http://www.corriere.it/cronache/09_l...4f02aabc.shtml
'Animale era Fuggito da un’abitazione della «Chinatown» milanese
L’amico del gibbone:
«No allo zoo, lo tengo con me»
«Aiutateci a non farlo tornare in gabbia»
MILANO — Potesse parlare, potesse raccontare il suo viaggio dal Borneo fino a Milano, la fuga da Chinatown e il suo ultimo viaggio verso il rifugio di Nerviano, ne uscirebbe un romanzo. Un romanzo d’avventura. La storia di Thai , il gibbone di 18 mesi salvato domenica scorsa dalla polizia tra le auto di viale Papiniano a Milano, che oggi vive sugli alberi del parco del Roccolo di Nerviano in mezzo a lupi, cani, cavalli e un paio di falchi, l’ha ricostruita il suo affidatario, il suo «papà adottivo» Pino Scarcella. Lui, che dell’amore degli animali ha fatto una vocazione quasi monastica, oggi chiede che «il suo cucciolo», con quel suo nome che significa libertà , non finisca nelle gabbie di uno zoo. Ci sono strutture che già si sono fatte avanti per ospitare il cucciolo di gibbone lar , specie rarissima, e attrazione assicurata per i visitatori.
Scarcella insieme alla compagna Paola Danasini ha ottenuto dalla Forestale di Milano la custodia del primate e ora non sente ragioni.
Il guaio è che la legge italiana non consente ai privati il possesso di gibboni lar, razza peraltro tutelata a livello mondiale. Per questo la Forestale e la Procura (che sul ritrovamento ha av*viato un fascicolo) potrebbero ora affidarlo a un parco faunistico: «Il suo habitat è nelle foreste asiatiche, non lasceremo che torni in gabbia». Così Scarcella, titolare alla Cascina Santa Rita di un rifugio per animali maltrattati, in questi giorni ha dato vita alla onlus Thai for the gibbons . E ora chiede l’aiuto all’ Itpl , l’associazione mondiale per la tutela e la conservazione dei gibboni con sede negli Stati Uniti. «Andremo in South Carolina — spiega — chiederemo la collaborazione dell’associazione. Thai non è pronto per essere scaraventato in una gabbia, rischia di essere ucciso dagli altri esemplari». E mentre parla mostra il suo cucciolo, lo accarezza e racconta quello che lui e i suoi amici-volontari hanno scoperto: «Avevamo ricevuto segnalazioni in cui si parlava di un cucciolo di scimmia che si aggirava a Chinatown. Dopo alcune verifiche, si è scoperto che si trattava proprio di Thai».
Scarcella racconta di un cucciolo di gibbone importato clandestinamente in Italia e finito nella mani di un ragazzino asiatico in un appartamento della zona di via Paolo Sarpi, nel cuore della Chinatown milanese: «Il cervello di scimmia è considerato una prelibatezza in Cina, dicono abbia poteri soprannaturali. Esiste un mercato clandestino e i contrabbandieri internazionali pagano 50 mila euro per un esemplare così raro». Come sia poi finito nel traffico estivo di viale Papiniano, non è del tutto chiaro: «È un animale intelligente, ha vissuto con l’uomo. Sa aprire e chiudere porte e finestre. Forse è fuggito da un’auto». Il suo rapporto con l’uomo oggi è una vorticosa corsa nel prato della cascina Santa Rita per saltare fra le braccia del suo nuovo padrone: «La stessa Forestale ha riconosciuto che il distacco dall’uomo potrebbe avere conseguenze molto gravi». Quanto a lui, il gibbone metropolitano , sembra gradire l’ospitalità. «Si nutre di latte, ricco di calcio, e frutta esotica. Poi mangia fiori e bacche, di notte invece rientra in una piccola capanna. I gibboni hanno un senso della famiglia molto forte: non portatecelo via».
Cesare Giuzzi
02 luglio 2009




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