Da 20 giorni a un’ora soltanto. Il Comune di Prato ha dato un bel taglio alla burocrazia: è riuscito ad abbattere del 500% i tempi di attesa per le pratiche Dia, la Denuncia di inizio attività necessaria per eseguire modifiche in un immobile. Il merito va allo storico modello Toyota attraverso l’applicazione della «settimana di miglioramento rapido», uno strumento che si basa su un principio semplice: «È possibile fare tutto e subito, ottenendo grandi risultati in tempi brevi». Principio che si dimentica troppo spesso.
A Prato, invece, un primo passo è stato compiuto. Il cittadino non deve più attendere 20 giorni, tra sportelli e perizie, prima di ottenere una risposta alla Dia. Adesso al Comune basta un’ora per emettere un responso: appena riceve la domanda del cittadino, indice un’istruttoria. Periti e tecnici edilizi eseguono l’esame senza perdite di tempo e il richiedente esce dagli uffici portando in tasca le pratiche già chiuse.
L’iniziativa è partita lo scorso marzo e i primi tre mesi sono serviti da test. In giugno sono state tirate le somme: l’84% dei cittadini ha avuto risposta entro un’ora. Il restante 16% ha aspettato 5 giorni, ma in questi casi i tempi si sono allungati perché è dovuta intervenire la Commissione edilizia, poiché le domande riguardavano grossi interventi per i quali non basta la risposta del Comune. «In questo modo abbiamo voluto anche contribuire alla ripresa dell’edilizia privata» dice a Economy Filippo Foti, dirigente del settore Innovazione e comunicazione del Comune di Prato e responsabile del progetto: nel 2008 sono state consegnate 2.200 pratiche Dia, ma la città si aspetta che il numero aumenti. La novità dovrebbe insomma incentivare gli investimenti nell’edilizia e rilanciare il distretto.
«Fare tutto subito», almeno in materia di Dia, è stato possibile grazie a un modello elaborato dai tecnici comunali e da Maggioli, un gruppo romagnolo che offre soluzioni gestionali per migliorare l’efficacia nella Pubblica amministrazione. Dopo avere scelto l’edilizia come settore in cui sperimentare la «settimana di miglioramento rapido», l’intero flusso delle richieste è stato canalizzato in modo molto più razionale: le pratiche simili sono ora gestite contemporaneamente e le risorse umane vengono impiegate su più fronti.
Ha di che essere contento anche il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che dell’efficienza ha fatto il suo cavallo di battaglia. Tanto più che Prato non ha intenzione di fermarsi alle Dia. «Abbiamo messo a punto un metodo che potrà essere facilmente utilizzato per altri servizi» continua Foti. «Abbiamo già individuato altri campi d’intervento: il rilascio delle autorizzazioni a occupare suolo pubblico, l’uso delle videoconferenze e le pratiche annonarie».
L’intervento sull’annona, che consentirebbe di snellire le pratiche delle licenze commerciali, è uno dei più attesi. E potrebbe essere anche il preludio a un modello in grado di liberare gli imprenditori dai cavilli burocratici, consentendo di costituire davvero «un’impresa in sette giorni». Se non addirittura in uno solo.

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