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Discussione: Ancora un mostro....

  1. #11
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da samba de amigo Visualizza Messaggio
    Imen!!!

  2. #12
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    ma fatti curare veramente!
    La Stampa
    del 7 maggio 2010 a cura di Beatrice Raspa
    “Io, sporcata per sempre dall’accusa di pedofilia”
    La Cassazione scagiona definitivamente le maestre
    Nell’asilo degli orrori solo bugie.
    “Perseguiti per fatti inesistenti, i pm non hanno mai cercato le prove a nostro discarico”


    L’inchiesta mi ha lasciato addosso un senso di fragilità enorme. Non riesco più a guardare un bambino. E ho la sensazione che chiunque potrebbe giudicarmi colpevole. Gioire? E come faccio? Mi è rimasta addosso una tale fragilità. Una sensazione che chiunque in qualsiasi momento potrebbe farti del male o giudicarti colpevole». Daniela ha 47 anni, un figlio di 25 che va all'università, una grande passione per i bimbi. Ha lavorato a contatto con i piccoli, a scuola, da subito, appena conseguito il diploma di maestra. Poi un giorno, dopo oltre vent'anni, la sua vita è cambiata. I genitori di quei bimbi che teneva in braccio e faceva giocare da sempre 7 anni fa hanno cominciato ad avere paura di lei. A sospettare che forse dietro quella voce cristallina si nascondesse un orco. Un mostro. Una donna che riservava oscene attenzioni agli allievi, partecipando a un agghiacciante scenario di pedofilia consumata all'asilo tra satanismo, botte, sevizie con i mozziconi di sigaretta, fughe da scuola con i malcapitati sotto braccio per portarli da misteriosi «uomini neri».pronti ad abusarli e filmarli. Una donna da denunciare alla polizia.

    Daniela ha vissuto cosi, col marchio della perversione, dal 2003 al 2010. Ieri la Cassazione ha scritto la parola fine. Assolta «perché il fatto non sussiste», come era stato decretato dal verdetto di primo grado, il 6, aprile 2007, e in appello, il 31 marzo2008. Lei, altre 5 maestre della scuola comunale di Brescia Sorelli e un sacerdote di una parrocchia vicina sono stati riabilitati. La terza
    sezione penale, rigettando il ricorso della procura generale e delle parti civili, ha chiuso, definitivamente un caso che per quasi un decennio ha spaccato Brescia. Inchieste, centinaia di udienze, tensioni in aula, fiaccolate, petizioni, denunce per diffamazione.
    Ieri a poche dalla notizia della sentenza che l'ha fatta uscire dall'incubo, Daniela ha accettato di ripercorrere la sua odissea. Oggi è una donna provata ma è una combattente. “La mia vita a 40 anni è stata ribaltata - confida - ma ho cercato di non farmela rovinare del tutto. Certo, molte cose sono rimaste. Prendo psicofarmaci, per due anni sono uscita da casa solo
    accompagnata. Per oltre due mesi non ho avuto il coraggio di avvicinarmi ai miei nipotini. Mi sentivo sporca anche se non avevo fatto nulla». Per lei, per le 5 colleghe e il sacerdote, i pm avevano chiesto condanne per 125 anni.

    «Siamo stati perseguiti per fatti che non esistono - sottolinea Daniela -gli inquirenti non hanno mai cercato prove a nostro discarico.Eppure gli elementi non mancavano. In aula avevo i carabinieri dietro che mi rassicuravano, portandomi il caffé e dicendomi che in 200 udienze di prove non ne avevano ancora sentite. Perché nessuno ha mai scritto la parola fine prima? Chi mi conosceva per fortuna mi ha sostenuto. E anche molti altri. Ho conosciuto gente meravigliosa. Sono stata costretta a cambiare lavoro ma anche ora è difficile, non posso avvicinarmi alle mamme con bambini in braccio». Ma c'è qualcuno che ha la colpa di tutto questo? «Non so, forse gli psicologi e periti incompetenti. Se c'è un bambino da salvare non si fa così. Non accusando persone innocenti. Non mentendo in aula, come ho sentito fare a certi genitori, anche se capisco la paura». La vicenda è esplosa nel 2003, quando al Sorelli si è diffusa la voce di un trasferimento di alcune maestre da un altro asilo comunale, l'Abba, nella bufera per un caso di presunta pedofilia (poi
    smontata). Una mamma, raccolte le confidenze dalla figlia, ha fatto da detonatore per quella che i giudici non hanno esitato a definire un crescendo di psicosi collettiva, un contagio emotivo. L'indagine, suddivisa in due tranche, nel tempo è approdata solo ad archiviazioni e assoluzioni. I racconti, le perizie su luoghi e persone - trovati segni compatibili con abusi su 4 bimbe -hanno denotato «carenze investigative» e sono stati bocciati.

  3. #13
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da Maximilian Visualizza Messaggio
    La Stampa
    del 7 maggio 2010 a cura di Beatrice Raspa
    “Io, sporcata per sempre dall’accusa di pedofilia”
    La Cassazione scagiona definitivamente le maestre
    Nell’asilo degli orrori solo bugie.
    “Perseguiti per fatti inesistenti, i pm non hanno mai cercato le prove a nostro discarico”


    L’inchiesta mi ha lasciato addosso un senso di fragilità enorme. Non riesco più a guardare un bambino. E ho la sensazione che chiunque potrebbe giudicarmi colpevole. Gioire? E come faccio? Mi è rimasta addosso una tale fragilità. Una sensazione che chiunque in qualsiasi momento potrebbe farti del male o giudicarti colpevole». Daniela ha 47 anni, un figlio di 25 che va all'università, una grande passione per i bimbi. Ha lavorato a contatto con i piccoli, a scuola, da subito, appena conseguito il diploma di maestra. Poi un giorno, dopo oltre vent'anni, la sua vita è cambiata. I genitori di quei bimbi che teneva in braccio e faceva giocare da sempre 7 anni fa hanno cominciato ad avere paura di lei. A sospettare che forse dietro quella voce cristallina si nascondesse un orco. Un mostro. Una donna che riservava oscene attenzioni agli allievi, partecipando a un agghiacciante scenario di pedofilia consumata all'asilo tra satanismo, botte, sevizie con i mozziconi di sigaretta, fughe da scuola con i malcapitati sotto braccio per portarli da misteriosi «uomini neri».pronti ad abusarli e filmarli. Una donna da denunciare alla polizia.

    Daniela ha vissuto cosi, col marchio della perversione, dal 2003 al 2010. Ieri la Cassazione ha scritto la parola fine. Assolta «perché il fatto non sussiste», come era stato decretato dal verdetto di primo grado, il 6, aprile 2007, e in appello, il 31 marzo2008. Lei, altre 5 maestre della scuola comunale di Brescia Sorelli e un sacerdote di una parrocchia vicina sono stati riabilitati. La terza
    sezione penale, rigettando il ricorso della procura generale e delle parti civili, ha chiuso, definitivamente un caso che per quasi un decennio ha spaccato Brescia. Inchieste, centinaia di udienze, tensioni in aula, fiaccolate, petizioni, denunce per diffamazione.
    Ieri a poche dalla notizia della sentenza che l'ha fatta uscire dall'incubo, Daniela ha accettato di ripercorrere la sua odissea. Oggi è una donna provata ma è una combattente. “La mia vita a 40 anni è stata ribaltata - confida - ma ho cercato di non farmela rovinare del tutto. Certo, molte cose sono rimaste. Prendo psicofarmaci, per due anni sono uscita da casa solo
    accompagnata. Per oltre due mesi non ho avuto il coraggio di avvicinarmi ai miei nipotini. Mi sentivo sporca anche se non avevo fatto nulla». Per lei, per le 5 colleghe e il sacerdote, i pm avevano chiesto condanne per 125 anni.

    «Siamo stati perseguiti per fatti che non esistono - sottolinea Daniela -gli inquirenti non hanno mai cercato prove a nostro discarico.Eppure gli elementi non mancavano. In aula avevo i carabinieri dietro che mi rassicuravano, portandomi il caffé e dicendomi che in 200 udienze di prove non ne avevano ancora sentite. Perché nessuno ha mai scritto la parola fine prima? Chi mi conosceva per fortuna mi ha sostenuto. E anche molti altri. Ho conosciuto gente meravigliosa. Sono stata costretta a cambiare lavoro ma anche ora è difficile, non posso avvicinarmi alle mamme con bambini in braccio». Ma c'è qualcuno che ha la colpa di tutto questo? «Non so, forse gli psicologi e periti incompetenti. Se c'è un bambino da salvare non si fa così. Non accusando persone innocenti. Non mentendo in aula, come ho sentito fare a certi genitori, anche se capisco la paura». La vicenda è esplosa nel 2003, quando al Sorelli si è diffusa la voce di un trasferimento di alcune maestre da un altro asilo comunale, l'Abba, nella bufera per un caso di presunta pedofilia (poi
    smontata). Una mamma, raccolte le confidenze dalla figlia, ha fatto da detonatore per quella che i giudici non hanno esitato a definire un crescendo di psicosi collettiva, un contagio emotivo. L'indagine, suddivisa in due tranche, nel tempo è approdata solo ad archiviazioni e assoluzioni. I racconti, le perizie su luoghi e persone - trovati segni compatibili con abusi su 4 bimbe -hanno denotato «carenze investigative» e sono stati bocciati.
    non mi pare sia questo il caso riportato in apertura del thread!
    non sarebbe cmq neppure la prima volta che qualcuno viene assolto per mancanza di prove e poi compie lo stesso reato
    Ultima modifica di Amalie; 24-02-12 alle 23:42


  4. #14
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da testadiprazzo Visualizza Messaggio
    *
    Ancora un mostro..!
    Non ho potuto fare a meno di postare l'ennesimo caso di caccia alle streghe..senza streghe..
    *Comincia con una bimba che dice cose ovvie..tipo che l'inserviente mi ha aiutata ad andare in bagno..mi ricordo che anch'io venivo portato in bagno dal custode all'elementari..ma quelli erano altri tempi..
    Ma perchè, tu alle elementari non eri in grado di andare al gabinetto da solo?
    noi sapevamo dov'erano i bagni e ci andavamo da soli...

    forse era meglio se c'andavi da solo pure tu...
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  5. #15
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    Ma perchè, tu alle elementari non eri in grado di andare al gabinetto da solo?
    noi sapevamo dov'erano i bagni e ci andavamo da soli...

    forse era meglio se c'andavi da solo pure tu...
    Vabbè, ma alla materna no, almeno per quanto riguarda la cacca...

    Tra parentesi, io sono stato molto fortunato ad avere mia zia che lavorava alla segreteria della mia scuola elementare, così quando dovevo fare la cacca la chiamavo, facevo i miei bisogni nel cesso dei professori e non in quella porcheria di gabinetti del volgo, indi mi facevo fare il bidè nel lavandino... non avrei mai sopportato di restare col sedere sporco per ore.

  6. #16
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da Amalie Visualizza Messaggio
    non mi pare sia questo il caso riportato in apertura del thread!
    non sarebbe cmq neppure la prima volta che qualcuno viene assolto per mancanza di prove e poi compie lo stesso reato
    Sèèèè la voglio proprio vedere la maestra (femmina tra l'altro) che va di nascosto rapendo i bambini della scuola (pure cogliona quindi, poteva usare i suoi figli come fa il 99,999% dei pedofili o li poteva comprare a 3 euro in un campo nomadi) per fare i riti SATANICI :see: e i filmini pedoporno (se esistono come mai non li hanno ancora trovati su internetto? E che erano in super8 e se li scambiavano manualmente?) ostridicolo:

    E si potrebbe continuare... ostridicolo:

  7. #17
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Ti ricordi di Rignano Flaminio? Puzzava di stronzata da 200 km.
    "The gods that we've made are exactly the gods you'd expect to be made by a species that's about half a chromosome away from being chimpanzee." ~ Christopher Hitchens

  8. #18
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da Maximilian Visualizza Messaggio
    Sèèèè la voglio proprio vedere la maestra (femmina tra l'altro) che va di nascosto rapendo i bambini della scuola (pure cogliona quindi, poteva usare i suoi figli come fa il 99,999% dei pedofili o li poteva comprare a 3 euro in un campo nomadi) per fare i riti SATANICI :see: e i filmini pedoporno (se esistono come mai non li hanno ancora trovati su internetto? E che erano in super8 e se li scambiavano manualmente?) ostridicolo:

    E si potrebbe continuare... ostridicolo:
    ma i suoi figli non hanno mica 3/4 anni!! non mi pare fossero stati rapiti ma portati fuori dalla struttura e poi riaccompagnati .... e ti pare piu' da furbi esporsi con dei nomadi che potrebbero poi ricattarti? sei un vero genio del crimine....:hihi:
    io la mano sul fuoco per quella gente anche se è stata assolta per mancanza di prove non ce la metto!
    Ultima modifica di Amalie; 25-02-12 alle 00:16


  9. #19
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    Citazione Originariamente Scritto da samba de amigo Visualizza Messaggio
    Ti ricordi di Rignano Flaminio? Puzzava di stronzata da 200 km.

    a queto proposito:


    I presunti pedofili di Rignano
    “GLI PSICOLOGI SONO
    LA VERA VOCE DEI MINORI
    IN CASO DI ABUSO
    CI VUOLE PROFESSIONALITA’”
    di Marco Lagazzi*
    Il ruolo del primo osservatore è fondamentale in casi di abuso su minori.
    Esistono delle linee guida nazionali e internazionali ben codificate che
    regolano l'interrogatorio di minori e la modalità di ripresa della
    testimonianza video di un bambino, presunta vittima di abusi sessuali.

    Linee guida, racchiuse nella Carta di Noto e diffuse dal Cismai
    (Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l'Abuso
    all'Infanzia). Sono gli psicologi, gli specialisti psichiatrici, i consulenti delle
    parti in causa che devono freddamente raccogliere le testimonianze dei
    bambini, per arrivare a prove certe da sottoporre in un secondo momento
    all’attenzione del giudice. Il video girato da un genitore può non valere come
    prova esclusiva di un trauma da abuso, anche perché questo tipo di
    intervento può facilmente essere interpretato come suggestione del minore.
    «Tutte le volte che queste indagini e che la raccolta di prove sono effettuate
    sull'onda dell'emotività, da soggetti terzi come genitori o insegnanti, senza
    seguire le regole stabilite codificate a livello scientifico, aumenta la
    probabilità che il giudice possa ritenere queste prove non utilizzabili per la
    sua decisione». Lo dice chiaro e tondo, non senza un certo rammarico, Marco
    Lagazzi, criminologo di fama, psichiatra forense già consulente in casi
    importanti come quelli di Brescia e Asti.

    Dottor Lagazzi, la stupisce il rilascio delle maestre di Rigirano?
    Non mi stupisce per nulla. Sulla base di quanto è emerso dai giornali, forse
    il giudice non poteva fare altrimenti.
    Perché?

    La legge e di conseguenza i giudici, soprattutto in questioni delicate come
    quella di Rignano, hanno bisogno di dati certi e verificati. Altrimenti
    decadono gli estremi della detenzione cautelare.
    Come funziona l'interrogatorio di un minore in casi come questi?
    L'interrogatorio di un minore è molto delicato. Perché una testimonianza
    sia considerata attendibile dal giudice, e quindi fruibile come prova, è lo
    specialista che deve svolgerlo. I genitori, troppo coinvolti, possono porre
    domande spontanee e giuste, ma che in tribunale potrebbero essere
    giudicate induttive. D'altronde, se il genitore si trova sempre più spesso a
    documentare da solo le sconvolgenti dichiarazioni di suo figlio, è forse
    perché non riceve immediatamente dalle istituzioni pubbliche o dai
    professionisti cui si rivolge le indicazioni certe e chiare su cosa fare per
    tutelare il bambino e nello stesso tempo rendere utilizzabili le sue parole in
    tribunale.
    Può fare qualche esempio?
    Se in un caso di presunti abusi su minori si chiede a un bambino: "mi puoi
    ripetere quello che hai già detto alla mamma?", allora la risposta non è
    utilizzabile come prova, perché si tratta di una domanda "pilotata". Ma qui
    sta alla professionalità di psicologi e consulenti legali il fatto di seguire le
    regole. Come si fa in questo caso a dimostrare che il bambino dice la verità,
    oppure esprime fantasie o falsi ricordi? In casi di sospetti abusi su minori,
    la prima regola è chiamare uno specialista.
    Altri casi di interrogatori non validi al fine di un processo?
    Mi è capitato il caso di tre maestre di scuola, che avevano interrogato dei
    bambini loro sponte, facendo loro stesse un verbale scritto dal quale
    risultavano domande di buon senso che tuttavia sono state considerate
    induttive in tribunale, facendo annullare l'utilizzabilità del loro lavoro.
    Quale il rischio?
    Il rischio vero è che per il mancato rispetto delle procedure, si potrebbe
    condannare un innocente, oppure assolvere un colpevole
    . Ripeto, è compito
    dello psicologo tutelare il bambino. Per questo esistono linee guida
    scientifiche.
    Come si deve procedere?
    Ci vuole freddezza, scientificità e soprattutto ricordare che più è
    inoppugnabile un accertamento fatto nelle prime fasi del procedimento, più
    il bambino sarà tutelato dal dover ripetere nuove indagini o dall'essere
    considerato non attendibile. Uno psicologo non deve comportarsi da uomo
    della strada, in casi delicati. Lo stesso vale ad esempio per i "sintomi di
    malessere" del bambino. Non sempre rispecchiano un abuso. Ci vuole
    attenzione. Ad esempio, ho seguito la perizia di una bambina, in terapia da
    4 anni per abuso, sulla parola della madre. La psicologa in questo caso ha
    emotivamente seguito l'indicazione diagnostica iniziale fornita dalla madre,
    senza fare nessuna "diagnosi differenziale" e quindi senza poter capire se
    quello che le era stato riferito fosse vero o no. Non ci si può basare
    solamente sull'onda emotiva delle paure di un genitore in casi così gravi,
    ma neppure si deve pensare (come invece sta accadendo in questi giorni)
    che qualunque genitore che denuncia abusi sia un pazzo, un mitomane o un
    fanatico.
    Cosa consiglia ai consulenti coinvolti in casi di abuso su minori?
    Non lasciarsi prendere dall'emotività. Restare neutri e documentare con
    scrupolo anche con videoregistrazione ogni fase del lavoro. Il consulente
    deve contribuire ad accertare la realtà clinica. Innocenza o colpevolezza la
    decide il giudice.
    · Marco Lagazzi (Genova 1957) è un medico specialista in psicologia, criminologia, psicoterapeuta.
    Lavora dal 1982 come psichiatra forenze. E’ stato consulente tecnico nei procedimenti relativi a
    criminali di guerra della ex Jugoslavia (Tribunale ONU dell’Aja), al mostro di Firenze, alla Banda
    della Magliana e a casi di serial killer.
    Fonte: Epolis, 11 maggio 2007
    Ultima modifica di Amalie; 25-02-12 alle 00:28


  10. #20
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    Predefinito Re: Ancora un mostro....

    La bambina gironzola attorno a un letto pieno di peluche. È l’ora di pranzo: un giorno di luglio del 2006, in un condominio di Rignano Flaminio, paesino a un’ora da Roma. Lei ha 4 anni, indossa solo un paio di mutandine bianche. Una telecamera registra. Il padre le domanda: “Ma chi è che faceva la bua a questi amichetti tuoi?”. “Il drago!” risponde lei. “E oltre il drago chi era?”. “Polifemo”. L’uomo le chiede: “Non stavano dentro la scuola?”. “No”. Le dà della bugiarda. “Allora non era vero che ci sono delle persone che fanno la bua agli amichetti tua?”. “No”. Il padre le dice ancora che mente: vuole sapere della maestra Patrizia. “Tu sei un bugiardo! Vattene” dice la bambina lanciando un peluche. Il padre, dopo un po’, insiste: “Non li avete mai fatti ’sti giochi con Patrizia?”. “Non si fa. Smettila! Zitto!”. La telecamera continua a registrare.

 

 
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