Mutano i rapporti tra la Chiesa cattolica e il movimento del Carroccio.

Roma - Nelle ultime tornate elettorali il movimento che ha realizzato il risultato più lusinghiero è senza dubbio la Lega Nord. E’ parte della maggioranza di governo ma dall’elettorato italiano viene anche percepita come una reale forza capace di modificare la società. La Lega riunisce dunque le due facce, quella presente, della gestione del quotidiano e quella prospettica, focalizzata sull’esigenza del cambiamento. Accade raramente che una organizzazione politica riunisca le due anime e sommi i due elettorati. Il merito poggia sicuramente sulla forma dell’organizzazione, ancora incentrata sul movimento che ne esalta la dinamicità e la tempestività, e sulle strategie politiche elaborate prima di tutto da Bossi e Calderoli.

Strategie basate sui valori della meritocrazia, della trasparenza, della fattualità politica piuttosto che sulla verbosità così ancora diffusa negli altri partiti politici e tra i loro vecchi leader. I leghisti hanno portato una nuova cultura nelle immobili stanze di Montecitorio e di Palazzo Madama ed ora passano alla cassa (elettorale). Anche nei rapporti con la Santa Sede le relazioni sono mutate, frutto anche di una maggiore maturità politica da parte dei leader della Lega. Sono finiti gli anni dei matrimoni celtici e delle cerimonie pagane sul Po, parallelamente è però anche mutato l’atteggiamento della Curia nei confronti di un movimento che raccoglie crescenti consensi tra gli elettori cattolici. Sovente la Lega e i parroci sono sulla stessa barricata nel difendere l’impetuosa avanzata del movimento islamico in Italia.

Alcune piccole associazioni, come per esempio "Padania Cristiana" e "Cattolici padani" rappresentano da sempre l’ala cattolica del movimento che convive con le aree pià liberali, libertarie e socialdemocratiche.

Di sicuro i prelati della Cei e della Santa Sede, a fronte del recente risultato elettorale, presteranno una attenzione sempre più accurata alle analisi delle azioni e delle dichiarazioni dei ministri leghisti ed in generale di tutti gli amministratori pubblici della Lega Nord per cercare di delineare un profilo più sicuro sulla incontrovertibile identità cattolica del movimento.

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