.l'articolo 18 sembra essere sempre più un pretesto per tenere bloccati attorno ad uno scontro, difficile da spiegare alla gran massa dei cittadini, sia il Pd che la Cgil. Oramai la stessa Confindustria è pienamente consapevole che i problemi delle aziende sono ben altri. In Italia gli stranieri non investono per la criminalità organizzata, per una burocrazia faraginosa e dai tempi incerti, per una corruzione che rimane tra le più elevate d'Europa, per le carenze strutturali del sistema paese, perchè offriamo incentivi inferiori non solo a quelli dei paesi dell'est Europa ma a quelli della stessa Svizzera, per una giustizia civile che non funziona o , se lo fa,funziona in tempi lunghissimi, per una classe politica che ( almeno fino ad ieri) era oggetto più di ironia che di stima. Ma si vorrebbe far credere che sia l'articolo 18 a bloccare gl iinvestimenti e le assunzioni anche quando il ricorso ad esso è molto limitato ed i suoi effetti deterrenti nei confronti di datori di lavoro che pensino di essere il padrone della ferriera non sembra poi così terribile. A me è stato insegnato che una certa norma va giudicata anche immagginando cosa accadrebbe in mancanza di essa; siamo sicuri che sarebbero altrettanto tutelati quei lavoratori che semplicemente si rifiutasero di accettare comportamenti predatori ed antisindacali? Nella campagna veneta, un tempo, vi erano aziende in cui vi era ,ad esempio, "la mezza ora par el paron" , una mezza ora di lavoro in più non retribuita perchè in questo sarebbe consistito l'utile per i datore di lavoro; vogliamo tornare a situazioni nelle quai il lavoratore rischi il licenziamento a cose come questa? La minore garanzia del lavoro dei già assunti non aiuta chi ancora non lavora, serve solo a far sì che anche lui, in futuro, sia una persona meno garantita nel posto di lavoro; che sia veramente questo il sogno di tanti giovini? Mi permetto di dubitarne.




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è un aprova vivente di ciò che si riesce a fare anche ora , quando ci sarebbero le leggi ipergarantiste 