Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
    A raccattà i'cotone
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    Predefinito Evviva la Monti revolution!

    Là dove non poterono 15 anni di berlusconismo, bastarono pochi mesi di Governo Monti. Dopo decenni caratterizzati da un mercato del lavoro ingessato, con i sindacati fra i principali attori protagonisti di una paralisi del sistema che ha condotto l’Italia sin quasi alla bancarotta, finalmente qualcosa si è smosso, ed il totem dell’articolo 18 è fragorosamente quanto clamorosamente caduto. Certo, come sottolineato da molti non basta prevedere minori vincoli ai licenziamenti per far tornare a crescere il paese, ed in una situazione di grave depressione economica come l’attuale saranno presumibilmente non poche le famiglie che risentiranno di un simile provvedimento, almeno nell’immediato. Ma la battaglia culturale che sottende alla riforma del lavoro è di quelle campali, e se non vogliamo fermarci ad una analisi dal respiro corto e dal raggio ristretto, la novità non può che essere accolta con soddisfazione.

    Si dirà che i punti dolenti della riforma sono molti, ed è purtroppo vero: non si tocca ad esempio il cuneo fiscale, confermando a carico di imprese e lavoratori una pressione fiscale dai risvolti tirannici, e si rendono più onerosi i contratti a termine, che in questi anni difficili hanno costituito l’ancora di salvezza per molti giovani, tanto per ricordare due delle pecche più evidenti. Ma la svolta culturale è di quelle epocali, e potrebbe segnare per sempre la storia del nostro paese chiudendo il primo tratto di quella parabola riformatrice che un coraggioso Marchionne ha aperto solo pochi mesi fa. Adesso servono ovviamente molti altri passi, che portino ad una maggiore flessibilità anche in entrata e che liberino finalmente risorse ed energie senza inutili arroccamenti a difesa di quelli che non sono diritti inalienabili, bensì privilegi legati ad una stagione di benessere che pare oramai distante. Ma lo scalino culturale è stato superato, pre-condizione indispensabile per poter finalmente discutere di lavoro in modo sereno, costruttivo e teso alla crescita.

    La concertazione – sistema immorale ed illiberale - il ricorso continuo alla cassa integrazione – ammortizzatore antisociale che rappresenta una grave violazione del diritto di proprietà e libertà individuale – e la diffusione incessante di quella mentalità da posto fisso di cui non si sottolineerà mai abbastanza la pericolosità, vanno finalmente in soffitta, e tanti saluti alle ricette trite e ritrite di certa politica politicante, che daranno certo i loro frutti nelle cabine elettorali, ma che alla prova dei fatti falliscono puntualmente anno dopo anno. La presunta disparità fra datori di lavoro e dipendenti – che in realtà navigano ai lati opposti della stessa barca – aveva finito col relegare i primi al ruolo di moderni schiavi, i cui diritti di proprietà venivano quotidianamente vilipesi in nome di un socialismo che negli anni ha semplicemente cambiato pelle, ma che nella sostanza ha continuato a modellare un sistema in cui si faceva oramai impresa non in ragione del profitto, bensì per una “ragion di Stato”.

    Ci aspettano mesi difficili, in cui il pesante carico fiscale ci farà ancora soffocare ed in cui le tensioni sociali potrebbero sfociare in una nuova era di piombo, ma dobbiamo raccogliere la sfida con coraggio: c’è in ballo il benessere e la libertà di una intera civiltà.

    LibertariOnLine: Evviva la Monti REVOLUTION!
    Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.

  2. #2
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    Citazione Originariamente Scritto da Cristo Visualizza Messaggio


    Ci aspettano mesi difficili, in cui il pesante carico fiscale ci
    farà ancora soffocare ed in cui le tensioni sociali potrebbero
    sfociare in una nuova era di piombo, ma dobbiamo raccogliere
    la sfida con coraggio: c’è in ballo il benessere e la libertà di una intera civiltà.

    LibertariOnLine: Evviva la Monti REVOLUTION!

    sì, ci aspettano mesi difficili,
    ma alla fine della fiera, cioè
    quando sarà realizzato completamente
    il "pacchetto" delle misure salva italia,
    ci troveremo per redditi e diritti,
    al livello del burkina faso.

    saremo altamente competitivi,
    e le agenzie di rating ci daranno
    delle pagelle d'oro.

  3. #3
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    si pero' nessuno dice che Monti vuol far assumere le partite iva e aumentare i contributi dei precari per renderli meno convenienti, siete molto faziosi su questo forum
    Ultima modifica di giorgio.orwell; 21-03-12 alle 21:30

  4. #4
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio.orwell Visualizza Messaggio
    si pero' nessuno dice che Monti vuol far assumere le partite iva e aumentare i contributi dei precari per renderli meno convenienti, siete molto faziosi su questo forum
    sulle p iva ok ... magari doveva abbassare i contributi a quelli fissi.... non alzare quelli dei flessibili..
    questi sono buoni solo ad aumentare le tasse, mai a tagliare un po di spesa pubblica clientelare....
    Ultima modifica di blobb; 21-03-12 alle 21:35
    clash bankrobber

  5. #5
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    Citazione Originariamente Scritto da giorgio.orwell Visualizza Messaggio
    si pero' nessuno dice che Monti vuol far assumere le partite iva e aumentare i contributi dei precari per renderli meno convenienti, siete molto faziosi su questo forum
    Vero!
    Trasforma i contratti a tempo determinato e quindi i contratti precari in contratti a tempo indeterminato LICENZIABILI...onf:

    Scusate ma che differenza c'è tra un contratto a tempo determinato ed uno a tempo indeterminato che permette di licenziare con 27 mensilità?

    Sinceramente non la vedo!ncav:

    Saluti

  6. #6
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    Citazione Originariamente Scritto da Cristo Visualizza Messaggio
    Là dove non poterono 15 anni di berlusconismo, bastarono pochi mesi di Governo Monti. Dopo decenni caratterizzati da un mercato del lavoro ingessato, con i sindacati fra i principali attori protagonisti di una paralisi del sistema che ha condotto l’Italia sin quasi alla bancarotta, finalmente qualcosa si è smosso, ed il totem dell’articolo 18 è fragorosamente quanto clamorosamente caduto. Certo, come sottolineato da molti non basta prevedere minori vincoli ai licenziamenti per far tornare a crescere il paese, ed in una situazione di grave depressione economica come l’attuale saranno presumibilmente non poche le famiglie che risentiranno di un simile provvedimento, almeno nell’immediato. Ma la battaglia culturale che sottende alla riforma del lavoro è di quelle campali, e se non vogliamo fermarci ad una analisi dal respiro corto e dal raggio ristretto, la novità non può che essere accolta con soddisfazione.

    Si dirà che i punti dolenti della riforma sono molti, ed è purtroppo vero: non si tocca ad esempio il cuneo fiscale, confermando a carico di imprese e lavoratori una pressione fiscale dai risvolti tirannici, e si rendono più onerosi i contratti a termine, che in questi anni difficili hanno costituito l’ancora di salvezza per molti giovani, tanto per ricordare due delle pecche più evidenti. Ma la svolta culturale è di quelle epocali, e potrebbe segnare per sempre la storia del nostro paese chiudendo il primo tratto di quella parabola riformatrice che un coraggioso Marchionne ha aperto solo pochi mesi fa. Adesso servono ovviamente molti altri passi, che portino ad una maggiore flessibilità anche in entrata e che liberino finalmente risorse ed energie senza inutili arroccamenti a difesa di quelli che non sono diritti inalienabili, bensì privilegi legati ad una stagione di benessere che pare oramai distante. Ma lo scalino culturale è stato superato, pre-condizione indispensabile per poter finalmente discutere di lavoro in modo sereno, costruttivo e teso alla crescita.

    La concertazione – sistema immorale ed illiberale - il ricorso continuo alla cassa integrazione – ammortizzatore antisociale che rappresenta una grave violazione del diritto di proprietà e libertà individuale – e la diffusione incessante di quella mentalità da posto fisso di cui non si sottolineerà mai abbastanza la pericolosità, vanno finalmente in soffitta, e tanti saluti alle ricette trite e ritrite di certa politica politicante, che daranno certo i loro frutti nelle cabine elettorali, ma che alla prova dei fatti falliscono puntualmente anno dopo anno. La presunta disparità fra datori di lavoro e dipendenti – che in realtà navigano ai lati opposti della stessa barca – aveva finito col relegare i primi al ruolo di moderni schiavi, i cui diritti di proprietà venivano quotidianamente vilipesi in nome di un socialismo che negli anni ha semplicemente cambiato pelle, ma che nella sostanza ha continuato a modellare un sistema in cui si faceva oramai impresa non in ragione del profitto, bensì per una “ragion di Stato”.

    Ci aspettano mesi difficili, in cui il pesante carico fiscale ci farà ancora soffocare ed in cui le tensioni sociali potrebbero sfociare in una nuova era di piombo, ma dobbiamo raccogliere la sfida con coraggio: c’è in ballo il benessere e la libertà di una intera civiltà.

    LibertariOnLine: Evviva la Monti REVOLUTION!

    ecco dove finirà la monti revolution....ostridicolo:



    e insieme a lei tutti quelli che si sono fatti comprare per un tozzo di pane raffermo....... !!

  7. #7
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    Predefinito Re: Evviva la Monti revolution!

    Citazione Originariamente Scritto da Il Pasquino Visualizza Messaggio
    Vero!
    Trasforma i contratti a tempo determinato e quindi i contratti precari in contratti a tempo indeterminato LICENZIABILI...onf:

    Scusate ma che differenza c'è tra un contratto a tempo determinato ed uno a tempo indeterminato che permette di licenziare con 27 mensilità?

    Sinceramente non la vedo!ncav:

    Saluti
    che se lavori a tempo indeterminato non puoi essere licenziato senza giusta causa, semplice.

 

 

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