User Tag List

Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    SuperMod
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Torino
    Messaggi
    12,609
    Mentioned
    43 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito L’India non ha il diritto di arrestare i marinai italiani

    L’India non ha il diritto di arrestare i marinai italiani. L’Italia ha il dovere di dimostrarglielo

    Posted on 22 febbraio 2012. Tag: crisi diplomatica, Giulio Terzi di Sant'Agata, India, Italia, marinai, Mozzi

    - L’evento è noto. Alle 16.30 ora locale del 15 febbraio, circa 24 colpi esplosi da fonte sconosciuta raggiungono il peschereccio indiano Anthony al largo dello Stato del Kerala causando la morte di Valentine Jalastine e Ajeesh Pinku. Sulla base della descrizione dei superstiti, la guardia costiera indiana individua l’origine degli spari nella petroliera italiana “Enrica Lexie” dell’armatore Fratelli d’Amato, equipaggiata con un nucleo della Marina Militare di sei uomini in funzione anti-pirateria. Di quel nucleo, il capo di prima classe Massimiliano Latorre e il sergente Salvatore Girone del reggimento San Marco vengono posti in stato di fermo nella città di Kochi dove la nave era nel frattempo attraccata. Sottoposti alla giurisdizione indiana e alla durezza della sezione 302 del Codice penale indiano rischiano ora di essere condannati a morte o all’ergastolo dalla Corte di Kollam.

    L’apparente semplicità della ricostruzione indiana si scontra con almeno due elementi evidenziati dalle autorità italiane: la posizione esatta del vascello e l’impossibilità di giudicare militari che, agendo per conto dello Stato, godono dell’immunità funzionale dalla giurisdizione penale e civile per atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni.

    Secondo rilevazioni effettuate dalla guardia costiera indiana al momento dell’allarme, quel giorno ben quattro imbarcazioni in movimento erano compatibili con il racconto dell’equipaggio del peschereccio. La “Enrica Lexie”, la gemella “Kamome Victoria“, la nave cisterna italiana “Giovanni” e la “Ocean Breeze” che imbarcava guardie private. Proprio quest’ultimo vascello, a sole due miglia e mezzo a sud dell’ormeggio di Kochi, è riuscito a respingere una ventina di assalitori armati riportando l’incidente all’Icc-Css, il Dipartimento crimini commerciali della Camera di commercio internazionale con sede a Londra. L’ufficialità della testimonianza è una prima breccia nelle affermazioni indiane che negano con forza la presenza di pirati nell’area squalificando a priori l’intera ricostruzione italiana. Se a questo si unisce l’incapacità dei membri dell’Anthony di identificare nominalmente l’assalitore, la testimonianza dei marò e i dati satellitari a disposizione della Marina italiana, è possibile che nel medesimo tratto di mare si siano svolti ben tre eventi concomitanti: il respingimento ad opera dei fucilieri di un’imbarcazione con 5 uomini armati a bordo, l’azione delle guardie private della “Ocean Breeze” e l’incidente che ha visto coinvolto il peschereccio. Come affermato dal Professor Umberto Leanza, nel caso della petroliera le procedure d’ingaggio sarebbero state correttamente rispettate avendo i militari esploso un totale di 20 colpi distribuiti in tre raffiche in mare solo dopo aver chiesto al vascello sospetto di identificarsi.

    Al di là delle discordanze rispetto alla natura dell’incidente, ben più gravi appaiono i comportamenti tenuti dalle autorità indiane e ancor più grave l’accondiscendenza dimostrata dalla locale diplomazia italiana. Innanzitutto sia che l’incidente si fosse tenuto in acque internazionali – le 33 miglia riportate dal satellite e testimoniate dall’equipaggio dell’Anthony – sia nella zona contigua così come affermato dal procuratore indiano, il diritto dell’India di esercitare la propria giurisdizione sarebbe stato o assente o ridotto alla prevenzione di “violazione delle proprie leggi di polizia doganale, fiscale, sanitaria o di immigrazione” (art. 33 della Convenzione di Montego Bay) e non anche dell’omicidio. Su questi presupposti i legali dei due italiani hanno presentato un ricorso per “eccezione di giurisdizione” all’alta Corte del Kerala. Considerati gli avvertimenti della Marina a rimanere al largo, non è chiaro perché la nave abbia deciso di assecondare le richieste della guardia costiera indiana di dirigersi nel porto di Kochi per fornire ulteriori chiarimenti circa l’attacco e ancor di più far sbarcare i due marò per farli interrogare dalla locale autorità giudiziaria.

    Tuttavia, come spiegato dal Professor Natalino Ronziti dalle colonne de “Il Giornale”, anche qualora il fatto si fosse svolto nelle acque territoriali indiane i militari dovrebbero essere giudicati solo da tribunali italiani in base “al codice militare di pace e alla legge 130 del 2011 che prevede la possibilità di avere a bordo dei team armati”. In base a questa legge e al successivo accordo dell’ottobre 2011 tra la Difesa e Confitarma circa 60 uomini coordinati da 16 ufficiali a Gibuti possono essere impiegati dietro richiesta degli armatori sui navigli mercantili che attraversino zone considerate a rischio di pirateria. Agendo in maniera totalmente autonoma rispetto al comandante, questi Nuclei Militari di Protezione (NMP) hanno il compito non tanto di affondare gli assalitori quanto di farli desistere dall’assalto. Non essendo contractors ma agenti dello Stato “prestati” al privato essi continuano a godere dell’immunità funzionale che prevede che “l’agente non può essere citato in giudizio per rispondere penalmente o civilmente degli atti compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni”. Considerando che i corpi dei due pescatori sono già stati fatti inumare e che un’autopsia imparziale che possa metaforicamente “tagliare la testa” alla crisi è stata rifiutata, non è chiaro quanto le autorità del Kerala terranno in considerazione queste norme, tanto importanti quanto soggette ai rapporti di forza, del Diritto Internazionale.

    Le migliori speranze per i due soldati sono quindi riposte nell’azione diplomatica che verrà dispiegata dal Ministro Terzi di Sant’Agata tramite l’invio del Sottosegretario De Mistura a sostegno della delegazione di esperti dei ministeri di Esteri, Difesa e Giustizia e tramite un viaggio previsto per martedì prossimo a Nuova Delhi. Dati i presupposti, cercare di raggiungere una situazione simile a quella della “Strage del Cermis” sarebbe l’esito migliore per il nostro paese. I militari verrebbero giudicati in tribunali italiani e lo Stato avrebbe al massimo la responsabilità di risarcire le vittime. Malgrado il richiamo possa sembrare macabro ed ingiusto per i due pescatori, pare lapalissiano che non solo il comportamento fin qui tenuto dalle autorità indiane non sia ispirato a principi di trasparenza ma che per l’Italia si giochi una partita fondamentale per il proprio prestigio internazionale. Da una parte, vi è la possibilità di abbandonare i due militari al proprio destino seguendo la lunga tradizione di mancata assistenza ai nostri connazionali all’estero, dall’altra di far valere con forza i propri diritti ottenendo che le loro responsabilità vengano accertate in Italia. Se questo risultato sarà raggiunto senza distruggere i rapporti con l’India e senza dar vita ad un patrio “dagli all’indiano” si potrà vedere solo nelle prossime settimane.
    L’India non ha il diritto di arrestare i marinai italiani. L’Italia ha il dovere di dimostrarglielo | Libertiamo.it
    Matsudaira Izu no Kami disse al Maestro Mizuno Kenmotsu: "Voi siete un uomo di grande valore, peccato siate così basso".

    Kenmotsu gli rispose: "E' vero. A volte in questo mondo non tutto va come si desidera. Ora, se io vi tagliassi la testa e l'attaccassi sotto i miei piedi, sarei più alto. Ma è qualcosa che non si potrebbe fare".

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    12 May 2009
    Messaggi
    2,542
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: L’India non ha il diritto di arrestare i marinai italiani

    Abbiamo accettato per 20 anni di avere la più ridicola rappresentanza diplomatica nei paesi del G8 e BRIC? Abbiamo accettato che forse uno dei pochi ministri di Berlusconi rinomati al mondo, il ministro degli esteri Ruggiero, si dimettesse senza porci qualche quesito in merito?

    Ed allora icché blateriamo di diritti del menga verso paesi del BRIC che non ci considerano autorevoli? Dobbiamo rammentare del caso Battisti e Brasile, altro paese del BRIC?

    E perbacco, anche i politici e movimenti meno scafati dovrebbero sapere che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. E l'India sta dimostrando che se vuole rompere le palle, lo fa, lo farà e noi, con un ministro un tantino più professionale del precedente soprammobile, dovremo sudare 100 camice per ottenere un contentino. E chissà a quale caro prezzo.

    Il rispetto ed autorevolezza diplomatica internazionale la si ottiene con i fatti, con i personaggi giusti, con le decisioni giuste e con le prese di posizioni giuste. La prossima volta, datevi una mazzata sui testicoli prima di accettare le dimissioni di Ruggiero, ora a nella board di Citigroup. Lasciando Ruggiero, avete concesso a Frattini campo libero. Si dovrebbe vietare ad un partito che acconsente a tale scempio di continuare ad avere voce in capitolo in politica estera.

 

 

Discussioni Simili

  1. MARO ITALIANI MANDATI IN CARCERE IN INDIA.
    Di paulhowe nel forum Politica Estera
    Risposte: 9
    Ultimo Messaggio: 11-04-13, 14:57
  2. IV legislatura - seduta straordinaria del Senato: vicenda dei marò italiani in India
    Di von Dekken nel forum Archivio della Comunità di Pol
    Risposte: 47
    Ultimo Messaggio: 02-04-13, 19:03
  3. India, italiani rapiti perché facevano foto
    Di orpheus nel forum Cronaca
    Risposte: 20
    Ultimo Messaggio: 21-03-12, 18:11
  4. India: maro' italiani uccidono due pescatori
    Di neuro nel forum Politica Estera
    Risposte: 83
    Ultimo Messaggio: 22-02-12, 01:49
  5. I proclami italiani e il diritto internazionale violato
    Di Veneto Governo nel forum Veneto
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-11-07, 21:30

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225