Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Discussione REFERENDUM COMUNALI negli statuti .
    Vorrei invitare " gli amici " frequentatori dei vari FORUM di POLITICAINRETE, a aprire una discussione se questo fatto non di poco conto. Si parla di una occasione unica di democrazia dal basso , proprio quello che sento dire da più o meno vent'anni . Un Sindaco, pur di un Comune non di grande estensione ha " stravolto " il sistema di " potere decisionale " in favore dei cittadini. Vediamo un po cosa ne pensate voi del Partito Democratico. ..... grazie!

    ************
    Su suggerimento-ispirazione dell'amico Fabio Cavalca, il Comune di Sasselo (SV) che ha circa 1.500 abitanti, è il primo Ente locale a statuire gli strumenti per l'esercizio della democrazia diretta, in forma semplice e corretta dal punto di vista della sovranità popolare.
    I referendum CHE SONO DELIBERATIVI E NON CONSULTIVI saranno possibili per qualsiasi argomento. Basterà un esiguo numero di firme per indirli, e SARANNO SENZA QUORUM.

    ......... omissis ... È inoltre statuito l'uso del dialetto (o lingua autoctona) nel corso dei lavori del Consiglio comunale.

    Qui di seguito l'articolo relativo estrapolato dallo Statuto approvato ieri 20 Gennaio 2012:

    ART.16 – USO DEL DIALETTO
    1.Durante le sedute consiliari, di commissione e di giunta è consentito l’uso del dialetto sassellese.
    2.Il componente degli organi collegiali indicati al 1° comma che intenda esprimersi in dialetto
    dovrà assicurarsi che il dialetto stesso sia compreso da tutti gli astanti ed in particolare dall’ufficiale verbalizzante.

    TITOLO II
    ISTITUTI DI PARTECIPAZIONE E DIRITTI DEI CITTADINI
    CAPO I
    PARTECIPAZIONE E DECENTRAMENTO
    ART.29 – PARTECIPAZIONE POPOLARE
    1.Il Comune promuove e tutela la partecipazione dei cittadini, singoli o associati, all’amministrazione
    dell’ente al fine di assicurarne il buon andamento, l’imparzialità, e la trasparenza.
    2.La partecipazione popolare si esprime attraverso l’incentivazione delle forme associative e di
    volontariato e il diritto dei singoli cittadini a intervenire nel procedimento amministrativo
    e gli strumenti di democrazia diretta inseriti nel presente Statuto.
    3.Il Consiglio Comunale predispone e approva un regolamento nel quale vengono definite le
    modalità con cui i cittadini possono far valere i diritti e le prerogative previste dal presente titolo.

    Omissis

    CAPO III
    MODALITA’ DI PARTECIPAZIONE
    ART. 34 - REFERENDUM
    1. È prevista l’organizzazione di Referendum abrogativi, di rettifica, di conferma
    e di iniziativa.
    2. A richiesta di 111 cittadini-elettori sassellesi qualsiasi delibera del Consiglio
    Comunale approvata in seduta pubblica deve essere sottoposta a Referendum
    abrogativo o di rettifica. La richiesta di Referendum dovrà contenere l'indicazione
    dell'eventuale conseguente modifica di bilancio.
    3. Almeno dieci cittadini-elettori dovranno segnalare la loro determinazione a
    raccogliere le firme necessarie per indire il referendum prima che intervenga l'esecutività
    delle delibere non immediatamente eseguibili che intendono impugnare
    davanti all'elettorato. Detta raccolta dovrà avvenire entro 30 giorni da tale segnalazione.
    Nel frattempo l'eseguibilità della delibera viene sospesa e, se le firme
    necessarie saranno raccolte, essa sarà rinviata alla definizione del risultato del
    referendum.
    4. La raccolta delle firme per indire referendum su delibere immediatamente
    eseguibili dovrà avvenire entro 60 giorni dalla loro pubblicazione.
    5. Sarà sottoposta a Referendum di iniziativa, una qualsiasi proposta presentata
    alla Amministrazione competente ai sensi del precedente articolo 6 e respinta
    dalla Amministrazione, a condizione che le firme d'appoggio all'iniziativa raggiungano
    il numero previsto al precedente comma 2.
    6. Il Consiglio Comunale potrà proporre una delibera alternativa all'iniziativa
    proposta dai richiedenti il Referendum.
    7. Ogni firmatario dovrà versare all'Amministrazione la somma di Euro 5,00
    (cinque/00) a titolo di rimborso spese. Il versamento sarà cumulativo ed avverrà
    contestualmente al deposito della domanda di referendum
    8. La ammissibilità del referendum, della concreta possibilità di realizzare quanto
    richiesto dai sottoscrittori ed il controllo della correttezza del quesito sarà verificata
    dal Collegio dei probiviri di cui al successivo articolo 40 bis.
    9. Dovrà essere organizzato un Referendum di conferma
    - per ogni delibera che nel bilancio corrente impegni risorse per un ammontare
    pari al dieci per cento delle spese obbligatorie del bilancio stesso o che impegni
    risorse future per un ammontare complessivo pari alla metà delle uscite previste
    dal bilancio corrente;
    - ogni qualvolta il Consiglio Comunale decida di sottoporre al giudizio diretto dei
    cittadini una qualsiasi delibera da esso assunta.
    10. Il Referendum si terrà nella Casa Municipale o in altra sede indicata dal
    Consiglio Comunale.
    11. Il seggio sarà gestito direttamente e gratuitamente dai Consiglieri Comunali
    e dai primi dodici firmatari della domanda di referendum, o da dipendenti comunali
    cui dovrà essere riconosciuto, poi, un riposo compensativo.
    12. Le urne resteranno aperte in una prima giornata di sabato, dalle ore 9.00 alle
    19.00. Al termine delle operazioni, verrà effettuato lo spoglio delle schede votate e
    verrà comunicato il risultato provvisorio.
    13. Dopo due settimane, sempre di sabato e sempre dalle ore 9.00 alle ore
    19.00, le urne saranno riaperte, per consentire ai cittadini che non abbiano ancora
    votato di procedere al voto. Al termine di questa seconda giornata di votazione
    sarà effettuato lo spoglio delle schede votate, ed il risultato conseguito sarà sommato
    al risultato della prima giornata di votazione. Qualora il segno del risultato
    complessivo della votazione non sia diverso da quello della prima giornata, il Referendum
    sarà dichiarato concluso.
    14. Qualora al termine della seconda giornata di votazione il segno del risultato
    complessivo sia diverso da quello consolidato al termine della prima giornata,
    10
    dopo ulteriori quattordici giorni, con le stesse modalità delle precedenti, si procederà
    ad una ulteriore ed ultima terza giornata di votazione, cui potranno partecipare
    i cittadini che non abbiano espresso il loro voto nelle precedenti due giornate.
    Il risultato dello spoglio che seguirà, sommato ai risultati degli spogli precedenti,
    darà il risultato finale del referendum.
    15. Il referendum Comunale sarà sempre valido e vincolante, qualunque
    sia il numero dei votanti.

    Questa è la prova documentale di come una rivoluzione democratica e nonviolenta possa iniziare dai Comuni.
    Ultima modifica di parmigiano; 05-02-12 alle 19:05

  2. #2
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Girando sui Forum , fb, etcc. dove " impropriamente ho osato" postare l'invito a discutere sui REFERENDM DELIBERATIVI senza QUORUM , (( quelli inseriti nello statuto comunale di Sassello )), ho notato che purtroppo ( ? ) viene seguito maggiormente , la " farfalla " di Belen, che il proprio interesse ....politico.
    Che popolo siamo noi ? ,più attenti alle foto scandaliste , le cazzate come il GRANDE FRATELLO , ECC.piuttosto che al futuro nostro e dei nostri figli.
    Abbiamo sul tavolo una montagna di problemi e incertezze , e nonostante nel cassetto ci siano gli strumenti , gli unici , a disposizione per poter controllare l'operato dei politici o pseudi tali , siamo nello stato di ...igorarli perchè , il controllo sul l'operato ai politici non piace , quindi trovano tutte le occasioni per " bloccare " le " voglie " dei cittadini SOVRANI. Così ci spostiamo in massa nelle strade a ...protestare , contro l'alta velocità , contro l'inceneritore di turno ,chiedendo " gentilmente " che non vengano realizati o ...terminati , richieste che molto naturalmente sono ignorate , LA LEGGE GIA' DAL 2000 , ha a disposizione delle direttive EUROPEE sulle " autonomie locali , nei COMUNI e NELLE PROVINCIE " ove appunto entrano in gioco i REFERENDUM di INIZIATIVA e DI REVISIONE senza quorum . Scusate se questo è poco , non rimangono che i ...FORCONI

  3. #3
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Il tuo messaggio mi era sfuggito, chiedo venia...ad ogni modo, penso che i referendum deliberativi senza quorum possano rivelarsi delle armi a doppio taglio. Ultimamente i movimenti hanno portato avanti l'idea di una nuova democrazia diretta per affossare la democrazia rappresentativa della "casta", una reazione di rigetto che per alcuni versi, guardando alle storture della classe politica attuale, può essere giustificabile...tuttavia sinceramente penso che la democrazia diretta abbia dei forti limiti. Mi spiego: tempo fa sono andato ad un'assemblea di "indignati", che si proclamava aperta a tutti i contributi etc etc. ...sai qual'è stato il risultato? Gli interventi sono stati quelli del collettivo studentesco ( che prima erano stati movimento contro la crisi, onda contro la gelmini, poi indignati...insomma un gruppo di ragazzi che si sono accodati a tutte le ondate movimentiste) atti a proclamare l'uguaglianza tra destra e sinistra e le colpe di tutti, sindacati compresi ( incluso il sindacato studentesco di sinistra), il tutto sostenuto da un dottorando di economia che sosteneva le teoria oramai in voga del signoraggio, del non pagamento del debito, del default controllato etc. teorie che sembravano oro colato perchè non c'era nessun altro abbastanza preparato in economia da tenergli testa in un dibattito argomentato. Al collettivo hanno risposto i 2-3 intervenuti del sindacato studentesco che hanno difeso il loro operato, tutto ciò nel pieno silenzio della maggioranza degli altri.

    Turro questo per dire cosa? Che la Democrazia Diretta è governata dai gruppi organizzati più grintosi, che abbiano la voce più alta o che sappiano parlare meglio...se si parla con chi ha fatto le assemblee degli anni '70 tutte queste storture vengono a galla ( gente portata di peso sul palco per parlare perchè gli altri lo impedivano, minoranze organizzate che guidano maggioranze silenziose e conformiste..). Guardando al locale, i referendum consultivi possono essere sperimentati, anche quelli deliberativi su singoli argomenti...ma anzitutto ci vuole il quorum, e in secondo luogo non si può sostituire questo strumento alla democrazia rappresentativa.

    Io sono dell'idea che la rivoluzione si faccia con la matita copiativa e che i movimenti debbano trascinare i partiti e le forze politiche, non schifarli a prescindere. Guardiamo al Cile, dove il movimento studentesco si è portato dietro l'intero centrosinistra, si è organizzato e ha creato una piattaforma nazionale...da noi ci si affretta subito a dire "non ci sono leader, viva la democrazia" e così non si forma un'organizzazione, si creano mille isole di mobilitazione senza unitarietà programmatica, e nel giro di qualche mese il movimento muore d'asfissia.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #4
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Non sono per nulla d'accordo sulla tua disamina della Democrazia diretta , mi spiego : la Democrazia rappresentativa , dove gli elettori assegnano ad un nugolo di " eletti " l'incarico di eseguire e seguire fatti di pubblico interesse ove i cittadini non siano in grado di farli da soli. Bene questo fino ad oggi ha visto fare solo gli interessi di " quelli la " ossia chi era deputato a farli in favore del pubblico solo per se stessi . Non sarà il caso di dare una sterzata alla ...corriera ? questa sterzata può avvenire solo con la VOLONTA' del popolo sovrano. e l'unico mezzo a disposizione è la DEMOCRAZIA DIRETTA , con i referendum DI INIZIATIVA , cioè col voto i cittadini possono " spingere le giunte comunali " ovviamente con il " SI " vincente a prendere quelle decisioni volute dai cittadini , che la giunta abbia ....dimenticato nel cassetto .
    Altro referendum : REVISIONE , porta la volontà dei cittadini a " correggere " decisioni avversate , che il consiglio comunale fregandosi del popolo abbia preso. Poi ci sono i soliti , referendum " sondaggi " li chiamiamo così per via che " quelli la " ti domandano se preferisci tagliatelle al sugo , o spaghetti olio aglio e peperoncino, dopo di che si è votato per l'uno o l'altro, ti portano in tavola un ....risotto con i funghi , a loro discrezione.Fino ad ora veramente di democrazia è meglio non parlarne , sarà DURA , obbligare i partiti ( pseudo democratici ) a " mollare " la borsa , dove potere e soldi difficilmente usciranno . Ma purtroppo ci sarà una alternativa ,per nulla pacifica , penso che tu capisca cosa intendo , e che anche tu ti auguri che non si avveri.
    p/s In una " piccola " nazione , a due passi da noi da TRECENTO anni vivono in questa ....DEMOCRAZIA , beati loro.

    p/s 2 , i referendum svolti di iniziativa e revisione nonchè gli altri , sono LEGISLATIVI ossia la politica , non può che accettarli senza se e senza ma !!
    Ultima modifica di parmigiano; 21-02-12 alle 16:28

  5. #5
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Citazione Originariamente Scritto da parmigiano Visualizza Messaggio
    Non sono per nulla d'accordo sulla tua disamina della Democrazia diretta , mi spiego : la Democrazia rappresentativa , dove gli elettori assegnano ad un nugolo di " eletti " l'incarico di eseguire e seguire fatti di pubblico interesse ove i cittadini non siano in grado di farli da soli. Bene questo fino ad oggi ha visto fare solo gli interessi di " quelli la " ossia chi era deputato a farli in favore del pubblico solo per se stessi . Non sarà il caso di dare una sterzata alla ...corriera ? questa sterzata può avvenire solo con la VOLONTA' del popolo sovrano. e l'unico mezzo a disposizione è la DEMOCRAZIA DIRETTA , con i referendum DI INIZIATIVA , cioè col voto i cittadini possono " spingere le giunte comunali " ovviamente con il " SI " vincente a prendere quelle decisioni volute dai cittadini , che la giunta abbia ....dimenticato nel cassetto .
    Altro referendum : REVISIONE , porta la volontà dei cittadini a " correggere " decisioni avversate , che il consiglio comunale fregandosi del popolo abbia preso. Poi ci sono i soliti , referendum " sondaggi " li chiamiamo così per via che " quelli la " ti domandano se preferisci tagliatelle al sugo , o spaghetti olio aglio e peperoncino, dopo di che si è votato per l'uno o l'altro, ti portano in tavola un ....risotto con i funghi , a loro discrezione.Fino ad ora veramente di democrazia è meglio non parlarne , sarà DURA , obbligare i partiti ( pseudo democratici ) a " mollare " la borsa , dove potere e soldi difficilmente usciranno . Ma purtroppo ci sarà una alternativa ,per nulla pacifica , penso che tu capisca cosa intendo , e che anche tu ti auguri che non si avveri.
    p/s In una " piccola " nazione , a due passi da noi da TRECENTO anni vivono in questa ....DEMOCRAZIA , beati loro.

    p/s 2 , i referendum svolti di iniziativa e revisione nonchè gli altri , sono LEGISLATIVI ossia la politica , non può che accettarli senza se e senza ma !!
    La risposta stà tutta nella tua ultima frase: in una PICCOLA nazione. Solo piccole comunità possono reggersi sulla Democrazia Diretta. Cosa succede in grandi comunità? Tutti saranno perfettamente informati e consapevoli sull'argomento in questione? Tutti avranno pari conoscenze? Cosa succede in presenza di un gruppo di persone organizzato e con le competenze, come si formano gli opinion leaders capaci di portare le loro idee alla vittoria? Questi opinion leaders saranno tutti dei dotti illuminati o potranno anche essere dei demagoghi ( come a volte succedeva ad Atene, dove la democrazia diretta c'era?). Oltre a questo, è così facile governare una comunità? Le persone si interessano realmente a tutto quello che c'è da sapere? Perchè se si vuole la democrazia diretta allora tutti gli aventi il voto devono sapere tutto il necessario e devono tenersi costantemente informati su tutto, problemi contabili, di bilancio e specifiche tecniche comprese. Cosa succede se vota solo una minoranza organizzata e consapevole, senza quorum e quindi a scapito di tutti gli altri? Se al referendum votano 10.000 persone il sistema è più democratico di elezioni comunali in cui votano in 30.000? Io non credo.

    Oltre a questo, amministrare non è facile...e non si può fare di tutta l'erba un fascio, non si può dire "sono tutti uguali, tutti ruban allo stesso modo" etc etc, se si semplifica già adesso una situazione varia e complessa come si affronteranno questioni amministrative complesse e articolate? Vincerà chi urla più forte o chi parla meglio? Chi garantisce poi che chi parla meglio, chi porta un seguito vincente al voto ( seguito che senza quorum potrebbe anche essere minoritario nella comunità) sia il più competente?

    Facciamo un esempio: tempo di crisi, un comune si ritrova con trasferimenti dello stato diminuiti drasticamente e con spese locali crescenti per i servizi sociali, i costi fissi dell'energia e le minori entrate delle tasse che vanno allo stato....che cosa si fa? Si alzano le aliquote per garantire i servizi sociali, il supporto alla scuola e alle associazioni, i servizi alla comunità? Un referendum revisivo potrebbe riportare queste aliquote al valore originario, ed ecco che il bilancio semplicemente salta. O si tagliano i servizi sociali o si alzando le aliquote locali, certe volte bisogna fare scelte dolorose...la demagogia ha buon gioco in questi casi, perchè l'aumento delle tasse non è popolare, e in fin dei conti i servizi sociali li usi solo se hai bisogno, quindi molti non ne percepiscono l'utilità. Come conciliare la democrazia diretta e le dinamiche di bilancio degli enti locali?

    In ambito locale esistono già delle forme di partecipazione, come il bilancio partecipato e le osservazioni ai Pgt...si può pensare di trovare nuove forme di consultazione e di democrazia locale, ma non si può sostituire a sindaco e giunta il governo delle masse.
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    P.s. se il bilancio di un ente salta saltano fuori i danni erariali ( di solito pagati da chi li causa....) ed arriva la corte dei conti...e magari anche il commissariamento...
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  7. #7
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Se mi hanno dato la " responsabilità " di essere SOVRANO , NON ACCETTO di ESSERE COMMISSARIATO dai politici ( specie quelli ...odierni ), la mia %tuale di SOVRANITA' non la voglio più cedere con uno stupido voto !!!!
    Nel mio Comune avevano messo su di " bucare " SEI Km ( praticamente la lunghezza della città , Parma non è poi così ...grande ) com una Metro del c.....o meno male che è subentrato la crisi senò... Ora c'è in ballo un mega inceneritore ( lo chiamano anche termovalorizzatore ) ma brucia anzichè ...recuperare . orbene non c'è stato verso di (nonostante migliaia di firme raccolte ) di fare votare la cittadinanza , non è democrazia .
    Ora se dobbiamo essere commissariati per scarso intelletto , se il popolo deve accettare la schiavitù , non credo che il futuro sia molto sereno .prima o poi ai Partiti e loro politici arriverà il conto , IVA compresa.
    p/s la Demo-diretta non c'è solo in Svizzera , ma anche in nazioni dieci volte più grandi. Se cortesemente leggi lo statuto aggiornato nel Comune oggetto di questo 3d , per i referendum ai CITTADINI non creano affatto disturbi e ..convulsioni.

  8. #8
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    Predefinito Re: REFERENDUM DELIBERATIVI COMUNALI

    Parma esce da una amministrazione che a quanto ne so è stata disastrosa...ma era un'amministrazione chiaramente di centrodestra. Mi auguro quindi che i cittadini di Parma daranno al centrosinistra di governo la loro fiducia. Quanto al commissariare, non si parla di poitici, ma di funzionari dello stato...si parla di commissari straordinari che arrivano quando il bilancio è dissestato e in pratica il comune fallisce, non potendo pagare quanto deve. Tra l'altro, come già detto, quando c'è danno erariale di solito chi lo causa ( sindaco, assessori etc.) lo paga...in caso di democrazia diretta il danno erariale lo pagherebbero tutti i cittadini ( anche quelli che non hanno votato ai referendum?) o solo quelli che hanno votato? Oppure chi?

    Quanto al comune che citi, questo ha 1500 abitanti...come dicevo sopra, una comunità piccola...con problematiche affrontabili anche in modo collegiale, una realtà limitata. Mi pare che tutte le questioni poste sopra rimangano pienamente aperte per i comuni medio-grandi...vorrei proprio sapere cosa deciderebbe la cittadinanza tra tagliare i servizi sociali o stringere i denti e alzare le aliquote.
    Infine, lo ripeto: generalizzare non è mai una buona cosa, e si generalizza già ora non so come si potrà affrontare senza demagogia e con attenzione problemi complessi e spinosi.
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