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  1. #1
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    Predefinito Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    Lettera a Vendola "Sel sbaglia sul Tav"

    Ferrentino (a sinistra), storico leader politico in Val di Susa, ora critico coi No Tav. Vendola (a destra) ha chiesto una moratoria sui lavori per l’Alta velocità.
    Ferrentino guida la minoranza del partito: no alla moratoria
    MAURIZIO TROPEANO
    torino

    Non siamo d’accordo con la richiesta di una moratoria dei lavori a Chiomonte perché non siamo all’anno zero». È il cuore di una lettera che nove esponenti della minoranza di Sinistra Ecologia e Libertà in provincia di Torino hanno inviato a Nichi Vendola per chiedergli di non accodarsi ai No Tav: «Sel deve avere una linea autonoma». Sono amministratori (Marco Grimaldi e Marco Novello), segretari di circolo, una ex parlamentare (Chiara Acciarini) e un ex consigliere regionale (Luca Robotti). E poi c’è Antonio Ferrentino, nel 2005 leader della protesta istituzionale, che adesso chiede al suo partito di «riposizionarsi, di diventare mediatore tra gli ultras della Tav e gli oltranzisti del No».

    Vendola ha già scelto: il movimento. Perché dovrebbe cambiare idea?
    «Aggiungere una forza politica ai tifosi del sì o del no è una scelta facile ma non è utile. Le dimensioni del conflitto sociale che si stanno determinando in Valsusa richiedono che una forza di sinistra metta in campo proposte credibili e una precisa e costante scelta della non violenza. Ciò vuol dire essere contro la militarizzazione della Valle e al tempo stesso manifestare solo con mezzi pacifici. Non ci sembra che il movimento abbia saputo finora prendere le distanze e isolare adeguatamente coloro che scelgono altre forme di lotta».

    Che cosa vuol dire fare proposte credibili?
    «Vendola dovrebbe riaprire il confronto nel partito senza accodarsi a quella parte del movimento che non vuole discutere nel merito il problema. In questo momento stanno per partire i lavori del tunnel geognostico, che non è la galleria di base. Impossibile sospenderli, lo riconosce anche il presidente della Comunità montana. Ma mentre si apre il cantiere si deve, e si può, discutere di come e quando fare l’opera in Valsusa».

    Dunque, sì al tunnel di base?
    «Non è la priorità. Dall’Osservatorio emerge che la prima tratta a saturarsi è il nodo di Torino e non il tunnel di valico. È sul capoluogo che si deve intervenire. Solo dopo, se necessario, si deve procedere risalendo la Valsusa. La realizzazione del tunnel di base è legata all’evoluzione del traffico merci che potrà avvenire solo con una svolta drastica nelle politiche dei trasporti italiane».

    E questa è una politica di sinistra?
    «Sì. Adottare misure rigorose come quelle decise in Svizzera e Austria per disincentivare radicalmente il trasporto su gomma e spostare flussi consistenti di traffico sulla ferrovia è di sinistra. Ed è di sinistra pensare che quando ci sarà un’offerta ferroviaria adeguata invece di dare incentivi all’autotrasporto, i Tir vengano tassati. Chi sceglie la gomma pagherà più caro e impiegherà più tempo perché i passaggi saranno limitati».

    Il governo Monti è in grado di mettere in campo queste proposte?
    «Qui che entra in gioco la politica e il pressing che Sel può esercitare sul Pd e sul governo, sull’opinione pubblica. Così si fanno valere le ragioni del bene comune».

    Fra poco partiranno gli espropri a Chiomonte. Il movimento si opporrà. E Sel?
    «L’esproprio per pubblica utilità è un concetto in cui le forze progressiste hanno creduto per limitare la sovranità del “dominus” di fronte ad interessi generali. Nelle parole d’ordine dei No Tav c’è qualcosa che non fa parte della nostra storia».

    Per il movimento non fare la Tav è la difesa del bene comune. Perché Vendola dovrebbe darvi retta?
    «La difesa ad oltranza della proprietà privata, anche se strumentale come in questo caso, favorisce l’affermazione di un concetto che impedirebbe, in avvenire, qualsiasi scelta di difesa degli interessi generali. Anche la costruzione di una scuola o di un ospedale sarebbero a rischio di fronte agli interessi dei singoli, soprattutto se numerosi e ben organizzati. Una forza di sinistra dovrebbe interrogarsi sulle conseguenze del diffondersi di queste forme di lotta».


    http://www3.lastampa.it/cronache/sez...stp/445843/TAV

  2. #2
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    Predefinito Re: Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    a torino è stato fatto (3/4 mesi fa) un congresso apposito per decidere la linea di sel sulla tav.
    la minoranza deve adattarsi.

  3. #3
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    Predefinito Re: Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    Come ha detto nelpogo, Sel ha fatto il congresso e ha vinto Michele Curto, la linea di Sel sulla Tav è chiarissima.
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  4. #4
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    Predefinito Re: Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    I congressi non sono mica sulla Tav, sara' stato sulla linea politica generale

  5. #5
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    Predefinito Re: Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    Citazione Originariamente Scritto da benfy Visualizza Messaggio
    I congressi non sono mica sulla Tav, sara' stato sulla linea politica generale
    No, il congresso di Torino si è incentrato su due punti soprattuto : Tav e rapporto con la Fiom. E ha vinto la mozione di Michele Curto, No Tav e pro-Fiom. E infatti Airaudo si è tesserato e i dirigenti Fiom torinesi hanno fondato all'interno del partito un circolo tematico sulle politiche del lavoro.
    Ultima modifica di SteCompagno; 12-03-12 alle 14:40
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  6. #6
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    Predefinito Re: Ferrentino(SEL) guida la minoranza del partito: no alla moratoria sulla TAV

    I vendoliani doc conquistano Sel
    Pubblicato Mercoledì 09 Novembre 2011, ore 7,30



    La terza mozione, capitanata da Curto e Cerutti, ottiene la maggioranza assoluta dei voti nei congressi di circolo. Vince la componente legata alla Fiom e dichiaratamente No Tav

    Tutto secondo previsioni. E' la terza mozione, quella capitanata da Michele Curto e Monica Cerutti a imporsi nei congressi di Sinistra Ecologia e Libertà. Vince l’area massimalista, quella più legata ai movimenti e soprattutto quella più smaccatamente No Tav. Sul nuovo partito che va componendosi graverà l’opa della Fiom di Giorgio Airaudo, che ha costituito anche un circolo tematico grazie a una robusta azione di tesseramento. Termina, così, la travagliata era targata Antonio Ferrentino, il primo segretario dei vendoliani, ma anche probabilmente il meno vendoliano che gli ultimi eredi della falce e martello potessero esprimere.

    Solo questa sera saranno disponibili i dati reali (manca ancora il circolo di San Donato a Torino e quello tematico dedicato ai rifiuti) ma intanto pare certo che Curto e compagni abbiano raggiunto la maggioranza assoluta, superando, forse anche in modo agevole, il 50 per cento dei consensi, mentre tra le altre due mozioni è testa a testa per chi conquisterà la piazza d'onore. La differenza, questa volta, l’ha fatta la provincia, con la “mozione tre” capace di stravincere in centri importanti come Collegno, Alpignano, Nichelino, Carmagnola, Bruino, Rivalta, Candiolo e Ivrea. Mentre in città hanno prevalso le mozioni di Ferrentino e Luca Robotti.

    Contrariamente alle aspettative i maggiorenti del partito hanno mantenuto un basso profilo durante tutte e due le settimane di congressi nei circoli: zero polemiche verso l’esterno e continui riconoscimenti reciproci. Tutti spargono ramoscelli d’ulivo perché la volontà alla fine è quella di costituire una segreteria unitaria, attorno al nuovo leader. Chi sarà lo deciderà l’assemblea federale che verrà eletta sabato e domenica prossima a Borgaro dai circa 250 delegati individuati a loro volta nei congressi di circolo. Per ora un unico nome pare essere in vantaggio su tutti ed è proprio quello di Curto. Capogruppo a Torino ed ex competitor di Piero Fassino nelle primarie della scorsa primavera. Non c’è dubbio, con lui vince l’area Vendola. Difficile non scorgere le assonanze tra il delfino “Michi” come lo chiamano gli amici e il leader “Nichi”. Nel nome come nello stile: stessa passione per l’orecchino e per un abbigliamento sempre curato senza “scadere” in una eleganza eccessiva (di qui il perenne abbinamento tra jeans e giacca), stessa passione per l’arte della retorica, stesso carisma e perché no, stesso cinismo. Quello che ha permesso a Michi di conquistare in pochi mesi un partito conteso di fatto dalla sua composizione. Attraverso un robusto tesseramento, certo, ma anche con prese di posizione politiche chiare attorno alle quali ha saputo coagulare il consenso. Abbastanza freddo e calcolatore da sapere che non è suo interesse comandare da solo: per questo alla fine riuscirà a coinvolgere gran parte dei suoi avversari in una gestione collegiale. E per ottenere l’appoggio dell’area Ferrentino sarebbe già pronto a cedere a Marco Grimaldi l’incarico di capogruppo.

    I vendoliani doc conquistano Sel - Lo spiffero, quello che gli altri non dicono
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