User Tag List

Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 54
  1. #1
    100% Radicale
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    3,866
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    7.01.2009
    Sull'intervento delle forze dell'ordine nei confronti di un'iniziativa radicale a Catani

    PERDUCA (PD). Domando di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, prendo la parola per denunciare un caso di mal interpretata sicurezza perché mi è giunta notizia che a Catania uno stand dall'Associazione radicale «Certi Diritti» è stato messo sotto osservazione dai Carabinieri per oscenità, in quanto al tavolo c'era scritto: «Cercasi coppie gay e lesbiche per matrimonio».

    Ieri pomeriggio a Catania, nella zona centrale, davanti a Villa Bellini, i Carabinieri sono intervenuti in forze presso lo stand dell'Associazione radicale «Certi Diritti» per verificare se effettivamente si manifestavano turbamenti o atti osceni, come segnalato da un cittadino. Allo stand della suddetta Associazione radicale, allestito per promuovere il Gay pride siciliano che si svolgerà sabato 4 luglio, venivano semplicemente distribuiti volantini informativi della campagna di affermazione civile in cui si chiede a coppie gay e lesbiche che intendono sposarsi di andare a chiedere le pubblicazioni nel proprio Comune di residenza. I Carabinieri sono addirittura intervenuti in forze, dispiegando mezzi e uomini, e hanno potuto ricevere il materiale dell'Associazione stessa, che però, a questo punto, credo chieda l'immediata verifica della regolarità delle procedure (la delegazione radicale del Gruppo del Partito Democratico presenterà un'interrogazione parlamentare in tal senso), a partire dall'identificazione di chi ha procurato l'allarme.

    Dico tutto ciò perché la settimana scorsa a Napoli una ragazza ventiseienne, dal nome Maria Luisa, nel tentativo di difendere un amico omosessuale aggredito da sconosciuti, dopo aver chiamato il «113», che non rispondeva, è stata portata all'ospedale per le percosse subite. In molti parlamentari abbiamo firmato un appello al Presidente della Repubblica perché le venga conferita la medaglia d'oro al valore civile.

    Se questa è la sicurezza che, come diceva giustamente il senatore Marino poco fa, volete imporci, peraltro anche a chi non ha problemi di sicurezza, è chiaro che, fiducia o non fiducia, se uno crede ad un minimo di verità storica e anche fattuale, un giorno o l'altro dovrete fare i conti con il fatto che l'Italia è all'ultimo posto in Europa per la tutela dei diritti di chi vive la propria vita in maniera diversa per questioni di identità di genere e orientamento sessuale: cioè, qui l'omofobia è la vera emergenza e non c'è una sola misura, in tutti i provvedimenti che ci avete proposto da quindici mesi a questa parte, che tuteli questo gruppo di persone.

    PRESIDENTE. Senatore Perduca, la Presidenza prende atto del suo intervento. Naturalmente, su questi aspetti e su quello che lei ha detto, perché non ci sia soltanto una presa d'atto o una traccia nel verbale della seduta, che resterà comunque stasera, penso dovrà adottare - naturalmente la valutazione spetta a lei - uno strumento come l'interrogazione, l'interpellanza o il question time.

    Ci sono altri senatori, come il collega Bosone e la collega Amati, che avevano chiesto di parlare. Li invito però a farlo domani, perché non ho il potere di prolungare la seduta oltre l'orario di chiusura previsto.

    http://perdukistan.blogspot.com/2009...ellordine.html

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    7.02.2009
    No alla fiducia sul Disegno di legge Sicurezza

    PRESIDENTE. È iscritto a parlare il senatore Perduca. Ne ha facoltà.

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, durante la giornata di ieri, il Presidente del Consiglio ha detto che il popolo e il Parlamento sono con lui. Non so di quale Parlamento stesse parlando, perché se il Parlamento e chiaramente la sua maggioranza fossero realmente con lui, come ci è stato decantato dai banchi della maggioranza, su un argomento così popolare come quello affrontato dal disegno di legge sulla sicurezza quale timore si avrebbe nel sottoporlo al voto palese in Aula o anche al voto segreto, visto e considerato che c'è una forte domanda di sicurezza da parte di questi poveri italiani, assediati - Nord, Centro, isole, montagne, mari e pianure - da un'orda di barbari che proviene da tutto il resto del mondo e che, indipendentemente da ciò che li caratterizza (e, ahinoi, non è soltanto la fame ma anche i conflitti armati), vuole venire nel Paese del Bengodi a stuprare le nostre donne, prenderci il posto di lavoro e, se possibile, a svaligiare tutte le nostre villette o appartamenti in megacomplessi industriali?

    Questo Parlamento che è con il Presidente del Consiglio probabilmente (silenziosamente o meno silenziosamente) deve aver fatto capire che il "popolo della sicurezza" non è così compatto, che forse ancora qualche spazio di libertà all'interno del Popolo della Libertà esiste e che quindi bisogna imporre la fiducia per portare a casa queste misure necessarie per difenderci dallo straniero.

    Il popolo a questo punto - c'è stato detto adesso - sceglie chi impone la sicurezza. Posso però ricordare che se proprio si fosse così dediti all'imposizione della sicurezza, magari, quando si è sindaco, si deciderebbe di fare il sindaco piuttosto che il sindaco e anche il senatore, perché nei tre giorni in cui si è assenti dal proprio ufficio al Comune sicuramente può essere messo a ferro e fuoco il paesello dell'ultima valle della Padania. Lo stesso si dica per i vicesindaci della capitale. Questo è un argomento che un giorno bisognerà affrontare, visto e considerato che non si può necessariamente fare bene allo stesso tempo due lavori. Quando poi vengono pubblicati i dati relativi alla qualità e alla quantità dell'attività dei suddetti risulta che non si è presenti qui e figuriamoci dall'altra parte, dove si è stati eletti in maniera un po' più democratica di quanto non siamo stati eletti noi che sediamo nelle Aule parlamentari.

    Questo popolo, ci viene detto, chiede a gran voce misure per la sicurezza perché è sottoposto a minacce di tutti i tipi. Un istituto che - ahinoi - non esiste più, grazie al Popolo della Libertà in particolare, ovvero il Centro di monitoraggio dell'emittenza radiotelevisiva fondato dal Partito Radicale oltre due decenni fa, ha dimostrato che dal 2003 al 2007 il tempo dedicato dai telegiornali di maggiore ascolto - quelli che vengono trasmessi durante l'ora di pranzo o l'ora di cena - alla piccola criminalità, alla cronaca nera, alla cronaca giudiziaria e ai vari casi di omicidio irrisolti, che molto poco hanno a che vedere con la sicurezza di 60 milioni di italiani, è passato dal 10 al 30 per cento. Immagino che si potrebbe indurre a qualsiasi tipo di desiderio, oltre che di paura, triplicando il tempo dedicato alla pubblicità di certi fenomeni.

    L'Italia è però uno dei Paesi a più basso tasso di criminalità e a maggiore sicurezza nel vivere tanto nelle grandi città quanto nelle periferie: non lo dicono l'opposizione, i radicali o le organizzazioni non governative che, buon'ultima Amnesty International in questi ultimi giorni, da tutto il mondo stanno ponendo sempre maggiore attenzione al modo in cui vengono violati sistematicamente i diritti umani in Italia, ma lo sostengono le stesse istituzioni italiane ed europee, come il CENSIS e l'Eurobarometro. A fronte di un contesto in cui, malgrado la situazione di crisi economica (durante la quale di solito la piccola criminalità riprende vita in alcune zone), si vive non dico d'amore e d'accordo (dubito che esista un posto al mondo dove in effetti si possa vivere d'amore e d'accordo) ma comunque in condizioni di sicurezza accettabili, da quando è iniziata la campagna elettorale del 2008 la maggioranza che oggi siede in Parlamento ci ha martellato con la necessità di inasprire qualsiasi pena già esistente e di introdurre addirittura nuove fattispecie di reato.

    Ricordo che poche settimane fa, con il disegno di legge in materia di stalking, abbiamo addirittura ipotizzato di applicare il regime previsto per i condannati per reati di mafia a chi si ipotizza possa essere responsabile di atti persecutori, prevedendo anche la custodia cautelare in carcere. Non so quanti dei pochi senatori presenti - più tra i banchi dell'opposizione che della maggioranza, e comunque ringrazio chi è rimasto ad ascoltare questa parte di dibattito - ha l'ardire di entrare ogni tanto in un carcere italiano. Siamo arrivati ad una situazione in cui ci sono oltre 65.000 ospiti, buona parte ancora in attesa di giudizio, oltre il 60 per cento dei quali non è cittadino italiano. Una buona metà di questi - italiani e non - è detenuta per reati connessi alle cosiddette sostanze stupefacenti. Si registra la sovrappopolazione di una serie di penitenziari che, grazie ai tagli orizzontali, non soltanto non hanno più dotazioni per la manutenzione o l'ordinaria amministrazione, ma hanno dovuto subire anche gli effetti degli stessi tagli orizzontali sulla polizia penitenziaria, nella quale si registra sempre tra un 15 a un 20 per cento di distacchi; ci sono infatti persone che, invece di lavorare in case circondariali o in altre strutture, vengono distaccate per fare la guardia alle ville di alcune autorità, per le scorte o addirittura per trasportare i carcerati da un istituto all'altro. Ebbene, in questo contesto con misure proibizionistiche e punitive andiamo ad intasare ulteriormente una situazione carceraria che adesso, con la bella stagione, con l'aumento degli arrivi (checché se ne dica magnificando i contatti con il compagno Gheddafi) e con l'aumento dello spaccio di sostanze stupefacenti, potrebbe raggiungere i 75.000 ospiti da qui alla fine di agosto.

    Vi state candidando a fare dell'Italia - in questo caso, sì - un'ex repubblica sovietica, dove qualsiasi cosa si faccia deve essere punita sempre e solo con una sanzione penale, in un contesto in cui per l'amministrazione della giustizia il nostro Paese è considerato dalla Corte dei diritti umani di Strasburgo delinquente abituale, perché quotidianamente abbiamo una sentenza che a questo ci espone.

    Quindi, il voto della delegazione radicale, delle senatrici Bonino, Poretti e mio, è un no convinto sul disegno di legge in esame. (Applausi del Gruppo PD).

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    7.03.2009
    La credibilita' e onorificenze concesse a Gheddafi minano giustizia internazionale. No a laurea honoris causa
    Nella giornata di ieri alla Riunione dei governi dell'Unione africana tenutasi in Libia e' stata adottata una risoluzione, fortemente voluta dal Sudan col sostegno del governo ospite, che annuncia che i membri dell'UA non collaboreranno con la Corte Penale Internazionale per quanto riguarda l'arresto del presidente sudanese Al Bashir contro il quale e' stato spiccato un mandato di cattura per crimini contro l'umanita' e crimini di guerra perpetrati in Darfur.

    Occorre che l'Italia che ha ospitato la conferenza che ha adottato lo statuto della Corte affronti la questione, a partire dal G8 della settimana prossima, perche' se i 30 paesi africani che a oggi riconoscono la giurisdizione della Cpi non dovessero iniziare a collaborarci per motivi di convenienza politica, essendo in corso processi che hanno a che fare prevalentemente con conflitti africani, nel giro di pochi mesi si potrebbe annullare il lavoro di anni per tentare di imporre una giustizia giusta e super partes.

    Occorre pero' anche ripensare radicalmente al modo con cui ci si comporta con personaggi come il dittatore libico Gheddafi che non solo tempo addietro ebbe a dire che la Cpi era il vero terrorismo internazionale, ma che ha imposto come candidato alla presidenza della prossima Assemblea generale, il suo ministro Al Triki che fece una feroce campagna contro la Corte intimando ai suoi colleghi africani di ritirarsi dal Trattato di Roma. La Farnesina, se investita del problema da parte dell'Ateneo sassarese, dia parere negativo sulla laurea honoris causa in legge a Gheddafi.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    ITALIA-CIPRO: DIPLOMAZIA ITALIA LAVORA A RIUNIFICAZIONE

    ITALIA-CIPRO: DIPLOMAZIA ITALIA LAVORA A RIUNIFICAZIONE/ANSA

    MANTICA INCONTRA A CIPRO CHRISTOFIAS E TALAT (di Diego Minuti) (ANSA) - ROMA, 6 LUG - Quello della riunificazione di Cipro, che da quasi 35 anni vive il dramma della divisione del suo territorio, e' stato per molto tempo un 'dossier dormiente', segnato da contatti diplomatici che, sino ad oggi, hanno fatto registrare solo pochi significativi passi in avanti. Un 'dossier' che ha visto l'Italia attento osservatore e, a partire da domani, protagonista della trama diplomatica che da piu' parti si sta intessendo per sanare la ferita di quella che era un'Isola-Stato e che oggi e' divisa, fisicamente, tra la parte greca (63 % della superficie) e quella turca. Domani comincia la visita del sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, con una agenda che prevede incontri sia con il presidente della Repubblica di Cipro, Dimitris Christofias, che con Mehmet Ali Talat, presidente della Repubblica turca di Cipro Nord, ignorata dalla comunita' internazionale e riconosciuta solo da Ankara.
    Una visita che intende ribadire l'attenzione dell'Italia verso i colloqui che, da tempo, stanno andando avanti tra le due parti, ma che hanno deluso le speranze di chi credeva in una loro sollecita conclusione, perche' non sono stati ancora rimossi i paletti che ne costellano il percorso. L'amicizia personale tra i due presidenti aveva alimentato queste speranze, che, pero', sono andate a cozzare contro divergenze che riguardano sia l'architettura costituzionale di Cipro riunificata, che aspetti meramente pratici, legati alle proprieta' immobiliari stravolte o cancellate dagli eventi del luglio del 1974. In cinque giorni (dal 15 al 20 luglio del 1974) Cipro fu teatro di un fallito 'golpe' (sostenuto dai 'colonnelli' della giunta militare al potere ad Atene e che, deposto il presidente, l'arcivescovo Makarios, mirava al ricongiungimento alla 'grande Grecia') e, quindi, di una invasione turca per contrastare questo disegno.
    Nonostante i colloqui tra Christofias e Talat siano ormai a cadenza ravvicinata, i problemi restano e potrebbero essere facilmente risolvibili se i protagonisti non modificheranno le posizioni di partenza, che avrebbero i piu' evidenti punti critici sulla forma che dovra' avere la repubblica, se, cioe', sara' la fusione 'artimetica' dei due territori in un'unica entita' statuale oppure avere una struttura federale o confederale. Posizioni, quindi, ancora distanti e che l'Italia intende avvicinare, perche' l'Unione europea, ma anche gli Stati Uniti, spingono in questa direzione. Un altro dei nodi che vede ancora lontane le rispettive posizioni e' quello, importantissimo, dei tempi, che almeno per il presidente della Repubblica turca di Cipro Nord, sono anche collegati a prossime (2010) scadenze elettorali, alle quali vorrebbe presentarsi portando a suo merito significativi passi in avanti nella trattativa, rispetto a quelli sino ad oggi conseguiti.
    In questa delicata partita, l'Italia ha sempre fortemente segnato la sua equidistanza, come ha fatto in gennaio il ministro degli Esteri Franco Frattini, incontrando a Roma il suo collega cipriota, Kyprianou, e ribadito lo stesso Mantica, agli inizi dello scorso aprile, con il rappresentante speciale di Talat, Kutlay Erk. Equidistanza che si e' tradotta in un chiaro appoggio alla linea delle Nazioni unite, che ritengono che la soluzione del problema non possa che passare per il rispetto della eguaglianza politica tra le due entita', per garantire alla 'nuova Cipro' la piena titolarieta' nei suoi rapporti internazionali. La posizione dell'Italia, peraltro, nei confronti di Cipro e delle sue problematiche e' in linea con quella generale che mira alla stabilizzazione del Mediterraneo e che la vede, negli ultimi tempi, attrice di molte missioni votate a questo obiettivo. (ANSA).

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    7.06.2009
    CINA: PERDUCA, PAESI UE CONVOCHINO AMBASCIATORI PECHINO
    CINA: PERDUCA, PAESI UE CONVOCHINO AMBASCIATORI PECHINO
    (ANSA) - ROMA, 6 LUG - Il senatore radicale eletto nelle liste del Pd, Marco Perduca, sollecita i paesi dell'Unione europea a convocare i rispettivi ambasciatori di Pechino per denunciare le gravi repressioni del governo cinese contro la minoranza uiguri nella zona dello Xinjiang. 'Gli europei convochino immediatamente gli ambasciatori cinesi - e' l'allarme di Perduca - perche' queste violenze potrebbero aumentare espandendosi in tutta la Cina occidentale'.
    'L'accrescimento - spiega Perduca - di credibilita' politica della comunita' uigura, che grazie alla leadership di Rebya Kadeer che negli Stati uniti ha organizzato l'assemblea generale del Congresso Mondiale degli uiguri al Congresso, e alla quale ho avuto l'onore di partecipare con altri sette parlamentari Usa, ha spiazzato Pechino che, proprio come contro l Dalai Lama usa le armi della mistificazione e della brutale repressione.
    Senza un repentino intervento delle diplomazie europee volto anche all'accertamento dell'entita' degli scontri, c'e' il rischio di riaccendere focolai sopiti e molto pericolosi. Gli uiguri - e' la conclusione del senatore radicale - vivono infatti al confine con Afghanistan e quindi Pakistan'. (ANSA).

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    Pirati e Somaliland

    Discussione e approvazione del disegno di legge:

    (1652) Conversione in legge del decreto-legge 15 giugno 2009, n. 61, recante disposizioni urgenti in materia di contrasto alla pirateria (Approvato dalla Camera dei deputati) (ore 9,40)

    È iscritto a parlare il senatore Perduca che, nel corso del suo intervento, illustrerà anche l'ordine del giorno G2. Ne ha facoltà.

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, mi sono iscritto a parlare non tanto, naturalmente, perché sia contrario alla ratifica del decreto oggi in discussione ma perché, come è emerso ieri durante il dibattito relativo al modello di difesa, ritengo che quest'anno non ci sarà un vero e proprio approfondimento di ciò che attiene alla partecipazione italiana alle missioni internazionali. Dovremo invece ratificare, con una sorta di decreto omnibus, un "mille proroghe", con la formula prendere o lasciare, tutto ciò che magari avremmo sostenuto ma che allo stesso tempo avremmo voluto approfondire. Quest'anno non sarà possibile tenere un dibattito relativamente alle missioni italiane all'estero ma, per l'appunto, è stata sfilata dal pacchetto la nostra partecipazione alla missione Atalanta.

    La missione Atalanta nasce su stimolo delle Nazioni Unite perché si è ritenuto necessario combattere questo fenomeno. Nella risoluzione adottata l'anno scorso a New York, però, si limita, se non altro nel dettato di quel documento, la presenza di una forza internazionale a scorta, difesa e protezione delle imbarcazioni del programma alimentare mondiale, quindi qualcosa di leggermente diverso relativamente alla lotta alla pirateria.

    Nella relazione che accompagna il disegno di legge che ci accingiamo a ratificare si nota che negli ultimi anni si è verificato un aumento di questo fenomeno ma non viene fornito l'ammontare effettivo di tale aumento né tantomeno viene svolto un ragionamento in termini più generali circa il fenomeno. Certo si dice che la prateria è come altri mestieri, uno dei più antichi del mondo, ed è riconosciuta come un'attività contro l'umanità, contro ogni uomo, motivo per il quale deve essere perseguita con la massima decisione e fermezza grazie anche al diritto consuetudinario e alla richiamata convenzione della baia di Montego. Comunque, in effetti, il fenomeno non viene quantificato. Io credo che si faccia anche - ahinoi! - l'economia del volume commerciale del trasporto di qualsiasi tipo di beni, ma in particolare dei due terzi del petrolio prodotto in medio Oriente, sia nella penisola arabica che altrove, a sud del mare del Caspio. Non ci viene detto, in termini assoluti, quale sia il volume di questo traffico e nemmeno quale sia il volume di traffico che è stato vittima di pirateria.

    Un giornale che credo non si sia mai risparmiato nella promozione della mano ferma, il "The Wall Street Journal", quando l'anno scorso si era al picco di attacchi contro imbarcazioni che trasportavano sia petrolio che - caso clamoroso - addirittura una trentina di carri armati sovietici destinati al Kenya, dove la situazione politica generale aveva portato a grandi manifestazioni di massa a seguito di elezioni più o meno libere, più o meno democratiche (si tratta quindi di qualcosa che magari sfugge a chi si interessa di diritti umani, ma che è emerso in seguito al sequestro delle navi da parte dei pirati), sviluppò una statistica, dalla quale risultò che le navi sequestrate dai pirati ammontavano a circa l'1,5-2 per cento di tutto il traffico che passa nel mar Rosso, nel golfo Persico e poi nel golfo di Aden.

    A fronte di questo 1-2 per cento di volume effettivamente intercettato ma non distrutto, anzi spesso restituito a seguito del pagamento di riscatti o di iniziative di diplomazia muscolosa che non necessariamente hanno implicato l'utilizzo di danari, abbiamo deciso di portare la questione davanti al Consiglio di Sicurezza, affinché venisse adottata una risoluzione dal massimo organo esecutivo della comunità internazionale, con cui si chiede agli Stati interessati di partecipare al contrasto della pirateria, inviando fregate e comunque dispiegando la propria forza di terra, di cielo e di mare (credo che si debba proprio dire, perché non si tratta soltanto di navi) in quella parte del mondo.

    In nessuno dei passaggi relativi a questo esercizio, ci si è posti il problema da parte europea di cogliere l'occasione, come ho cercato di dire ieri in relazione al dibattito sul modello nazionale di difesa, per tentare di organizzare una presenza sotto la bandiera dell'Unione europea, cioè di coordinare un comando sul Corno d'Africa, magari in forma di esperimento. Considerato che il numero di cargo che corrono questo rischio è probabilmente maggiore all'1 per cento e che, proprio perché si tratta di pirati molto selvaggi, per non dire selvatici, soltanto l'1-2 per cento viene interessato dai loro attacchi, si sarebbe potuto tentare di coordinarsi sotto la bandiera con le 12 stelle e invece si è deciso di non farlo.

    Si è anche accelerato un processo di inclusione, all'interno di questo tipo di iniziative, della marina russa e anche della marina cinese, con una sorta di distrazione a proposito delle pratiche che questi due Paesi utilizzano per tutto ciò che attiene alla lotta alla criminalità, al terrorismo e alla pirateria. Sappiamo che, in base al diritto consuetudinario e per il fatto che si ritengono i pirati nemici di chiunque, è lecito utilizzare qualsiasi tipo di mezzo per debellare la pirateria, ma allo stesso tempo sappiamo che, negli ultimi quarant'anni, sono stati adottati strumenti di protezione e promozione dei diritti umani anche nei confronti dei più colpevoli. Penso ad esempio a chi si è macchiato del crimine di genocidio, probabilmente il più odioso che sia mai stato codificato. Come dicevo, dunque, non ci si è posti il problema del tipo di reazione che la marina cinese o russa potrebbero avere nei confronti dei pirati.

    L'altra questione che non si è voluto prendere in considerazione, posto che nessuno mette in dubbio la buona fede di questo esercizio, è che ci si va ad interessare di un Paese, la Somalia, che all'inizio degli anni Novanta è stato sospeso dall'essere membro delle Nazioni Unite, in virtù del fatto di non avere un Governo presente, non dico liberamente e democraticamente eletto, che potesse vantare il controllo di tutto il territorio riconosciuto secondo il diritto internazionale come Somalia.

    Questo non è stato fatto per tutta una serie di motivi. Innanzitutto, negli anni scorsi, grazie all'insistenza dell'amministrazione Bush, si è ritenuto che il Corno d'Africa fosse una delle zone in cui Al Qaeda stava iniziando a prendere sempre più piede in un'area strategicamente molto importante perché non soltanto da lì passano tutti i traffici di beni e prodotti provenienti dal Sud-Est asiatico e i due terzi del petrolio che poi viene distribuito nei mercati occidentali, ma anche perché, se consideriamo quest'area dal punto di vista della sua collocazione all'interno del continente africano, è anche vicina ad altre zone in cui sono ancora in corso dei conflitti; mi riferisco al Congo, all'Uganda, al Darfur e, purtroppo, anche ad una parte del Ruanda che confina con il Congo e che continua ad essere armata malgrado la presenza delle Nazioni Unite e l'attività dei vari tribunali e corti penali internazionali o internazionalizzate che da anni esercitano la propria giurisdizione in quegli ambiti. Si è quindi cercata la soluzione militare rispetto a quella che avrebbe potuto iniziare ad essere una soluzione politica.

    Sappiamo che quando si discute la ratifica di un disegno di legge si può incidere con degli emendamenti e - si spera - con alcuni argomenti con i quali si contribuisce al dibattito. Non credo però sia questo il caso di presentare prima degli emendamenti e poi di intervenire per dieci minuti, che peraltro sto per esaurire. Ho quindi deciso di presentare a questo disegno di legge l'ordine del giorno G2 che riprende ciò che avevo tentato di sollecitare l'anno scorso quando, per la prima volta, fu inclusa la partecipazione italiana alle missioni internazionali in tale ambito e, nello specifico, alla missione "Atalanta". Riprendendo i contenuti dell'ordine del giorno, ricordo che una parte del territorio della Somalia, quella settentrionale, è rappresentata dal Somaliland che, contrariamente al resto del Paese, è riuscito a mantenere un minimo di presenza e di lavoro di istituzioni nazionali ed un minimo di presenza e di godimento di diritti civili e politici, con tutte le problematicità che può avere un Paese non soltanto circondato dal nulla dal punto di vista politico-istituzionale ma anche fortemente povero. Tale zona, quindi, contrariamente a quanto ho cercato di affermare in precedenza, e cioè che a questo tipo di problemi bisognerebbe rispondere politicamente ancor prima che militarmente, avrebbe potuto essere utilizzata come base di partenza per alcune navi della flotta internazionale.

    Chiedo pertanto al Governo di prendere in considerazione la possibilità di sondare i partner europei più attivi nella lotta alla pirateria, come Germania e Francia, che hanno già stabilito dei contatti con le autorità - definiamole anche in questo modo - del Somaliland, e a prendere in considerazione forme di collaborazione con il Somaliland nel contrasto efficace alla pirateria e nella ricerca della stabilizzazione della Somalia, non escludendo l'attenzione all'esercizio democratico praticato in quella zona. Ricordo, infatti, che nel mese di novembre il Somaliland eleggerà un presidente ed io credo che, magari inviando una delegazione informale di parlamentari, si possano unire i due aspetti della lotta alla pirateria da una parte e del recupero della stabilizzazione di un Paese come la Somalia dall'altra, attraverso la promozione di quel minimo di democrazia e di Stato di diritto che i somalilandesi sono riusciti a mantenere negli anni. (Applausi dal Gruppo PD).

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    Sull'OdG sul Somaliland

    PRESIDENTE. Invito il relatore e la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno G1 e G2.

    BERSELLI, relatore. Signor Presidente, sull'ordine del giorno G1 il relatore esprime parere favorevole, trattandosi del medesimo ordine del giorno presentato alla Camera dei deputati dall'onorevole Paolo Corsini e accolto il primo luglio scorso dal Governo.

    Per quanto riguarda l'ordine del giorno G2, alcune considerazioni si rendono obbligatorie. Così come è, l'ordine del giorno non può essere accolto in quanto implica un riconoscimento implicito del Somaliland. Ora, tutti conosciamo le vicende che hanno caratterizzato quella regione ma è altrettanto vero che non dobbiamo disintegrare l'unità territoriale e nazionale di quell'area ma sostenere il Governo federale e transitorio.

    La proposta che rivolgo ai presentatori dell'ordine del giorno G2, ai fini dell'espressione di un parere favorevole, è la seguente. Conservando la parte inizaile che recita: Il Senato, in sede di discussione del disegno di legge n. 1652, considerata la partecipazione italiana alla missione Atalanta, tutta la restante parte della premessa verrebbe eliminata e la parte di impegno al Governo verrebbe così riformulata: Impegna il Governo a sondare i partner europei a considerare forme di collaborazione con il Somaliland, in stretto raccordo con le istituzioni federali transitorie a Mogadiscio, nel contrasto efficace alla pirateria e nella ricerca della stabilizzazione della Somalia, non escludendo attenzione al buon andamento delle prossime consultazioni elettorali in quella Regione.

    Così riformulato, l'ordine del giorno G2 riceverebbe il parere favorevole del relatore.

    PRESIDENTE. Senatore Perduca, intende accogliere l'invito del relatore?

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, se al posto di "Somaliland" fosse stato scritto "Padania", l'ordine del giorno sarebbe stato accolto?

    BERSELLI, relatore. Assolutamente no!

    PERDUCA (PD). Nella parte introduttiva parlo di una «regione nord-occidentale del Somaliland». Non si riconosce in alcun modo l'esistenza di una regione che sulla carta geografica esiste di più di quanto non esista la Padania.

    Al di là della battuta, accolgo la riformulazione proposta dal relatore.

    Chiedo soltanto che nel nuovo testo il termine "partner" sia lasciato al singolare secondo una buona norma della lingua italiana secondo cui i termini stranieri non vanno indicati al plurale.

    Ricordo, come ho già avuto modo di ricordare nel corso della discussione generale, che a novembre il Somaliland, o comunque lo si voglia chiamare, cercherà - e mi pare che il relatore abbia individuato una formula molto felice al riguardo - di eleggere il proprio Presidente.

    Inoltre, insisterò anche presso gli organi preposti del Ministero degli affari esteri affinché, rendendomi personalmente e volontariamente disponibile, l'Italia sia presente in maniera informale per controllare che l'insieme delle procedure di voto avvenga nel modo più trasparente possibile.

    PRESIDENTE. Invito la rappresentante del Governo a pronunziarsi sugli ordini del giorno in esame.

    ALBERTI CASELLATI, sottosegretario di Stato per la giustizia. Esprimo parere conforme a quello del relatore.

  8. #8
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    Sulla grave crisi politica in Cina

    PERDUCA (PD). Domando di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, è stato ricordato poco fa in sede di dichiarazione di voto che il presidente Hu Jintao è tornato in Cina per le sommosse nella regione dello Xinijang, nota anche come Turkestan orientale. Segnalo che oggi pomeriggio il Comitato per i diritti umani della Camera dei deputati audirà Erkin Alptekin, presidente onorario del congresso mondiale degli Uiguri che da quindici anni gira per l'Europa per far conoscere ai politici occidentali la situazione. (Brusìo).

    PRESIDENTE. Mi scusi, senatore Perduca. Colleghi, la seduta non è ancora terminata. Stiamo proseguendo con gli interventi finali. Chi non fosse interessato può uscire ma deve consentire al senatore Perduca di parlare e alla Presidenza di ascoltarlo.

    PERDUCA (PD). Dicevo che da quindici anni almeno Erkin Alptekin sta cercando di sensibilizzare i politici europei sul problema relativo alla minoranza turcofona del Turkestan orientale.

    Il problema, che era già emerso brevemente alla vigilia delle Olimpiadi dello scorso anno, quest'anno purtroppo è prepotentemente tornato di drammatica quotidianità dall'inizio dell'anno ed è esploso con le manifestazioni nella capitale Urumqi di qualche giorno fa. A seguito dell'audizione, che sarà informale o formale a seconda di ciò che si stabilirà alla Camera, terremo, sempre alla Camera dei deputati, una conferenza stampa con la delegazione dei parlamentari radicali di Senato e Camera cui sarà presente, molto probabilmente, anche la presidente Bonino, per un aggiornamento sugli ultimi drammatici sviluppi che interessano la popolazione degli Uiguri nel Nord-Ovest della Cina.

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    7.08.2009
    Conferenza stampa con Erkin Alptekin, rappresentante del Congresso Mondiale del popolo uiguro, coi Parlamentari Radicali e Furio Colombo
    Roma: ore 17.30, conferenza stampa con Erkin Alptekin, rappresentante del Congresso Mondiale del popolo uiguro, con i Parlamentari Radicali e il deputato PD Furio Colombo

    Roma, 8 luglio 2009

    Oggi, mercoledì 8 luglio, alle ore 17.30, presso la Sala Stampa (Sala del Mappamondo) della Camera dei deputati (ingresso Via delle Missione,4), si svolgerà una Conferenza Stampa con:

    - Erkin Alptekin, esponente del Congresso Mondiale del popolo Uiguro;

    - Emma Bonino, Vice Presidente del Senato;

    - Matteo Mecacci, deputato radicale Pd, membro Commissione Esteri;

    - Furio Colombo, deputato Pd, Presidente Sottocommissione Diritti Umani;

    - Marco Perduca, Senatore radicale Pd, membro Commissione Esteri;

    Saranno presenti anche i deputati radicali Pd Rita Bernardini, Maurizio Turco, Maria Antonietta Farina Coscioni, Elisabetta Zamparutti e Marco Beltrandi.

    In questi giorni nella Regione dello Xinjiang, la popolazione uigura è oggetto di violenze e soprusi da parte delle autorità cinesi. Centinaia di morti e migliaia di arresti sono il risultato della repressione del Governo cinese dopo le manifestazioni dei giorni scorsi.
    Erkin Alptekin, interverrà quale rappresentante del Congresso Mondiale Uiguro, la cui Presidente è Rabiya Kadeer, iscritta al Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, che vive in esilio negli Stati Uniti.

  10. #10
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Jul 2009
    Messaggi
    905
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Riferimento: Perdukistan. Il blog di Marco Perduca

    Sulla condizione della minoranza Uigura in Cina

    Sulla condizione della minoranza Uigura in Cina

    PERDUCA (PD). Domando di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PERDUCA (PD). Signor Presidente, visto e considerato che è stato deciso mesi fa di far intervenire sull'ordine dei lavori a fine seduta ed oggi addirittura si sospende la seduta per far uscire tutti, magari anche i membri del Governo ai quali ci si voleva appellare per ricordare alcune interrogazioni parlamentari, io non so che dire: eravamo la serie B e adesso siamo diventati addirittura la serie C. Non si riesce a capire come mai, visto e considerato che poi tutti restano in Aula a parlare di questioni che vanno sicuramente a toccare i nodi fondamentali del nostro lavoro parlamentare, si debba addirittura sospendere per cinque minuti i lavori prima di iniziare questa fase.

    Non mi ero iscritto naturalmente a parlare per questo, ma in merito al G8... (Brusìo).

    PRESIDENTE. Colleghi, per favore, quelli che non hanno intenzione di rimanere escano dall'Aula come è stato chiesto dal Presidente.

    PERDUCA (PD). Stavo dicendo che volevo intervenire in merito al G8... (Brusìo).

    PRESIDENTE. Aspetti un secondo, senatore Perduca, vediamo se i senatori escono, dal momento che è stata sospesa la seduta per consentire questo facciamolo.

    PERDUCA (PD). Ma, siccome non accade mai, si dovrebbe secondo me favorire la partecipazione vocale dell'oratore per suscitare un minimo di curiosità in chi resta o si avvia a uscire relativamente alle questioni che devono essere affrontate.

    Alla fine del G8 il presidente cinese Hu Jintao è tornato di corsa a casa propria perché la situazione nello Xinjiang, nel Turkestan orientale, è peggiorata.

    Noi radicali da sempre (io ho iniziato la legislatura sedendo in presidenza quando abbiamo eletto il nostro Presidente, i vice Presidenti e le altre cariche del Senato) abbiamo portato all'attenzione del pubblico italiano e dei politici italiani la causa degli uiguri (io, per l'appunto, sedevo in presidenza con la spilletta della bandiera uigura) perché sappiamo fin troppo bene il tipo di persecuzioni violente che devono subire otto milioni di persone che appartengono ad un gruppo etnico completamente diverso, che sono di origine turchica, che professano la religione islamica e che hanno tradizioni popolari e culturali completamente diverse.

    Ieri, grazie all'onorevole Colombo, presidente del Comitato permanente sui Diritto umani della Camera dei deputati, è stato audito uno dei leader storici della comunità uigura che si chiama Erkin Alptekin il quale poi, sempre presso la Camera, ha tenuto una conferenza stampa denunciando il numero delle vittime che ormai, secondo fonti interne, si aggira intorno alle 800. Quindi, mentre ufficialmente ne sono riconosciute 150, si ritiene che ormai il numero di morti e feriti a causa degli scontri si attesti intorno alle 1.000 unità.

    Da ieri il i deputati Mecacci, Zamparutti, Bernardini, Farina Coscioni, Turco, Giachetti ed io siamo in sciopero della fame per chiedere al G8 che lanci un messaggio alla Cina che vuole diventare membro del prossimo G20, affinché apra la regione al monitoraggio internazionale, sia attraverso le organizzazioni internazionali (a partire dall'ONU), sia a mezzo della stampa internazionale, perché gli inviati non vengano portati in «visita guidata» nelle zone dove si riesce a percepire solo la violenza degli uiguri contro i cinesi e non la repressione dei cinesi contro gli uiguri e perché si avvii un cammino di riconciliazione fatto di proposte politiche e non soltanto di risposte militari a quella animosità generata negli ultimi 50 anni dal partito comunista cinese nei confronti degli uiguri.

 

 
Pagina 1 di 6 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Calcio, Staderini e Perduca: metodo Maroni fallimentare
    Di motorino radicale nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 18-10-10, 22:43
  2. Rifiuti, di Marco Travaglio dal blog Voglioscendere
    Di Enrico1969 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4244
    Ultimo Messaggio: 21-04-08, 11:00
  3. Il blog di Marco Travaglio: per stomaci forti.
    Di cato censor nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 31-10-07, 12:41

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226