
Originariamente Scritto da
Lazzaro

Sono in pochi ad avere il coraggio di dire la verità (tutta) circa la fine di Mani pulite: perché è una verità che non serve a nessuno. Non serve a quei manettari professionali che hanno sempre bisogno di prefigurare un’élite disonesta e vessatoria (in genere politica) che a loro dire lucra su una maggioranza onesta e vessata, ciò che un tempo avrebbero chiamato società civile. Non serve ai partiti d’ampio respiro che vorrebbero rappresentare grandi fasce di popolazione: troppo estese per poter rivendicare moralità e moralismi come precetti-cardine.
Non conviene alla magistratura più militante, tantomeno conviene a quell’informazione che sullo sfondo della contrapposizione casta/cittadini si illude di raschiare eternamente copie e ascolti.
Sicché circolano scampoli di verità.Manipulite finì perché Antonio Di Pietro si dimise alla fine del 1994: il neogoverno berlusconiano gli sventolò un’ispezione ministeriale davanti al naso e poi, un secondo dopo che si era dimesso, la richiuse; Di Pietro ammise pubblicamente di essere rimasto condizionato dall’ispezione - se non ricattato - talché si dimise dopo averne saputo la chiusura, e però intanto continuò a spiegare al mondo che non aveva niente da nascondere. Un sostanziale baratto, un affare in cui ciascuno pensava di fottere l’altro: da una parte perché Di Pietro da nascondere aveva un sacco di cose (tutte nero su bianco nella sentenza del Tribunale di Brescia
n.65/1997 del 29.1.1997, dove si spiega che certi suoi comportamenti gli avrebbero fruttato perlomeno dei provvedimenti disciplinari) e dall’altra perché le sue ambizioni politiche erano stagliate da un pezzo, e lo si è visto. E perché? Perché «Manipulite è finita, i tempi sono cambiati, non c’è più acqua nel mulino delle indagini, voglio scendere da cavallo prima di essere disarcionato»: così aveva confidato al gip Italo Ghitti nell’aprile precedente. [...]
Continua nelle migliori edicole.
Opera di Filippo Facci, uno dei vedovi di Craxi.
Sul giornale diretto da Belpietro, l'autore delle inchieste su "Telekom Serbia" ed altre mirabilie.
In attesa della querela a Facci, ovviamente mi dissocio.