LA STORIA – In questo documentario vengono raccontate le storie di ragazzi i cui genitori, cristiani evangelici, pagano per inviarli in una specie di collegio di stampo militare sito in Repubblica Dominicana nel quale i ragazzi vengono sottoposti a trattamenti inumani il cui fine ultimo è quello di ridurre la loro “malvagità”, intesa come problema o rappresentata dall’essere gay.

PORTATO VIA – Il protagonista del film è David, uno studente dotato del Colorado, spedito alla Escuela Caribe in Repubblica Dominicana nel maggio del 2006 dopo aver detto ai propri genitori di essere un gay. David è stato prelevato da un “servizio di trasporto” senza che gli venisse detto né dove si stava andando né quando sarebbe tornato a casa. Una reclusione, senza possibilità di contattare famiglia o amici, almeno fino a quando la troupe è arrivata nell’istituto chiedendogli se aveva voglia di leggere una missiva scritta per i suoi amici.


DISTURBI PSICHICI – Una volta resa pubblica la sofferenza di David, molte persone si sono attivate per riportarlo a casa. Tirarlo fuori da scuola è risultato però molto più difficile del previsto, considerato anche che la Escuela Caribe non rilascia i propri “studenti” tanto facilmente. La situazione di David, poi, è la stessa di molti altri ragazzi intrappolati in questo luogo dove sperimentano punizioni degradanti solo per “modificare” il loro pensiero. Un’altra “vittima” di questa scuola negli anni ’80, ha denunciato disturbi fisici e psichici a seguito del trattamento.

BASTA COSI’ – Con il passare degli anni questi istituti sono aumentati di numero, e allo stesso modo sono aumentate anche le denunce per trattamenti disumani nei confronti dei ragazzi. Lo scopo di “Kidnapped for Christ”, “rapiti per Cristo”, è quello di raccontare le storie degli studenti della Escuela Caribe e di dare loro voce, per minare le fondamenta di istituti simili, il cui fine ultimo è quello di distruggere la gioventù dei ragazzi con punizioni frustranti e violenze psicologiche di ogni genere.