(ASCA) - Norcia, 3 lug - A Norcia erano arrivati come 'ex Ppi' e oggi ripartono per Roma solo come 'Cattolici democratici nel Pd'.
Sono gli oltre cinquanta parlamentari democratici che in pullman e con mezzi propri ieri avevano raggiunto la cittadina umbra per chiudersi in un conclave per chiarire e approfondire la loro presenza nel Partito Democratico.
Questa l'idea di fondo, nel particolare pero', e se si preferisce nel contingente, l'argomento che si imponeva era quello della candidatura alla segreteria del partito di Dario Franceschini. Candidatura e soprattutto appoggio non scontato visto l'effettivo rimescolamento in atto nel Pd con parlamentari di segno cattolico (meglio sarebbe dire ex Ppi e Margherita) che appoggiano il laico ed ex Ds Pierluigi Bersani, come Rosy Bindi ed Enrico Letta. Fenomeno simile anche sull'altro versante con ex Ds 'doc' come l'ex segretario Piero Fassino o Marina Sereni ma anche (pare) Sergio Chiamparino e naturalmente in primis Walter Veltroni.
Di questo l'Agenzia Asca ne ha parlato con il senatore Roberto Di Giovan Paolo che ha partecipato alla due giorni di Norcia.
''L'aspetto molto positivo che si e' rivelato in questo convegno, che va ricordato era fissato da tempo e comunque prima della candidatura di Franceschini, per me -spiega Di Giovan Paolo- e' che il dibattito si e' sviluppato e concluso abbandonando l'idea di essere degli 'ex', che poi vuol dire 'ex Ppi': noi siamo e ci sentiamo Cattolici democratici, felkici di essere nel Partito Democratico e felici di costruire un partito nuovo con altri''.
D - Questo, che e' un aspetto propriamente culturale, come e' stato conciliato con l'aspetto strettamente politico, contingente, della candidatura alla segreteria del partito e il congresso?.
DI GIOVAN PAOLO - ''Semplicemente e' ritenuta positiva anche la competizione. Una competizione leale e costruttiva per l'affermazione del 'partito nuovo'. Guardi che nel nostro dibattito ci siamo rivolti a Bersani con grande rispetto, ci mancherebbe! E' persona di grandi qualita'. Ma nello stesso tempo abbiamo riflettuto sulle sue proposte e quelle di Franceschini e abbiamo concluso che quella di Bersani e' una proposta moderna per il governo, ma antica per il Partito.
Voglio dire che un governo del terzo millennio non lo si puo' fare con un partito del Novecento!''.
D - Bene tutto questo, ma perche' ieri per parlare tra voi vi siete riuniti a porte chiuse? Avevate il timore di mostrare divisioni?.
DI GIOVAN PAOLO - ''Le porte chiuse sono state sopravvalutate! Semplicemente volevamo parlare in liberta', senza dover essere costretti dalla formalita' dovuta quando si parla in pubblico. Parlare anche ricorrendo ad espressioni piu' immediate ma anche piu' sincere e per questo significative proprio per la liberta' con cui vengono fatte.
E ieri la discussione, infatti, e' stata molto libera e devo dire tranquilla. Questo sta a significare che i Cattolici democratici non fanno sconti neanche a Franceschini. Abbiamo voluto parlare e criticare in liberta'. E il dibattito l'ho trovato molto costruttivo''.
D - La conclusione e l'appoggio e il sostegno a Franceschini, che si prevedeva fin dall'inizio.
DI GIOVAN PAOLO - ''Certo che c'e' l'appoggio a Franceschini, ma non per una logica di appartenenza o di corrente. Lo ripeto: l'appoggio a Franceschini non era cosi' scontato ocome poteva apparire. E se c'e', e' perche' e' stata operata una condivisione di obiettivi e di strade per raggiungerli...''.
D - Una parola che e' stata richiamata piu' volte durante il convegno e' stata 'laicita'', ma curiosamente per un cattolico democratico per lo piu' in senso critico.
Perche'?.
DI GIOVAN pAOLO - ''La laicita' non e' che dobbiamo definirla o che rappresenti un problema e questo perche' per noi la laicita' e' un fatto e un modo di essere naturale. Il concetto di laicita' fa parte della storia dei cattolici democratici che su questo si sono battuti a lungo anche nella chiesa. E poi la laicita' per noi e' quella contenuta nell'articolo 7 della Costituzione. Ma soprattutto non consideriamo la laicita' solo in riferimento alla religione, perche' e' un atteggiamento mentale, un comportamento ispirato al dubbio, un comportamento che si guarda dal rischio delle certezze e delle verita' assolute da imporre''.
D - Un'altra parola molto citata e' stata quella di 'nuovo' ma anche di 'nuovismo'.
DI GIOVAN PAOLO - ''Inutile dire che sono due cose diverse. Un conto e' il nuovismo che e' un errore di valutazione e una carenza politica, un altra cosa e' il nuovo. E io non vorrei che con il primo si voglia liquidare il secondo. E' naturale che il nuovo, quando arriva sconcerti e metta in forse tante certezze, ma non dobbiamo averne paura, laicamente direi. Insomma se il riferimento, come e' stato fatto in questi giorni, e' alla Serracchiani io trovo che ci sono stati degli atteggiamenti ingiusti. Io capovolgerei la questione: il problema non e' la Serracchiani.E' averne una sola! Magari ne avessimo altre 10, 100 Serracchiani, perche' vorrebbe dire avere 100 nuovi talenti, nuove energie. Ma se e' una sola, allora vuol dire che siamo insufficienti''.
D - Dal punto di vista pratico, che sviluppi avra' questo convegno di Norcia?.
DI GIOVAN PAOLO - ''Dal punto di vista operativo, martedi' prossimo, la sera, avremo un incontro con tutti gli altri parlamentari del Pd che intendono appoggiare la candidatura di Franceschini. Sara' un incontro aperto, anche a chi non ha deciso la scelta di Franceschini ma che e' interessato ad un confronto. Mercoledi' poi ci ritroveremo all'inaugurazione della sede elettorale di Franceschini, a Roma in Via del Tritone''.
http://www.asca.it/news-PD__A_NORCIA...297-POL-1.html




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