Diagnosticata la sindrome da suicidio collettivo?
E' consuetudine della medicina ufficiale e in particolare della psichiatria, inventarsi periodicamente delle nuove malattie quando si presentino contemporaneamente sintomi in precedenza già noti singolarmente. E' il caso, per esempio, della sindrome da deficit di attenzione e, presumubilmente, dell'AIDS.
Si tratta di espedienti per mettere sul mercato cure per malattie inesistenti in ossequio al mito del progresso illimitato di stampo illuminista: la medicina ha fatto tanti progressi che ormai più nessuno è sano.
Sarà che sono stato contagiato da questa moda ma voglio anch'io proporre alla comunità scientifica un nuovo morbo molto grave che ancora non è stato diagnosticato, facendo la somma di patologie già presenti in società: la sindrome da suicidio collettivo dell'Occidente.
Leggendo vari articoli in internet si scopre che sono in aumento nelle nuove generazioni disturbi come dislessia e disgrafia, celiachia, autismo, intolleranza alimentari varie e allergie.
Si possono fare diverse ipotesi sulle cause di questa aumentata incidenza.
Personalmente, in assenza di ricerche mirate, sposerei la tesi di chi riconduce queste malattie alle vaccinazioni a tappeto, ma se anche questa tesi venisse dimostrata si tratterebbe di una spiegazione insufficiente e troppo circoscritta all'ambito medico, un errore gravissimo perché la completa comprensione di un fenomeno ci impone di guardarlo nel contesto del mondo tutto, e non inqudrandolo in una disciplina a compartimenti stagni.
Le vaccinazioni insomma potrebbero essere la causa medica e immediata di questi problemi in crescita, ma ancor più a monte occorre chiedersi quale sia la causa prima, cos'è che ci porta ad abusare di pratiche mediche, sociali, economiche tali da produrre simili effetti.
E per farlo basta ragionare sul modo in cui si manifestano le malattie sopra citate, la celiachia, la dilessia e disgrafia, l'autismo, le allergie e fare una diagnosi non più sul singolo ma sul popolo che ne soffre.
Che civiltà è una civiltà i cui figli faticano a mangiare, a leggere e scrivere, a comprendere la realtà, a tollerare le espressioni dell'ambiente e della Natura?
Una civiltà giovane, in ascesa, con voglia di vivere, mette al mondo figli sani capaci di digerire i sassi, respirare schegge di vetro, imparare a memorie libri interi.
L'Occidente sta mettendo al mondo figli intolleranti al pane (!), insofferenti all'esplosione di vita della primavera (allergie ai pollini), incapaci di gustare da piccoli le letture più interessanti.
L'Occidente è una civiltà in decadenza, rappresenta un modello fallimentare e nega i più alti livelli dell'esistenza: questa sua decadenza non costituisce un prodotto spontaneo della Storia, ma un progetto umano voluto e ricercato proprio perché ad essa ci si sta arrivando attraverso un abuso delle proprie capacità e un'esasperazione dei risultati raggiunti.






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