesia” che la Banca centrale europea ha praticato sui mercati. Se la Bce interromperà gli acquisti di titoli, la speculazione riprenderà con ancor più vigore di prima. E gli spread torneranno a salire.

    Per giunta, a segnalare lo scollamento sempre più ampio tra i paesi dell’eurozona, non ci sono soltanto gli spread tra i tassi d’interesse. C’è per esempio anche quello che potremmo definire “lo spread della disoccupazione”. In Germania i tassi di disoccupazione aumentano poco e in alcune fasi addirittura declinano, mentre in Italia e negli altri paesi del Sud Europa la disoccupazione effettiva cresce vistosamente. Ci sono poi anche gli “spread” che segnalano divergenze tra i dati dei vari paesi europei inerenti alle sofferenze bancarie, alla mortalità delle imprese, ai valori di borsa delle banche, che preludono a potenziali acquisizioni estere dei capitali più deboli ad opera dei più forti.

    Un altro “spread” altamente indicativo è poi quello tra i costi del lavoro per unità di prodotto. La figura seguente descrive l’andamento effettivo dei costi monetari unitari fino al 2009, e poi una loro possibile proiezione lineare fino al 2025:





    Figura tratta da E. Brancaccio, Crisi della unità europea e standard retributivo, Diritti Lavori Mercati 2011/2 (cfr. anche E. Brancaccio, Current account imbalances, the Eurozone crisis and a proposal for a European wage standard, International Journal of Political Economy, forthcoming)



    Se si considera la proiezione lineare come una pur rozza approssimazione dei potenziali andamenti futuri dei costi, la conclusione è che potremmo trovarci ben presto di fronte a una forbice incompatibile con la sopravvivenza stessa della moneta unica. La dimensione dei divari, oltretutto, è tale da rendere risibile qualsiasi tentativo di correggerli a colpi di deflazione salariale nei paesi debitori. Considerato che la stessa Germania in surplus ha praticato la deflazione relativa dei salari, la corsa al ribasso delle retribuzioni necessaria all’aggiustamento sarebbe di tale portata da provocare una depressione generalizzata e senza via d’uscita.

    Il Presidente Monti ha dichiarato che “non siamo nel mezzo, ma verso la soluzione della crisi”. Se ci fosse il vecchio Premier, non avremmo dubbi a classificarla sotto la voce “barzellette”.

    Emiliano Brancaccio
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  2. #2
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    Emiliano Brancaccio » PROVE DI REQUIEM PER LA ZONA EURO

    C’è per esempio anche quello che potremmo definire “lo spread della disoccupazione”. In Germania i tassi di disoccupazione aumentano poco e in alcune fasi addirittura declinano, mentre in Italia e negli altri paesi del Sud Europa la disoccupazione effettiva cresce vistosamente. Ci sono poi anche gli “spread” che segnalano divergenze tra i dati dei vari paesi europei inerenti alle sofferenze bancarie, alla mortalità delle imprese, ai valori di borsa delle banche, che preludono a potenziali acquisizioni estere dei capitali più deboli ad opera dei più forti.

    Un altro “spread” altamente indicativo è poi quello tra i costi del lavoro per unità di prodotto. La figura seguente descrive l’andamento effettivo dei costi monetari unitari fino al 2009, e poi una loro possibile proiezione lineare fino al 2025:





    Figura tratta da E. Brancaccio, Crisi della unità europea e standard retributivo, Diritti Lavori Mercati 2011/2 (cfr. anche E. Brancaccio, Current account imbalances, the Eurozone crisis and a proposal for a European wage standard, International Journal of Political Economy, forthcoming)



    Se si considera la proiezione lineare come una pur rozza approssimazione dei potenziali andamenti futuri dei costi, la conclusione è che potremmo trovarci ben presto di fronte a una forbice incompatibile con la sopravvivenza stessa della moneta unica. La dimensione dei divari, oltretutto, è tale da rendere risibile qualsiasi tentativo di correggerli a colpi di deflazione salariale nei paesi debitori. Considerato che la stessa Germania in surplus ha praticato la deflazione relativa dei salari, la corsa al ribasso delle retribuzioni necessaria all’aggiustamento sarebbe di tale portata da provocare una depressione generalizzata e senza via d’uscita.

    Il Presidente Monti ha dichiarato che “non siamo nel mezzo, ma verso la soluzione della crisi”. Se ci fosse il vecchio Premier, non avremmo dubbi a classificarla sotto la voce “barzellette”.

    Emiliano Brancaccio
    certo che se il barzellettiere Brancaccio facesse i suoi grafici Excel partendo dai tempi di Prodi risulterebbe che nel 2025 l'Italia supererà la Cina

    Ultima modifica di brunik; 08-02-12 alle 21:34
    Siamo noi, siamo noi, i Campioni dell'Europa siamo noi

  3. #3
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    certo che se il barzellettiere Brancaccio facesse i suoi grafici Excel partendo dai tempi di Prodi risulterebbe che nel 2025 l'Italia supererà la Cina

    ahah... sei amabile anche quando cazzeggi palesemente
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  4. #4
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Citazione Originariamente Scritto da Rasputin Visualizza Messaggio
    ahah... sei amabile anche quando cazzeggi palesemente
    guarda che tra il 98 e il 2011 la disoccupazione è calata piu'0 in Italia che in germania, quindi la proiezione lineare Excel mi dice che tra altri 13 anni parteciperemo al G8 in qualità di paese nr. 1

    Stavo pensando di pubblicarci un libro per le università cos' con la mia profezia ci faccio un po' di soldi anch'io
    Ultima modifica di brunik; 08-02-12 alle 21:40
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  5. #5
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Brancaccio è sempre molto preparato.
    VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
    UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
    http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/

  6. #6
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Dopo l'inutile salasso per tentare di contenere lo spread, che ha portato impoverimento in Italia trasferendo interessi del 6% in Paesi dove non esiste inflazione, si fanno sempre più insistenti le voci di un " fondo" da far acquistare forzatamente agli italiani senza se e senza ma.

    Fosse una cosa vantaggiosa, che senso avrebbe imporre l'acquisto?
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    l'unica cosa certa e' che il fottuto euro di prodi ci ha rovinati!

  8. #8
    Super Troll
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    Citazione Originariamente Scritto da Top.J Visualizza Messaggio
    l'unica cosa certa e' che il fottuto euro di prodi ci ha rovinati!
    Qualcuno potrebbe ribattere che senza l'euro la benzina sarebbe salita a 3.600 lire al litro.repapelle:
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

  9. #9
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    io propongo la ristrutturazione del debito pubblico italiano del 95% !
    siete daccordo?

  10. #10
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    Predefinito Re: Altro che "spread che cala", l'Italia è la prossima Grecia

    voi ancora non avete capito che quando i dati vi dicevano hce il debito aumentava in maniera esponenziale, invece di credere a feltri fede e minzolini e tacciando chi vi dava dati di comunismo aveste amndato a fanculo il puttaniere barzellettiere di arcore non sareste in quella situazione....
    ma dato che non l'avete fatto ve lo meritate in pieno e fa pena vedervi trovare sempre il capro espiatorio...l'euro che che cazzo c;entra lo sapete solo voi, ma del resto da gente che credeva all'affare mitrokin e al comunismo risorto 5 anni dopo la caduta del muro di berlino, cosa vuoi pretendere?

    si chiama evoluzione, i bananas sono esseri poco adatti all'ambiente e quindi.....

 

 
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