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    Predefinito Chi arma di nascosto i ribelli siriani?

    24 febbraio 2012

    Le potenze occidentali starebbero rifornendo i rivoltosi di armi e non solo

    Bassma Kodmani, donna di spicco nel Consiglio Nazionale Siriano, ha confermato che alcuni paesi stranieri stanno appoggiando la rivolta dei ribelli ma si è rifiutata di svelarne i nomi. Lo conferma il Telegraph.

    LE FORNITURE - Questi paesi non forniscono solo armi ma anche strumenti di comunicazione, equipaggiamenti e visori notturni. Il beneficiario sarebbe il “Libero Esercito Siriano”, ovvero le forze armate dei ribelli. La donna non ha voluto rivelare lo stato della fornitura di armi leggere, ma ha fatto capire che gli ormai paesi “alleati” hanno cominciato a mandare armi potenzialmente letali. Un ‘favore’ venuto in risposta agli appelli dei ribelli nei giorni scorsi, quando appunto erano stati richiesti ampi rifornimenti di armi per non soccombere nelle sempre più frequenti battaglie contro i soldati fedeli a Bashar Al-Assad.

    L’OCCIDENTE NEGA - Le potenze occidentali hanno invece negato quasi subito qualsiasi coinvolgimento, smentendo così la Kodmani. Un diplomatico ha negato qualsiasi trattativa, oltre che qual si voglia consegna di armi tra le potenze occidentali e i ribelli. “Ci sono molte persone che sostengono come qatarioti e sauditi si stiano accordando con gli oppositori, ma a me personalmente non risulta niente di tutto questo”. Sempre secondo questo diplomatico, le potenze occidentali ritengono qualsiasi opzione militare “lunga e dai costi incerti”. Al momento l’unica strategia resta quella della pressione diplomatica, sospinta anche dalla Russia.

    EMBARGO DI ARMI EUROPEO – William Hague, ministro degli Esteri britannico, intervenuto alla conferenza, “Amici della Siria”, svoltasi oggi a Tunisi, ha detto che la Gran Bretagna al momento non prevede di spedire armi ai ribelli. “Stiamo rispettando un embargo per le armi in Siria, a nome dell’Unione Europea, e intendiamo rispettare tale decisione in ogni direzione”. Le potenze occidentali continuano a ribadire il carattere “umanitario” del loro interesse e la necessità di fermare le violenze visto anche l’evidente fallimento delle Nazioni Unite nel gestire la crisi nel Paese asiatico.

    GLI AMICI DELLA SIRIA - La conferenza rappresenta un’occasione per discutere la proposta, avanzata dalla Croce Rossa e dal Syrian National Council, SNC, di stabilire dei “corridoi umanitari” in accordo con le autorità siriane, utili a trasportare medicine e feriti. Tra le proposte in questo momento al vaglio dei protagonisti un cessate il fuoco di due ore che possa consentire di curare o portare in salvo i feriti. La Russia e la Cina hanno deciso di boicottare la conferenza dopo aver posto il veto su una risoluzione dell’ONU che chiedesse a la fine delle violenze. I due giganti, comunque, stanno facendo pressione su Assad affinché interrompa l’assedio di Homs e di altre città del Paese. I russi, in particolare, sarebbero favorevoli al piano di un corridoio umanitario.

    SNC LEGITTIMO RAPPRESENTANTE - L’organizzazione di un corridoio umanitario sarà quindi, con tutta probabilità, il primo incarico affidato a Kofi Annan, già segretario generale dell’Onu, nominato il 23 febbraio inviato speciale per le Nazioni Unite in Siria. La conferenza “Amici della Siria” ha riconosciuto l’SNC come “legittimo rappresentante” di una Siria alla ricerca di un cambiamento democratico. La mossa, simile a quella che diede autorevolezza ai rivoltosi libici rappresenta un monito per Bashar Al-Assad e la sua politica, con il rischio che possa finire in Libia e rappresenta un incoraggiamento per gli ufficiali dell’esercito regolare affinché abbandonino il Presidente. Dall’altro canto però gli occidentali sperano così di dare credibilità all’opposizione siriana in previsione di quello che viene ritenuto “un inevitabile passaggio di poteri”.

    FORNITURA DI ARMI ULTIMA CARTA – A confermare tutto questo lo stesso Hague con la seguente frase: “Noi abbiamo deciso, di concerto con le altre Nazioni, di riconoscere [l'SNC] come legittimo rappresentante del popolo siriano”. Una volta dato il riconoscimento, però, gli occidentali non hanno fatto menzione, almeno ufficialmente, di qualsiasi fornitura di armi ai ribelli. Le grandi potenze hanno escluso nuovamente un intervento diretto e confermato che la consegna di armi ai ribelli non è prevista, almeno nel breve periodo, e che comunque si tratterà dell’ultima carta.

    IL QATAR HA GIA’ INIZIATO – La Kodmani ha però confermato al Telegraph che in realtà è già in corso, al riparo di telecamere e taccuini, una trattativa per la fornitura di armi: “Si è attivata una rete informale che ha permesso l’accesso nel Paese di molte armi”. La donna ha anche specificato che i paesi “occidentali” hanno iniziato a fornire strumenti di comunicazione, equipaggiamenti e visori notturni. Quest’equipaggiamento arriverebbe direttamente dal Qatar. Al momento i ribelli sono equipaggiati con fucili Kalashnikov, alcuni sottratti dai disertori dell’esercito regolari e altri acquistati al mercato nero in Turchia e Libano. Inoltre i ribelli hanno a disposizione granate e mortai. Si stima che dovrebbero essere in loro possesso anche delle armi anti-carro sotttratte ai depositi dell’esercito.

    LA VOCE PROVENIENTE DA ISRAELE - Il 9 febbraio avevamo parlato in questo articolo della possibilità, lanciata dal sito israeliano Debka.com, in genere ben informato per quanto riguarda le questioni militari, che a Homs fossero già in azione componenti del Genio militare degli eserciti inglese e qatariota. Si trattava di tattici, esperti di comunicazione e “tramiti” per organizzare i rifornimenti di armi, munizioni, logicista e combattenti, il tutto proveniente dalla Turchia. Secondo Debka, i due contingenti stranieri avrebbero stabilito a Homs quattro centri operativi: nel distretto di Khaldiya, a Bab Derib, Rastan e Bab Amro.Russia Today aveva aggiunto che questi quattro insediamenti avrebbero dovuto essere la testa di ponte per un eventuale intervento militare da parte della Turchia. Non vi furono né conferme né smentite. Ora ci pensa Bassma Kodani a confermare queste voci, stavolta ufficialmente smentite dalle potenze occidentali. E intanto solo oggi sono morte altre cinque persone nel distretto di Baba Amr, alla periferia di Homs.

    Chi arma di nascosto i ribelli siriani?

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    Predefinito Re: Chi arma di nascosto i ribelli siriani?

    Lo si sapeva.
    La feccia occidentale è solita accusare l'Iran di esportare armi e terrorismo...
    ma è quello che in realtà fanno loro,lo hanno sempre fatto,con l'Afghanistan nel 80
    e oggi con Libia e Siria...

 

 

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