Considerazioni prima di scappare:
1) La perdita degli affetti e degli amici riuscirò a sopportarla?
2) Fuori dal tuo paese resti sempre uno straniero, a vita. Lo accetti?
3) Investire all’estero comporta rischi di gran lunga superiori che investire nel proprio paese dove conosci tutti i rischi, mafia e corruzione comprese!
4) Il lavoratore straniero non è mai trattato con gli stessi guanti bianchi del lavoratore locale.
5) Non farai grandi carriere. I locali non ti permetteranno di superarli.
6) Avrai nulla in comune con l’ambiente sociale locale. Non hai studiato nelle stesse scuole o nelle stesse università, non hai lo stesso passato, non hai gli stessi problemi e interessi. Farai la colonia degli stranieri che criticano ogni giorno i locali. Succede così in tutto il mondo.
7) Questi problemi sono attenuati negli Usa, che sono un paese d’immigrati, che premia la meritocrazia indipendentemente dall’etnia, e dove gli italiani godono di un certo prestigio (soprattutto a New York). Attenuati non annullati.
8) Sei sicuro di aver trovato il paese migliore per te? Ognuno ha il suo paese ideale e devo scovarlo.
Possibili vantaggi dell’espatrio felice.
1) Non mi incazzo perché questo paese non mi appartiene. “Cazzi loro”!
2) Non mi incazzo perché qui funziona tutto bene e i politici mafiosi del Bruttopaese non gestiscono più la mia vita: non gli do nulla non possono rubarmi nulla.
3) In certi paesi a basso costo posso aprire con pochi soldi l’attività che mi piace, che nel Bruttopaese non avrei potuto aprire. Tipo studio fotografico, boutique di moda, bistrot, chiosco sulla spiaggia etc.
4) Nei paesi ad alto costo posso risparmiare una quota del mio alto stipendio e poi investirlo per crearmi eventualmente un’attività in proprio.
5) Come ingegnere o medico trovo lavoro quasi ovunque, basta che imparo la lingua locale.
6) In alcuni paesi (sempre di meno) la bella gnocca locale ama gli italiani stanziali. Ho un vantaggio nella seduzione.
7) In alcuni paesi in crescita, o quanto meno non in decadenza, ho la vita garantita. Non diventerò ogni anno più povero come nel Bruttopaese.
8) Tornerò in vacanza nel Bruttopaese, farò il turista, e facendo il confronto con gli amici che sono rimasti (al tubo del gas) mi sentirò “felice”. E’ importante tornare periodicamente per confrontare la situazione lasciata con quella guadagnata, altrimenti ci si lamenterà anche in paradiso, perché neppure il paradiso è perfetto.




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