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    Predefinito ALLE ORIGINI DEL TERRORISMO SIONISTA

    ALLE ORIGINI DEL TERRORISMO SIONISTA : STRUTTURE, ORGANIZZAZIONI E GRUPPI PARAMILITARI EBRAICI IN PALESTINA (1900-1948)




    di Dagoberto Bellucci


    "Perchè gli arabi dovrebbero fare la pace? Se fossi un dirigente arabo non
    firmerei mai (la pace) con Israele. E' normale: abbiamo preso il loro paese.
    Certo, Dio ce lo ha promesso, ma in cosa li può interessare ciò? Il nostro Dio
    non è il loro. E' vero che siamo originari di Israele, ma la cosa risale a
    duemila anni fa: in che cosa li riguarda? (...) Loro vedono solo una cosa:
    siamo venuti ed abbiamo rubato il loro paese. Perchè dovrebbero accettare
    questo fatto?"

    (David Ben Gurion - in N. Goldmann- "Le paradoxe juif" - Paris 1976)


    "E' giunto il giorno del giudizio, oggi è tale giorno. Non sopporteremo più
    gli attacchi delle bande messe in agitazione dal Mufti Hag Amin. Tuttavia ,
    come buoni vicini, torniamo ad avvertire i nostri amici tra gli arabi. Chi
    vuole combatterci è libero di farlo. Ma, in nome di Dio, allontanate dai
    quartieri arabi le donne e i bambini. (...) Oggi è il giorno del giudizio."

    (Prima trasmissione radiofonica del 22 aprile 1948 - dalla testimonianza di
    Tuvia Arazi - "Guerra psicologica prima della liberazione di Chaifa" apparsa
    sul quotidiano sionista "Haaretz" il 4 Aprile 1972)

    La storia dell'occupazione territoriale sionista ,della spoliazione e della
    distruzione sistematica del territorio della Terra Santa di Palestina, viene
    demenzialmente rappresentata sui media filo-sionisti dell'Occidente al pari di
    un conflitto tra gli arabi e gli ebrei e , da oltre sessant'anni, interpretata
    quale relativa compensazione delle persecuzioni subite in Europa durante il
    secondo conflitto mondiale dalle comunità ebraiche durante gli anni del Terzo
    Reich nazionalsocialista tedesco.

    Premesso l'insindacabile verità storica che assegna una corresponsabile
    attività di collaborazionismo ebraico al lato delle democrazie plutocratiche
    occidentali e al fianco dell'Unione Sovietica con una asfittica presenza - fin
    dagli anni Venti contro il Regime Fascista di Roma e , immediatamente dopo
    l'avvento hitleriano alla Cancelleria a Berlino, dal gennaio 1933 anche contro
    la Germania nazionalsocialista - di elementi ebrei ai vertici delle cosiddette
    "resistenze" antifasciste o del fuoriuscitismo antifascista esule in Francia,
    Svizzera e nei paesi ostili all'Italia mussoliniana; dobbiamo sottolineare
    l'irrilevanza colpevole e non priva di logica con la quale sono analizzati dai
    mass media occidentali gli avvenimenti precedenti l'instaurazione dell'entità
    criminale sionista in Palestina e l'assoluto silenzio in relazione al
    terrorismo paramilitare sionista precedente l'instaurazione dello "stato
    ebraico" che fa il palo con la censura esercitata incondizionatamente sulle
    redazioni di giornali e telegiornali in merito alla attuale prassi criminale
    condotta dai dirigenti israeliani contro obiettivi arabi da oltre
    sessant'anni.

    Mass media compiacenti e asserviti da decenni ai diktat sionisti continuano
    infatti a raccontare di un "rifiuto arabo" ad un presunto piano di spartizione
    della Palestina decretato dalle Nazioni Unite evitando accuratamente di
    ristabilire una verità che appare sconcertante e che , riassumendo, disegna un
    prestabilito e preciso piano di colonizzazione ebraica dei territori
    palestinesi che - a partire dall'elaborazione strategico-scrittoria del famoso
    testo su "Lo Stato Ebraico" di Theodore Herzl (1897) , programma di massima
    delle rivendicazioni 'campali' sioniste sulla Palestina, e finendo con il
    documento programmatico-sovversivo de "I Protocolli dei Savi Anziani di Sion",
    lucido e razionale schema di base per la preparazione dell'azione
    destabilizzante condotta dall'Internazionale Ebraica contro i governi e le
    nazioni europee - sancirà la nascita dell'emporio criminale sionista alias
    "stato d'Israele" e l'inizio di quella dolorosa e drammatica pagina di storia
    contemporanea che il mondo arabo ed il popolo palestinese designano con il
    termina di "Nakba" la catastrofe, l'inizio di una tragedia dalle dimensioni
    disumane per un intero popolo costretto , a 'tappe' , ad emigrare forzatamente,
    ad abbandonare le proprie terre, i propri villaggi e città, a vivere reietto
    nei più disparati angoli del mondo musulmano o segregato in casa propria (sorta
    di bidonvilles in salsa palestinese) in quella specie di "mattatoio" a cielo
    aperto che i sionisti hanno creato per indurre all'emigrazione i rimanenti
    arabo-palestinesi , per disprezzo nei confronti dell'identità culturale,
    storica, politica e religiosa degli arabi di Palestina (cristiani e musulmani
    indistintamente..."Israele" non fa 'sconti' per nessuno...mai) e per spezzare
    la resistenza condotta ad oltranza , sotto tutte le bandiere (laiche o
    nazionaliste, socialiste o islamiche) , dal popolo palestinese.

    La Palestina vive. Nonostante "Israele". Nonostante i ricatti , le
    persecuzioni sistematiche che hanno colpito un intero popolo, nonostante il
    silenzio complice dell'Occidente e del resto del pianeta, nonostante
    l'altrettanto complice 'disattenzione' e distanza 'cautamente' presa dagli
    altri paesi arabi (colpevoli quanto e più di europei ed americani di aver
    abbandonato la causa palestinese ....l'Egitto, la Giordania, le petrolmonarchie
    del Golfo con in testa l'Arabia Saudita proni e servili dinanzi al denaro
    americano e alle continue provocazioni terroristiche esercitate dai sionisti).
    Resiste, sul fronte del rifiuto arabo, la Repubblica Araba di Siria -
    magistralmente diretta da quasi quarant'anni dal Partito per la Rinascita e per
    il Socialismo Arabo del Ba'ath e dalla lungimirante politica elaborata da Hafez
    el Assad prima e dal figlio Bashar poi - che sostiene il diritto sacrosanto del
    popolo palestinese di resistere ai sopprusi e alla violenza esercitata dagli
    aguzzini dalla stella di Davide ospitando a Damasco uffici politici e basi
    militari dei principali partiti della galassia politica palestinese (Hamas,
    Jihad Islamica, Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina, Comando
    Unificato, FDPLP).

    Un sostegno concreto e tangibile quello offerto dalla Siria alla causa
    palestinese che si sposa con le legittime, pertinenti e irrinunciabili
    rivendicazioni siriane relativamente alle Alture del Golan e alla solidarietà
    da sempre offerta dai dirigenti di Damasco a Hizb'Allah e alla Resistenza
    Islamica del Libano, freccia 'puntata' contro il cuore dell'entità criminale
    sionista ( utilizzando l'efficace espressione della Guida della Rivoluzione
    Islamica dell'Iran, Grande Ayatollah e Marjà et Taqlid Sayyed Alì al Khamine'ì
    ), movimento rivoluzionario e partito politico, massima espressione e forma
    'scolpita' di una totalità organica che coniuga Teoria e Pratica, Pensiero e
    Azione, Filosofia e Ideologia provenienti dall'Islam shi'ita duodecimano e
    dalla prassi rivoluzionaria khomeinista di cui il Partito di Dio di Sayyed
    Hassan Nasrallah è figlio e migliore creatura (sicuramente la più evidente
    dimostrazione di esportazione dei Principii rivoluzionari condotta da Teheran a
    cominciare dai primissimi anni Ottanta quando saranno i Basijj-Pasdaran ad
    addestrare nella Valle della Beka'à e 'organizzare' religiosamente,
    politicamente e militarmente il primo nucleo del movimento sciita libanese).

    "Nakba: disastro, catastrofe, apocalisse. E' il termine usato dai palestinesi
    per indicare l'insieme degli eventi che hanno determinato la loro dispersione e
    la creazione dello Stato d'Israele in terra di Palestina. Forse nessun altro
    termine può indicare con la dovuta precisione e intensità la sorte del popolo
    palestinese la cui tragedia continua da quaranta anni. L'atto primo della nakba
    , la dispersione appunto, ebbe cause scatenanti che qui intendiamo analizzare
    attraverso l'esame di documenti israeliani. Ciò al fine di dare un apporto
    concreto al dibattito che su quegli eventi si svolge anche in Italia, dove è
    prevalente il punto di vista di coloro che sostengono che la Palestina fosse un
    "deserto disabitato". Per occultare la cacciata di un popolo intero si ricorre
    spesso a termini come "partenza", "trasferimento" o "fuga" che risultano
    eufemistici e parziali per indicare il processo di svuotamento del territorio
    palestinese , iniziato negli anni '47-'49 e dovuto come vedremo, ad
    un'espulsione in massa attuata sistematicamente con il terrorismo e con la
    forza." (1)

    La Nakba fu essenzialmente una tragedia, un massacro sistematico di
    innocenti, una mattanza capillare di palestinesi condotta con lucido e
    razionale cinismo e con una rabbiosa 'foga' assassina dagli sgherri del
    nascente "esercito israeliano" alias Tsahal di cui saranno precursori un
    insieme assai noto di organismi paramilitari costituiti dai sionisti in
    Palestina fin dagli anni Venti e Trenta - durante il mandato 'britannico'
    affidato dalla Corona all'ebreo e fervente sionista sir Herbert Samuel,
    ripetutamente ministro della Gran Bretagna e tra i principali dirigenti del
    Partito Liberale d'oltre Manica (2) - e tollerati, sostenuti e spesso perfino
    armati dagli stessi colonizzatori britannici su indicazioni delle principali
    organizzazioni ebraiche dell'epoca (la Jewish Agency, la Federazione Sionistica
    Mondiale, il Congresso Mondiale Ebraico, le massonerie esclusiviste del B'nai
    B'rith e le altre logge riservate ai soli ebrei peraltro influenti a tutt'oggi
    (3) nella politica del sedicente "stato d'Israele" ).

    "Nella prospettiva della conquista coloniale della Palestina , sin dagli
    inizi del secolo il movimento sionista considerò indispensabili tra i suoi
    compiti la preparazione psicologica dei suoi seguaci all'azione violenta, il
    loro addestramento militare e l'impegno a procurarsi delle armi. Ciò al fine di
    essere pronti ad attuare le proprie scelte con la forza non appena se ne fosse
    presentata la circostanza. Questa ottica di militarizzazione totalizzante
    tendeva a coinvolgere di fatto non solo ogni singolo sionista, ma, appunto
    secondo la logica del movimento , ad essa non avrebbe dovuto sottrarsi alcun
    ebreo di Palestina. Di conseguenza, pur enucleandosi ad un certo punto delle
    forze altamente specializzate per il combattimento , è necessario tenere
    presente quella condizione complessiva per comprendere sia la estesa rete di
    connivenze di cui si potevano valere le strutture militari, sia la facilità di
    rapidi apporti di nuove leve nei gruppi a più elevata specializzazione, sia la
    coincidenza, in molte circostanze, dell'opera delle organizzazioni sioniste
    (sportive, giovanili, colonizzatorie, sindacali, partitiche ecc) con
    l'intervento delle squadre armate. (...) In ogni caso, i primordi delle
    organizzazioni armate sioniste vengono fatti risalire agli anni 1900-1910
    quando, per opporsi alle proteste arabe contro i primi insediamenti sorse la
    formazione Bar-Ghiora (dal nome di uno dei capi della rivolta giudaica contro i
    romani nel 66-70 d.C. ....il nome dell'eroe popolare ebraico viene comunemente
    e più diffusamente tradotto come Bar Kokbà ndr)...). Da essa intorno al 1909 si
    sviluppò l'assai più forte compagine dell'HaShomer (il Guardiano) , segreta ,
    clandestina e chiusa e nella quale militarono futuri dirigenti come David B.
    Gurion, Ben Zvi e I. Shoatt. Altro nucleo che si distinse avanti la prima
    guerra mondiale fu il cosiddetto gruppo di Giaffa, radicato nel ginnasio di Tel-
    Aviv e dove furono attivi E. Golomb, D. Hoz e I. Tabenkin che confluiranno
    nell'HaShomer. (...) Non è questa la sede per ampliare il discorso alla
    tematica delll'arruolamento degli ebrei, cittadini dei paesi in guerra, nei
    rispettivi eserciti come i loro commilitoni di ogni fede, ispirazione politica
    e classe sociale. (...) Piuttosto, secondo il filone d'indagine che si vuole
    qui rilevare, sono da rammentare , da un lato, l'azione del gruppo spionistico
    sionista 'Nili' , operante in Palestina nella stazione agricola di Atlit, che
    trasmise informazioni militari agli inglesi dal gennaio al settembre 1917, fino
    a quando non fu scoperto e smantellato dalle autorità turche, dall'altro i più
    ambiziosi tentativi ispirati dai sionisti per costituire veri e propri corpi
    militari ebraici. In riferimento con questi ultimi propositi va segnalato il
    piano del 1914 di V. Z. Jabotinsky (1880-1940) , futuro esponente del "sionismo
    nazionale", per la formazione di una "Legione Ebraica". (...) ...di grande
    importanza sotto il profilo politico-strategico fu il primo congresso del
    movimento Unità del lavoro (Achdùt Avodà) che si tenne nel 1919 a Petach Tikvà.
    L'Achdùt Avodà fu in pratica quella organizzazione dai contorni vaghi e
    generici, ma estremamente risoluta nell'intento di impiantare in Palestina la
    realtà coloniale sionista, da cui allora presero le mosse e che sino ai giorni
    nostri ha ispirato tutti i successivi partiti e gruppi di ispirazione laburista
    che hanno dominato la scena sionista ed israeliana. Orbene tale consesso ,
    (....), decideva di "organizzare una federazione di difesa" (= Haganà) : il
    Congresso - recita una delle deliberazioni - impegna tutti i membri di Unità
    del Lavoro a rispondere con assoluta disciplina al Consiglio di Difesa in ogni
    esigenza di difesa. Poco dopo - dicembre 1920 - con il primo Congresso della
    Confederazione del Lavoro sionista (Histadrut) , la Haganà, come da allora si
    definì sinteticamente, avendo sempre quale nucleo più segreto gli uomini
    dell'HaShomer, passò sotto il controllo e poi la semplice supervisione della
    nuova e più larga organizzazione sindacale.... " (4)


    Sarà dall'Haganà che nasceranno negli anni successivi le altre strutture di
    'difesa' dei sionisti ovvero i gruppi paramilitari e terroristici che avrebbero
    costituito - una volta instauratosi il dominio ebraico sulla Palestina nella
    forma di "stato d'Israele" - il nerbo del futuro esercito d'occupazione
    sionista: l'Organizzazione (=Irgun) suddivisa in "A" e "B" quest'ultima di
    tendenze radicalmente xenofobe verso gli arabi ed i non ebrei in generale e
    dalla quale sorgerà nel 1925 il movimento revisionista e per ispirazione del
    suo leader , Vladimir Zeev Jabotinsky, la sezione giovanile del "Betar". Dalla
    stessa Organizzazione B sorse un decennio più tardi l'Irgun Zvai' Leumi'
    (Organizzazione Militare Nazionale o, secondo la sigla, EZEL) diretta fino alla
    morte , nel 1940, dallo stesso Jabotinsky e , successivamente, a partire dal
    1942 da Menachem Begin futuro primo ministro della destra sionista (Likud) del
    governo di occupazione israeliano e responsabile del martirio del Libano del
    quale, nell'estate 1982, ordinò l'invasione e la conseguente occupazione
    territoriale conclusasi solamente nella primavera 2000.

    Menachem Begin fu il responsabile politico - come Ariel Sharon allora
    ministro della Difesa lo fu su di un piano esecutivo politico-militare - del
    calvario di Beirut sottoposta per mesi ad un pesante assedio con le milizie
    palestinesi dell'OLP di Yasser Arafat costrette infine a deporre le armi ed
    accettare l'umiliante imbarco - sotto l'occhio vigile della forza
    multinazionale di pace (italiani, francesi, britannici e americani) giunta per
    sedare i combattimenti e riportare ad un margine di accettabile livello di
    scontro il conflitto civile nel paese dei cedri - e l'esilio a Tunisi.
    Il terrorista , futuro premier , Menachem Begin fu inoltre colui che ordinò e
    diede il semaforo verde alle milizie cristiano-maronite della Falange Libanese
    di Gemayel per l'operazione di pulizia etnica nei campi profughi di Sabra e
    Chatila (numero imprecisato di vittime civili innocenti comprese tra le tremila
    e le cinquemila unità). Una , l'ennesima, inaudita strage di donne, anziani e
    bambini compiuta con sistematica ferocia e barbarie impressionante dalla
    milizia maronita libanese allora principale alleata dei sionisti che avevano
    promesso all'estrema destra libanese di realizzare il suo sogno di costituirsi
    in un enclave cristiana indipendente denominata Marunistan (come spesso accade
    per le politiche imperialiste e neo-colonialiste al momento della ritirata
    israeliana dal Libano meridionale , avvenuta il 25 maggio 2000 sotto
    l'incalzare dei combattenti di Hizb'Allah e tra balli e canti di gioia della
    popolazione locale dopo 18 anni di criminale occupazione, i mercenari pro-
    sionisti della milizia del cosiddetto Esercito del Libano del Sud - ELS - di
    Lahad vennero abbandonati al loro destino e pochi furono autorizzati , con le
    famiglie, ad attraversare il confine....questi soldati al servizio permanente
    ed effettivo degli interessi sionisti nel Libano meridionale saranno catturati
    dai combattenti della Resistenza Islamica che li consegnerà alle autorità
    militari di Beirut ...la stragrande maggioranza di loro oggi si trova in
    libertà nel paese dei cedri o sono emigrati in "Israele" , Europa o Stati
    Uniti).

    Tornando alle milizie paramilitari sioniste operanti prima della costituzione
    dello "stato ebraico" in Palestina ricordiamo inoltre che nel 1942 , in pieno
    conflitto mondiale, venne fondata da un gruppo scissionista dell'EZEL o Irgun
    Zvai' Leumi' un nuovo organismo, denominato Lohamei Herut Israel (Combattenti
    per la Libertà di Israele), guidato da Avraham Stern e più noto con la sigla di
    LEHI responsabile, due anni dopo, dell'assassinio di Lord Moyne, ministro
    britannico per il Medio Oriente, ucciso il 6 novembre 1944 al Cairo. La "banda
    Stern" (come sarà tristemente ricordata dalla storiografia ufficiale
    l'organizzazione della LEHI) sarà assieme all'Irgun la principale responsabile
    dell'attentato commesso contro il King David Hotel commesso a Gerusalemme nel
    1946 e nel quale persero la vita 91 cittadini di diverse nazionalità. Attentato
    al quale fecero seguito numerosi attacchi contro obiettivi britannici e arabi
    alcuni dei quali condotti a Roma in particolare quello del 31 ottobre dello
    stesso anno che colpì l'ambasciata britannica nella capitale italiana.

    Infine ricordiamo come furono sempre esponenti delle due organizzazioni
    terroristiche (IRGUN e LEHI) i principali responsabili del massacro compiuto
    nel villaggio palestinese di Deir Yassin il 9 aprile 1948 che costò la vita di
    254 tra uomini, donne e bambini. Sempre alcuni membri del LEHI furono
    responsabili della morte, il 17 settembre 1948, del mediatore delle Nazioni
    Unite, conte Folke Bernadotte, inviato a mediare il futuro assetto politico e
    territoriale della Palestina.
    L'omicidio fu progettato di persona da Yehoshua Zetler e condotto a termine
    da un gruppo di quattro uomini guidati da Meshulam Markover. I colpi letali
    furono esplosi da Yehoshua Cohen. I capi del Lehi Nathan Yellin-Mor e Matitiahu
    Schmulevitz furono arrestati due mesi dopo l'assassinio. Molti dei sospetti
    coinvolti furono rilasciati immediatamente e a tutti costoro fu garantita
    l'amnistia generale il 14 febbraio 1949.

    Fin dagli anni Venti e Trenta come si vede i sionisti avevano installato in
    tutta la Palestina le loro strutture militari: segrete, clandestine, operative,
    estremamente efficienti, funzionali alle esigenze cosiddette 'difensivistiche'
    degli insediamenti dei coloni ebrei ma soprattutto pronte a muoversi ed
    attivarsi contro la popolazione palestinese al momento di un conflitto arabo-
    ebraico ritenuto inevitabile e anzi provocato ad arte dagli ambienti più
    estremisti del movimento sionista che non nascondeva le sue mire e le proprie
    ambizioni su tutta la Palestina storica.

    Infine è necessario dare alcune informazioni di massima relativamente alle
    organizzazioni spionistiche sioniste direttamente o indirettamente collegate
    con quelle militari ed operative sulla scena palestinese fin dagli anni Trenta
    (strettamente eterodirette dall'Haganà e dalle altre formazioni militari).

    "Per evitare il rischio di confusioni tra le varie organizzazioni
    spionistiche israeliane - riportano gli autori del volume "Nakba - L'espulsione
    dei palestinesi dalla loro terra" (5) - , passate e presenti, ricordiamo che
    prima della proclamazione dello Stato , c'erano già almeno tre strutture di
    tale genere che svolgevano varie attività: lo SHAI (sigla di Sherut Iediot =
    Servizio notizie) ovvero l'organismo militare preposto a queste azioni come
    reparto dell'Haganà in Palestina; il Mossad (abbreviazione di Mossad le alià
    bet = Istituto per l'immigrazione illegale) anche esso collegato all'Haganà ,
    ma operante all'estero in vari settori e strutture (immigrazione clandestina,
    acquisto di armi, sabotaggi contro organizzazioni arabe ecc); la Machlekà
    aravit shel Hasochnut Haiehudit (= Sezione araba dell'Agenzia Ebraica) che
    aveva anche compiti meno loschi di informazione e contatto. Il 30 giugno 1948
    fu decisa una riorganizzazione di tutti questi servizi speciali: lo SHAI
    diventerà l'AMAN (sigla di Agaf Modiin = Settore Informazioni) delle forze
    armate; vi sarà poi uno SHABAK o SHIN BET (sigle di Sherut bitachon clali =
    Servizio di sicurezza generale) che raggruppa il Mossad che continua ad operare
    all'estero ed i servizi per la sicurezza interni. Infine c'è il Dipartimento
    ricerche del Ministero degli Esteri che amplia i compiti della Machleka
    aravit."
    Alla nascita dello "stato d'Israele" - solennemente proclamata da David Ben
    Gurion nell'aprile 1948 , sostenuta ed eterodiretta dagli Stati Uniti avallata
    dall'Unione Sovietica e finanziata anche militarmente dai paesi dell'Europa
    (tanto occidentale quanto orientale) che pagheranno 'dazio' ai diktat sionisti
    (...sarà soprattutto la Germania ad essere 'spremuta' attraverso l'usurocratica
    e ricattatoria imposizioni di pesanti riparazioni post-belliche in marchi e in
    materie prime, manodopera e lavori di costruzione ex novo che faranno delle
    lande desolate palestinesi il futuro , tecnologicamente e industrialmente
    avanzato "stato ebraico"...quando si parla dei 'ritardi' del mondo arabo nei
    confronti di "Israele" si dovrebbe tenere ben presente la potenza dell'oro....
    sia che abbia raggiunto Tel Aviv in dollari, marchi, sterline, franchi o
    rubli....il 'mondo' al lato dei giudei....pressioni usuraie sui governi
    d'Oriente e d'Occidente ....onnipotenza della materia e dell'evangelico 'sterco
    del demonio'....prevaricazione monetaristica giudaica...) - il terrorismo
    paramilitare sionista diventerà l'espressione massima della potenza militare e
    dei servizi di sicurezza israeliani....trasformandosi per oltre sessant'anni
    niente più e niente meno che in terrorismo di stato diretto con estrema
    brutalità e precisione contro i vicini paesi arabi, le organizzazioni
    nazionaliste e di resistenza palestinesi, il Libano, l'Egitto, la Giordania, la
    Siria, l'Iraq ma anche , successivamente, contro la Repubblica Islamica
    dell'Iran e le nazioni, i gruppi politici, i singoli individui (diplomatici,
    scrittori, intellettuali, storici) rei di "antisemitismo" (...pena capitale ed
    eresia maxima decretata dalla moderna Inquisizione ebraica e vigente quale lex
    assoluta nella contorta e rovesciata società di massa contemporanea sottomessa
    alle forche caudine sioniste...) ....da Adolf Eichmann ad Erick Priebke ...una
    storia interminabile di blitz 'banditesco-criminali' alla 'caccia' dei
    "nazisti" di turno....il tutto ovviamente senza dimenticare le ripetute
    manifestazioni, gli attacchi, le aggressioni (anche fisiche) condotte nei
    quattro angoli del pianeta contro gli storici revisionisti che rimettono in
    discussione la fandonia propagandistica del cosiddetto "olocausto".
    "Occhio per occhio , dente per dente"....'biblici' "insegnamenti"....sete di
    vendetta e sangue nemico...."Israele" non smentisce sè stesso: violenza,
    crimini, terrorismo e stragi.... un 'marchio' d'infamia che contraddistingue e
    continuerà a distinguere i kippizzati di ogni risma e latitudine...
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

    •   Alt 

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    Predefinito Riferimento: ALLE ORIGINI DEL TERRORISMO SIONISTA

    Note -

    1) Aa.Vv. - "Dossier Palestina - Nakba - L'espulsione dei palestinesi dalla
    loro terra" - ediz. "Ripostes" , Salerno-Roma 1988;
    2) su sir Herbert Samuel scriverà Giovanni Preziosi: "Il 1.o luglio 1920
    l'amministrazione della Palestina accolse l'Alto Commissario nominato
    dall'Inghilterra (...). Gli israeliti convocarono subito dopo l'arrivo di sir
    Herbert Samuel, un'Assemblea nazionale, eletta sulla base del diritto
    universale al voto; Assemblea (chiamata in ebraico: assefat ha nichwarim) che
    ha nominato un Consiglio nazionale per la direzione delle agenzie autonome
    israelite e per la protezione dei diritti derivanti dal mandato (Wand le umi).
    (...) Sir H. Samuel arrivava preceduto dalla notizia largamente diffusa che il
    Pontefice era rimasto assai confortato dalle dichiarazioni di colui al quale
    l'Inghilterra affidava l'amministrazione della Palestina. Lo stesso patriarca
    latino di Gerusalemme , in una lettera pastorale diretta alle comunità
    cattoliche della Palestina, aveva detto: "Il sionismo era stato causa di
    preoccupazioni. Nell'interesse di tutti i non ebrei, sia i cattolici che gli
    altri, oppressi da questa preoccupazione abbiamo visitato l'Alto Commissario
    Britannico. S.E. ci ha ricevuto col dovuto rispetto e cortesia e ci ha
    assicurato che tutti gli interessi religiosi saranno tutelati. Questa
    dichiarazione che senza dubbio sarà confermata dai fatti dovrebbe rassicurare i
    trecento milioni di cattolici molti dei quali sono sudditi inglesi.". Ma i
    fatti distrussero ben presto ogni buona e ottimistica previsione. Scrive
    Roberto Paribeni nella "Rassegna Italiana del Mediterraneo" (Aprile-Maggio
    1921, pag 129): "Partiti ormai gli ultimi contingenti militari italiano e
    francese in seguito all'assunzione del mandato sulla Palestina da parte
    dell'Inghilterra , questa sembra disposta a tener piena fede alle promesse
    fatte da Balfour ai Sionisti. La popolazione della Palestina , timida, abituata
    ad obbedire tremando e a credere alla onnipotenza di chi governa , poco
    preparata per le sue profonde dissenzioni religiose allo sviluppo di un
    sentimento nazionale, si è rassegnata assai facilmente al brusco diniego della
    self determination , ammessa invece per gli arabi dello Hegiaz. Solo gli
    abitanti di Palestina si dimostrano intolleranti all'idea che possa costituirsi
    uno stato ebraico. In questo Cristiani e Mussulmani sono perfettamente
    d'accordo, tranne forse gli ortodossi sempre opportunisti e dall'Inghilterra
    sempre favoriti. I Mussulmani si rivolsero con vibranti indirizzi anti-semitici
    anche al cardinale Giustini, quando andò a rappresentare la Santa Sede alla
    festa centenaria del viaggio di S. Francesco d'Assisi in Terra Santa. Gli ebrei
    dal canto loro nulla fanno per diminuire queste antipatie. (...)" (crf articolo
    "La Palestina sotto il dominio ebraico" da "La Vita Italiana" - 15 settembre
    1921).

    Ecco inoltre la descrizione, riportata nello stesso articolo alla fine,
    dell'arrivo e dell'accoglienza riservata dagli ebrei di Palestina al "loro"
    Alto Commissario 'britannico' , eloquente testimonianza di chi fosse e per
    quali interessi lavorasse il rappresentante della Corona britannica durante gli
    anni del suo mandato palestinese:
    "L'entrata di sir Samuel a Gerusalemme se fu accolta dal glaciale silenzio
    delle vittime, fu accompagnata da nuove esplosioni entusiastiche degli ebrei.
    Sicuro: l'ineffabile alto-commissario "britannico" (!) di Palestina, chiamato
    dai profani sir Herbert Samuel , e dai suoi ebrei Scemuel Ha-Nagid (Samuele il
    Principe - sottinteso d'Israele), fu ricevuto a Gerusalemme nel silenzio
    glaciale dei non ebrei, e tra gli entusiasmi dei suoi ebrei; tanto è vero che
    tutti sapevano di chi e di che cosa egli era realmente "l'alto commissario". Ed
    ecco come l'autorevole "Jewish Guardian" racconta i fuochi...d'artifizio della
    frenetica accoglienza ebraica all'alto ebreo; traduciamo letteralmente:
    "L'aria era carica d'elettricità a causa dell'estasi di noi ebrei. L'adorazione
    che ispira l'Alto Commissario brillava negli occhi dei presenti che
    accompagnavano il suo cammino con un tuono non interrotto d'acclamazioni. Nella
    pienezza di tali squisite delizie che nessuna parola umana può esprimere ,
    molti versavano lacrime, e l'entusiasmo di tutti era tanto sincero, così
    ardente di gratitudine, così gravido di speranza e di anticipazioni (!) , che
    si poteva sentirvi la divina palpitazione del cuore di un Popolo." ("Jewish
    Guardia" , 20 agosto 1920).

    Quando si afferma - prosegue Giovanni Preziosi - che sir Herbert Samuel è il
    commissario ebreo-britannico di Palestina non si dice affatto un'esagerazione.
    Nominato commissario, prima di partire per la Palestina, sir Samuel ebbe la
    solenne investitura nella sinagoga di Londra ove un servizio di gala fu dato in
    suo onore al tempio di West End. Egli dette il suo proprio "Sepher Torah"
    (libro della legge) al rabbino come pegno della sua fedeltà al mandato
    israelitico. Egli fece la lettura liturgica della Legge; i suoi figli
    recitarono l' "Hafterah". Le celebri "investiture" del medio evo non erano più
    solenni! Poi Scemuel Nagid d'Israele s'imbarcò per andare a Roma a dire al Papa
    che...si fidasse di lui, quindi corse a Gerusalemme per inaugurare nell'"Erez
    Israel" (Terra d'Israele, così chiamano gli ebrei la Palestina) il regno neo-
    salomonico."

    3) sul ruolo della Massoneria nell'entità criminale sionista si consulti
    l'articolo in inglese del Gran Maestro frammassone Leon Zeldis intitolato
    "Jewish and arabs masons in the Holy Land - Where ideals can fashion reality" ,
    documento presentato durante i lavori della Gran Loggia regolare d'Italia a
    Roma il 20 Marzo 2004 e presente nella rete informatica al seguente indirizzo
    web: http://www.freemasons-freemasonry.com/zeldis12.html ;


    4) Aa.Vv. - volume citato;

    5) Aa.Vv. - ibidem;
    "Sarà qualcun'altro a ballare, ma sono io che ho scritto la musica. Io avrò influenzato la storia del XXI secolo più di qualunque altro europeo".

    Der Wehrwolf

 

 

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