questo bresciano che dopo aver assunto cocaina guidando a tutta velocità un tir carico di maiali aveva causato una strage nel mantovano (il bresciano uccise una giovane madre mantovana e la sua figlioletta di soli 9 anni) ora rischia al massimo 15 anni di carcere. Ma scommetto che se la caverà anche con meno.
Il bresciano di fronte al marito e padre delle vittime aveva avuto l'ardire di chiedere il rito abbreviato per ottenere uno sconto di pena.
PENA DI MORTE
Processo in aula Il camionista bresciano rischia 15 anni - Cronaca - Gazzetta di Mantova
Adam Pelizzari, il camionista 33enne di Pralboino in provincia di Brescia, che il 5 luglio scorso causò la morte di Ornella Galfredi di 45 anni e della figlia Benedetta Sinico di 9, sarà processato in aula. Ieri mattina il giudice Gianfranco Villani ha respinto la richiesta di giudizio abbreviato che avrebbe permesso al conducente del Tir uno sconto di pena, e ha fissato per il 23 marzo prossimo la prima udienza al tribunale di Castiglione delle Stiviere. La difesa, lo ricordiamo aveva chiesto un abbreviato condizionato per sentire i due periti di parte, l’ingegner Ubaldo Mazzoncini e il dottor Ugo Pani, medico legale di Bergamo. Il primo avrebbe dovuto dire che sì la velocità era elevata ma che quei quindici chilometri in più all’ora non erano la conseguenza dell’assunzione di cocaina. Il secondo avrebbe affermato che la droga assunta tre giorni prima non poteva avere effetti perduranti. Il pubblico ministero Giulio Tamburini, a quel punto, ha chiamato in causa tre testimoni che hanno confermato lo stato confusionale del camionista: un’automobilista e due abitanti del luogo. Per loro il conducente del Tir era in uno stato di evidente alterazione. A quel punto il giudice ha deciso di non ammettere l’abbreviato. Presente all’udienza anche Claudio Sinico che si è visto privare, in un sol colpo, della moglie e della figlia. Ornella Galfredi e la sua bambina, Benedetta, sono rimaste schiacciate nella loro auto dal rimorchio del tir carico di suini. L’accusa è di duplice omicidio colposo aggravato. E le aggravanti sono rappresentate dall’uso di cocaina, dalla condotta stradale e dall’ aver provocato la morte di più di una persona. Rischia fino a quindici anni di carcere.
«Sono distrutto. Sconvolto e atterrito - aveva detto Pelizzari - Non mi sparo solo perché ho un nipote di due anni che mi tiene in vita».




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