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Discussione: Osservatorio Sardegna

  1. #1
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    Predefinito Osservatorio Sardegna

    Solo cronaca rosa nella Svizzera del mediterraneo....


    L'UNIONE SARDA.it > Approfondimenti > Olbia sotto assedio della malavita Si chiude un anno nero, allarme sicurezza

    Olbia sotto assedio della malavita
    Si chiude un anno nero, allarme sicurezza
    di Nicola Pinna

    Un locale di Olbia distrutto dal fuoco Un locale di Olbia distrutto dal fuoco
    Questa non è un'esagerazione architettata dai soliti giornalisti specializzati nell'allarmismo. Olbia è un braciere e a dirlo sono i dati e non le analisi sociologiche. Sfogliando l'archivio de L'Unione Sarda non è stato tanto facile ricostruire ciò che è successo nel 2011. Eppure, il riassunto non comprende tutti gli episodi che preoccupano i cittadini. Mancano i furti nei negozi, nelle abitazioni della città e nelle ville al mare. Mancano le rapine nei negozietti e nei supermercati, gli assalti alle ville della periferia. Mancano gli atti vandalici messi a segno a cadenza quotidiana: cosa siano in grado di fare i teppisti lo sanno bene tutti quelli non hanno la fortuna di avere un garage. Per ora abbiamo (ri)raccontato solo ciò che è avvenuto in città, ma la delinquenza ha superato spesso i confini del capoluogo. I piromani, i rapinatori, i ladri, gli attentatori e anche gli assassini si sono fatti notare in tutto il resto della Gallura e per questo il 2011 sarà ricordato come un vero incubo. Gli uomini con le stellette non si offendano, ma qui forse vale la pena di ripensare le strategie della sicurezza pubblica.

  2. #2
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    La massoneria e la malavita nel business eolico della Sardegna?
    Le indagini sul business eolico della Sardegna sembrano portare alla luce i soliti gelatinosi comitati d'affari
    La massoneria e la malavita nel business eolico della Sardegna?

    Febbraio 2009 può essere considerato il mese dell’onnipotenza di Silvio Berlusconi.
    Nel Febbraio del 2009, con la vittoria di Ugo Cappellacci, figlio di un commercialista sardo di Berlusconi e nipote di uno degli autori dello Statuto che regola la Regione Sardegna, il messaggio di Berlusconi all’Italia poteva essere tradotto con qualcosa del tipo: “Vinco anche se candido il mio portiere”.
    E per la verità ci provò anche con un vero portiere candidando Giovanni Galli come Sindaco del comune di Firenze.
    Ugo Cappellacci fu subito ribattezzato durante la campagna elettorale Cappellacci-dì-qualcosa-anche-tu , già perché lo stesso faceva da tappezzeria o da guardia del corpo ai soliloqui di Silvio Berlusconi.

    Già allora l’obiettivo ultimo era la cementificazione della Sardegna, una terra che offre squarci incantevoli.
    Le ultime notizie, dal G8 in poi, dall’ex Arsenale dato quasi in comodato d’uso gratuito ad una società di Emma Marcegaglia in poi è evidente che il nuovo terreno di conquista è la Sardegna.
    Tolto Renato Soru, a volte un vero rompiscatole anche per il Pd, con Cappellacci ad avvallare ogni capriccio, si stanno scatenando gli speculatori.
    Ed ecco spuntare i soliti poteri forti.
    Nel mirino della magistratura per gli affari sardi sull’eolico, che rappresenta il cavallo di troia per altre speculazioni edilizie, sono finiti esponenti della politica, come uno dei coordinatori del Pdl Denis Verdini; politici locali, come il Governatore Ugo Cappellacci e l’assessore Pinello Cossu, e il solito mastice, la solita colla o gelatina tra politica finanza e malavita rappresentata nell’affare eolico dal ben noto faccendiere Flavio Carboni.
    Personaggio singolare questo Flavio Carboni, uno spiritello che salta fuori ogni volta che si sente un vago odore di Massoneria.
    Già la Sardegna è una terra particolare per la Massoneria, un tempo si soleva dire che ogni sardo importante non poteva non essere che un affiliato alla Massoneria, adesso vien fuori un delicato intreccio che vede uno come Denis Verdini (Cossiga qualche anno fa lo indicò come uomo della Massoneria nel Governo, ma lui smentì), indagato insieme a Flavio Carboni ( e sappiamo il peso della massoneria nel caso Calvi e nella Banda della Magliana) e ad una famiglia di camorristi con un occhio al Business eolico.
    Il tutto sotto la presidenza di un premier, Silvio Berlusconi, tessera P2 numero 1816.
    Il tutto mentre le associazioni ecologiste quali il Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, ricordando che tutti i progetti di centrali eoliche off shore recentemente presentati (ben sei, dal Sinis al Golfo di Oristano, dal Golfo degli Angeli al Golfo di Palmas) appaiono fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia, siti dettati da esigenze speculative (es. certificati verdi) che da effettive necessità, ribadiscono la loro netta opposizione all’eolico selvaggio.

    Una volta operato uno scempio in alcuni luoghi sarà più facile costruire e speculare in zone ugualmente sensibili.
    La logica e lo scopo è innalzare, qui e adesso, i piloni dell’eolico per costruire, là e domani, una villa o un complesso turistico in qualche incantevole baia ed insenatura che la Sardegna sa offrire.

    Massimo Bencivenga

  3. #3
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Il compagno della madre si è impiccato
    Era un giovane scultore disoccupato

    Previsioni meteo

    Sardegna comune per comune
    Guarda l'Agenda

    Tutto su trasporti e appuntamenti
    Guida Spiagge

    La guida alle spiagge della Sardegna

    Era uno scultore, anche apprezzato nel Sulcis, Igor Garau, il giovane di 30 anni che si è impiccato dopo aver ferito la compagna, Daniela Sulas, di 22 anni, al culmine di una lite avvenuta nella loro abitazione a Sant'Antioco, dove è morto Mirko, di 2 anni e mezzo, per cause ancora da accertare.

    Garau era attualmente disoccupato ma si arrangiava con la sua grande passione, la scultura. Di recente aveva anche fatto domanda per entrare a lavorare nella cooperativa sociale San Lorenzo di Iglesias, che si occupa del recupero e assistenza di persone disagiate. Amici e parenti in paese lo ricordano come un bravo ragazzo che non aveva mai avuto problemi. '"Li avevo visti il giorno prima - racconta l'assessore alle Politiche sociali, Mariella Piredda - proprio non riesco ancora a capacitarmi di quanto successo, erano due persone tranquille". La coppia era seguita dagli assistenti sociali del Comune per le loro precarie condizioni economiche: giornalmente si recavano negli uffici per la consegna dei buoni pasto. Nel suo profilo facebook, Garau si raccontava come un artista. "Adoro l'arte, l'archeologia in generale. Mi diletto a realizzare sculture su legno e pietra", si legge ancora oggi sul social network. Il paese è sotto choc per la tragedia. Incredulo lo zio del bambino, Andrea, fratello del padre di Mirko che si era separato da Daniela Sulas. "Non ci sono parole - ripete con un tono di voce basso - il bambino è mio nipote. Non sappiamo però ancora nulla".

    Venerdì 16 marzo 2012 07.04

  4. #4
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Azz addirittura la disoccupazione è un problema sociale che porta al suicidio. Azz e ora morfeo come le dice le sue cazzate sul nazionale?

  5. #5
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    ancora non l'hai digerita?


  6. #6
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    non me ne frega niente della partita. non andare off topic, grazie.
    Ultima modifica di José Frasquelo; 16-03-12 alle 10:20

  7. #7
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Citazione Originariamente Scritto da Eraclio Visualizza Messaggio
    La massoneria e la malavita nel business eolico della Sardegna?
    Le indagini sul business eolico della Sardegna sembrano portare alla luce i soliti gelatinosi comitati d'affari
    La massoneria e la malavita nel business eolico della Sardegna?

    Febbraio 2009 può essere considerato il mese dell’onnipotenza di Silvio Berlusconi.
    Nel Febbraio del 2009, con la vittoria di Ugo Cappellacci, figlio di un commercialista sardo di Berlusconi e nipote di uno degli autori dello Statuto che regola la Regione Sardegna, il messaggio di Berlusconi all’Italia poteva essere tradotto con qualcosa del tipo: “Vinco anche se candido il mio portiere”.
    E per la verità ci provò anche con un vero portiere candidando Giovanni Galli come Sindaco del comune di Firenze.
    Ugo Cappellacci fu subito ribattezzato durante la campagna elettorale Cappellacci-dì-qualcosa-anche-tu , già perché lo stesso faceva da tappezzeria o da guardia del corpo ai soliloqui di Silvio Berlusconi.

    Già allora l’obiettivo ultimo era la cementificazione della Sardegna, una terra che offre squarci incantevoli.
    Le ultime notizie, dal G8 in poi, dall’ex Arsenale dato quasi in comodato d’uso gratuito ad una società di Emma Marcegaglia in poi è evidente che il nuovo terreno di conquista è la Sardegna.
    Tolto Renato Soru, a volte un vero rompiscatole anche per il Pd, con Cappellacci ad avvallare ogni capriccio, si stanno scatenando gli speculatori.
    Ed ecco spuntare i soliti poteri forti.
    Nel mirino della magistratura per gli affari sardi sull’eolico, che rappresenta il cavallo di troia per altre speculazioni edilizie, sono finiti esponenti della politica, come uno dei coordinatori del Pdl Denis Verdini; politici locali, come il Governatore Ugo Cappellacci e l’assessore Pinello Cossu, e il solito mastice, la solita colla o gelatina tra politica finanza e malavita rappresentata nell’affare eolico dal ben noto faccendiere Flavio Carboni.
    Personaggio singolare questo Flavio Carboni, uno spiritello che salta fuori ogni volta che si sente un vago odore di Massoneria.
    Già la Sardegna è una terra particolare per la Massoneria, un tempo si soleva dire che ogni sardo importante non poteva non essere che un affiliato alla Massoneria, adesso vien fuori un delicato intreccio che vede uno come Denis Verdini (Cossiga qualche anno fa lo indicò come uomo della Massoneria nel Governo, ma lui smentì), indagato insieme a Flavio Carboni ( e sappiamo il peso della massoneria nel caso Calvi e nella Banda della Magliana) e ad una famiglia di camorristi con un occhio al Business eolico.
    Il tutto sotto la presidenza di un premier, Silvio Berlusconi, tessera P2 numero 1816.
    Il tutto mentre le associazioni ecologiste quali il Gruppo d’Intervento Giuridico e Amici della Terra, ricordando che tutti i progetti di centrali eoliche off shore recentemente presentati (ben sei, dal Sinis al Golfo di Oristano, dal Golfo degli Angeli al Golfo di Palmas) appaiono fuori da qualsiasi ipotesi della pianificazione regionale in materia, siti dettati da esigenze speculative (es. certificati verdi) che da effettive necessità, ribadiscono la loro netta opposizione all’eolico selvaggio.

    Una volta operato uno scempio in alcuni luoghi sarà più facile costruire e speculare in zone ugualmente sensibili.
    La logica e lo scopo è innalzare, qui e adesso, i piloni dell’eolico per costruire, là e domani, una villa o un complesso turistico in qualche incantevole baia ed insenatura che la Sardegna sa offrire.

    Massimo Bencivenga
    La massoneria in Sardegna è molto, molto forte ed ha influenzato la storia d'Italia in molti e diversi periodi della storia d'Italia.
    Sono cose che non tutti sanno nemmeno in Sardegna.
    "Bad karma"

  8. #8
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Visto che ti sei preso la briga di aprire un "Osservatorio Sardegna", ti propongo questo interessante articolo sul perché certi sardi odino i napoletani.
    Certo non avevo bisogno dell'ottimo Giulio Angioni per rifletterci su, era una cosa nota.

    RAZZISMO MADE IN CAGLIARI QUANDO I CATTIVI SIAMO NOI
    RAZZISMO MADE IN CAGLIARI QUANDO I CATTIVI SIAMO NOI

    Quando Giulio Angioni riflette sul fatto che i sardi si siano scoperti razzisti nei confronti dei napoletani e si interroga sulle cause ci pone di fronte a un fatto che sarebbe meglio non sottovalutare.

    di D.G.

    Non mi preoccupano i 'buu' scagliati dalla curva all'indirizzo di questo o quel giocatore della squadra avversaria durante Cagliari – Inter. Chi conosce la Curva e gli ultras sa perfettamente che questo genere di cori hanno un carattere specifico all'interno della curva e che nel momento in cui vengono cantati vanno presi come un'amplificazione teatrale di una società parallela, quella della curva appunto e che possono essere letti in quella chiave soltanto e fuori dall'equazione giornalistica classica.

    Al contrario se di razzismo si vuol parlare allora bisognerebbe affrontare l'argomento Napoli. Non sono sicuro che le radici di quest'odio vadano ricercate nella notte dei tempi. Non per i sardi almeno. Sono del parere che c'è un evento in particolare che può essere stato il motore di un'escalation di razzismo che ha compromesso l'immagine dei napoletani agli occhi dei sardi e ha fatto in modo che su di loro si incollasse il marchio d'infamia, la convinzione della loro inferiorità.

    Con non poca imprudenza sostengo che le radici di un odio così forte vanno ricercate proprio in ambito calcistico, nello spareggio tra Cagliari e Piacenza, partita giocata a Napoli nel 1997 che metteva di fronte due squadre, in un campo neutro, che si stavano giocando l'opportunità di rimanere in serie A.

    Non si è trattato di un evento squisitamente calcistico, ma di una mobilitazione di massa che portò circa 20000 sardi al S. Paolo, cifra che se letta con gli occhi di oggi, solo tredici anni dopo, ha dell'incredibile.
    Le ricostruzioni di quella giornata sono molto confuse, addirittura controverse, ma convergono tutte su un epilogo che vede scoppiare contro i tifosi sardi l'ira dei napoletani, da un certo punto della partita in poi, e protrarsi oltre i minuti effettivi di gioco fino alle strade della città.

    Questa è la storia che tutti conosciamo, o forse quella che ci interessa. Ma qualcosa non torna.

    Nel corso di una ricerca da me condotta sul tifo calcistico a Cagliari tra il 2006 e il 2009, uno degli ultras che intervistai ricostruì la vicenda prendendo in considerazione diversi accadimenti che riguardano soprattutto quanto successo all'inizio di quella giornata fino allo scadere del primo tempo. Il supporter sostiene che fin dall'arrivo nella città partenopea vi furono, da parte di un gruppo di tifosi cagliaritani, dei comportamenti provocatori e addirittura dei cori di dileggio verso i napoletani. Si tratta probabilmente, è vero, di un fatto circoscritto a un piccolo gruppo di tifosi più accesi, che non rispecchia il clima di generale serenità della spedizione sarda, ma che, come vedremo, può scatenare seri cambiamenti nella prospettiva del tifo, soprattutto quando il coinvolgimento emotivo del pubblico, si trova all'apice.

    E' importante premettere che è impossibile immaginare che il comportamento di 20000 persone fosse omogeneo partendo dal presupposto che si trattava di un pubblico misto che comprendeva giovani e anziani, talvolta addirittura bambini. Tuttavia al comportamento degli ultras dobbiamo dare, in queste occasioni, un'attenzione particolare, dal momento che i loro codici comunicativi sono ritualizzati e che le tifoserie presenti in uno stadio si osservano e si confrontano per tutto l'arco della partita. Questa premessa dev'essere fatta in primo luogo per anticipare che ciò che nel tifo vale per uno spettatore non sempre vale per un gruppo di tifosi organizzati e viceversa.

    La testimonianza del sopracitato ultras ricostruisce l'innalzarsi della tensione tra la tifoseria cagliaritana e il pubblico partenopeo a partire da due importanti premesse. Innanzitutto l'andamento della partita, che già dalle prime battute della gara vede per il Cagliari avvicinarsi l'ipotesi della retrocessione, questo costituisce un fattore di frustrazione soprattutto per i sostenitori più accesi. In secondo luogo l'ingresso nel settore dei tifosi del Cagliari di un gruppo di rumorosi ragazzini napoletani, probabilmente entrati allo stadio in un secondo momento, ma comunque intenzionati a tifare Cagliari. Questi due eventi insieme scatenano probabilmente un equivoco comunicativo, un black-out nelle effettive intenzioni del pubblico. Spiegata in quest'ottica la trasformazione radicale dei rapporti tra la tifoseria cagliaritana e quella partenopea, secondo questo ultras, nascono quindi da un’incomprensione comunicativa. Non si tratterebbe di un caso isolato e in questo senso è utile la spiegazione che, in merito a questi difetti di comunicazione, fornisce Fabio Dei, spiegando che certi eccessi incontrollabili dipendono da disturbi nella comunicazione: dal fatto cioè che il codice simbolico usato è così sottile che talvolta non viene inteso allo stesso modo dai partecipanti all'evento (1992). In questo caso i tifosi cagliaritani recepiscono in un modo sbagliato i cori dei napoletani.

    La cosa straordinaria è che questo fenomeno in questo caso non coinvolge soltanto una parte del pubblico, quella più accesa, ma una parte più ampia dei partecipanti all'evento. Ne è dimostrazione il fatto che diventano protagonisti di scontri fuori dallo stadio anche altri individui che quel giorno non si erano nemmeno recati allo stadio.

    Inutile dire che non si sta cercando di giustificare gli atti inqualificabili di violenza che si sono ripetuti ai danni dei tifosi del Cagliari. Si vuole piuttosto spiegare quali possono essere state le cause di un odio tra le tifoserie che tutt'oggi resiste e di cui, prima del '97 non ci sono segnali documentati.

    Alla domanda di professor Angioni si può forse rispondere che gli eventi di quella giornata hanno in qualche modo fatto sì che si incancrenisse una forma di razzismo verso i napoletani, a partire dalla cattiva accoglienza che ai tifosi sardi è stata riservata in quella occasione. Ma se non possiamo dire con certezza che non ci fosse una forma di avversione verso i napoletani anche prima di quella gara, possiamo invece dire con certezza che se questa avversione ci fosse stata anche prima, dallo spareggio Cagliari – Vicenza in poi, questa ha trovato forti motivazioni per diventare più forte.

    Il calcio oltre che uno sport è un fenomeno sociale totalizzante. Sentimenti come la gioia, l'euforia, la rabbia e e l'odio, vengono fortemente amplificati.

    La cosa che risulta interessante è che questa ostilità si è allargata a macchia d'olio anche per moltissimi sardi che con il calcio non hanno nulla a che fare, che non seguono le partite di calcio, che non sanno chi sia Conti o Cossu, che a mala pena hanno sentito parlare delle prodezze di Gigi Riva.

    Naturalmente in questo contesto lo stadio dovrebbe rappresentare il luogo di risoluzione delle controversie e dovrebbero essere gli ultras a condurre le manifestazioni d'odio più acceso. Tuttavia così non è. Le nuove disposizioni in materia di sicurezza negli stadi impediscono l'arrivo degli ultras partenopei il che rende impossibile lo scontro, cosa che ha fatto giungere una tifoseria intransigente sui valori ultras come gli Sconvolts ad evitare qualunque coro di dileggio, sulla base della logica per cui se una tifoseria non è presente è inutile insultarla o provocarla.

    Navigando sui blog in cerca di informazioni mi sono per caso imbattuto in una lettera che un tifoso del Napoli ha spedito a un direttore di un quotidiano in cui descrive il modo in cui il pubblico e gli steward della tribuna laterale Nord avrebbero insultato e addirittura sputato lui e il suo gruppo di amici, in tutto una decina di ragazzi che per ragioni di lavoro si trovano nella nostra isola.

    E' evidente che in questo contesto le responsabilità sono tutte nostre e che si tratta di una forma di razzismo che come tutte le forme di razzismo irrimediabilmente costringe la ragione nell'ombra. L'odio verso i napoletani è un esempio di come, qualche volta, nelle storie che sentiamo o che ci raccontiamo, ci scopriamo essere noi i cattivi.
    Poi...giocare con gli stereotipi è sempre divertente, ma l'importante è che tutti capiscano che è solo un gioco.
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  9. #9
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Citazione Originariamente Scritto da Naitmer Visualizza Messaggio
    ancora non l'hai digerita?

    scusa Naitmer...ma seriamente, dopo aver preso 6 pappine dal Napoli sarebbe lui che dovrebbe digerire? :sofico:
    I "sud tirolesi":"Noi non ci sentiamo padani perché abbiamo un patrimonio genetico basato sulla legalità, sulla convivenza, sul rispetto delle diverse tradizioni culturali purché non lesive della libertà altrui..."

  10. #10
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    Predefinito Re: Osservatorio Sardegna

    Citazione Originariamente Scritto da Eraclio Visualizza Messaggio
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    L'UNIONE SARDA.it > Approfondimenti > Olbia sotto assedio della malavita Si chiude un anno nero, allarme sicurezza

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    ma questo è spam o no? lo spam non viene piu' sanzionato??


 

 
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