24 GIOVANISSIMI ARRESTATI
Gang cinesi: decapitata la banda di Brescia
A decapitare le gang di giovani cinesi i carabinieri di Milano
ORE: 17:26 | VENERDÌ, 2 MARZO 2012
L’operazione «China Blue», che ha portato all’arresto di 24 cinesi appartenenti a bande giovanili di Milano, Torino e Brescia è stata condotta dagli uomini del Comando provinciale dei carabinieri di Milano, nei confronti di oltre trenta giovani di origine cinese.
Le indagini sono partite nel maggio 2009 e hanno permesso di sgominare, con l’esecuzione di 78 provvedimenti, i tre principali sodalizi criminali cinesi che imperversavano nel capoluogo lombardo, sede della più grande comunità cinese del centro-nord. Dall’inizio delle indagini sono quindi stati eseguiti in totale, con quelli di venerdì, oltre cento provvedimenti.
In carcere i tre capi delle gang principali, il capo di Milano Lau-Tu, il capo di Brescia Ai-Zi e il capo di Torino Hu-Suinhao. La città di Milano era il teatro delle lotte per il controllo del territorio. Dai dati raccolti emerge una struttura di tipo mafioso, capace di riorganizzarsi rapidamente dopo l’arresto di alcuni membri. Solo a Milano si contano dal 2009 circa 32 rapine, 3 tentati omicidi, diverse spedizioni punitive che venivano organizzate anche a pagamento con un ’tariffario' dai 1000 euro in avanti.
Innumerevoli le estorsioni ai danni di commercianti cinesi, tra cui i parrucchieri di Chinatown e le case di prostituzione. Gioco d’azzardo, sfruttamento della prostituzione, traffico di stupefacenti dalla Spagna e dall’Olanda, come ketamina, cocaina e hashish.
Le gang controllavano anche alcune discoteche, come un locale di via Papiniano, teatro nel giugno 2009 di una violenta rissa. Sequestrati questa notte 150 grammi di ketamina, 400 pasticche di ecstasy, una pistola semiautomatica, tra le 100 e le 130 armi bianche, coltelli di vario genere.
Sequestrati anche 106.000 euro tra titoli e contanti, provento delle attività di spaccio, prostituzione e gioco d’azzardo. Sono state intercettate dai carabinieri diverse conversazioni in cui alcuni membri delle gang si accordavano con prostitute rimaste incinte per organizzare aborti clandestini. I membri sono tutti giovanissimi tra i 17 e i 19 anni, nella maggior parte dei casi si tratta di immigrati di seconda generazione, spesso nati in Italia. Non vivono in famiglia ma in appartamenti tutti insieme, usano auto delle gang.
Per accrescere il sentimento di affiliazione, le bande hanno preso l’abitudine di pagare le spese legali ai membri arrestati. Tra i destinatari dei provvedimenti emessi dal gip Gentili, anche diverse ragazze.
La gang di Brescia, in particolare, aveva numerose affiliate donne che avrebbero anche organizzato spedizioni punitive al femminile. Secondo i Carabinieri, sono in crescita le denunce da parte dei commercianti di Chinatown vittime di estorsione. Sarebbe caduto il muro di omertà che ostacolava le indagini, con la comunità che si è schierata con le forze dell’ordine e contro le bande.
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Bella gente dagli occhi a mandorla, che zitta zitta si è comperata metà città... e si spartisce dal punto di vista criminale l'altra metà.





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