"Ventriloquare" non è termine previsto dalla nostra lingua. In effetti, è una forzatura del sostantivo "ventriloquo", utile a sintetizzare il giudizio su come il quotidiano riporti le notizie riguardanti Berlusconi. Il ventriloquo, come risaputo, è quegli capace di dissimulare l'origine del suono emesso dalle proprie corde vocali, facendola percepire come proveniente da altrove.
La Repubblica "parla", esprime concetti, enuncia discorsi, pronuncia frasi ad effetto, tutto quello che può danneggiare, sempre e comunque, l'odiato Cavaliere. "Ventriloqua" il tutto, di modo che a pronunciarlo risulti lo stesso Berlusconi. Quindi, si industria a farne risaltare le negatività, le inopportunità, le esagerazioni. Al punto, questo modo scorretto di "informare", che molti, volessero conoscere il pensiero del Cav., non sembrano più neppure cercare la fonte diretta ma, piuttosto, lo specifico articolo del giornale, trovando in questo quello che più piace, che più conviene, il motivo di odio, cioè, per il personaggio, pure se camuffato.
I "molti", inutile dirlo, sono i Sinistri, gli antiberlusconiani tutti. Questi, con la loro pregiudiziale interessata fiducia nelle parole de La Repubblica, contribuiscono alla divulgazione di falsità, rendendosi complici di una deleteria tecnica giornalistica, intesa a distruggere il comune avversario, il nemico per antonomasia, persino simulando la realtà o creandone una fittizia.
Mi rendo conto che questo constatare e condannare un pessimo, deleterio, sistema di informazione, troverà del tutto scettici, forse pure scandalizzati, i suddetti interessati fruitori del disonesto servizio, ma, a volte, il desiderio di dire le cose come si vivono, si avvertono, si giudicano, non si sofferma a valutare, calcolare reazioni contrarie, eventuali utilità. Sopravvale la voglia di partecipare il proprio pensiero, fosse pure di prevedibile minoranza, per il gusto della sfida...pure.




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